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Review Realme 12 Pro+ 5G: il medio gamma sfida i “big” della fotografia

La promessa fatta da Realme nel 2023 con l’11 Pro+, cioè di sfidare i big brand della fotografia su smartphone, è stata mantenuta con il 12 Pro+. Ammettiamo subito due cose: ci ha stupiti per la resa fotografica e ci è piaciuto perché, finalmente, tutti i dettagli di questo smartphone sono stati sapientemente curati e cullati da Realme. Ciò che evinciamo dall’utilizzo del Realme 12 Pro+ 5G è che il brand ha capito come e dove intervenire per proporre un vero e proprio smartphone a meno di 600 euro (la versione in test da 12+512 GB costa 549 euro – prezzo di listino – ma non mancano offerte interessanti) ma che è capace di garantire prestazioni fotografiche e complessive tali da lasciare a bocca aperta. Durante la conferenza di presentazione del 12 Pro+ 5G, Realme ha ufficializzato la politica di aggiornamenti: due anni per le major release di Android e tre anni per le patch di sicurezza.

Realme non ha puntato sul binomio con brand storici della fotografia per corredare l’approccio computational photography con algoritmi co-ingegnerizzati. Eppure la sezione algoritmica è valida e sfrutta al massimo le doti delle ottiche presenti. Che sono quattro e poi vedremo come sono composte. Realme punta tantissimo sul fronte fotografico perché, come detto, aveva già provato a fare un passo con l’11 Pro+ del 2023 (qui la nostra recensione) ma puntando sui cavalli sbagliati: il sensore da 200 Mpixel assistito da un hardware non all’altezza dell’esigente modulo fotografico, tanto che l’Isocell HP3 di Samsung era stato adattato per non appesantire l’elaborazione. Che comunque era troppo per il MediaTek Dimensity 7050 sul modello 2023.

Il Realme 12 Pro+ 5G ci aveva già convinto dalla scheda tecnica, ben più equilibrata e potenzialmente foriera di maggiori soddisfazioni. Così è stato. Tanto che siamo tornati sul “luogo del delitto”, ossia a fare le foto presso la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano e nella piazza della Scala di Milano, laddove Realme aveva usato alcuni scorci come benchmark per misurare la sezione imaging. Potete trovare qui gli scatti fatti con l’11 Pro+ 5G: https://www.igizmo.it/fast-review-realme-11-pro-5g-all-in-sui-200-mpixel/. Nonostante i 200 Mpixel, i dettagli latitavano e le foto risultavano a tratti sovraesposte e quasi esasperate nei colori. Preso lo stesso benchmark, le foto del 12 Pro+ 5G sono migliori in ogni aspetto, anche per fedeltà della condizione di luce fotografata.

Realme 12 Pro+ 5GRealme 11 Pro+ 5G

Realme non è partita da un foglio bianco per il 12 Pro+ 5G ma quasi. Ha mantenuto quanto di buono proposto dalla precedente versione, come l’estetica impreziosita dalla colorazione “Rolex” blu e oro. Non a caso il colore si chiama Submarine Blue realizzato dal designer Ollivier Saveo, il cui CV dimostra una certa attinenza con le finiture da oreficeria sfoggiate dallo smartphone. Partendo dall’estetica ha usato il bisturi per intervenire dove serviva. Il balzo in avanti è enorme.

Intanto i moduli fotografici sono organizzati con un approccio da flagship, nel modulo rotondo posteriore che integra anche il teleobiettivo con periscopio. Le dimensioni sono rimaste contenuto mentre il display è rimasto sostanzialmente uguale come specifiche tecniche (6,7″, 10 bit, 120 Hz, 950 nit di luminosità massima, 2.412×1.080 pixel, 20,1:9) ma è meglio calibrato grazie all’interfaccia RealmeUI 5.0 basata su Android 14 e animata dal SoC Qualcomm Snapdragon 7s Gen 2 (4 nm) capace di superare i 600mila punti in Antutu v10. Sinonimo di prestazioni adeguate a qualsiasi necessità di utilizzo, anche gaming per quanto non spinto a livelli top. Il tutto è tenuto acceso dalla batteria da 5.000 mAh, che si ricarica velocemente con l’alimentatore SuperVooc da 67 Watt: in circa 40 minuti si passa da 0% al 100%; in 20 minuti dal 30% a circa il 90%.

