Usando per diverso tempo Honor 400 Pro, abbiamo avuto la certezza che lo smartphone sia tra i più completi e strutturati smartphone nella fascia di prezzo in cui è proposto. Certo, stiamo parlando di 799,90 euro, un segmento piuttosto affollato di device evoluti e che sfiorano per caratteristiche e performance i modelli flagship. Ma l’Honor 400 Pro ha un equilibrio da fare invidia, soprattutto a livello fotografico, e dispone della più recente evoluzione di MagicOS 9, l’interfaccia basata su Android 15 che vanta un ricco e più corposo corredo IA. Honor 400 Pro non è solo uno dei migliori smartphone proposti dal brand ma è anche la base su cui impostare le evoluzioni future, tanto in termini di update software quanto di scelte hardware.


Honor 400 Pro propone una sapiente scelta di ingredienti ereditati dal 400 ma ulteriormente potenziati che lo rendono esemplare per la direzione intrapresa dal brand: SoC Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3 (il flagship del 2024 e ancora eccellente, tanto da non scendere a compromessi in alcun contesto), 12+512 GB di memoria, batteria al silicio-carbonio da 5.300 mAh, display da 6,7″ e fotocamera principale da 200 Mpixel (Samsung Isocell HP3). A tutto ciò si aggiungono gli strumenti IA completissimi (già spiegati con dovizia di particolari nella recensione dell’Honor 400) tra cui spiccano la modalità ritratto Harcourt (sul 400 Pro si esprime al suo meglio) e un insieme completo di strumenti di fotoritocco.






Il tutto inserito in una scocca compatta (8,1 mm di spessore) e con certificazione IP69, per proteggere non solo dall’intrusione di acqua e polvere ma anche dalla pressione dell’acqua e dagli sbalzi di temperatura. Nell’epoca degli smartphone con profilo contenuto, Honor 400 Pro spicca per le soluzioni adottate a livello di design per restituire sensazioni di ingombri ridotti e superficie anteriore che massimizza l’area utile del display, che sfoggia cornici ridotte. Per quanto, il modello 400 disponga di un display totalemnte flat e il 400 Pro di uno arrotondato, alla resa dei conti l’usabilità e l’ergonomia del 400 Pro sono eccellenti.
E poi c’è tutto il corredo di intelligenza artificiale che abbiamo approfondito con l’Honor 400, solo che il 400 Pro lo eleva per via di un hardware più reattivo estendendo così l’ambito di utilizzo del device verso utenti più esigenti a livello multimediale, gaming, professionale e, perché no, social. Lo Snapdragon 8 Gen 3 sfiora i 2 milioni di punti in Antutu: in altre parole, è pronto a tutto e può vantare uno dei migliori sistemi di ottimizzazione energetica di Qualcomm. Alla resa dei conti, l’autonomia della batteria non è mai in discussione: nemmeno quando si usa per una giornata intera intensissima a livello social, messaggistica e generazione di effetti IA sfruttando al massimo le funzioni di base. Scollegato dall’alimentazione alle 6 di mattina, abbiamo percorso la tratta in treno fino a Roma (senza ricaricare), affrontato il safari fotografico con uso costante della IA fotografica e della funzione “Da immagine a video” (oltre 200 le foto scattate e 40 i video generati), usato lo smartphone per le necessità di lavoro (mail, WhatsApp, telefonate), caricato i contenuti sui social e seguito le indicazioni con Google Maps per raggiungere le mete, nelle quali ci siamo affidati a Gemini. Risultato: tornati in albergo alle 19 di sera, avevamo ancora oltre il 35% di batteria. Non l’abbiamo ricaricato per vedere fino a che ora rimaneva acceso, affrontando una serata sempre dedicata a foto e ad attività per la IA, e alle 01.00 abbiamo collegato il carica batteria con circa l’8% di autonomia residua.








Honor 400 Pro supporta la ricarica SuperCharge da 100 Watt cablata e 50 Watt wireless, ovviamente erogabile dal caribatteria ufficiale del brand che però non è incluso nella confezione. Quindi abbiamo fatto ricorso al nostro carica batteria certificato da 30 Watt che impiega poco più di 70 minuti per la ricarica completa della batteria. In circa mezz’ora, si ottiene poco meno del 50% di autonomia.
Una simile riserva di potenza e di autonomia, come dimostrato in modo empirico, sono perfetti in combinata con la IA forse più compelta oggi disponibile sugli Honor (e che nel frattempo si sta componendo anche sui top di gamma). La più recente evoluzione della MagicOS 9 raggruppa le funzioni di intelligenza artificiale in modo efficace nel pannello Honor AI in Impostazioni. Nel quale si trovano, oltre agli strumenti ben noti (Suggerimento AI, Magic Text, Portale Magico) anche il nuovo corredo di funzioni testuali, come i sottotitoli generati in tempo reale, le traduzioni e l’elaborazione della scrittura, utile per riconfezionare messaggi e-mail o chat. C’è anche la traduzione della chiamata via IA per lasciare all’intelligenza artificiale il compito di interloquire con una persona che parla inglese, tedesco, cinese, spagnolo e francese: se l’interlocutore ha pazienza, si ottengono conversazioni piuttosto precise. C’è anche la funzione di rilevamento automatico dei deepfake tramite IA che identifica se un chiamante in una videocall di qualsiasi tipo stia camuffando il proprio volto.
Ma le primizie più interessanti del nuovo corpus IA di Honor si trovano nella app Galleria. Dall’icona Crea si accede alla funzione Da Immagine a Video e Instant Movie che consentono, rispettivamente, di creare un mini video da una immagine statica (e, spesso, con risultati da lasciare a bocca aperta) e di comporre più foto in un video. In entrambi i casi la risoluzione e il formato sono perfetti per i social per stupire gli amici. Rimandiamo alla recensione dell’Honor 400 per una descrizione dettagliata. Ecco qui i risultati di questa IA: prima le immagini di partenza e poi i video che abbiamo ottenuto (al primo colpo).





