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Recensione Nothing Ear (2): sale la qualità audio (anche il prezzo)

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Affrontiamo subito un punto così poi possiamo concentrarci sulla recensione qualitativa: il prezzo. Sì, Nothing ha scelto di posizionare le Ear (2) a 149 euro rispetto ai 99 euro delle Ear (1). Dal nostro punto di vista, si tratta di un posizionamento coerente con l’attuale offerta, che prevede le Ear (stick) a 119 euro e le flagship Ear (2) proposte a un prezzo superiore.

Certo, il varo del brand Nothing è stato fatto con le Ear (1) a un prezzo iper vantaggioso rispetto alla qualità intrinseca e al design del prodotto. Ma in questo prezzo vanno anche considerate quote a parte date dall’operazione marketing per costruire e rafforzare il brand, oltre al fatto che è stato un modo per farsi conoscere e che in due anni le condizioni di mercato sono cambiate e molto. Soprattutto è cambiato il modo in cui Nothing ha sviluppato il prodotto, che mantiene il family feeling della prima edizione (2021) in forma più compattata e con una sezione audio interna con un nuovo design. Considerato tutto, le Ear (2) hanno un prezzo equilibrato nel contesto attuale perché vantano una cura costruttiva, una resa acustica e un’app per qualità riscontrabile su modelli di brand più blasonati e fascia superiore. In più sono anche certificati IP54 per l’intrusione da polvere e acqua (la custodia è IP55).

Tutto questo ragionamento per dire che è il solito esercizio fittizio, sterile e annoiante confrontare il prima e il dopo solo dal punto di vista del prezzo. Ci sono ragioni che le aziende hanno per selezionare il posizionamento: chi prova, come nel nostro caso, deve porsi la domanda se acquisterebbe il prodotto in virtù delle doti che esibisce. Nel nostro caso la risposta è chiara, trasparente come le Ear (2): sì.

Sì, perché comunque il design delle Ear (2) è caratteristico e unico, perché nell’uso ci hanno più che soddisfatti e perché l’Anc migliorato e potenziato funziona meglio e sfrutta al massimo il miglioramento costruttivo degli auricolari di Nothing. Peraltro, sono modelli in-ear ed è questa la vera e unica discriminante: questo tipo di cuffie, per quanto il brand le abbia rese effettivamente ergonomiche e leggere, devono piacere e soddisfare quando indossate. Se il design in-ear non è nelle vostre corde, consigliamo di orientarvi sulle Ear (stick) che si appoggiano al padiglione auricolare ma non entrano nel canale. Questo è il criterio per scegliere l’uno o l’altro modello.

Nothing ha ridotto gli ingombri e il peso delle Ear (2) guadagnando in comodità e anche il supporto in silicone, leggermente più piccolo, riesce a isolare senza infastidire. L’azienda ha riprogettato le in-ear rispetto alla prima edizione rafforzando le plastiche e i magneti, cambiando l’aggancio della ricarica degli auricolari (più preciso) e estrapolando il retro in plastica bianca dalla scocca trasparente così da ottenere performance migliori di ricarica in modalità wireless. Non manca la porta Usb-C per la ricarica cablata con il cavetto corto in dotazione, corto per sostenere ricariche veloci con alimentatori da 30 Watt. Tant’è che in 10 minuti si hanno 8 ore di autonomia e la ricarica completa avviene in poco più di mezz’ora partendo da 0% (utilizzando un alimentatore certificato da 30 Watt come nel nostro caso).

Le Ear (2) nell’uso effettivo guadagnano due ore di autonomia in più rispetto alle Ear (1) mantenendo l’Anc acceso. Merito delle batterie da 33 mAh delle buds e del case con batteria da 485 mAh, che dunque ricarica più di cinque volte le Tws. In modalità wireless Qi la ricarica arriva a 2,5 Watt.

