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Nella gamma 30, la più recente di TCL, il modello SE è quello entry level. Tanto per intenderci, il prezzo di listino nella configurazione con 128 GB è di 189,90 euro ma non nei negozi, anche online, si trova a poco meno di 160 euro senza troppi sforzi. Insomma, spendendo meno di 200 euro si trova un Android che punta su una dotazione essenziale, sulla semplicità e su tutti gli strumenti basici di uno smartphone, ma senza rinunciare al motore NxtVision. Quest’ultimo è stato finora prerogativa della fascia media e alta di TCL e ora debutta anche nei modelli con prezzi più aggressivi per massimizzare la resa visiva nella riproduzione multimediale.

Di fatto, un motore dedicato solo alla gestione video si trova tipicamente in device più costosi. TCL ha inserito questa soluzione, che si affianca al collaudato chipset MediaTek Helio G25 (MT6762G, 12 nm) e alla Gpu PowerVR GE8320, coadiuvandoli in modo fattivo nel sobbarcandosi la gestione grafica quando si visualizzano giochi, foto e video. Attivando le apposite funzioni, provvede non solo a migliorare la visualizzazione delle immagini e delle foto sul display, intervenendo su dettaglio e cromia. Ma anche a enfatizzare il colore e la dinamica nei video. Chiaramente tutto al servizio del display LCD Ips da 6,52″ (720×1.600 pixel, 20:9, 450 nit di luminosità). È bene ribadirlo, NxtVision amplifica e migliora l’esperienza multimediale ma solo su smartphone: gli effetti sono limitati alla fruizione sul 30 SE e sugli altri modelli di TCL.

Il sensore principale di TCL 30 SE è un Samsung Isocell da 50 Mpx

Altra freccia nella faretra dell’entry level di TCL è rappresentata dalal fotocamera principale. Il sensore da 50 Mpixel è un Samsung Isocell S5KJN1 con ottica f/1.9 e 28 mm di lunghezza focale equivalente, dunque ha un’apertura grandangolare di circa 80°. Non ha stabilizzatore ottico e l’autofocus è a rilevamento di fase (Pdaf). In condizioni di luce ottime o comunque generose, tanto che gli scatti sono belli sul display, seppure non Full HD, e rimangono altrettanto validi anche se visti sul monitor di un pc o notebook. Nonostante il quad binning attivo (2×2), che porta la risoluzione effettiva delle foto a 13 Mpixel, la mancanza di una modalità notturna dedicata e dell’Ois riduce in modo evidente la qualità fotografica. Che si mantiene su livelli di sufficienza, considerando il posizionamento dello smartphone. L’IA assiste ma non può sopperire alla mancanza di alcune doti tecniche (Ois, per esempio) che su un modello da meno di 200 euro è comprensibile non siano state integrate.

Non manca il flash, utile per riequilibrare la qualità fotografica in condizioni di scarsa luminosità ma attenzione a non stare troppo vicini al soggetto o all’oggetto inquadrato, altrimenti l’alone bianco tenderà a soverchiare il realismo dei colori.

Il reparto fotografico del TCL 30 SE è praticamente tutto concentrato nel sensore principale da 50 Mpixel, gestito da un’app semplice e intuitiva che permette di attivare la registrazione video a 1080p@30fps (buona qualità dei video), lo zoom digitale fino a 4x con livelli intermedi tra 1x e 4x e la modalità ritratto, che sfrutta l’ottica centrale, proprio sotto a quella principale, come sensore di profondità (2 Mpixel).

In questo modo si ottengono foto con effetto bokeh di buona qualità, con contorni piuttosto precisi e uno sfocato perfetto per fare bella figura online e sui social. Lo scatto avviene con la fotocamera principale che, come detto, dà il meglio di sé in condizioni di luce ideale, dunque anche il bokeh ne trae giovamento quando si opera in questo contesto.

Il terzo sensore più in basso da 2 Mpixel, f/2.4, è per le foto in modalità Macro. Si attiva dal menu laterale riconoscibile da tre barrette parallele: la funzione si chiama SuperMacro. I risultati sono soddisfacenti, tenendo presente che la risoluzione della foto è limitata e dunque perfetta per un uso online. Questo discorso, che stiamo facendo per il TCL 30 SE, vale per tutti gli smartphone che usano i 2 Mpixel per il sensore macro: sul display dello smartphone le foto sono gradevoli, ma gauardandole su un monitor si notano le interpolazioni e la limitata definizione.

