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Recensione Oppo Find N2 Flip: la video review del migliore foldable flip

Nel momento in cui scriviamo questa recensione dalla nostra esperienza di utilizzo del Find N2 Flip, ci basiamo su un possesso del device di oltre due settimane con la release software di ColorOS 13 (basato su Android 13) installata in fabbrica. Dunque, vi daremo ulteriori informazioni qualora in occasione della recensione effettiva ci siano stati interventi sostanziali a livello software. Intanto nel vergare queste idee generate dall’aver utilizzato il primo flagship del 2023 di Oppo, ci sovviene subito una considerazione: è significativo che il brand apra il “suo” anno con un top di gamma foldable. E, vista l’importanza di questa impostazione del brand per l’anno, abbiamo deciso di dedicare una video recensione approfondita qui di seguito.

I foldable sono destinati a essere il fulcro dell’innovazione in ambito mobile, sia smartphone sia tablet e pc. E sono uno stimolo per Google, ma anche per tutti gli sviluppatori di app, per innovare e rinnovare in modo sostanziale tanto il sistema operativo quanto il modo in cui si interagisce con lo smartphone. Inoltre, l’inizio anno di Oppo, quantomeno nella tradizione da quando il marchio è presente in italia, è sempre stato contraddistinto dai nuovi flagship della serie Find X. Invece il messaggio è forte: il Find N2 Flip è il primo foldable di Oppo a varcare i confini della Cina e a essere distribuito in tutto il mondo. Italia inclusa, con un prezzo equilibrato per la gamma: 1.199,99 euro accompagnato da un ricco bundle descritto in questo articolo di presentazione dello smartphone.

Con questo bagaglio di pensieri che frullano nel cervello mentre diamo ordine e sostanza alle nostre impressioni d’uso del device, il senso dell’operazione di Oppo prende forma. Il Find N2 Flip è un chiaro e ambizioso segnale rivolto al mercato e ai competitor che verte su due punti: ampliare la gamma di smartphone aggredendo con vigore e decisione il segmento foldable (finora dominato da un unico brand coreano); ribadire la forza innovatrice del brand con un Find N, non X, che presenta una cifra innovativa superiore rispetto agli altri foldable, siano essi in formato a conchiglia o di altro tipo.

Oppo Find N2 Flip: specifiche

Dimensioni aperto: 166,2×75,2×7,45 mm
Dimensioni chiuso: 85,5×75,2×16,02 mm
Peso: 191 grammi
Scocca: Alluminio e Corning Gorilla Glass 5
Display esterno: 3,26″ Amoled 17:9 (720×382 pixel)
Display interno: 6,8″ Amoled Ltpo 120 Hz (1-120 Hz) 21:9 (2.520×1.080 pixel)
SoC: MediaTek Dimensity 9000+ 4 nm, Gpu Mali-G710 MC10
Sistema operativo: Android 13 con ColorOS 13
Fotocamera principale: Sony Imx890 a 50 Mpixel, f/1.8, 23 mm
Fotocamera ultra grandangolare: Sony Imx355 a 8 Mpixel, f/2.2, 16 mm
Fotocamera selfie: Sony Imx709 a 32 Mpixel, f/2.4, 21 mm
Batteria: 4.300 mAh con ricarica SuperVooc a 67 Watt
Connettività: 5G, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.3
Prezzo: 1.199,99 euro

Il Find N2 Flip incardina questi messaggi su alcuni punti fissi. Dal nostro punto di vista sono questi: il display esterno molto ampio, una cerniera di nuova generazione molto resistente e che “tende” lo schermo pieghevole così da ridurre l’effetto piega al centro, un hardware inedito per questa gamma di smartphone (MediaTek Dimensity 9000+, a testimoniare la maturità di questo chipset) e un reparto fotografico che somma il know-how di Oppo. Ossia, mette a fattor comune la co-ingegnerizzazione con Hasselblad, che si sostanzia in filtri, modalità di scatto e calibrazione dei colori tipici dello storico brand di fotografia, la Npu Marisilicon X che ha già fatto faville con il Find X5 Pro dimostrando potenzialità imaging sorprendenti e il sensore Sony Imx890 nell’ottica principale. E aggiungendo un display esterno generoso (3,26″) che permette di eseguire le più comuni operazioni (rispondere ai messaggi, vedere chi sta chiamando, gestire le modalità di funzionamento del telefono, attivare la connessione con le cuffie e così via) sia per risultare più utile e versatile rispetto a display più piccoli e di solo “servizio”, sia per permettere all’utente di operare senza necessariamente aprire lo smartphone per le necessità di routine.

