oppo reno8 pro recensione review igizmo
playit

Oppo aveva già aperto la strada della serie Reno8 con il modello Lite, che abbiamo recensito in questo articolo. L’entry level aveva fatto già intuire che la nuova generazione di Reno, la line-up di fascia medio/alta e premium di Oppo, sarebbe stata ben più arrembante e raffinata rispetto alla 6, che già poteva contare su numerosi doti. Ma il brand ha voluto davvero strafare con il modello Pro, oggetto di questa recensione, perché in un colpo solo ha dimostrato due ipotesi: i MediaTek possono rivaleggiare ad armi pari con i Qualcomm di fascia superiore; la Npu MariSilicon X fa la differenza (e tanta) nelle foto e nei video in notturna.

L’articolo che state leggendo è frutto di alcuni giorni di prova dell’Oppo Reno8 Pro, perché è arrivato in test circa una settimana prima della presentazione ufficiale. E, a mitigare ulteriormente la questione, c’è la release software: della ben nota ColorOS 12.1 è targata CPH2357_11_A.11 aggiornata a luglio 2022 e, per una giornata, con la release CPH2357_11_A.13 che ha migliorato il sistema nel suo complesso e il reparto fotografico. Questo per dire che daremo riscontro di tutte le nostre impressioni ma anche che, parallelamente, ci ripromettiamo di recensire in modo più approfondito il Reno8 Pro con una release software più aggiornata, che di solito equivale a un miglioramento incrementale delle capacità del Reno8 Pro. Che potenzialmente sono tante.

Ma prima di entrare nei meandri dell’hardware e delle prestazioni, vogliamo parlare del design. Sì, perché il Reno8 Pro ci è principalmente piaciuto come oggetto. La scocca unibody ha il frame in alluminio su cui è montata una lastra Corning Gorilla Glass 5 per proteggere il display da 6,7″, mentre il dorso riprende il bellissimo concetto estetico della curvatura a 75° che abbraccia il reparto fotografico vista sui Find X5. Per arrivare a questa soluzione estetica, il brand ha impiegato 400 giorni di ricerca e sviluppo ed è intervenuta su uno studio di oltre 100 punti di curvatura della lastra in vetro.

Oppo Reno8 Pro: un design unico e riconoscibile

La soluzione migliore per ottenere un effetto omogeneo ed elegante è alquanto impegnativo: è forgiato un singolo pezzo di Gorilla Glass utilizzando un processo di forgiatura a caldo con una temperatura che raggiunge gli 800° C e una pressione di 120 kg. Questa temperatura elevata, che supera quella tipicamente utilizzata in altri processi di forgiatura del vetro, è ciò che consente di incorporare nel vetro una forma ad arco omogena e sottile, mantenendo preciso il punto di passaggio. Il vetro stesso viene modellato utilizzando uno stampo. Durante il processo di produzione ad alta temperatura e ad alta pressione, qualsiasi texture presente sulla superficie dello stampo viene trasferita anche al vetro.

Pertanto, per garantire che il vetro risulti liscio e senza irregolarità, lo stampo viene sottoposto a un processo di lucidatura in tre fasi, prima di iniziare la forgiatura. Per eliminare eventuali imperfezioni, il modulo è sottoposto ad altre otto fasi di lucidatura su scala nanometrica direttamente sul vetro. Inoltre, sia la parte anteriore sia quella posteriore vengono accuratamente lucidate con un elevato livello di precisione, fino a quando la copertura posteriore risulta ultra-fine e omogenea. Infine, il materiale della scocca posteriore viene prima riscaldato fino al suo punto di fusione, dopodiché entra in uno stato altamente elastico. Quando il materiale è in questo stato, la scocca integrata viene forgiata con una pressione di circa 32 kg, che è del 50% superiore a quella applicata nei processi di forgiatura a caldo convenzionali. A questo punto è appoggiato e ancorato la frame di alluminio. Il risultato è eccezionale.

Anche perché Oppo ha scelto per Reno8 Pro un’estetica minimal e piatta, con uno spessore ridotto (7,3 mm), peso contenuto (183 grammi) e lati tagliati netti, che bene si innestano con il display piatto. Peraltro, le cornici laterali dello schermo sono ridotte al minimo indispensabile sui quattro lati (la fotocamera per i selfie è centrale): solo 2,37 mm. Così da raggiungere un rapporto tra corpo e display del 91%. Il display piatto è comodo, pratico, elegante, moderno e soprattutto bello da vedere.