I comandi delle Ear (2) sono identici alle Ear (1), nessuna novità da Nothing. Ovvero per abbinarle è necessario installare l’app Nothing X identica per Android e iOS, lasciare libero accesso al Bluetooth attraverso l’applicazione, e aprire le Ear (2) tenendo premuto il tasto bianco di fianco all’Usb-C in modo che il led interno lampeggi perché pronto all’abbinamento. Abbiamo coniugato le Ear (2) sia con uno smartphone Android, sia con iOS. Poi le abbiamo gestite sia con il Phone(1) di Nothing, sia con un notebook via Bluetooth standard (non c’è bisogno dell’app). Questo perché le Ear (2) sfruttano la modalità dual mode così da gestire due device collegati in contemporanea. Quando squilla il cellulare, le Tws si agganciano in automatico allo smartphone, pronte per essere usate come vivavoce. E la qualità vocale è eccellente sia perché i microfoni sono più precisi, sia perché l’elettronica provvede a isolare la voce eliminando i rumori ambientali e gli eco. Siamo rimasti sorpresi per la chiarezza nelle chiamate di lavoro o personali, sia via rete cellulare, sia utilizzando i software per le videocall. Ribadiamo, le Ear (2) operano con la medesima qualità con iOS, Android e Phone (1) a garanzia delle doti hardware e della consistenza dell’app.

L’app permette di gestire alcune funzioni cruciali delle Ear (2). In particolare due: la cancellazione del rumore e l’equalizzazione. Entrambe prevedono specifiche pre-impostate ma possono essere personalizzate. Se nel caso dell’equalizzazione è abbastanza diffuso poter adattare il comportamento acustico delle Tws in base ai propri gusti, troviamo interessante che lo stesso si possa fare con l’Anc così da adeguarsi al contesto, al tipo di orecchio e alla sensibilità dell’utente. In più, l’Anc, oltre che sui livelli alto, medio e basso, è attivabile sull’opzione adattiva che varia in automatico tra le tre impostazioni in base all’ambiente. Abbiamo usato le Ear (2) in varie situazioni, dall’ufficio ai mezzi pubblici fino alle passeggiate in strada per la città, e abbiamo apprezzato l’intervento dell’Anc come efficace. Tanto che, in numeri, arriva a compensare fino a 40 dB. Peccato solo che l’utilissima modalità trasparenza, che fa passare i rumori ma senza disattivare l’Anc, non sia prevista nella modalità adattiva ma vada impostata manualmente.

Nothing ha messo un Anc di classe superiore per le Ear (2) ma anche l’acustica è stata parallelamente perfezionata. Le Tws mantengono la filosofia della prima versione: proporre un suono flat, privo di calibrazioni di fabbrica e completamente armonizzabile dall’utente. Così l’impostazione bilanciata dell’equalizzatore è quella che meglio fa apprezzare le auricolari; non mancano i profili per enfatizzare gli alti o i bassi o per mettere la voce in primo piano. Se non bastano, potete cimentarvi su i vari canali intervenendo in modo manuale.

Le Ear (2) hanno un suono bello, rotondo, preciso e croccante. Gli interventi fatti sulla sezione interna con la doppia camera sigillata ma connessa per sfruttare il driver personalizzato così da avere un diaframma doppio per bassi più profondi e alti più precisi consente ai medi di essere meno schiacciati e più evidenti. Ne beneficia il bouquet sonoro superiore. In altre parole, la pasta musicale è più raffinata rispetto alla prima versione e il volume acustico restituisce sonorità migliori, più precise e puntuali e prive di distorsioni anche a volumi elevati. Le Ear (2) ci sono piaciute molto e ci hanno soddisfatto, anche e soprattutto sfruttando le sorgenti Hi-Res con codec Ldac 5.0 (24 bit a 192 Hz) via Bluetooth 5.3 che permettono di apprezzare al meglio la precisione e la robustezza dell’audio riprodotto.

Nothing non ha lesinato in materiali per le Ear (2) che sono di plastica trasparente all’esterno ma all’interno il driver da 11,6 mm ha un diaframma di grafene e poliuretano al fine di gestire le frequenze in modo opportuno. Le funzioni Anc e Clar Voice, che subentra nelle conversazioni vocali, possono contare su tre microfoni, due dei quali sono destinati a riconoscere e ridurre i rumori esterni. Infine, sulla stanghetta verticale sono rimasti i comandi a pressione in corrispondenza della sezione in alluminio per comandare la riproduzione musicale e accettare le chiamate in ingresso.

Nothing ha abilitato le Ear (2) per il riconoscimento automatico di Android, ma l’abbinata con Phone (1) è unica perché le Tws entrano nell’ecosistema dello smarpthone e si allineano perfettamente alle doti acustiche dello smartphone attraverso l’app Nothing X integrata nel sistema e non installata a parte.

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