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Recensione Honor 200 Pro: ritrattista per definizione

Honor 200 Pro è uno smartphone che invita a guardare il segmento premium con occhi diversi. Il brand ha sicuramente adottato un posizionamento interessante e abbastanza aggressivo (799 euro, a cui va detratto lo sconto attivabile sullo store) per uno smartphone equipaggiato con un’ottica per ritratti così perfezionata soprattutto a livello di filtri e algoritmi che porta a usarlo di continuo. I ritratti sono una delle tipologie di foto più diffuse, perché immortalano attimi eterni. Ma anche perché il ritratto è di fatto un racconto della persona. Senza contare la quantità di foto di visi e persone che irrompono sui social e on-line. Honor non è la prima a cogliere questa necessità ma è finora l’unica a proporre una soluzione “all in one” strutturata per soddisfare i gusti dei ritrattisti. Soprattutto per semplificare la vita degli utenti, che possono scattare ritratti di livello professionale senza sforzi e con risultati eclatanti.

Il segreto di Honor 200 Pro sta nell’ottica e nella modalità Ritratto con algoritmi sviluppati insieme con Harcourt. Una digressione per comprendere il lignaggio di questo Studio parigino che, secondo una diceria, “in Francia non si è realmente attori se non si è stati fotografati dallo Studio Harcourt”.

“Studio Harcourt è uno studio fotografico fondato a Parigi nel 1934 dai fratelli Lacroix. È noto in particolare per le sue fotografie in bianco e nero di star del cinema e celebrità, ma farsi fotografare ad Harcourt un paio di volte durante la propria vita era considerato uno standard dall’alta borghesia francese. Lo Studio Harcourt Paris nasce nel 1934 dalla collaborazione tra Cosette Harcourt, i due fratelli Lacroix e Robert Ricci (figlio di Nina Ricci). Lo Studio Harcourt è famoso in tutto il mondo per i suoi distintivi ritratti glamour in bianco e nero ispirati all’epoca d’oro del cinema, che gli conferiscono il suo stile unico che è diventato una leggenda e ha lasciato un segno senza tempo. Da quasi 90 anni, ‘Studio Harcourt’ immortala i ritratti di star e celebrità del cinema del XX e XXI secolo, ma anche della borghesia parigina e delle famiglie. Lo studio è ancora oggi un punto di riferimento per i ritratti artistici in tutto il mondo. La sua arte unica dell’illuminazione e il senso dell’inquadratura portano il ritratto nella sua dimensione più artistica e senza tempo, rivelano la bellezza naturale e il carattere del modello, a metà tra mistero e leggenda”.

Questo è funzionale per capire in che modo Honor ha innestato il know-how dello Studio Harcourt nel 200 Pro rendendolo uno smartphone unico nel suo genere. Per scoprire l’eccellente predisposizione al ritratto, basta aprire l’app fotografica sulla modalità Ritratto per trovarsi nella barra superiore il logo Harcourt (che può anche essere applicato come filigrana alle foto). Facendo tap si accede ai tre filtri tipici dello Studio: “Harcourt Vivace”, che tende a enfatizzare le tonalità e a levigare la pelle, “Harcourt a colori”, con il quale si scattato ritratti molto realistici e naturali, e “Harcourt classico” (secondo noi, il migliore), con cui si scattano foto in bianco e nero che non stentiamo a dire eccellenti. Honor 200 Pro si esalta in un contesto specifico ma apprezzato grazie a questi che non sono solo filtri ma impattano anche a livello di computational photography. Vi diciamo subito che i risultati migliori si raggiungono con la modalità Hdr attivata, perché in abbinata con Harcourt restituisce una dinamica e un’accuratezza tali da dare libero sfogo alla creatività.

La modalità di ritratto progettata insieme con Harcourt si abbina all’uso delle ottiche. Ecco lo schema fotografico dell’Honor 200 Pro:

  • obiettivo principale con sensore Omnivision OVH9000 (in basso) da 50 Mpixel, f/1.9, lunghezza focale equivalente di 27 mm, motore integrato per Ois e AF (maggiore precisione e reattività), Eis, Pdaf;
  • teleobiettivo con sensore Sony Imx 856 (a sinistra) da 50 Mpixel, f/2.4, lunghezza focale equivalente di 68 mm, Ois + Eis, zoom ottico 2,5x, AF;
  • obiettivo ultra grandangolare con sensore da 12 Mpixel, lunghezza focale equivalente di 16 mm, f/2.2, Fov di 112°, macro a 2,5 cm;
  • sensore selfie da 50 Mpixel, f/2.1.