A questi tool creativi si aggiungono quelli di editing che si usano dalla voce “Modifica AI” abbinata a ogni foto. Qui c’è un vero e proprio studio fotografico con risultati, dal nostro punto di vista, paragonabili a quelli dei flagship più rinomati e dei cameraphone più blasonati. La Gomma AI serve per rimuovere qualsiasi oggetto lasciando la foto credibile e veritiera ma nelle sue varianti “Cancella intrusi” e “Rimuovi riflesso” permette di individuare le persone non necessarie e i riflessi di vetri e specchi che potrebbero sminuire lo scatto. I risultati sono ottimi. Ecco alcuni esempi:








La funzione di Miglioramento AI opera su tutti i parametri della foto per enfatizzarne colore, taglio e incisività. Utilissimi i due opposti: “Ritaglio AI permette di scegliere solo una porzione dell’immagine ma la IA provvede a riportare questo segmento in una risoluzione elevata, evitando effetti pixelati o simili; “Espansione AI” consente di aggiungere ai lati dell’immagine una serie di elementi intonati allo scatto così da creare lo scatto perfetto che non esiste.







A tutti questi elementi creativi basti su Google Cloud che rafforzano enormemente la IA generativa on-board di MagicOS 9, Honor 400 Pro affianca la consueta suite completa di strumenti di editing fotografico manuale. In sostanza, il Pro è un vero e proprio concentrato per fotografi. Dal punto di vista software, lo è anche Honor 400 ma il Pro porta il concetto a un livello superiore offrendo un corredo più ampio di fotocamere posteriori. Che passano da due a tre:
- obiettivo principale posteriore con sensore Samsung Isocell HP3 da 200 Mpixel, f/1.9, Ois;
- teleobiettivo da 50 Mpixel, f/2.4, zoom ottico 3x, Ois;
- obiettivo ultra grandangolare da 12 Mpixel, f/2.2, Fov 112°;
- sensore selfie anteriore centrale da 50 Mpixel con efficiente autofocus.






La cura costruttiva profusa da Honor per la parte fotografica, evidente anche dall’impegno nella scelta del pannello Amoled a 120 Hz da 6,7″ (2.800×1.280 pixel, 5.000 nit) capace di una qualità di visualizzazione eccellente in ogni ambito e in ogni contesto, anche in pieno sole. Il pannello dell’Honor 400 Pro è un punto di forza evidente e che lo rende perfetto da usare soprattutto per le foto. Foto che sono ottime, come già notato sull’Honor 400, ma che qui si nota come la maggiore capacità dell’Isp dello Snapdragon 8 Gen 3 permetta di sfruttare al massimo le doti del senore da 200 Mpx ottenendo nitidezza e dettaglio, ampio range di luminosità e un realismo cromatico preciso. Fotografare con Honor 400 Pro non fa rimpiangere telefoni più esaltati a livello fotografico: nel nostro caso non ha mai sbagliato una foto, nemmeno al buio, e si è persino raggiunto lo zero shutter lag in condizioni di luce ottimale. Si capirà che ci è piaciuto usare l’Honor 400 Pro e che lo abbiamo paragonato anche ad altri smartphone con lo stesso sensore fotografico con un’unica conclusione: in alcuni casi il 400 Pro ha fatto meglio, forse per merito di una IA di Honor ereditata dai flagship e storicamente più orientata all’imaging.






In effetti il combinato disposto dato dal sensore di Samsung con la computational photography di Honor permette al 400 Pro di stupire, come testimoniato dagli scatti qui di seguito, in ogni condizione. Il sensore principale è il vero protagonista ma anche il teleobiettivo con l’AI SuperZoom permette di rigenerare la foto anche a grandi fattori di ingrandimento (oltre i 30x) ottenendo scatti IA molto credibili e veritieri. Ottima la scelta di avere la stabilizzazione ottica su obiettivo principale e tele: aiuta moltissimo a scattare come si vuole. Ecco come la IA ricostruisce i dettagli (a destra lo scatto originale, a sinistra dopo l’AI SuperZoom):








Per quanto riguarda l’ultragranandolgare, vale quanto già detto per l’Honor 400 (è identico il sensore): molto buono e ben fatto il lavoro per mantenere coerenza cromatica con gli altri obiettivi, ma è leggermente meno entusiasmante del sensore principale. Il 400 Pro non è solo uno smartphone AI completo ma anche un device capace di regalare un comportamento fotografico e video (4k/60 fps) tale per cui abbiamo faticato a tornare al cameraphone in uso, continuando a usare questo smartphone per le foto. Di più, la funzione ritratto con le IA iper specializzate di Harcourt (nei filtri vivace, classico e a colori) permettono di ottenere primi piani che, allo stato attuale, sono tra i migliori scattabili con qualsiasi device. Anche perché, oltre ad Harcourt, ora c’è anche la modalità di simulazione della pellicola, con relativa porosità dei colori e degli effetti. Davvero top. Se vi è piaciuto l’Honor 400 ma volete sperimentare il “next step” in modo più rotondo e completo, non fatevi sfuggire il 400 Pro.
Pro
Display eccellente
Sensore principale e teleobiettivo di qualità
Hardware ben equilibrato
Autonomia ottima
Sei anni di aggiornamenti
Design compatto e IP59
Contro
Sensore di prossimità virtuale (non fisico)
MagicOS 9 ottimo nelle prestazioni ma poco configurabile
Manca alimentatore SuperCharge in dotazione
Honor 400 Pro: galleria fotografica



















































































