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Per molti può rappresentare un momento di discontinuità con il passato che può toccare la parte romantica degli affezionati al celebre marchio Razr, con cui Motorola ha fatto la storia nei primi anni 2000, ma che tocca egualmente quella razionale perché il nuovo design è più lineare, quindi assicura un’ergonomia nettamente maggiore. Sì, è vero: il Motorola Razr 2022 (o Razr 22) non ha più la “cifra” estetica dei suoi predecessori, quella “virgola” inferiore che ospitava il microfono ma che con le declinazioni dello smartphone con touchscreen pieghevole limitava la comodità. Con la versione 5G era stata ridotta nell’ingombro, ma questa soluzione estetica rimaneva comunque lì sotto, nei pressi dei tasti di navigazione di Android, a renderne un po’ più scomodo l’accesso. Bellissima da vedere, anche come operazione vintage, ma nell’uso pratico risultava stancante.

Così Motorola si è presa un anno di pausa e ha sviluppato la terza generazione di Razr sempre puntando su uno schermo pieghevole interno ma inserito in un layout “piatto”, che per assurdo lo rende ancora più Razr rispetto al passato. Sì, perché il concetto di base originario del telefono a conchiglia della Motorola leader del mercato era di proporre un device sottile, tascabile, elegante ma che non pregiudicasse l’esperienza in termini di tastiera e display. La “virgola” dei Razr originari era funzionale a fare chiudere del tutto la valva superiore del telefonino, rendendolo un parallelepipedo perfetto. È stata mantenuta nell’epoca dei due precedessori del modello 2022 come vezzo estetico ma con questo Razr si riprendono le idee iniziali di comfort, ergonomia ed esperienza d’utilizzo.

Così Motorola compie un passo sui foldable a conchiglia che nessuno finora aveva fatto: non solo rende lo schermo interno pieghevole ma identico a quello di uno smartphone tradizionale candy bar, con cornici laterali ridotte; fa di più, mette a disposizione un touchscreen esterno da 2,7″ con cui si può interagire con Android senza aprire il Razr. E questo è un elemento differenziante interessante rispetto ad altri foldable, perché lo schermo non è solo di servizio ma mostra una versione ridotta e adattata dell’interfaccia di Android, persino personalizzabile. Così che, seppure in piccolo, è possibile eseguire operazioni tutt’altro che banali: leggere e rispondere ai messaggi, avviare app (da YouTube al registratore vocale passando per Ready For), eseguire telefonate (in questo caso si parla dagli auricolari Bluetooth), aggiungere collegamenti a qualsiasi app installata e configurare aspetto e comportamento dei pannelli.

Questo generoso display, che ricordiamo ha diagonale da 2,7″ e risoluzione di 573×800 pixel, è uno degli elementi che rinnovano in senso ergonomico ed esperienziale il Razr 2022. Molte delle operazioni di routine si possono eseguire senza aprire il telefono, per davvero e senza eccessivi sforzi, mentre quando si apre l’azione continua sullo schermo P-Oled più ampio da 6,7″ (2.400×1.080 pixel, 20:9, 10 bit) a 144 Hz. Il touchscreen interno è HDR10+ e testimonia come Motorola abbia attuato una tattica “cherry picking” prendendo il meglio e le funzioni più intonate al foldable dalla gamma edge 30 di più recente generazione.

Tant’è che lo schermo ha una dimensione, una risoluzione e una qualità di visualizzazione pressoché identica a quella dell’Edge 30 Ultra. Solo che è foldable e, a differenza dei precedenti Razr, è più resistente perché protetto da una lastra in vetro flessibile che raggiunge lo scopo di essere più solida (non flette quando si opera sullo schermo) e di avere per le mani un telefono non certificato IP ma, come spiega Motorola, trattato per essere repellente all’acqua.

Il display interno principale è contornato da una cornica ridotta al minimo: circa 0,5 cm nelle zone più “spesse” superiori e inferiori. Si ha finalmente la sensazione di avere il touchscreen stesso in mano, anche perché aperto lo spessore del device è di 7,6 mm (17 mm da chiuso). In mancanza della suddetta “virgola” nell’uso ci ha conquistato il fatto di poter interagire meglio e più comodamente con l’interfaccia My UX di Motorola, che praticamente l’interfaccia stock di Android 12 con alcuni strumenti di personalizzazione e integrazione funzionale.