Il Find N2 Flip non è solo inedito nel design ma propone un reparto fotografico, quantomeno per il sensore principale, di livello flagship e anche questo è un unicum, almeno finora, nel mondo foldable. Dunque i vari pezzi del puzzle si allineano perfettamente: Oppo sta dichiarando la volontà di innovare su più fronti, portando i foldable al prossimo livello di maturazione.

E questo è il Find N2 Flip: il primo smartphone pieghevole con form factor a conchiglia, tanto amato dagli utenti, con una sezione fotografica blasonata e di alto profilo e una resistenza superiore alla media. Il messaggio sotteso di Oppo è quindi un invito: un invito a passare al foldable, nel formato più apprezzato, con poche rinunce rispetto ai flagship “tradizionali”.

Le rinunce, ancora una volta, sono a livello fotografico. Sì, perché Oppo ha cercato di mettere tutto ciò che è utile sul Find N2 Flip ma non ci è stato proprio tutto. Ovvero, il sensore principale è egregio e scatta al pari dei top di gamma più blasonati. Anzi meglio, perché l’abbinata tra Hasselblad e MariSilicon X mettono l’Imx 890 nelle condizioni ottimali per scattare foto eccellenti. La calibrazione del colore con la IA attivata restituisce scene realistiche nei colori e nell’equilibrio cromatico complessivo, tanto che è proprio l’elevato livello di naturalezza delle foto a conquistare fin da subito. E in ogni condizione di utilizzo, anche al buio. Gli scatti rappresentano ciò che si vede a occhio nudo, oltre a essere dettagliati e di ottima qualità su tutti i fronti. E poi c’è la modalità XPan di Hasselblad, che consente di scattare in 16:9 come se si avesse la storica pellicola del brand fotografico. Le foto XPan sono un plus che si abbina alla modalità Pro, recante addirittura la H di Hasselblad, che permette di operare in modo manuale.

Il fatto che Find N2 Flip sia in formato a conchiglia è uno stimolo per la creatività: si può tenere aperto a metà (90 gradi) usando la funzione FlexForm per suddividere le due porzioni del display come se fosse uno strumento imaging dedicato. Nella parte inferiore dello schermo ci sono i comandi, in quella superiore è visualizzata la scena inquadrata. Questa modalità invita a trovare nuovi punti di scatto e a girare video in 4K a 30 fps come se si avesse in mano una videocamera vintage.

Avrete notato che ci stiamo dilungando sul sensore principale, quello a 50 Mpixel (f/1.8, 23 mm di lunghezza focale equivalente, stabilizzatore ottico e messa a fuoco a rilevamento di fase) perché è il più pregiato e quello che meglio permette di valorizzare il binomio Hasselblad/MariSilicon X. Peraltro è sempre sul sensore principale Sony Imx 890 che l’app fotografica fa affidamento per l’effetto zoom 2x effettuando un crop sulla parte centrale della superficie del sensore, che quindi assicura la migliore resa cromatica e una definizione elevata. L’effetto zoom digitale arriva anche fino a 10x, ma consigliamo di rimanere sul 2x.

Il sensore principale può anche essere usato in abbinata non solo come normalmente accade sullo schermo interno pieghevole Oled da 6,8″ (Ltpo, 21:9, 2.520×1.080 pixel, frequenza di referesh di 120 Hz dinamica e luminosità tipica di 500 nits, massima di 1.600 nits), ma anche su quello esterno.

