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Sgomberiamo subito il campo dai dubbi: la parentela tra V23 5G e V21 è puramente filosofica. Detta altrimenti, entrambi gli smartphone di fascia media di Vivo focalizzano l’attenzione sulle funzioni selfie, siano esse di autoscatto e videocall, e vantano un design compatto, dato dal peso e dal profilo ridotti, grazie al display da 6,44″. Per il resto, le similitudini finiscono qui e il V23 5G è una versione superiore, come si evince anche dal nome, del V21. A dimostrazione di tutto ciò si prenda, per il momento, solo il suffisso 5G: il V23 trae il massimo vantaggio dalle reti di quinta generazione e permette di collegarsi a banda larga, sfruttando al massimo le doti dello smartphone (proposto a 549 euro). Abbiamo provato lo smartphone per due mesi abbondanti e qui di seguito vi proponiamo le nostre considerazioni.

Doti che non sono poche, sia in termini fotografici, sia di utilizzo delle funzioni. Il merito va da una parte alla release più recente del sistema operativo proprietario Funtouch OS 12 basato su Android 12, che ha potenziato ogni segmento di utilizzo (in particolare quello imaging che più è messo in evidenza). E dall’altra parte all’utilizzo di un processore ben equilibrato in termini di prestazioni e consumi: il sorprendente MediaTek Dimensity 920 (6 nm) con architettura octa core asimmetrica. Ossia la geometrica comprende due core Cortex-A78 a 2,5 GHz ad alte prestazioni e sei core Cortex-A55 a 2 GHz di tipo “power efficiency”. Il tutto abbinato a 256 GB di storage e 12 GB di Ram, peraltro estesa di ulteriori 4 GB (riservandoli dallo storage) per ottimizzare l’efficienza. Ne risulta un’interfaccia agile, veloce e reattiva in qualsiasi contesto.

E lo dimostrano anche i benchmark, le cui app hanno fatto segnare i seguenti numeri con la release 12.0.13.23.W30.V000L1 di Funtouch OS:

Antutu: 410.090
Geekbench single-core/multi-core: 732 / 2.135
Geekbench compute: 2.783

Interessante il fatto che il Dimensity 920 non si scompone mai, nemmeno a livello termico. Per esempio, nel caso dell’esecuzione del benchmark Antutu la temperatura è aumentata solo di 2,3°. Anche sottoponendo il V23 5G a numerose iterazioni del benchmark non si sono superati i 40°, a conferma empirica del corretto sistema di dissipazione del calore applicato da Vivo all’hardware interno.

Il V23 5G non scalda mai, si percepisce un limitato incremento della temperatura nella parte centrale posteriore ma che non produce alcun fastidio. Questo permette allo smartphone di supportare le esigenze di utilizzo, qualsiasi esse siano senza entrare in throttling e gestendo in modo intelligente la batteria. Il SoC di MediaTek è gentile nei confronti dell’accumulatore da 4.200 mAh, perché riesce sempre a garantire che lo smartphone arrivi alla fine della giornata lavorativa con una buona riserva. Inoltre, l’alimentatore da 44 Watt incluso nella confezione assicura una ricarica del 50% in meno di mezz’ora e una ricarica completa in poco più di un’ora (in entrambi i casi partendo da zero).

L’hardware scelto da Vivo ben si posizione nella fascia media del mercato perché capace di prestazioni adeguate a supportare la maggior parte delle necessità di utilizzo e a mantenere sotto controllo peso e ingombri. Si prendano lo spessore di 7,4 mm e il peso di circa 180 grammi, due caratteristiche che decretano un’elevata ergonomia e portabilità del V23 5G.

Proprio l’ottima maneggevolezza è un punto di forza. Il display Amoled da 6,44″ risulta essere un eccellente compromesso tra superficie di visualizzazione e compattezza. Il pannello ha risoluzione di 2.400×1.080 pixel in formato 20:9 (409 ppi) e ha un refresh rate massimo di 90 Hz, che può essere gestito in modo dinamico (il software passa da 60 a 90 Hz e viceversa a seconda dell’app che si usa) oppure lasciato fisso a 60 Hz o 90 Hz. Noi abbiamo optato per lasciare l’Amoled in funzione sempre a 90 Hz, così che le doti dello schermo, la gestione dei colori (impostando la calibrazione su Naturali, che ha un buon punto di bianco) e le doti dell’Amoled enfatizzassero i contenuti multimediali come ci si aspetta da uno smartphone di ultima generazione.

Compattezza per Vivo fa rima con solidità. L’Amoled è protetto da una lastra Schott Xensation Up che promette doti di resistenza del tutto simili alle più recenti versioni del Corning Gorilla Glass. Il dorso è in vetro fluorite: nel caso del modello in prova nero non cambia colore, come invece accade con la versione dorata che diventa verde se esposta alla luce. Il tutto è montato su un frame in alluminio. Insomma, il V23 5G, con in più la cover in silicone trasparente fornita di serie, vanta un’elevata solidità complessiva.

Lo stesso aggettivo può essere associato anche al software, ossia Funtouch OS 12. È stabile e “solido”, nella sua veste non così distante dalla versione stock di Android 12 ma abbellita da icone e interfacce proprietarie di Vivo. Il brand permette di configurare e personalizzare con un buon livello di profondità il sistema operativo. Così sul V23 5G non solo si cambiano sfondi, temi, colori dell’ambiente e layout della home, ma si può intervenire su tutte le animazioni e iterazioni dell’OS dal menu Effetti dinamici. Così che il V23 5G si adatti a tutti i gusti.