Nella modalità ritratto il sensore principale è assistito da quello ultra grandangolare, che opera come sensore di profondità, per perfezionare l’effetto bokeh. Inoltre, il menu ritratto permette di operare con ingrandimenti di 1x, 2x e 2,5x. È importante capire come funzionano queste modalità, che sono identiche a quelle della foto tradizionale, perché si hanno lunghezze focali diverse:

  • 1x – 27 mm equivalenti, opera con il sensore principale + ultra grandangolare per la profondità;
  • 2x – 54 mm equivalenti, opera con il sensore principale + ultra grandangolare per la profondità;
  • 2,5x – 68 mm equivalenti, opera con il teleobiettivo + ultra grandangolare per la profondità.

Questo per dire che a 2x si ha sostanzialmente l’ottica ideale per i ritratti (tipicamente si usano obiettivi da 50 mm equivalenti) senza perdita di qualità. Con il sensore principale a 1x si ha maggiore “aria” intorno alla persona e si presta maggiormente per le foto in verticale; il 2x restituisce un’esperienza più fotografica adatta alle foto anche in orizzontale. Il 2,5x è altrettanto versatile perché assicura una definizione superiore alla modalità 2x, che avviene con un crop sul sensore principale, in quanto si opera con una risoluzione maggiore ma in questo caso è bene adottare un atteggiamento tipicamente fotografico: bisogna spostarsi fisicamente per trovare la giusta distanza. Anche questi movimenti e queste tre modalità 1x, 2x e 2,5x sono sintomatiche di una ricerca di qualità nel ritratto, che impone all’utente la ricerca della giusta inquadratura fornendo sostanzialmente tre ottiche fisse con cui operare tanto in verticale quanto in orizzontale come descritto.

Precisiamo alcune informazioni, che potrebbero interessare i fotografi più evoluti rispetto agli utenti “tradizionali” o “punta e scatta”: il formato Raw è disponile solo in modalità Pro e dall’obiettivo principale, questo significa che i ritratti sono salvati in Jpeg. Il post editing sui ritratti è un di più, che potrebbe essere utile per chi cerca determinati risultati ma che non è indispensabile perché la computational photography supportata dal potente ed equilibrato Qualcomm Snapdragon 8s Gen 3 (spiegato in dettaglio in questo articolo) consente di avere profili sempre precisi in modalità bokeh e colori ben calibrati e realistici, oltre a un bianco/nero che invita a sbizzarrirsi con i contrasti senza rimanere mai delusi né in capacità di messa a fuoco né in qualità.

Il bello è proprio muoversi intorno al soggetto per trovare l’inquadratura, la luce e le espressioni migliori. Honor 200 Pro semplifica al massimo con i filtri di Harcourt e con il supporto della IA, ma l’inquadratura ideale è ancora compito dell’utente e questo aggiunge fantasia e personalità alla foto. Diciamo subito che il bianco e nero è eterno e permette di ottenere effetti pazzeschi, con una precisione di bokeh, un dettaglio, una qualità e una “pasta” fotografica (non si nota rumore) e una naturalezza a dir poco eccellenti. Quando si inizia a fotografare usando questo effetto di Harcourt con il 2,5x o il 2x, prese le giuste distanza, si ottengono risultati unici. L’1x in modalità verticale, anche a colori, ha il sapore dell’aristocratico, con tonalità vellutate o incise che non mancano mai di dettaglio. La qualità e il perfezionismo profusi da Honor nel ritratto attraverso Harcourt si declina in alcune semplici operazioni (zoom ed effetto) ma proprio questa immediatezza consente di perseguire il risultato migliore. E che risultati: ve li proponiamo qui di seguito, perché le foto valgono più di mille parole di lodi della qualità assicurata da Honor e che rende il 200 Pro uno specialista nei ritratti con ben pochi rivali, anche nella fascia flagship (da cui eredita i sensori fotografici).

