honor magic4 pro review igizmo
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Elegante, curato e con una chiara propensione alla fotografia. Così Honor è tornata nel segmento flagship con Magic4 Pro, presentato a inizio anno in Cina e ora finalmente disponibile anche in Italia.

La configurazione in vendita, che corrisponde a quella che abbiamo testato, è così composta:

SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1
Memoria: 8+256 GB non espandibili
Colore: black o cyan (modello in prova)
Display: 6,81″ Oled Ltpo a 120 Hz, profondità di colore a 10 bit (93,5% rapporto schermo/scocca)
Risoluzione: 2.848×1.312 pixel
Batteria: 4.600 mAh
Sistema operativo: Android 12 con interfaccia Magic UI 6.0
Scocca: certificazione IP68
Prezzo: 1.099,90 euro (per il lancio sono attive numerose promozioni e tanti bundle che vi consigliamo di verificare in questa pagina aggiornata).

In questa sede ci limitiamo ad approfondire la sezione fotografica, a completamento dell’approfondita descrizione fisica e delle caratteristiche che abbiamo affidato al video di seguito, che comprende anche l’unboxing sia del Magic4 Pro sia del caricatore wireless da 100 Watt:

Eye of the Muse, la fotocamera di Honor Magic4 Pro

Il complesso sistema fotografico raggruppato nell’elemento circolare sul dorso, il cui design ricorda molto da vicino l’obiettivo di una reflex, comprende ben cinque sensori. A questa “composizione” ottica Honor ha conferito un nome: Eye of the Muse, a indicare che simula alcuni simulacri orientali.

In termini più pratici e scientifici, l’Eye of the Muse del Magic4 Pro è composto da ben cinque occhi con le seguenti caratteristiche:

  • sensore principale (in alto a sinistra) di tipo wide angle da 50 Mpixel, Sony Imx 766, f/1.9, 23 mm equivalente, messa a fuoco sull’intera superficie del sensore con rilevamento di fase (Pdaf), autofocus con laser;
  • sensore ultra wide angle (in alto a destra) da 50 Mpixel, f/2.2, Fov 122°;
  • teleobiettivo centrale a periscopio con sensore da 64 Mpixel (Omnivision OV64B), f/2.0, stabilizzatore ottico (Ois), zoom ottico 3,5, 90 mm equivalente, messa a fuoco a rilevamento di fase (Pdaf);
  • sensore in basso a sinistra di tipo Tof 3D per la gestione della profondità con sampling 8×8;
  • sensore in basso a destra per la riduzione dell’effetto flicker (ossia per gli errori di visualizzazione derivanti da pannelli e display, per massimizzare la qualità di scatto e registrazione).

La configurazione è completata dal flash a led e dalla possibilità di girare video in 4K fino a 60 fps. Il tutto è affidato alla classica interfaccia fotografica di Honor, che eredita l’impostazione minimal del passato ma aggiungendo gli elementi caratteristici di questa nuova generazione di flagship.

Tra questi, prima di passare alle valutazioni sulla resa fotografica, citiamo la modalità video Cinema che consente non solo di applicare Lut, ovvero effetti di luce e cromatici per infondere un look hollywoodiano ai video, ma ancora più interessante la registrazione Log, ovvero di livello professionale e che permette un editing preciso. I video Log contengono tutte le informazioni di registrazioni, un po’ come gli scatti Raw contengono molte più metadati rispetto ai Jpeg, e questo permette con software su computer di avere un controllo più puntuale e totale del girato.

La qualità video del Magic4 Pro in modalità Cinema è di altissimo livello. Ottima esposizione e qualità delle immagini e dei dettagli, livello di rumore ridotto e tutto sommato si notano ben pochi artefatti anche nelle azioni più concitate. La stabilizzazione è buona. Il che significa poter girare filmati in 4K e aggiungere effetti e filtri che ne esaltano la visione.

Se sul fronte video il nuovo flagship di Honor piace, anche in condizioni di bassa luminosità, è la parte fotografica che centra l’obiettivo. L’intelligenza artificiale è consigliabile tenerla sempre attivata, quantomeno nella release software che abbiamo provato (non ancora definitiva), perché aggiunge contrasto e “riempie” i colori in abbinata con l’Hdr “always on”. Sì, per certi veri si colori possono quasi risultati saturi ma l’effetto e l’equilibrio complessivo sono ottimi. Il punta e scatta è efficace, perché senza troppo perdersi nei meandri di impostazioni e altro, si ottengono foto eccellenti in qualsiasi condizione. E lo scatto è buono anche se il sensore principale manca dello stabilizzatore ottico.

Ci sono piaciuti i dettagli, soprattutto nelle foto con una luminosità bassa (inferiore a 10 lux), cosa che si vede di rado. La sezione software interviene e non poco per assistere un’ottica completa, che ha nello zoom ottico con periscopio la sua massima espressione.

Le prestazioni di questa ottica sono eccellenti, anche grazie allo stabilizzatore ottico. Proseguendo con l’ingrandimento si arriva al valore digitale di 100x: il nostro consiglio è di non superare i 20x, almeno con la release software utilizzata. Non appena arriverà l’update della Magic UI 6 alla versione commerciale con tutte le eventuali correzioni, ci proponiamo di tornare sulla sezione fotografica.

In ogni caso, così configurato il Magic4 Pro vanta una ricca dotazione hardware e un altrettanto supporto software (IA) la cui combinazione ci ha permesso di scattare le foto che vi proponiamo qui di seguito.

