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Recensione Sony WF-1000XM5: ai vertici della categoria Tws

Il modello precedente, ossia le WF-1000XM4, per due anni è stato il punto di riferimento nel mercato degli auricolari Tws. Con gli aggiornamenti attuati da Sony, le XM4 sono arrivate a un punto di qualità totale. E proprio quando sembrava che fosse quasi impossibile migliorare, Sony ha superato se stessa con le WF-1000XM5 concentrando in un unico prodotto le tre principali richieste del consumatore: compattezza, precisione acustica e Anc pressoché perfetto. Le Sony WF-1000XM5 a 320 euro non fanno rimpiangere le cuffie per resa e dettaglio acustico. Rappresentano il nuovo punto di riferimento del segmento, a patto che si apprezzi il design in-ear degli auricolari. Questi sono i due elementi dirimenti: l’investimento iniziale (che può essere rateizzato, ma comunque in linea con proposte di fascia alta) e il design, che non tutti potrebbero trovare confortevole.

Chi vi scrive ha riscoperto la qualità del suono, nonostante abbia l’opportunità di provare pressoché tutta l’offerta di Tws sul mercato. Dimenticate le AirBuds Pro 2 Usb-C (stiamo usando anche queste), perché per quanto perfette in abbinata funzionale con l’iPhone non generano lo stesso livello acustico delle WF-1000XM5. Proprio la texture sonora e la scena audio che riescono a generare le Sony è ineguagliata, tanto nella riproduzione musicale quanto in quella multimediale.

ProContro
Anc eccellente
Livello di dettaglio e chiarezza sonora al top
Musicalità eccellente
Design confortevole e dimensioni compatte
Bassi non preponderanti
Supporto hi-res
Ottima autonomia
Prezzo non popolare
Preset di equalizzazione stereotipati
Dotazione essenziale

La custodia di ricarica WF-1000XM5 offre già dal primo minuto un indizio su come i designer di Sony hanno affrontato la nuova generazione di un auricolare di alto lignaggio (l’XM4). Sony ha adottato una custodia notevolmente più piccola di quello del suo predecessore e anche le buds stesse sono state ripensate. Gli auricolari sono stati davvero ridotti: i WF-1000XM5 sono circa il 20% più leggeri (5,9 grammi ciascuno) e il 25% più piccoli dei WF-1000XM4.

Le dimensioni compatte non hanno ridotto il comfort, anzi. L’estrazione dalla custodia è precisa e la superficie in opaca assicura grip sufficiente per evitare che scivolino. Inserite nell’orecchio, la posizione giusta è con il padiglione delle Tws appoggiate alla parte bassa dell’orecchio così da sfruttare l’incavo. Ciò permette di stabilizzarli anche durante l’attività fisica (sono IPX4, resistenti ad acqua e sudore) e di ottenere la migliore diffusione sonora. Va da sé che Sony ha ribadito l’estetica luxury del precedente modello, aggiornandolo ai più recenti stilemi. Materiali ed esperienza “fisica” sono di un prodotto tipicamente premium, di fascia alta in ogni suo aspetto.

L’unica sezione degli auricolari che non è lucida è la superficie esterna utilizzata per i controlli touch, che conduce alla disposizione esterna del microfono. In questa sezione la finitura opaca molto finemente strutturata e che permette di riconoscere dove fare tap per agire sui controlli di riproduzione, presa della chiamata e attivazione dell’Anc. Chi vi scrive non apprezza particolarmente queste gesture però deve ammettere che quelle di Sony non sono fastidiose e sono molto reattive, così da trovare davvero giovamento nel loro utilizzo.

Sony WF-1000XM5: specifiche tecniche

Bluetooth versione 5.3 (10 metri, banda 2,4 GHz)
Codec: SBC, AAC, LDAC, LC3
Anc: sì
Driver: 8,4 mm
Frequenza: 20 Hz – 20.000 Hz a 44,1 kHz / 20 Hz – 40.000 Hz Ldac a 96 kHz con campionamento a 990 kbps
Durata della ricarica completa (0% – 100%): meno di un’ora e mezza con alimentatore da 30 Watt certificato
Autonomia: 8 ore con Bluetooth e Anc attivati + 24 ore assicurati dalla custodia di ricarica
Peso: 39 grammi
Dimensioni: 64,6x40x26,5 mm