Se vi state chiedendo dove sia l’intelligenza artificiale nell’Honor 200 Pro vi confermiamo che avete appena finito di leggere e vedere i risultati della IA in ambito fotografico. Honor AI Portrait è la base su cui si fondano le foto con la calibrazione e gli algoritmi scritti insieme ad Harcourt. Sono stati necessari oltre 400 giorni per analizzare 1.000 scenari e milioni di dati fotografici per addestrare il modello AI che supporta i ritratti che recano la firma del prestigioso Studio Harcourt. Il risultato che vedete è frutto di questo grande lavoro fatto dal brande e dallo studio fotografico, che si declina in una IA capace di restituire, come abbiamo già detto, ritratti splendidi.

Poi ci sono altre funzioni legate alla intelligenza artificiale che corredano MagicOS 8 basato su Android 14. Il sistema operativo di Honor si struttura nella classica e collaudata interfaccia, che semplifica al massimo l’interazione proponendo un confortevole e lineare (nel tempo) ambiente, ed è arricchito da alcune funzioni IA. La più evidente e che ha debuttato sul Magic 6 Pro è Portale Magico, che consente di trascinare testi, foto ed elementi sui bordi del display per attivare un menu contestuale capace non solo di copiare all’interno delle app i contenuti ma anche di adeguarne la formattazione in base al contesto. Le funzioni IA sono, come di consueto, inserite nel pannello Impostazioni/Assistente e che comprende Magic Text (per estrarre testi dalle foto) e Suggerimenti AI (che alimenta l’omonima cartella sulla schermata home con le app più usate). Inoltre, si possono attivare le interazioni intelligenti, che permettono di muoversi nelle app usando le dita senza toccare il display ma sfruttando la fotocamera anteriore, e l’attivazione dello schermo quando rileva lo sguardo dell’utente.

MagicOS 8 è reattivo e veloce, merito anche del processore Qualcomm Snapdragon 8s Gen 3 assistito da 12 GB di Ram e 512 GB di storage. Per default, è attiva la modalità Honor Ram Turbo che dedica ulteriori 12 GB di Ram riservandoli dallo storage. Questa configurazione permette all’Honor 200 Pro di superare 1,5 milioni di punti in Antutu 10. In altre parole, e in termini più empirici, diciamo che il nuovo flagship della serie numerica del brand restituisce prestazioni da flagship in ogni occasione di utilizzo, persino quelle più intense come il gaming e le app di editing video. Non solo, le prestazioni sono abbinate a dimensioni compatte (per quanto possibile rispetto al display da 6,78″) date da un profilo laterale di 8,2 mm (anche se è più spesso in corrispondenza della sezione fotografica) e da un peso di 199 grammi. Il comfort in mano è un punto di forza, così come la possibilità di tenerlo in tasca senza che pesi. Ci è piaciuta molto questa combinazione tra estetica originale del dorso, ingombro e peso contenuto e prestazioni al top in ogni contesto, dalla produttività lavorativa al multimedia. Per di più, grazie alla generosa camera di vapore dalla superficie di oltre 55 cm2 (scambiatore con superficie di quasi 34mila mm2) non si percepisce mai il calore anche durante lunghe sessioni fotografiche e di gaming.

In queste situazioni hanno spiccato alcune peculiarità interessanti che Honor ha prelevato dai modelli di punta e le ha integrate nel 200 Pro, tanto che alla fine non si rimpiangono smartphone più costosi e, spesso, sopravvalutati. Una di queste caratteristiche è la batteria da 5.200 mAh al carbon silicon: non solo il 200 Pro è sottile ma ha anche una generosa autonomia. Davvero generosa: siamo sempre arrivati a sera (sim Iliad 5G) con una buona riserva di energia, mai inferiore al 30%, nonostante un uso impegnativo. Vi basti questo dato: con il 20% di autonomia residua in circa due ore abbiamo scattato oltre 100 foto. In una giornata siamo arrivati a oltre 300 foto (gran parte in modalità ritratto come detto sopra), mail, social, telefonate e WhatsApp (tutto in 5G, no Wi-Fi) pur arrivando alle 18 con circa il 40% di autonomia residua (scollegato alle 8 di mattina). La batteria si ricarica con alimentatore Honor SuperCharge da 100 Watt: ci impiega circa mezz’ora; con 10 minuti di ricarica si ha più del 30%. L’alimentatore non è fornito in dotazione ma può essere abbinato a prezzo agevolato per chi sceglie Honor 200 Pro nei giorni di lancio (oltre a poter riscattare uno sconto di 100 euro con il buono disponibile sullo store on-line di Honor). Abbiamo anche provato a ricaricare Honor 200 Pro con il SuperCharge wireless da 66 Watt: la ricarica completa ha richiesto circa 50 minuti; in 20 minuti avevamo già ottenuto circa il 40%.