Un hardware sistemato nei punti giusti, perfino nel sistema di raffreddamento del SoC che non scalda veramente mai e assicura un’autonomia ampiamente superiore alla giornata lavorativa nonostante non si rinunci a nulla, finalmente permette a Realme di esprimere le doti fotografiche rimaste sostanzialmente inespresse con l’11 Pro+ 5G. Il 12 Pro+ 5G è erede di un processo ingegneristico di Realme del quale possiamo vedere solo i risultati ma ci sembra essere passato dalla presa di coscienza delle risorse e delle sinergie virtuose ottenibili con la parent company BBK (che controlla tra gli altri Vivo, Oppo e OnePlus).

Così ecco che la Realme UI 5.0 prende a piene mani da ColorOS 14 di Oppo, proponendo un’interfaccia semplice e curata, “stilosa” ci sovviene mentre scriviamo, oltre che ampiamente personalizzabile. E reattiva, va da sé. Le aggiunte di Realme, come per esempio la possibilità di misurare la frequenza cardiaca dal dito usando il reparto fotografico, sono interessanti. Ben più rassicurante è vedere lo smartphone reagire sempre in modo ottimale, valorizzando le doti del pannello Oled con la diverse calibrazioni e non avere mai lag, nemmeno mantenendo fissa la configurazione più impegnativa. Ossia: risoluzione massima, refresh fisso a 120 Hz, modalità colore Pro/Brillante (è migliore il punto di bianco) e memoria dinamica che somma ai 12 GB di serie altri 12 GB estesi utilizzando lo storage (con 512 GB non ha senso limitarsi).

Così come sul fronte software e delle piattaforme hardware, Realme ha attinto per realizzare un comparto fotografico che, allo stato attuale, rappresenta un momento di confronto per tutti gli altri modelli della medesima categoria e, addirittura, riesce a battagliare ad armi pari con brand che vantano partnership fotografiche blasonate. Ancora una volta, sublimazione del know-how che porta la sezione fotografica a mantenere davvero la promessa di “smartphone fotografico mid-range fatta nel 2023”. Lo schema ottico del 12 Pro+ non è solo un’evoluzione di quello dell’11 Pro+: è un vero impianto da flagship. Vediamolo nel dettaglio:

  • sensore principale Sony Imx890 da 50 Mpixel, f/1.8, 24 mm, Ois;
  • teleobiettivo periscopico con sensore Omnivision OV64B da 64 Mpixel, f/2.6, 71 mm, Ois;
  • ultra grandangolare Sony Imx355 da 8Mpixel, f/2.2, 16 mm, Fov di 112°.

Completa la dotazione la fotocamera per selfie da 32 Mpixel, f/2.4, posta al centro in alto del display. Le fotocamera posteriori possono girare video fino a 4K a 30 fps (ma senza stabilizzatore, nemmeno Eis) e Full HD a 60 fps (stabilizzata); non manca la modalità slow motion a 120 fps. Mentre, nelle modalità di scatto specifiche si riconosce la macro, sfruttando il sensore ultra grandangolare, gli effetti come la lunga esposizione, il tilt-shift e la modalità per lo scatto notturno sfruttando lo zoom periscopico per ottenere una luna piuttosto fedele. Ci sono anche filtri per i video, per chi vuole divertirsi a conferire una calibrazione hollywoodiana ai propri filmati. Insomma, l’imaging è paragonabile a molti flagship 2023.

Sì, perché è questa la chiave di volta: Realme nel 12 Pro+ 5G ha messo un concentrato dei migliori flagship del 2023 con un SoC moderno e una dotazione completa sotto ogni punto di vista. Invece di puntare su un singolo sensore ad altissima risoluzione, può contare su un trittico di ottiche ben equilibrate e gestite dalla ben nota app di scatto. Che si affida all’Isp dello Snapdragon 7s Gen 2 per la computational photography, che interviene per perfezionare l’Hdr, il bokeh, la gestione dello stabilizzatore su più assi (importantissima e utilissima con il teleobiettivo periscopico) e la registrazione video di qualità, anche con effetto sfocato per lo sfondo.

Francamente, il Realme 12 Pro+ 5G non fa sentire la mancanza del 200 Mpixel della precedente generazione. Certo, l’ottica ultra grandangolare è da 8 Mpixel, il minimo indispensabile, ma il punto di forza fotografico sono gli altri due obiettivi. Da un lato perché il Sony Imx890 da 50 Mpixel è collaudato e garanzia di risultati egregi in ogni condizione di luce, anche al buio considerando la fascia di appartenenza dello smartphone.