E tanto sono buone quelle in situazioni “standard”, tanto lo sono quelle con effetti di profondità in virtù del preciso Tof che fa la differenza perché consente un tracciato preciso del soggetto inquadrato. Sia esso una persona o un oggetto: lo sfondo sfocato è preciso e ben realizzato.

Disattivando la IA si ottengono colori più gentili, meno accesi, ma aumenta il rumore nelle condizioni di bassa luminosità. In questa fase di sviluppo del software, ribadiamo, consigliamo di tenere sempre accesa la IA come garanzia.

Alla resa dei conti, Honor Magci4 Pro soddisfa il fotografo che cerca la qualità ma senza complessità. E vuole girare video da vero cinematografo grazie ai filtri. I risultati imaging, eccellenti, sono quelli che vi proponiamo qui di seguito.

Honor Magic4 Pro: galleria fotografica

Un hardware di prim’ordine

Siamo partiti dalla sezione fotografica perché l’impostazione del Magic4 Pro vira totalmente su questo fronte. Però bisogna anche sempre tenere presente che si tratta di uno smartphone di fascia alta, soprattutto per la dotazione hardware.

Ottimo l’ampio display da 6,81″ che non solo è di tipo Ltpo, quindi gestisce la frequenza di refresh di 120 Hz con step da 1 a 120 aggiornamenti al secondo in modalità adattiva (a seconda dell’app imposta gli Hz per la riproduzione migliore). Le impostazioni permettono di attivare la gestione automatica di questa funzione, nel nostro caso abbiamo impostato i 120 Hz fissi (che si riverberano in frequenze più elevate anche con le app social e di messaggistica che di solito si fermerebbero a 60 Hz) sia per mettere alla prova il display, sia la batteria.

Il touchscreen è risultato eccellente, per reattività e per qualità di visualizzazione multimediale. I 120 Hz uniti alle funzioni geometriche per elevare la qualità del video e la riproduzione delle sequenze in movimenti assicurano una visione di alta qualità, che premiano il pannello Oled scelto da Honor. Che vanta una modulazione d’impulso elettrico (Pwm) a 1.920 Hz, il che significa azzerare lo sfarfallio e i fastidiosi effetti collaterali nella gestione della luminosità.

Honor ha curato tutti gli aspetti di questo suo flagship, proprio perché restituisse una sensazione di alta qualità in ogni interazione. E l’hardware a corredo è di quelli capaci di sviluppare risultati eccellenti nei benchmark. Eccoli:

Antutu: 777.769 punti
Geekbench single-core/multi-core: 1.212/4.422 punti
Geekbench compute: 6.015 punti

Punteggi che lo rendono adatto a qualsiasi ambito. Analizzandoli si scopre anche l’efficacia del sistema di raffreddamento, tanto che durante Antutu lo Snapdragon 8 Gen 1 non ha mai superato i 43° ed è rapidamente sceso sotto i 40 ° per portarsi a una temperatura media di esercizio tra 36° e 40°. Per dire che non scalda, nemmeno se messo sotto stress.

Un’altra cosa che non dicono i benchmark, ma lo testimoniano, è la cura nell’ottimizzazione della Magic UI 6 basata su Android 12. L’ambiente è quello classico di Honor, lineare, elegante e senza troppi svolazzi, ma arioso e che non si discosta poi così tanto da una versione ripulita e semplificata di Android stock.

L’utilizzo è immediato, privo di attriti e tempi di apprendimento e ben impostato in virtù delle icone chiare e delle sezioni ben organizzate per essere semplici e intuitive.

Magic UI 6 vanta anche alcune chicche non da poco, come la modalità telefonica “Chiamata Privacy AI” che sfrutta l’intelligenza artificiale per permettere di parlare quasi in sottovoce e abbassando il volume. In pratica, è perfetta quando non si vuole divulgare al mondo cosa si sta dicendo e a chi. Funziona bene. Ma del resto Honor ha mostrato ancora una volta di saper fare degli eccellenti telefoni. Le chiamate vocali con il Magic4 Pro sono precise sia per aggancio del segnale sia per resa acustica.

In più, le antenne ben disposte sui lati, malgrado il display curvo sui dorsi laterali, consentono una connettività Wi-Fi e 5G di eccellente livello. La capacità di presa del segnale cellulare è una delle migliori finora sperimentate.

Rimanendo in tema di sicurezza, citiamo lo sblocco con il viso sfruttando il sensore fotografico anteriore da 12 Mpixel abbinato a un Tof. Non solo permette selfie di alta qualità, ma nello sblocco con il viso è preciso e veloce persino in condizioni di bassa luce ambientale.

Honor Magic4 Pro: ecco i 100 Watt

Il tutto è sublimato dalla batteria. Molto buona l’autonomia, nonostante l’hardware non scenda a compromessi per prestazioni e dotazione. Si completa senza sforzo eccessivo la giornata lavorativa. E si arriva alla serata con una buona riserva.

In dotazione c’è l’alimentatore da 100 Watt: in meno di quaranta minuti si arriva al 100% con il telefono a zero. Partendo dal 20%, la ricarica si completa in meno di mezz’ora.

Anche il caricatore wireless è da 100 Watt, con alimentatore da 135 watt, che assicura sostanzialmente le medesime prestazioni. Solo che il telefono è appoggiato in senso verticale e si può continuare a interagire malgrado sia sulla base.

In entrambi i casi, con circa 15 minuti di ricarica si ottiene più del 40% di batteria. E questa velocità di ricarica è il vero punto di forza del Magic4 Pro, perché alla fine lo si ha sempre disponibile al massimo dell’autonomia in breve tempo.