Il display vanta inoltre un eccellente comportamento con i contenuti multimediali, grazie al refresh verticale (che può essere messo fisso a 120 Hz, non a 144 Hz, dalle impostazioni) che riproduce in modo fluido qualsiasi movimento, sia esso generato dal browsing web o dell’interfaccia, dalle app, dal gaming o dalla riproduzione di serie e film. Fluidità, qualità grafica e ampia superficie visiva rendono il Razr 2022 un ottimo telefono per qualsiasi tipo di necessità. Anche perché il nuovo design è accompagnato da un prezzo più invitante: 1.199 euro, che lo rende molto appetibile considerando il concentrato tecnologico.

Concentrato tecnologico di prim’ordine. Intanto per via della nuova cerniera tra le due valve più “vellutata” per via di meccanismi ridotti e che resistono a un maggior numero di sollecitazioni (oltre 200mila). Questa soluzione assicura un’apertura e una chiusura fluida senza creare un’eccessiva cunetta sul display. Passando il dito è percepibile la zona centrale dove il pannello si piega sia tattilmente sia visibilmente un inestetismo di poco conto. La cerniera migliorata porta in dote elementi laterali esterni degli ingranaggi che proteggono meglio il pannello dall’intrusione di detriti e polvere. La cornice contribuisce in modo determinante a rendere ben “teso” e stabile il display.

Sotto allo schermo trova posto l’hardware dell’edge 30 Ultra: processore Qualcomm Snapdragon 8+ Gen 1 accompagnato da 8 GB di Ram e 256 GB di storage, che fanno raggiungere al Razr 2022 risultati top ne benchmark. Eccoli:

Antutu: 888.819 punti
Geekbench single core / multi core: 1.282 / 4.101 punti
Geekbench compute: 6.308 punti

Completano l’analisi interna del Razr 2022 il sistema di raffreddamento a camera di vapore con superfici in grafite ad alta conduttività termica e la batteria da 3.500 mAh. Il primo aiuta a non fare percepire il calore quando si sottopone il processore a lunghi e stressanti cicli di elaborazione, come abbiamo fatto nel caso dei benchmark per capire la reattività del sistema di “cooling”. Ebbene, si sente il bordo riscaldarsi, dove si agganciano i fogli di dissipamento, ma mai in modo fastidioso. Già che ci siamo, Motorola ha inserito nel tasto di accensione/spegnimento il sensore biometrico per le impronte digitali che funziona con il Razr 2022 chiuso e aperto. La posizione è perfetta per il pollice e la reattività è eccellente. Si badi bene: anche per utilizzare lo schermo esterno, con lo smartphone chiuso, è necessario sbloccare il sistema operativo usando il sensore biometrico.

Per quanto riguarda la batteria, Motorola è riuscita a massimizzarne l’uso riducendo il numero di aperture con il generoso display esterno e con ottimizzazioni software già viste sugli edge 30 più recenti. L’autonomia dell’accumulatore da 3.500 mAh è adeguato per coprire la giornata lavorativa, senza sollecitare troppo le funzioni più impegnative di connettività, social e multimediali. In dotazione è previsto un alimentatore da 30 Watt che impiega circa un’ora a ricaricare al 100% la batteria. L’autonomia è buona ma non eccezionale: è il prezzo da pagare per impugnare uno smartphone così sottile, così potente e così evoluto. Precisiamo che la scocca inferiore in fibra di vetro non supporta la ricarica wireless.

Il Motorola Razr 2022 non è nemmeno uno smartphone fotografico ma le due ottiche prese dagli edge 30 gli fanno scattare foto eccellenti, soprattutto con il sensore principale. Lo schema ottico è il seguente:

  • obiettivo principale con sensore Omnivision OV50A da 50 Mpixel, f/1.8, stabilizzatore ottico (Ois), messa a fuoco a rilevamento di fase (Pdaf);
  • obiettivo ultra grandangolare con sensore Hynix Hi-1336 da 13 mpixel, f/2.2, Fov di 120°;
  • sensore selfie Omnivision OV32C da 32 Mpixel, f/2.4, ottica grandangolare.