Sì, perché anche in questo caso Oppo ha fatto le cose per bene, affidandosi a un display Amoled da 6,7″ (1.080×2.412 pixel, 20:9, 394 ppi) con profondità di colore a 10 bit e refresh rate di 120 Hz, che può essere gestito in modo automatico da ColorOS 12.1 su Android 12 oppure impostato fisso a 120 Hz. Abbiamo optato per quest’ultima configurazione anche per mettere alla prova la durata della batteria.

Il pannello del Reno8 Pro è bello da vedere in qualsiasi contesto. La luminosità massima è di 950 nits, mentre quella tipica è di 500 nits ma tanto basta per renderlo luminoso e per gestire in modo ottimale i contenuti in HDR. Non a caso vanta la certificazione HDR10+.

La visualizzazione di film, foto e contenuti multimediali è esaltata dalla presenza del Motore 01, che provvede a migliorare definizione, gamma dinamica e fluidità. Anche questa soluzione proviene dalla gamma flagship di Oppo. E sul Reno8 Pro permette di godere appieno tanto dei film in streaming, quanto delle foto scattate con il reparto imaging, la cui qualità, soprattutto in notturno, è resa unica dall’Npu MariSilicon X.

Reno8 Pro: prestazioni super anche con per la batteria

Ma chiudendo con l’esperienza multimediale perché il Reno8 Pro è un vero “cinema da tasca” non solo per le eccellenti doti del display, uno dei punti di forza di questo smartphone, ma anche per gli speaker esterni stereo potenti e precisi. In più, il sistema di vibrazione inserito aggiunge un effetto tridimensionale quando si gioca o si guardano i film, perché fa vibrare il device in occasione di eventi quali scontri, battagli o sequenze particolarmente concitate. È un vezzo che aggiunge un elemento in più all’audio e all’udito: sorprende all’inizio, poi ci si fa l’abitudine e risulta più utile in ambito gaming.

E su questo fronte, il Reno8 Pro ha tante armi nel suo bagaglio. Cominciando dalla configurazione con schema 8+256 GB. La Ram è espandibile con la funzione di ColorOS 12.1 che consente di destinare 2, 3 o 5 GB dello storage Ufs 3.1 alla memoria di sistema. Nel nostro caso, abbiamo optato per sostenere gli 8 GB integrati con ulteriori 3 GB di Ram. Questo a supporto del MediaTek Dimensity 8100-Max, octa core a 5 nm così suddivisi: 4×2,85 GHz Cortex-A78 e 4×2 GHz Cortex-A55. La Gpu è una Mali-G610 MC6 con sei cluster di elaborazione in parallelo. La suddetta configurazione consente di ottenere prestazioni prossime alla media di smartphone dotati con il Snapdragon 888, il flaghsip del 2021 e a tutt’oggi uno dei più potenti processori di Qualcomm. Il MediaTek inoltre assicura una elevata qualità di sintonizzazione del segnale 5G ed è compatibile con le più recenti tecnologie di connettività (Bluetooth 5.3 e Wi-Fi6).

Come dimostrano i benchmark del Reno8 Pro, il chipset ha un comportamento brillante:

Antutu: 617.195 punti
Geekbench single core: 885 punti
Geekbench multi core: 3.615 punti
Geekbench compute: 3.913 punti

A ulteriore conferma che il Reno8 Pro può essere sollecitato con qualsiasi tipo di applicazione e gioco e la sua risposta sarà sempre brillante e reattiva. Non solo perché il chipset è potente, ma anche perché Oppo ha provveduto a curare in modo preciso il raffreddamento per fare in modo che Cpu e Gpu lavorassero sempre in modo ottimale.

Sul MediaTek Dimensity 8100-Max è appoggiato uno strato ad alta conduttività per rendere più efficiente il trasferimento termico alla generosa camera di vapore che vanta un’altezza simile a quella della parte posteriore del Reno8 Pro. Fogli di graffite provvedono a rendere più rapido ed efficace la dissipazione. In pratica, quando messo a dura prova (numerosi cicli di test con Antutu) sulla parte posteriore centrale si percepisce una zona calda ma che non ha mai superato i 41° C (abbiamo usato un termometro a infrarossi per misurare).

