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Recensione Sonos Era 300: immersi nel suono spaziale

Quando abbiamo seguito il briefing on-line di Sonos, ci avevano colpito le novità di Era 100 ma a farci bramare è stato l’Era 300 per via del progetto innovativo, del design acustico interno senza precedenti e per le potenzialità che solo ascoltandolo dal vivo abbiamo raggiunto la consapevolezza di quanto questo speaker si avanti rispetto a qualsiasi altro competitor. Certo, la classe di appartenenza è premium: 499 euro ma, considerando la qualità delle casse di alto profilo e il loro posizionamento, non è una cifra così eccessiva. A patto di avere piena consapevolezza che si sta acquistando uno speaker di livello hi-fi e a prova di futuro, perché l’audio spaziale è anche “spaziale” in termini di qualità.

BEST-FOR-IGIZMO

Non scenderemo troppo nei dettagli tecnici: per quelli vi rimandiamo all’articolo di descrizione e approfondimento a questo indirizzo https://www.igizmo.it/sonos-era-300-ed-era-100-la-nuova-generazione-di-smart-speaker/

Qui vogliamo condividere la nostra esperienza di utilizzo, perché a nostro giudizio è l’aspetto più interessante. Non a caso abbiamo attribuito l’Award “Best for iGizmo.it, perché lo speaker è “figo” sia esteticamente sia dal punto di vista acustico, nel quale si esalta. Era 300 stabilisce un nuovo standard negli speaker e negli smart speaker: un gradino sopra quelli prodotti da Sonos, incomparabile per caratura, pasta acustica e precisione rispetto agli altri speaker intelligenti. Che hanno, non a caso, un posizionamento inferiore e nel loro contesto sono comunque delle ottime scelte. Sonos punta a un altro tipo di orecchio: quello fino, quello attento, quello che rimpiange la qualità audio “di una volta”, quello che lo spatial audio lo vuole sentire con ingombro ridotto e semplicità d’uso ma senza configurarlo. Ci pensa Era 300 a realizzarlo.

Non a caso Sonos per progettare Era 300 è partita da zero e ha creato un prodotto specificatamente studiato per l’audio spaziale. Basta mettersi di fronte allo speaker e farsi avvolgere: un’esperienza unica se si considera che è prodotta da un’unica sorgente sonora. Raddoppiando, si ottiene un perfetto sistema home teather di alta qualità. Spostando questi due Era 300 nella parte posteriore e affidando il front firing alla soundbar Arc con Sub Mini si ottiene un perfetto e potente sistema a più canali per chi cerca l’esperienza acustica cinematografica a casa, con definizione superiore a quella del cinema.

Era 300 nasce sulla scia della diffusione sempre più rapida dell’audio spaziale. Anche per merito di Apple che per primo l’ha inserito nella riproduzione musicale e nello streaming video, dando sostanza a ciò che prima erano esperimenti o poco più. E ora è diventato la “nouvelle vague” dell’audio che consente di restituire un’immersività e un’esperienza acustica di nuovo livello. L’audio spaziale non è l’audio surround: non è il suono che circola intorno ma lo spettatore è immerso nel volume sonoro con effetti e acustica che provengono da varie parti. L’effetto è più coinvolgente e Sonos l’ha ottenuto posizionando quattro tweeter così disposti: due laterali, uno superiore con cono per l’upfiring e uno anteriore per front firing. A parte quello superiore con cono, gli altri sono assistiti da woofer laterali che sostengono la sezione bassi. Il tutto incapsulato in una cassa dal design a doppia ogiva contrapposta o a clessidra che è al contempo moderna e vintage.

Certo il design è frutto dell’analisi dinamica delle frequenze sonore che si amplificano nello spazio e quindi la forma “posiziona” il suono in termini di spatial audio. A questo si aggiunge il modulo frontale, posto dietro alla griglia, che ha forme ed elementi aerodinamici che migliorano la propagazione del suono e lo sviluppano nello spazio. Il tutto affidato a una articolata sezione elettronica che provvede a gestire in modo singolo ma sinergico ogni singolo elemento interno.

Questo per dire che Sonos ha ottenuto l’audio spaziale non solo attraverso una dotazione hardware ma anche studiando e direzionando le frequenze acustiche che si spostano nell’aria in modo corretto e coerente. Questa è una novità assoluta ed è il punto focale che rende l’Era 300 un salto in avanti.

