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Recensione Motorola Razr 50 Ultra: la piega fashion del foldable

Motorola Razr 50 Ultra porta a compimento il progetto iniziato con Razr 40 Ultra (recensito in questo articolo) con sapienti e spesso irrinunciabili miglioramenti che rendono lo smartphone foldable il migliore e più equilibrato nel formato flip. Razr 50 Ultra propone un display esterno che sostanzialmente occupa tutta la valva inglobando anche le ottiche e con cornici molto sottili, rispetto alla scocca. Questo permette al pannello di raggiungere la dimensione di 4″ in formato leggermente più squadrato rispetto ai 4:3 così da mostrare con maggiore completezza le informazioni, i widget e i pannelli sviluppati di Motorola.

Abbiamo detto che è stato portato a compimento un progetto perché, con il Razr 40 Ultra, Motorola nel 2023 ha cambiato completamente design e formato rispetto ai precedenti Razr foldable, nei quali tentava di ripercorrere l’estetica degli storici Razr Gsm. Il Razr 50 Ultra riprende i concetti di design con un tocco fashion e tecnologico ulteriore. Il risultato è un device bello, completo, che non teme il paragone con i flagship in formato tradizionale (non foldable) e che risulta compatto, curato esteticamente e potente.

L’elenco di aggettivi è derivato da poco meno di un paio di settimane di utilizzo con la Sim privata di Iliad 5G. Il modello che stiamo usando è il Razr 50 Ultra in colore verde (Spring Green, 1.199,90 euro) con la configurazione unica di 12+512 GB di memoria che assiste lo Snapdragon 8s Gen 3. Ora, abbiamo già trovato questo chipset a bordo del Motorola Edge 50 Ultra, dal design molto sottile. Peraltro, il SoC di Qualcomm è stato oggetto di una analisi molto approfondita in questo articolo. Motorola ha scelto sapientemente questo chipset per il Razr 50 Ultra perché, pur essendo una versione semplificata dell’8 Gen 3, assicura un combinato disposto unico: forte predisposizione per la IA on device; prestazioni elevate con un impatto energetico limitato.

Lo Snapdragon 8s Gen 3 ben si abbina alla moto ai, percepibile in particolare nelle foto e nella generazione della personalizzazione degli sfondi e dell’ambiente di utilizzo di Android 14. Rimanendo in tema, il Razr 50 Ultra è il primo foldable flip ad avere integrato Gemini, il modello IA di Google e che impreziosisce ulteriormente il display esterno perché accessibile da questo pannello sia con comandi vocali, sia scritti. La tastiera di Google sul display da 4″ è comoda da usare e si impara a diventare veloce con un breve addestramento. Il fatto che la scocca si larga circa 74 mm assicura una superficie di digitazione non molto dissimile da quella che si avrebbe su un display da circa 6″.

Per quanto riguarda le prestazioni, la configurazione del Motorola Razr 50 Ultra assicura oltre 1,3 milioni di punti in Antutu. Questo ha un valore indicativo sulle potenzialità del SoC, che invece nel concreto si produce in performance di fascia alta in qualsiasi tipo di contesto, dalla produttività al multimedia arrivando fino al gaming. Avevamo già saggiato le prestazioni elevate, da flagship purosangue, del chipset sull’Edge 50 Ultra: il Razr 50 Ultra ripropone la medesima esperienza di utilizzo ma nel bellissimo formato foldable flip. Motorola in più ha saggiamente utilizzato l’8s Gen 3 perché richiede un reparto di raffreddamento meno esteso e quindi si ottiene la migliore reattività senza incappare in fastidiosi surriscaldamenti.