Gli XM5 sono meno ingombranti degli XM4, con linee più morbide e curve più sottili mentre i microfoni esterni sono meglio integrati, creando un profilo più piccolo, più rotondo e molto meno sporgente. Un profilo snello aiuta anche a ridurre gli effetti del rumore del vento quando le raffiche passano sulle superfici esterne. Nonostante le dimensioni ridotte, il grande cambiamento apportato da Sony con le WF-1000XM5 è rappresentato dal un driver riprogettato. Il Dynamic Driver X, come lo chiama il brand, è da 8,4 mm, ovvero leggermente più grande dell’unità da 6,4 mm utilizzata nel WF-1000XM4. Il driver più grande non ha bisogno di muoversi tanto quanto quello più piccolo precedente e questo contribuisce a ridurre il rumore meccanico per aumentare la fedeltà. Inoltre è realizzato con due materiali diversi: uno per le alte frequenze e uno per i bassi. La differenza nella gestione delle frequenze è evidente fin dal primo ascolto, soprattutto nel nostro caso che abbiamo usato Apple Music con profilo hi-res lossless: audio centrato, strutturato, preciso, nitido e ricchissimo di sfumature. Tali da non fare rimpiangere cuffie più costose over-the-ear. Un esempio? In alcune canzoni di Lucio Battisti si sentono le indicazioni che il cantatuore mormora mentre suona. Oppure con Burning Love di Elvis Presley con l’accompagnamento della Royal Philarmonic Orchestra in versione rimasterizzata hi-res lossless si sente l’apporto di ogni strumento in un ensamble tutt’altro che semplice o banale (gli archi sono stupefacenti): un’esperienza da provare per rendersi conto di quanto Sony abbia profuso impegno e attenzione nella calibrazione acustica.

Per migliorare la qualità delle chiamate con XM5, Sony ha affrontato il problema da diversi punti di vista. In primo luogo, il nuovo design più elegante incorpora ciò che Sony definisce una struttura di riduzione del rumore del vento, in modo che venga generato meno rumore durante le chiamate in ambienti ventosi. Le cuffie utilizzano anche un algoritmo di riduzione del rumore con apprendimento automatico IA per aiutare a mantenere la chiarezza e un sensore conduttore osseo che rileva quando stai parlando. La qualità telefonica è al top ma solo dopo qualche tempo di utilizzo, quando l’algoritmo si abitua alla voce e al chiasso. Per quanto ottima, la qualità telefonica rimane seconda solo a quella esibita dai Technics AZ80 (qui la recensione).

L’Anc invece è un punto di riferimento di Sony. L’efficacia del sistema è stata aumentata del 20% secondo le dichiarazioni del brand. Il nuovo modello prevede l’utilizzo di tre microfoni su ciascun auricolare (rispetto ai due dell’XM4), inclusi microfoni a doppio feedback per migliorare la cancellazione delle basse frequenze. C’è un nuovo processore integrato V2 (rispetto al V1 dell’XM4) e un processore HD Noise Cancelling QN2e. Questo permette agli WF-1000XM5 di rimuovere maggiori strati di rumore di fondo senza ricorrere al “trucco” ampiamente applicato di intervenire alzando i bassi. L’Anc è perfetto in ogni situazione, senza infastidire o senza creare l’effetto “sottovuoto”, pur non modificando il perfetto bilanciamento tra le frequenze acustiche che operano all’unisono e dettagliato.

L’app Headphones (si chiama così anche in italiano) consente di attivare alcune chicche molto interessanti. Intanto permette di configurare l’intensità dell’Anc e di attivare la modalità trasparenza per non rimanere esclusi dall’ambiente, ma queste sono cose ormai consolidate e collaudate. Utile invece l’elaborazione DSEE Extreme di Sony che esalta le doti fisiche del driver integrato nel WF-1000XM5 perché rielabora il flusso sonoro restituendo dettaglio nella musica di bassa qualità. Ma agisce anche sul lossless ritoccando laddove serve. Se poi si imposta la connessione dando precedenza alla qualità più che alla stabilità, si ottengono risultati di livello audiofilo. C’è ancora una cosa da configurare: l’equalizzatore. I preset disponibili sono abbastanza stereotipati. Intervenendo manualmente si centrano i gusti personali (chi vi scrive preferisce sonorità flat, monitor, e non “colorate”). Poi ci sono il supporto per 360 Reality Audio, che include, per la prima volta, il tracciamento dinamico della testa. Il supporto Ldac è disponibile anche per chiunque utilizzi fonti compatibili. In generale, l’esperienza di ascolto hi-res lossless con Ldac è più appagante e stabile con iPhone 15 rispetto ai flagship con Android (fatta eccezione per il Galaxy S23 Ultra). Questione di ottimizzazione del sistema operativo.