Questa sofistica soluzione di raffreddamento è funzionale anche a massimizzare l’autonomia. La batteria integrata è da 4.500 mAh e si ricarica con la tecnologia SuperVooc da 80 Watt: in poco più di un’ora si ricarica completamente lo smartphone. Partendo dal 10% per arrivare al 50% bastano una ventina di minuti. A patto che si usino l’alimentatore e il cavo forniti in dotazione: questi sono requisiti necessari e non surrogabili per ottenere che la SuperVooc operi in modo opportuno.

Nel nostro test, il fatto di poter ricaricare per una mezz’ora lo smartphone e ottenere rapidamente l’autonomia necessaria per completare la giornata oppure per avere il device al 100%. Dal canto suo, l’hardware è gentile sulla batteria, perché consente di arrivare tranquillamente al termine della giornata lavorativa anche stressando il telefono. E si arriva a sera con una buona riserva energetica.

Oppo ha trovato un buon bilanciamento tra prestazioni e autonomia anche garantendo la longevità della batteria. Il brand assicura che il Reno8 Pro gestisce oltre 1.600 cicli completi di ricarica, che vuol dire mantenere “sano” l’accumulatore per una vita media di quattro anni. A ciò contribuisce la funzione Battery Health Engine (BHE) presente sul device che mantiene l’80% della sua efficienza originaria anche dopo i suddetti 1.600 cicli di ricarica. Abbiamo approfondito questa tecnologia in un articolo dedicato. Qui ci limitiamo a sintetizzarla, dicendo che Oppo riduce il numero di ioni di litio che si disattivano o “muoiono” durante l’utilizzo, così da preservare la massima capacità di carica dell’accumulatore.

ColorOS 12 con Android 12: combinato disposto vincente

Il merito è dell’hardware ma anche del software, in questo caso ColorOS 12.1 che personalizza l’esperienza d’utilizzo di Android 12. Ritroviamo la possibilità di comandare con i gesti, già vista sul Reno8 Lite, la riproduzione multimediale e le funzioni telefoniche. Così come è confermato l’ambiente di utilizzo, minimal e personalizzabile allo stesso tempo. ColorOS 12.1 ha raggiunto una maturità tale da perfezionare anche la connettività sia con le periferiche di Oppo (le Enco X2 sono configurate in un passaggio), sia con dispositivi esterni, come nel caso di pc con Windows per condividere il display del Reno8 Pro sul monitor del notebook.

Le funzioni di privacy sono il terzo tassello che ritroviamo sulla ColorOS 12.1, come già visto sul Reno8 Lite, solo portate su un modello di fascia superiore. Sul Reno8 Pro si ha la possibilità di nascondere le notifiche se si rilevano persone intorno all’utente e di gestire contenuti e file in zone separate per evitare che possano essere visti da occhi indiscreti.

Il MariSilicon X fa la differenza e il Reno8 Pro ne è la dimostrazione

A conti fatti i progressi fatti da Oppo con ColorOS 12.1 vertono sulla reattività, sulla sicurezza e sulle funzioni peculiari, tra cui quelle fotografiche.

E qui si arriva al dunque. Sì, perché il Reno8 Pro è nella filosofia di Oppo un mid-range di fascia alta con estese doti imaging. Spiegato il motivo per cui il brand si è affidato a sensori Sony per l’ottica principale posteriore e quella selfie. Nel dettaglio:

  • ottica principale con sensore Sony Imx766 a 50 Mpixel, f/1.8, Fov 86°, lenti 7P, 23 mm equivalenti, messa a fuoco automatica a rilevamento di fase su ogni pixel (Pdaf), gestione doppia delle informazioni Iso;
  • ottica ultra grandangolare con sensore Sony Imx355 da 8 Mpixel, f/2.2, Fov 112°, lenti 5P, 16 mm equivalenti;
  • ottica macro con sensore OmniVision OV023B10 da 2 Mpixel, f/2.4, Fov 84°, lenti 3P, 22 mm equivalenti;
  • selfie con sensore Sony Imx709 da 32 Mpixel, f/2.4, Fov 90°, lenti 5P, autofocus.