Abbiamo fatto un esperimento senza senso ma per capire quanto potesse scaldare il Razr 50 Ultra: abbiamo tenuto acceso per una quarantina di minuti l’app fotografica di Motorola girando per Milano e mettendo a fuoco, anche scattando foto, continuamente. Nonostante la giornata fosse di circa 34° C sul termometro, quindi ancora maggiori “sulla strada”, i bordi e la scocca del foldable è diventata solo leggermente calda, per nulla fastidiosa. Un esperimento senza senso ma per capire la reazione del device. Che, peraltro, in questo contesto ha perso circa il 17% dell’autonomia della batteria passando dal 51% al 34%. Segno, come detto, che lo Snapdragon 8s Gen 3 è veloce, ottimizzato e impatta poco sulla batteria da 4.000 mAh.

Anche in questo senso, Motorola ha portato a compimento il progetto 2023 integrando una batteria più grande: 200 mAh in più che, in combinata con il SoC più gentile, permettono di arrivare senza problemi al termine della giornata lavorativa anche sfruttando al massimo le doti del Razr 50 Ultra. La sera abbiamo sempre avuto una riserva di almeno il 20% anche utilizzando in modo insensatamente pesante e stressante lo smartphone. A ridurre l’impatto energetico ci pensa il grande display esterno che riduce, e di molto, la necessità di aprire il foldable per ricorrere al pannello interno da 6,9″. Come valore generale, nella nostra esperienza di utilizzo il numero di volte in cui abbiamo aperto il flip 2024 è almeno del 30% inferiore rispetto all’abitudine consolidata con il 40 Ultra. Tutto questo aiuta a limitare l’impatto sulla batteria.

In dotazione è fornito un alimentatore da 68 Watt, che completa la ricarica da 0% al 100% in meno di un’ora. Si passa dal 31% al 100% in circa mezz’ora. Razr 50 Ultra supporta la ricarica wireless da 15 Watt: abbiamo usato un supporto standard certificato e questo è stato l’unico contesto in cui il device ha scaldato leggermente di più. La bobina è sul dorso posteriore con trattamento in pelle vegana, la stessa da cui è possibile erogare 5 Watt per ricaricare dispositivi.

Vi stiamo raccontando la nostra esperienza di utilizzo, che poi è tecnicamente la recensione che sintetizza tutto ciò che abbiamo sperimentato, consci di un fatto: chi sceglie il Razro 50 Ultra vuole una configurazione da flagship (presente) ma è guidato da un aspetto fashion, estetico, di comfort e anche da una componente di “show off”. L’ergonomia e l’estetica sono date dal formato flip che mantiene un fascino immutato e una comodità unica: quando piegato si tiene in tasca; quando aperto si interagisce con uno smartphone tradizionale, senza alcuna limitazione. Questo determina anche il comfort, perché i bordi squadrati e sottili del pannello interno aiutano nella digitazione e nell’interazione con l’interfaccia Hello UX basata su Android 14. La nuova cerniera, a doppio binario migliorata da una semplificazione dei moduli che la compongono, è più morbida e “leggera” tanto che, prendendoci la mano, si può aprire e chiudere il Razr 50 Ultra con una mano sola. In più, la nuova cerniera ha ridotto ulteriormente l’incavo centrale dello schermo rispetto al Razr 40 Ultra: il 50 Ultra è quasi del tutto privo di cunetta centrale. Messi vicini, i due smartphone foldable hanno lo stesso formato. Nell’utilizzo, si apprezzano le tante piccole ma sostanziali novità della quinta generazione.

Come lo schema leggermente diverso, visibile soprattutto nei lati, nella disposizione delle antenne. Il risultato è che con il Razr 50 Ultra si prende meglio in qualsiasi condizione di utilizzo. L’esperienza è di una connettività più stabile e solida, anche in abbinata con le Moto Buds+ via Bluetooth che sfruttano la bassa latenza in modo decisamente migliore e più stabile. Questo va a vantaggio della qualità dell’audio, della riproduzione multimediale e del gaming. Altra differenza è visibile nella zona della cerniera, ora perfettamente integra a filo di scocca e senza che la scocca inglobi le due valve. Non manca il tasto di accensione che integra il lettore biometrico, soluzione felicissima già apprezzata sul 40 Ultra ma ancora più reattiva in questo modello. Infine, il modulo delle fotocamere ha un’escursione maggiore rispetto ai precedenti per ospitare ottiche più raffinate. Sul reparto imaging torneremo più avanti, qui indugiamo ancora sui miglioramenti del Razr 50 Ultra.