Dall’app si configura anche il Bluetooth multipoint che consente di gestire due device in contemporanea. Le Sony si attivano all’uno o all’altro, che rimangono collegati, a seconda della sorgente acustica. Il passaggio dalla riproduzione della playlist su Apple Music su iPhone 15 alla call su Macbook Air M2, e viceversa, avviene in modo lineare senza intoppi.

Nei test abbiamo misurato circa otto ore di riproduzione con le XM5 via Bluetooth e con Anc (alla massima pressione) sempre attivo. La custodia aggiunge ulteriore due cariche per un totale complessivo di 24 ore. La ricarica completa di custodia e XM5 avviene in un’ora e mezza con alimentatore certificato da 30 Watt. La ricarica dei soli auricolari al 0% avviene in circa un’ora usando la batteria della custodia.

Risulta doveroso confrontare le WF-1000XM5 con le XM4, perché Sony imposta un nuovo standard cambiando carattere e scenario musicale. La differenza tra i due Tws è evidente ascoltando la stessa canzone prima con l’uno e poi con l’altro. Il nuovo modello è meno ricco di bassi: di primo acchito lo scenario acustico sembra meno profondo ma ascoltando meglio si ha una maggiore fedeltà e una superiore nitidezza e precisione per ogni frequenza, in particolare nel dettaglio il salto qualitativo è enorme.

Si prendano questi casi: Ac/Dc, Pearl Jam, Inxs, Aerosmith e Bruce Springsteen. Casi nei quali la spinta ritmica infusa da Sony nelle WF-1000XM5 è eccellente, ma senza sbordare o esagerare: l’equilibrio e la perfetta gestione delle sonorità esaltano la musica mantenendo tutto sotto controllo. Persino in passaggi gospel e in opere tipicamente cacofoniche, come in alcuni dei brani degli Inxs e di Simon&Garfunkel (Bridge over troubled water), le XM5 mantengono eleganza, dettaglio e perfetta separazione. Su altre Tws anche costose la fase finale di “Bridge over troubled water” diventa un agglomerato di suoni e perde di finezza. Non è il caso di Sony, che proprio in questi casi certifica la sua attenzione, delicatezza e precisione nel restituire la migliore resa acustica.

Se poi si passa a canzoni con bassi potenti, per esempio Yellow Ledbetter (Pearl Jam) o Dark Necessities (Red Hot Chili Peppers) si ottiene una perfetta linea di basso ma senza squilibrare le frequenze medie e alte. Rimane il peso e l’importanza del basso, in sinergia con il dettaglio delle altre sonorità e della voce. Tutto controllato, mentre passa la frequenza bassa ed esalta l’ascolto. Le WF-1000XM5 sfuggono al facile gioco di amplificare i bassi, fin troppo diffuso e fastidioso, e si concentrano sulla precisione anche in questo caso. In ogni caso, se siete così appassionati di equalizzazioni centrate sui bassi potenti e coinvolgenti, vi basta impostare il relativo profilo nell’app e avrete ottenuto questo effetto. L’architettura è così flessibile e versatile da configurarsi secondo le esigenze o da rimanere neutra, preferita da chi vi scrive. E ciò avviene in modo coerente a qualsiasi livello di volume.

Le armonie sono consistenti e ben riprodotte nella musica, mentre nella riproduzione video si apprezzano le voci chiare e gli effetti audio coinvolgenti. Certo, si dirà, a oltre 300 euro questa qualità è un “must”. Davvero? Se fosse così, Sony non farebbe tutt’ora la differenza con le WF-1000XM5, e per certi versi, anche con le XM4 (ancora validissime, peraltro). Siccome questa regola del “spendere di più significa ottenere di più” non è sempre valida, ancora oggi Tws super costose non arrivano al livello di cura realizzativa acustica del brand giapponese. Anzi, nella fascia di prezzo intorno ai 200 euro si trovano Tws così sbilanciate che sembra impossibile la differenza di prezzo sia spesso intorno ai 100 euro.

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