Sempre dal menu dell’app fotografica si possono anche attivare le modalità Pro, per chi vuole cimentarsi nella configurazione di tutti i parametri di scatto, della Panorama per ottenere una foto “larga” seguendo l’apposito cursore (perfetto per fotografare spazi aperti e scene molto grandi), e la funzione Pixel Elevati con cui si sfrutta il sensore principale con tutti i 50 Mpixel di cui è dotato. Dunque si disattiva il pixel binning. Se vi trovate in un’ottima condizione di luce e volete ottenere uno scatto da stampare, questa è la funzione che vi servirà. Ricordate solo che l’assenza dello stabilizzatore ottico suggerisce che abbiate una mano molto ferma o che ricorriate a un cavalletto (utile anche per le foto in notturna).

Rimane il quarto sensore ottico integrato sul TCL 30 SE, quello frontale per i selfie a 8 Mpixel, del tutto capace di autoscatti buoni, ancora una volta, in ambienti luminosi e solo sufficienti quando la luce si abbassa.

Ribadiamo, comportamenti del tutto coerenti con il posizionamento e la dotazione del 30 SE che può esibire un buon parco di vantaggi. A iniziare dalla qualità costruttiva, ben curata e con materiali resistenti. Il frame e il dorso sono in polimero ad alta solidità. Sul dorso trova posto il sensore biometrico per le impronte digitali: lo ritroviamo nel posto storicamente più comodo e pratico perché accessibile senza sforzi con l’indice. Ancora una volta, il sensore fisico, per quanto si rinuncia all’eleganza di averlo sotto al display, dimostra la sua praticità e precisione rispetto ad altre soluzioni più scenografiche.

Autonomia generosa e Android 12 “leggero”

Le dimensioni e il peso sono compatti nonostante il display da 6,52″ perché TCL ha ridotto al massimo le cornici e lo spessore del device (8,9 mm) ma senza rinunciare alla batteria da 5.000 mAh. In abbinata al chipset di MediaTek, che è assistito da 4 GB di Ram e 128 GB di storage espandibile con microSD, si ottiene un’autonomia egregia. Alcune “misure”: si completano le 24 ore di utilizzo molto intenso e si sfiorano i tre giorni con il ricorso alle soli funzioni basic. La ricarica avviene con l’alimentatore da 15 Watt in dotazione, che impiega poco meno di tre ore a raggiungere il 100% quando lo smartphone è allo 0%. Dal 10%, si arriva al 100% in meno di due ore.

Questo è anche per merito di un sistema operativo lasciato sostanzialmente così come Google l’ha fatto. Android 12 è stato abbellito dall’interfaccia TCL UI 4.0 ma senza appesantito, semplicemente integrando icone più “disegnate” e assicurando all’utente la possibilità di personalizzare l’aspetto con sfondi, temi e colori. Certo la configurazione è adatta a un uso senza eccessive pretese: è uno smartphone entro i 200 euro che supporta le app più diffuse. E che, attraverso la versione semplificata dell’interfaccia di TCL (va attivata a mano), può soddisfare le esigenze telefoniche e di messaggistica degli utenti “silver”. Le prestazioni nel complesso sono discrete e parlano di un device adatto ai social, a WhatsApp e anche a qualche semplice gioco, oltre alla riproduzione di film in streaming. Come dimostrano il benchmark Geekbench multicore: 940 punti circa, adeguato a un uso generico.

Come conferma anche la presenza della sola connettività 4G, oltre alle classiche Wi-Fi, Bluetooth 5.0, Nfc e Usb-C per la ricarica. La bella notizia è che c’è il jack da 3,5 mm per le cuffie a filo.

TCL 30 SE: galleria fotografica

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Macro e bokeh

Foto in modalità notturna

Panorama

Valutazione
TCL 30 SE: 189,90
recensione-tcl-30-se-quasi-un-battery-phoneUno smartphone semplice, essenziale e che è stato pensato per adattarsi alle app più diffuse e democratiche, oltre che a esaltarsi nella riproduzione multimediale con il motore grafico dedicato NxtVision. Ha il jack audio da 3,5 mm e un buon compromesso tra autonomia, prestazioni e design. Il sensore fotografico principale in condizioni di ottimale luce ambientale produce scatti degni di nota. Buona la personalizzazione di Android con la UI 4.0, tuttavia lo smartphone TCL trova nell'essenzialità il suo punto di equilibrio.