Che si dipanano in aspetti che si evidenziano solo nell’uso. Il display interno da 6,9″ mantiene la costruzione Ltpo Amoled a 10 bit e 165 Hz (noi l’abbiamo usato con refresh fisso a 120 Hz e colori brillanti), ma la luminosità massima (picco) del Razr 50 Ultra è di 3.000 nit (1.400 nit nel 40 Ultra). Questo permette allo schermo interno di riprodurre film, giochi e contenuti con una qualità visiva nettamente superiore sfruttando una gamma Hdr più ampia data dalla luminosità maggiore. Il display esterno non è solo più grande e anch’esso con refresh a 165 Hz, ma arriva anche al picco di 2.400 nit (1.100 nel 40 Ultra) e ciò permette una leggibilità perfetta anche quando intercettato dalla luce diretta del sole. In più, lo schermo esterno è protetto dalla lastra Corning Gorilla Glass Victus. Abbiamo sottoposto il Razr 50 Ultra a sollecitazioni assurde: in borsa libero con penne e oggetti; in tasca con chiavi (anche correndo); in auto “buttato” sul cruscotto. Risultato: zero difetti sul pannello esteriore o sulla pelle vegana inferiore. L’insieme degli interventi attuati da Motorola hanno permesso al Razr 50 Ultra di ottenere la certificazione IPX8 contro l’intrusione di acqua dolce. Anche in questo caso, sotto la pioggia oppure soggetto a una “incidentale” alluvione da bicchiere d’acqua versato non hanno avuto alcun impatto funzionale sul foldable. Bisogna solo prestare attenzione ai detriti più grandi (briciole, micro-sassolini e così via), soprattutto quando si chiude il flip: ma questo è un coscienzioso atteggiamento di cura che va esteso a qualsiasi foldable in qualsiasi formato.

Peraltro il Razr 50 Ultra porta a ulteriore compimento alcune funzioni tipiche dei foldable di Motorola. Co la Flex View è possibile utilizzare lo smartphone come camcorder: tenuto piegato a 90° si impugna per una valva e si registra con quella che contiene i sensori fotografici. Il display interno è suddiviso in due, per inquadrare ciò che si sta registrando e per gestire i comandi al dito. Il reparto fotografico alimenta anche la IA: si può fotografare qualsiasi pattern, tessuto ed elemento per lasciare alla moto ia il compito di personalizzare la Hello UX in abbinata. Lo abbiamo sperimentato in base alle magliette o alle camice che indossavamo, ottenendo ogni volta un ambiente diverso e intonato. La IA on device oltre a generare sfondi e colorazioni, provvede ad abbinare tutti gli elementi dell’interfaccia.

La moto ai arricchisce l’ambiente Hello UX, già personalizzato con le gesture e la piattaforma di sicurezza tipica di Motorola, in un modo pressoché identico a quanto abbiamo già visto sull’Edge 50 Ultra: principalmente oggi si percepisce sul fronte fotografico e di personalizzazione ma per Motorola rappresenta un elemento di ulteriori update nei prossimi mesi al fine di aggiungere funzioni generative ancora maggiori. Quando questi aggiornamenti saranno disponibili, il Razr 5 Ultra sarà oggetto di un update della review per descriverle. Allo stato attuale, avere Gemini pre-installato e sopratutto accessibile dal display esterno permette di avere un modello IA completo e multimodale a portata di mano. Certo, è un sistema ibrido e che prevede la connettività a Internet per funzionare, tuttavia arricchisce e non poco la capacità del Razr 50 Ultra.