Il Reno8 Pro gira video in 4K a 30 fps con l’ottica posteriore e arriva a 960fps in 720p per lo slow motion. Con quella anteriore i video sono in Full HD a 30 fps.

Il reparto fotografico assistito dalla Npu MariSilicon X esalta le doti del Reno8 Pro in condizioni di buio e scarsa luminosità ambientale. Le foto in notturna sono una vera scoperta, per incisività dei dettagli, nitidezza delle luci e coerenza con i colori reali. La coerenza con la scena effettiva è uno dei punti di forza del Reno8 Pro, e di Oppo in generale, perché si ottengono scatti, soprattutto disattivando la AI che tende ad arricchire i colori, che hanno colori davvero molto prossimi a ciò che si vede a occhio. Il merito è anche del display che mantiene i 10 bit di profondità e permette di vedere le foto o i video al meglio.

In ogni caso, con questa release software consigliamo di tenere attiva la IA per una gestione migliorata dell’HDR. Mentre con i video la stabilità e la qualità sono buone, tuttavia attivando la modalità Ultra Stabile si può girare solo in Full HD anche con la fotocamera principale.

Tutto questo per dire che il Reno8 Pro scatta bene in tutte le situazioni anche se il sensore principale non dispone di stabilizzatore ottico. Ed è un risultato eclatante, in modo particolare in notturna, il cui merito è tutto della Npu MariSilicon X.

La coerenza cromatica si mantiene anche passando dal sensore principale a quello ultra wideangle, nonostante la diversità del sensore e la risoluzione solo da 8 Mpixel, che al buio penalizza il livello di dettaglio soprattutto ai bordi dell’immagine. L’IA e il MariSilicon X provvedono a sopperire, soprattutto quest’ultimo, che è capace da solo a mantenere una elevata omologazione dei colori tra sensore principale e ultra grandangolare. Il macro è a 2 Mpixel, che significa avere buone foto da vicino ma con una qualità limitata che emerge quando si guarda lo scatto su un monitor più grande, per esempio quello del pc.

Piace l’idea di avere il flash con design arrotondato, accende la creatività perché l’effetto che si ottiene con i vari filtri è simile a un ringlight, soprattutto quando si fotografano persone in modalità ritratto e le pupille hanno il tipico “cerchietto”. Le foto in modalità ritratto sono ottime, anche perché è possibile scegliere i livelli di sfumato e applicare filtri in tempo reale.

Insomma, l’ottica posteriore non delude ma Oppo ha proposto il Reno8 Pro come il migliore smartphone per i selfie. E dunque sui selfie è possibile sfruttare le doti del sensore Imx709 ancora in abbinata con il MariSilicon X. L’accoppiata gemma scatti nitidi e precisi, anche al buio e rispettando l’incarnato. Possiamo quasi dire di avere per la prima volta in mano uno smartphone che consente di scattare con la fotocamera sul dorso e per i selfie in modo quasi equivalente per qualità e precisione dei dettagli. A ulteriore e definitiva dimostrazione che la Npu sviluppata da Oppo per l’imaging fa la differenza.

Oppo Reno8 Pro: la prova del MariSilicon X

Tutte le foto che vedete sono state fatte in condizioni di scarsa luminosità, con IA attivata per provare il MariSilicon X: la qualità soprattutto in notturna decreta la differenza rispetto ad altri smartphone privi della Npu.

Valutazione
Oppo Reno8 Pro: 799,99 euro
recensione-oppo-reno8-pro-elogio-alla-npu-marisilicon-xUn telefono premium per design, prestazioni e caratteristiche. La differenza è tutta nel MariSilicon X che sul Reno8 Pro compensa la mancanza di un Ois sul sensore principale e permette di scattare foto bellissime in ogni situazione. La Npu di Oppo assiste anche il reparto selfie e qui lo smartphone segna un elemento di differenziazione notevole rispetto alla concorrenza nella stessa fascia di prezzo. Come se non bastasse, il chipset di MediaTek conferma di essere arrivato al pari di piattaforme più blasonate e Android 12 ne trae il massimo beneficio. Insomma uno smartphone che rimette al centro dei discorsi estetica e qualità fotografica.