Futouch OS 12 è la più recente release di Vivo e mantiene invariata la semplicità tipica di questo software con in aggiunta miglioramenti in termini di reattività e sicurezza. Non mancano infatti tutti gli strumenti per rendere privati i dati e le app presenti sul V23 5G subordinando l’accesso via pin, sequenza, impronta e riconoscimento del viso.

Alla resa dei conti, Vivo ha messo nel V23 5G un software da vero flagship e che non fa rimpiangere modelli premium.

Il reparto fotografico: V23 5G è nato per i selfie

Laddove il V23 5G segna un netto step in avanti rispetto agli altri smartphone è nell’ambito selfie. L’impostazione di Vivo è a dir poco completa, per non dire professionale: al centro trovano posto i due sensori e ai lati, spostati di circa 1 cm, altrettanti illuminatori Led regolabili per intensità. Si potrebbe definire quasi un’impostazione da set fotografico che ben si presta tanto per i selfie, quanto per le videochiamate in qualsiasi situazione e per qualunque necessità, anche lavorativa. Le videocall con Teams e Zoom sfruttando questa configurazione sono così chiare e ben calibrate a livello visivo che viene voglia di abbandonare il computer e farle solo con il V23 5G.

Nel dettaglio, i due sensori fotografici hanno queste caratteristiche:

obiettivo principale Isocell 3.0 Jnv da 50 Mpixel, personalizzato da Vivo, f/2.0 con autofocus;
obiettivo ultra wide angle da 8 Mpixel, f/2.3, Fov 105°.

La differenza nel campo di visualizzazione è ben definita tra i due obiettivi e questo permette di passare davvero alla modalità ultra grandangolare. Sempre a livello hardware, è interessante notare la coerenza cromatica, malgrado la diversità di sensore, che si ha scattando selfie in modalità standard e wide angle. In più. quando si attiva la modalità selfie permangono tutte le funzioni classiche di scatto, tra cui quella ritratto con l’effetto bokeh e la notturna; si possono girare anche video. Insomma, l’interfaccia rimane sostanzialmente equivalente.

Solo in alto in corrispondenza dell’icona per il flash si attiva il menu caratteristico del V23 5G perché attiva sia l’effetto aura, che illumina il viso senza ricorrere ai doppi Led, sia la modalità Faretto. Quest’ultima utilizza gli illuminatori regolabili su tre livelli: bianco freddo, predefinito e giallo caldo. Ciascuno di questi aggiunge una dominante di colore agli scatti così da conferire un effetto più caldo o più freddo, oppure compensare la luce ambientale e dare libero sfogo alla fantasia. Che riceve ulteriori stimoli dalla dozzina di effetti cromatici che si attivano con il menu in basso a destra.

Sui selfie il V23 5G non solo è garanzia scatti di eccellente qualità, paragonabili per grana e definizione ai migliori flagship in circolazione, ma anche propone nuove modalità di utilizzo della fotocamera selfie. La quale, ripetiamo, grazie ai “faretti” ben si presta per le videocall personali e lavorative.

Girando il V23 5G si individua il reparto fotografico scelto da Vivo, basato su tre sensori:

principale da 64 Mpixel, f/1.89, 26 mm, messa a fuoco a rilevamento di fase (Pdaf);
ultra wide angle da 8 Mpixel (Sony Imx355), f/2.2, 16 mm, Fov 120°;
macro da 2 Mpixel, f/2.4.

Complice l’app di scatto semplice e ben studiata graficamente, si ottengono fotografie di ottima qualità con buone condizioni di luce ambientale. Mancando lo stabilizzatore ottico, quando l’illuminazione cala conviene passare alla modalità notturna che restituisce scatti di buona qualità. La macro è precisa, ma la risoluzione limitata a 2 Mpixel impone di utilizzare le foto così come sono sui social, evitando zoom.

Più che buoni i video in 4K a 30 fps, anche se in Full HD (1080p/30 fps) si ottiene una stabilizzazione migliore del girato.

Gli scatti, che mostriamo qui di seguito, sono soddisfacenti per quanto riguarda il sensore principale che non ha nulla da temere; l’ultragrandangolare è un po’ “chiuso” e questo ne risente in termini di coerenza cromatica (più incisi gli scuri) e in condizioni di scarsa luminosità. Fotografando solo con l’obiettivo da 64 Mpixel, il V23 5G non teme la concorrenza. Ma Vivo fa ka differenza di qualità, come detto sopra, nei selfie.

Galleria fotografica: Vivo V23 5G

Zoom, principale e ultra wide angle

Macro e notturna

Valutazione
Vivo V23 5G - 549 euro
recensione-vivo-v23-5g-selfie-no-limitsLo smartphone definitivo per chi ama i selfie e vuole una dotazione completa, con tanto di faretti cangianti, tanto per le foto quanto per i video. Questa configurazione così elaborata ben si presta alle call e alle videocall, di lavoro e personali. Vivo ha trovato il giusto equilibrio tra hardware e software per garantire buone prestazioni, un'elevata autonomia e un reparto fotografico soddisfacente.