Dal canto suo il teleobiettivo periscopico fornisce lo zoom 3x ottico e supporta il 6x con la tecnologia “in zoom” ossia eseguendo un crop sulla parte centrale dell’Omnivision. Di fatto, è come eseguire un effetto d’ingrandimento 2x. Riassumendo, la scala proposta dall’app di scatto corrisponde a questi sensori:

macro e 0,6x: sensore ultra grandangolare (la stessa dello scorso anno, per quanto discreta);
1x: sensore principale;
2x: crop sul sensore principale;
3x: teleobiettivo periscopico;
6x: crop (2x) sul teleobiettivo periscopico.

Superare il 6x è un esercizio che riesce facile al 12 Pro+ 5G grazie alla computational photography che eseguono un egregio trattamento algoritmico delle informazioni. A 10x la qualità è ancora molto buona. Lo rimane fino a 20x e perfino a 30x, che sono i due fattori di ingrandimento ideali per la luna. A 50x la definizione inizia a degradare. A 120x, il valore massimo dichiarato e possibile, si perdono i dettagli ma rimane uno scatto “credibile” purché si effettuino fotografie di oggetti molto contrastati.

L’intelligenza artificiale c’è ma non si vede perché risulta sempre attiva, salvo quando si passa in modalità Pro (attiva i Raw sull’ottica principale) che consente un controllo manuale su tutti parametri. Se la modalità notturna non delude e rappresenta un netto passo in avanti per quanto finora visto su tutti i modelli Realme, è interessante la funzione “Strada” che consente di scattare sfruttando le lunghezze focali degli obiettivi: 16, 24, 48, 71 e 140 mm per gli appassionati di street photography. Preciso il bokeh e sono sufficientemente coerenti i colori delle immagini scattati con le tre ottiche, il cui passaggio avviene sempre in modo fluido.

Il Realme 12 Pro+ 5G è dunque il telefono perfetto al prezzo proposto? Lo smartphone perfetto non esiste, ma il 12 Pro+ 5G è un netto e sostanziale passo in avanti per il brand che può ora vantare un device fotografico a un prezzo decisamente aggressivo e con un bilanciamento complessivo da fare invidia a chi sfoggia loghi aristocratici della fotografia. Certo, poi manca la IA: non è uno smartphone con intelligenza artificiale generativa o cose di questo tipo. Più semplicemente è un device completo e bello, che per quanto costa propone un rapporto ben calibrato tra qualità, prezzo e design.

Realme 12 Pro+ 5G si destreggia bene anche nel multimedia, grazie al display (anche se non spicca per luminosità di punta) e agli speaker esterni. Non è uno smartphone con prestazioni da “forza bruta” ma assicura un supporto egregio per le app più diffuse e scaricate. Per di più ha un peso contenuto (196 grammi), considerando l’ottica telescopica.

Alla resa dei conti, il 12 Pro+ 5G è il classico modello da non “spacchettare” perché è più interessante il risultato della somma delle singole parti. Se state cercando un device originale e che vi permetta di sperimentare doti fotografiche abbastanza sviluppate, ma senza spendere un capitale, è un modello che va tenuto in conto e visto dal vivo.

Galleria – Foto a 0,6x, 1x, 2x, 3x, 6,x, 10x, 20x, 30x, 50x, 120x
Galleria – Foto con effetto bokeh e in notturna, con luna
Valutazione
Realme 12 Pro+ 5G
Realme scommette sul design e sull'esperienza imaging con il 12 Pro+. Anche la durata della batteria è superiore alla media: tutto questo ha portato a un incremento di prezzo rispetto al predecessore, non eccessivo ma comunque presente. Quest'ultimo aveva una ricarica più rapida e la fotocamera principale da 200 Mpixel, di cui non si sente la mancanza. Anzi. Il display è abbastanza buono, ma ha una luminosità più bassa rispetto ai competitor: nell'uso quotidiano si nota solo se messo a diretto confronto. Il vero punto di svolta è dato dal teleobiettivo periscopio 3x versatile e dal design premium, che proiettano il 12 Pro+ 5G in una fascia superiore nonostante il prezzo. Pro Design elegante e IP65. Elevata durata della batteria. Reparto imaging versatile e con ottimo teleobiettivo 3x. Contro Sensore ultra grandangolare identico al predecessore. Ricarica "solo" da 67 Watt e non supporta la ricarica wireless. Np EIS durante la registrazione video 4K.
4
PUNTEGGIO TOTALE
PURO
GAMEPEOPLE
DIFUZED
FIZZ
PALADONE
OTL
CROCKPOT
MYSTERY BOX
SUBSONIC