E non è nemmeno il caso di farsi disorientare dalle immagini, che ritraggono l’Era 300 più goffo di quanto lo sia nella realtà. Dal vivo è stravagante, certo, ma elegante e l’estetica è unica e specifica, che lo rende ben distinguibile dagli altri speaker sul mercato senza ricorrere a svolazzi colorati e led retrò. La linearità e l’eleganza di Sonos si ritrovano in ogni dettaglio. Solo un aspetto decreta un taglio netto rispetto al passato: il sistema di controllo sull’Era 300. Si trova in alto e oltre ai classici tasti per gestire la riproduzione o silenziare i microfoni per interagire con Alexa, o equivalente, ha una fenditura leggera sensibile al tocco che permette di gestire il volume. I pulsanti touch-capacitivi per la riproduzione sono abbastanza minimal, perché come in tutti i prodotti Sonos il vero centro di comando è rappresentato dall’app.

Come sempre, la configurazione dall’applicazione di Sonos (quella con l’icona gialla-ocra, non l’altra) è più fluida da iOS che da Android anche se il brand sta riequilibrando velocemente questo dislivello. Abbiamo configurato Era 300 con un iPhone 14 Plus Giallo. Per metterlo in opera bast collegare il cavo di alimentazione posteriore: il dorso liscio presenta solo il connettore di corrente perpendicolare, il tasto per disattivare il microfono e quello per il Bluetooth. Tra l’altro il cavo di alimentazione sporge di poco più di un centimetro dal dorso, che lo spazio minimo da tenere rispetto al muro o alla superficie posteriore. Ancora più interessante è la porta Usb-C che permette di connettere dispositivi: è l’equivalente del line-in; per avere un line-in effettivo avete bisogno dell’adattatore con jack audio.

La configurazione impiega alcuni minuti. Appena acceso, l’app di Sonos rileva l’Era 300 e lo configura attraverso il Bluetooth per poi, come da consuetudine, collegarlo alla rete Wi-Fi che permette di gestirne le opzioni dallo smartphone. Interessante che il perfezionamento dell’abbinamento tra device e speaker avvenga avvicinando i due dispositivi, come già visto sul Sub Mini. A questo punto potete scegliere se utilizzare il classico Bluetooth, così da avere la più ampia compatibilità possibile, o il Wi-Fi, su cui passano i contenuti in più alta risoluzione. Abbinando l’app Sonos a Spotify, Apple Music e Tidal, abbiamo saggiato le doti dell’alta definizione. Peraltro Era 300 è compatibile sia con AirPlay sia con la rilevazione automatica di Spotify, quindi si può operare anche senza passare dall’applicazione. Sempre da quest’ultima è possibile abilitare l’equalizzatore, per chi predilige dare più spessore a bassi o alti, e il Trueplay, utile e fondamentale per configurare la prima volta l’Era 300 così che il suono si adatti alle effettive condizioni di installazione.

Le casse non hanno dominanti acustiche, dunque il sistema di equalizzazione può aiutare gli orecchi più fini a configurare il comportamento sonoro in base alle specifiche preferenze. Noi, per esempio, abbiamo impostato i bassi su +3 e gli alti su +7. Il bello dell’Era 300 è che non “schiaccia” i suoni ma le frequenze sono ben riprodotte così da offrire una pasta e un bouquet acustico di prim’ordine, perfetto per la spazialità. Arriviamo a dire che non esistono al momento speaker capaci di combinare l’audio spaziale e un’acustica hi-fi di questo livello.

E lo si apprezza soprattutto con brandi in alta definizione, per i quali si possono andare ad apprezzare tanto le sfumature quanto i dettagli sonoro più “fini”. Davvero spaziale, in tutti i sensi. Era 300 supporta la riproduzione di musica ad alta risoluzione a 24 bit/48 kHz da Amazon Music: la qualità è talmente differente rispetto alla riproduzione standard che ri-scoprirete molte delle vostre canzoni preferite. E non potrete più fare a meno di sentirle sullo speaker di Sonos.

L’Era 300 suona bene per scala e dimensione acustica. Ottimo il senso della spazialità, con sonorità contraddistinte da un carattere sonoro pieno e ricco di tono. Le voci sono state ascoltate chiaramente e non inghiottite dai bassi, peraltro vellutati e non preponderanti, e la chiarezza dei dettagli bene si attaglia all’ascolto tipicamente da hi-fi.

C’è anche la piccola questione di dove è possibile riprodurre brani musicali audio spaziali/Dolby Atmos dall’Era 300. Sonos è sempre stato piuttosto indipendente dalla piattaforma: un approccio abbastanza aperto che significava che, indipendentemente dal dispositivo o dal servizio di streaming utilizzato, potrebbe essere riprodotto utilizzando un prodotto Sonos. Questo è stato un pilastro fondamentale della sua popolarità nel corso degli anni. Tuttavia, c’è un piccolo avvertimento con Era 300. Al momento del lancio, Sonos afferma che Era 300 “attualmente supporta solo Dolby Atmos Music tramite Amazon Music Unlimited”. Ecco perché a un certo punto abbiamo iniziato a usare la piattaforma di Amazon: per godere dello spatial audio. Mentre Tidal è stato perfetto per godere della musica in Dolby Atmons.

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