Che, come detto, ha nella sezione fotografica il nucleo dei principali aggiornamenti. Sia perché acquisisce in toto la moto ia dal flagship (Edge 50 Ultra), sia perché Motorola ha fatto una scelta coraggiosa ma corretta nella sezione imaging, composta da due obiettivi:

  • principale con sensore Samsung Isocell S5KGN8 a 50 Mpx, f/1.7, 24 mm, Pdaf e Ois;
  • teleobiettivo (con supporto ritratto) con sensore Samsung S5KNJ1 a 50 Mpixel, f/2.0, Pdaf, zoom ottico 2x;
  • selfie con sensore Omnivision OV32B a 32 Mpixel, f/2.4.

Si noterà che manca l’ottica grandangolare, quindi? Nessun rimpianto. Piuttosto che avere il solito 12 (o 8) Mpx con dettaglio solo nella parte centrale, avendo solo due ottiche Motorola ha optato per le due focali più utilizzate. La principale è comunque grandangolare, in virtù dei 27 mm e del Fov di circa 90°. Il teleobiettivo subentra già a 2x e a 4x esegue un crop sul sensore. In più, il teleobiettivo assiste quello principale nella modalità ritratto con bokeh che, anche qui in modo intelligente, non mostra gli effetti di ingrandimento ma le focali equivalenti: 24 mm (principale), 35 mm (principale), 50 mm (teleobiettivo) e 85 mm (teleobiettivo).

Come già descritto sopra, la filosofia del Motorola Razr 50 Ultra è di fornire prestazioni flagship in uno smartphone fashion e foldable. Anche a livello fotografico vale la medesima “lettura”, perché lo smartphone non punta a essere un cameraphone ma a garantire una resa imaging di alto livello. E ci riesce, in particolare con il sensore principale con cui si scattano foto di ottima qualità in tutte le condizioni di luce e si girano video belli e ben stabilizzati fino a 4K/60fps. Il teleobiettivo ha una resa egregia seppure in condizioni di bassa luminosità bisogna essere ben fermi con la mano durante lo scatto.

L’app fotografica del Razr 50 Ultra è quella classica di Motorola, con alcuni accorgimenti interessanti. Intanto la stabilizzazione adattiva nei video funziona anche a 4K/60 fps, mentre se si vuole girare in Hdr10+ si opera a 30 fps (anche in Full HD). La modalità foto è semplificata al massimo e come opzione si può scegliere di scattare a 50 Mpixel oppure di attivare la funzione IA “Scena in movimento” che cattura in automatico la foto in presenza di persone che si muovono, come salti, esercizi e così via. Non mancano i filtri per personalizzare l’effetto delle immagini e la modalità Pro, per chi preferisce cimentarsi con tutti i parametri a mano. Nella categoria Altro ci sono le consuete, per Motorola, modalità di scatto specifiche, come time-lapse, tilt-shift, visione notturna e così via.

Ecco, il Razr 50 Ultra offre una suite completa di funzioni fotografiche per soddisfare ogni palato, ma sono due gli ambiti secondo noi in cui eccelle. Nel ritratto, sopratutto impostando la focale a 50 mm, perché riesce a restituire uno sfondo sfocato preciso con persone e anche oggetti. E nella modalità Foto, anche in notturno (lasciate alla IA il compito di calibrare l’esposizione), perché non si rinuncia all’eccellente Hdr anche in condizioni di bassa luminosità.

Le foto che si ottengono con il Razr 50 Ultra sono di alto livello, rispettano il posizionamento del foldable e non fanno rimpiangere quelle di smartphone più dedicati alla fotografia o al video. Non si sente la mancanza dell’ultra grandangolare perché il sensore principale ha angolo di campo sufficientemente esteso. E questo è una ulteriore conferma di quanto sia stata “smart” Motorola nello sviluppare la quinta generazione del Razr in formato Android.

Galleria – Foto in modalità 1x, 2x e 4x
Galleria – Foto in modalità ritratto
Valutazione
Motorola Razr 50 Ultra (1.199,90 euro)
Il foldable flip di Motorola migliora ancora. Il brand ha saputo portare a un nuovo livello l'esperienza di utilizzo di Razr 50 Ultra grazie a interventi irrinunciabili, alla ia, a una scelta acuta del reparto imaging e a una componente fashion tutt'altro che secondaria.
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