Il display esterno è gigante, rispetto ai modelli flip finora visti. Ben 3,26″ per l’Amoled da 17:9 (720×382 pixel, 500 nits di luminosità tipica e 900 nits massima) che è perfetto da usare in abbinata alla fotocamera per farsi i selfie tenendo sia lo smartphone chiuso, sia aperto. Quando è aperto e si scatta, si può attivare lo schermo esterno così che le persone inquadrate possano avere un’anteprima della foto in tempo reale. Attenzione, nel display interno c’è anche il foro che ospita la fotocamera selfie da 32 Mpixel affidata al sensore Sony Imx709. È un’ottica wide (21 mm) e assicura autoscatti di ottima qualità, anche in condizioni di poca luce.

Al computo dei sensori ne manca solo uno, quello forse più sottotono se confrontato con ottica principale e selfie. Ossia l’obiettivo ultra wide angle da 8 Mpixel (Sony Imx355) con lunghezza focale equivalente di 16 mm e Fov di 120°. Le foto sono buone e Oppo ha fatto un gran lavoro per omologare l’equilibrio cromatico tra ottica principale e ultra grandangolare. Tuttavia gli scatti sono più scuri e contrastati e questo si nota soprattutto in condizioni di bassa luminosità, perché l’ottica tende a scattare fotografie più scure rispetto al sensore principale. Nonostante anche sull’ultra wide angle intervengano le ottimizzazioni di Hasselblad e la Npu MariSilicon X. Ma qui è la fisica a imporre un limite: il valore di luminosità f/2.2 e il sensore collaudato da 8 Mpixel scattano foto di buona qualità ma non al livello dell’ottica principale, che si esalta in ogni condizione ed esalta l’utente.

Va reso merito a Oppo di avere operato affinché gli scatti dei tre sensori siano sempre all’altezza della situazione, offrendo un corredo imaging completo rispettando i limiti imposti dal form factor del Find N2 Flip. Che è compatto, leggero (circa 190 grammi) e assicura la chiusura perfetta tra le due valve. Per la cronaca, la scocca è in vetro Corning Gorilla Glass 5 montata sul frame in alluminio. Ciò assicura un’elevata resistenza agli urti e la cover in plastica dura trasparente fornita di serie è un “must” per proteggere in modo adeguato lo smartphone.

Che non è solo focalizzato sul reparto fotografico ma, anzi, il suo pregio è dato dalla flessibilità. In tutti i sensi. Non solo per via del fatto che è foldable e vanta una cerniera “vellutata”, che permette aperture e chiusure comode e non “scattose”. Inoltre, la struttura del meccanismo della cerniera ha un numero di componenti ridotto al minimo, così da massimizzare la durata nel tempo (Oppo garantisce oltre 400mila aperture e chiusure) e tendere in modo adeguato il display, che per l’appunto nel giro di pochi secondi dall’apertura rende pressoché impercettibile la piega centrale.

Lo schermo esterno, dal canto suo, può essere configurato a livello estetico, sia riproducendo l’interfaccia di ColorOS 13 che appare sul pannello interno, sia adottando uno stile diverso. Precisiamo subito che l’ampio pannello esterno, fatta eccezione per la schermata di stand-by che mostra ora, notifiche e percentuale della batteria, può essere configurato attraverso una manciata di widget per attivare la fotocamera, il registratore vocale, il meteo, il timer e, facendo uno swipe verso il basso, visualizzare il menu contestuale di Android con i collegamenti rapidi alle funzioni. Inoltre, è possibile impostare risposte ai messaggi scegliendo tra quelle prefissate, con forme di cortesia classiche ed emoticons, per replicare al mittente senza aprire lo smartphone. Per scrivere risposte più complesse è necessario aprire il Find N2 Flip e usare l’ottimo pannello Oled da 6,8″.