L’interfaccia di scatto è quella tipica di Motorola, che prende spunto da quella classica di Android 12 e la modifica semplificando l’accesso alle funzioni più utilizzate. Lo zoom spazia da 1x a 8x ma operando solo con l’ottica principale, quindi è un crop.

Negli scatti si apprezza la coerenza di luce e colore tra le foto fatte con l’obiettivo principale e quello ultra grandangolare. Questo lavoro di ottimizzazione di Motorola è più evidente con una buona luminosità ambientale, mentre al buio l’ottica ultra wideangle tende a “chiudere” lo scatto.

Il software ha anche il merito di attivare in automatico la modalità notturna e di calibrare la tipologia di scatto a seconda della situazione. Questo significa semplificare la vita: si punta, si clicca e la foto viene al meglio in ogni occasione. Tanto che paragonando le foto con la modalità tradizionale e quelle fatte con la modalità notturna le differenze sono davvero marginali.

Pur non essendo votato alle foto, il Motorola Razr 2022 riesce a entusiasmare negli scatti sia per via della qualità delle immagini che si ottengono (principalmente dal 50 Mpxiel), sia per la dotazione completa di effetti video per lo slow motion e il ralelntatore. Preciso l’effetto bokeh (Ritratto), mentre la modalità professionale è dedicata a chi sa come e dove mettere mano ai parametri. Ma restituisce non poche soddisfazioni se si vuole giocare con la luce e i contrasti: l’ampia dinamica ottenibile dal sensore principale è evidente tanto nelle foto fatte in automatico, quanto in quelle in modalità professionale. Tra l’altro, in modalità fotografica è stata aggiunta la modalità Flex View che permette di scattare e girare video tenendo lo smartphone piegato ad angolo retto: nella valva superiore si posiziona l’anteprima, in quella inferiore i comandi di scatto.

Il software gioca la sua parte attingendo all’intelligenza artificiale che interviene per mostrare uno scatto realistico nei colori e per aiutare a evitare alcune imperfezioni. Rivedere le foto sul display con profondità a 10 bit è un modo per saggiare il realismo cromatico del pannello pieghevole.

Sullo schermo del Razr 2022 scorre agilmente l’interfaccia, che ricalca fedelmente quella standard di Android. Le aggiunte di Motorola sono rappresentate dall’app Moto che raggruppa le opzioni di personalizzazione e le gesture proprietarie, tipiche dei Motorola. Oltre a Ready For nella versione completa: collegando un monitor esterno o una Tv si visualizza un’interfaccia simil-pc che esalta l’uso dello smartphone per la produttività e il multimedia. Collegando mouse e tastiera Bluetooth si dispone, a tutti gli effetti, di un computer, mantenendo coerenza con i dati salvati sullo smartphone. E affidandosi alla connettività 5G oppure Wi-Fi6 si può navigare e lavorare senza rimpiangere il notebook.

Dulcis in fundo, il Motorola Razr 2022 è un vero telefono: nell’era degli smartphone connessi trovare un device capace di una simile qualità audio durante le chiamate vocali è più di una bella sorpresa. È la conferma che il Razr è tornato, diverso ma meglio di prima.

Motorola Razr 2022: galleria fotografica

Macro

Foto con fotocamera principale, grandangolare, zoom e bokeh

Modalità notturna

Valutazione
Motorola Razr 22 - 1.199 euro
recensione-motorola-razr-2022-il-futuro-inizia-adessoIl nuovo design riprende i concetti e la filosofia di base dei Razr dei primi anni 2000 in un formato smartphone foldable tutto nuovo, entusiasmante e bello da usare. Motorola Razr 2022 è il fodalble che si usa anche da chiuso, grazie al generoso display esterno da 2,7" con cui interagire davvero con le app. Il prezzo è sceso ma la dotazione è da top di gamma. E i miglioramenti attuati al display interno lo rendono molto "goloso". La fotocamera principale è ottima. Monta Android 12 ma è già previsto l'update ad Android 13 a inizio 2023. Motorola seguirà una politica di aggiornamenti garantendo due major release del sistema operativo e tre anni di patch di sicurezza ma si vocifera che i periodi saranno estesi rispettivamente a 3 e 5 anni.