Il display è perfetto per la riproduzione multimediale, in virtù della certificazione Hdr10+ e del motore 01 di Oppo, già visto sugli flagship dell’azienda, che massimizza la qualità di riproduzione di video e foto. Ci è molto piaciuto guardare film e serie Tv attivando queste funzioni di miglioramento dell’immagine. A conferma che il Find N2 Flip è un telefono “tuttofare” che supera i limiti del form factor. Anche l’orecchio vuole la sua parte e il Flip piace anche nella riproduzione musicale, grazie alla presenza del Dolby Atmos con equalizzatore audio. Gli speaker stero integrati sono di buona potenza, ancora meglio se si abbinano auricolari Bluetooth che traggono il massimo giovamento dalle opzioni sonore configurabili nelle Impostazioni di Android.

Anzi, li enfatizza, perché consente di avere un ampio display con margini laterali ridotti al minimo ma anche di essere comodamente trasportabile una volta chiuso. Dal canto suo ColorOS 13 ripropone l’ambiente di utilizzo degli altri modelli di Oppo, che ricordiamo ha un’impostazione semplice e intuitiva che ricalca Android 13 stock solo più raffinato esteticamente, con aggiunte relative alla gestione dei widget sul pannello esterno.

ColorOS 13 è reattivo. Così come le app, siano esse di produttività, multimediali, social o gaming. In questa settimana di utilizzo abbiamo apprezzato le doti del Dimensity 9000+ ottimizzato da MediaTek per Oppo al fine di adattarsi alle esigenze del Find N2 Flip. Che sono sia prestazionali, e su questo non ci sono dubbi che il Dimensity non faccia rimpiangere SoC più celebri, sia energetiche. Il chipset è a 4 nm, è assistito da 8 GB di Ram e 256 GB di storage; attraverso la funzione di espansione della Ram abbiamo “aggiunto” altri 8 GB che sono “prelevati”, quindi sottratti, dallo storage. Il SoC ha un impatto equilibrato sulla batteria da 4.300 mAh (la capacità maggiore nella categoria smartphone foldable flip). Non ci sono problemi ad arrivare a fine giornata lavorativa, se si fa un uso molto intenso di app “energivore” (come il gaming, i social o lo streaming) si arriva comunque a fine giornata ma con una autonomia residua risicata.

Per questo il sistema di ricarica Oppo SuperVooc da 67 Watt è utile per ricaricare velocemente la batteria del Find N2 Flip. In circa 30 minuti si arriva al 100% partendo da circa il 40% di batteria. Per arrivare al 100% dal 10% di autonomia residua sono necessari poco meno di 50 minuti. In un’ora al massimo, con telefono spento perché la batteria esaurita del tutto, si ricarica il Flip al 100%.

Infine, meglio non dimenticarsi che il Find N2 Flip è “anche” un telefono 5G, che vanta una buona resa acustica durante le telefonate e una presa del segnale ottima. La navigazione in 5G con Sim WindTre è stata eccellente sia a Milano, sia in zone di provincia e in montagna. La disposizione delle antenne del Flip è peculiare e questo forse è il motivo della buona ricezione. Anche in Wi-Fi 6.

Dunque è il foldable Flip definitivo? Per il momento sì, nonostante alcune mancanze del Find N2 Flip: sull’assenza del teleobiettivo possiamo soprassedere perché non ci sarebbe stato se non a discapito dell’ultra wide angle (meglio avere quest’ultimo); sul non supporto alla ricarica wireless ci siamo rimasti più male ma comprendiamo le scelte costruttive di Oppo di dare spazio ad altri aspetti. Invece, ci è piaciuto molto il sensore biometrico per l’impronta digitale integrato nel tasto di accensione: dovrebbe essere un must per qualsiasi telefono, sarà meno appariscente del sistema sotto al display ma è ben più funzionale e pratico. La scelta del Dimensity 9000+ che potrebbe lasciare perplessi all’inizio si rivela, durante l’uso, azzeccata. E più si usa il Find N2 Flip, più ci si rende conto che alla fine molto spesso si è legati a percezioni e stereotipi: all’atto pratico, nell’uso empirico il SoC non fa rimpiangere nessun altro chipset perché lo smartphone risponde, e bene e in modo reattivo. Questo è ciò che conta davvero.

Oppo Find N2 Flip: le prime foto scattate con il foldable

Effetto bokeh

Modalità XPan

Foto in varie condizioni

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