Un’altra caratteristica peculiare di Honor 200 Pro è il chip C1+ che assiste lo Snapdragon 8s Gen 3 per la gestione del segnale radio. E si fa “sentire” nella capacità di ottenere sempre una connettività stabile e potente sia con il Wi-Fi, anche lontani dal router laddove altri smartphone perdono almeno una tacca, sia con la rete cellulare. Possiamo dire che il 200 Pro è uno dei pochi smartphone che ha massimizzato la linea fornita da Iliad ovunque ci trovassimo. Merito del chip C1+? Sì, ma anche della sapiente organizzazione delle antenne che è una delle tipicità del brand.

Questa ci porta a dire che né la qualità telefonica né la navigazione sono messe in discussione, sia che ci si trovi a casa o in ufficio, sia che ci si affidi al 4G o 5G. A tutto vantaggio dell’usabilità delle app che traggono beneficio dall’ottimo display Amoled da 6,78″ (2.700×1.224 pixel) a 120 Hz con luminosità di picco di 4.000 nit. A precisazione dei dati di autonomia che abbiamo citato poc’anzi, va detto che abbiamo impostato il pannello affinché operasse a 120 Hz (no a scelta automatica del sistema operativo) e con la risoluzione massima. La calibrazione dei colori è Intensa. Ma se volete un realismo maggiore, soprattutto delle foto, il display andrebbe messo su temperatura Normale, che gestisce i profili P3 e Rgb.

In ogni caso, grazie al processore potente è anche presente la funzione di ottimizzazione video che permette di elevare la qualità del display e di sfruttarne al massimo le doti Hdr. E proprio nella visualizzazione di foto e video, il pannello Amoled mostra le sue potenzialità per qualità dei colori e uniformità di rappresentazione. Certo, i bordi sono leggermente curvi ma è solo il vetro esterno: il display effettivo è flat. La soluzione di design permette di avere cornici ridotte, a tutto vantaggio della visualizzazione dei contenuti. Honor 200 Pro anche su questo fronte rassicura su un equilibrio spostato verso l’alto, ponendo la serie numerica su uno step evolutivo superiore rispetto al passato (non a caso si è passati dalla gamma 90 alla 200).

In quest’ottica si innestano tutte le considerazioni relativa alla nostra esperienza d’uso che stiamo trasmettendo in questa recensione. Honor 200 Pro è un prodotto premium di fascia alta, che vanta un reparto imaging da flagship. Il sensore principale è quello dell’Honor Magic 6 (NON Pro) ma privo di lamelle ad apertura variabile, l’app di scatto è completa e dispone anche della modalità Pro, che permette di scattare anche in Raw dall’ottica principale OVH9000.

Le foto sono di qualità, in tutte le condizioni di utilizzo. Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a uno smartphone che sintetizza al meglio l’expertise di Honor in campo audio e video e lo innesta in un device dal prezzo aggressivo. L’app esegue efficacemente le correzioni per equilibrare i colori sulla medesima tonalità e temperatura per tutte le ottiche, così che si abbia una buona coerenza cromatica quando si cambia obiettivo. Non c’è un teleobiettivo telescopico ma quello da 2,5x (che assicura una resa eccellente anche a 5x e fino a 10x).

La modalità fotografica sulla quale eccelle Honor 200 Pro è, come ampiamente mostrato, sul ritratto. Ma la sezione imaging lo rende anche un notevole smartphone per le foto “tradizionali”, con una macro piuttosto precisa e un tempo di scatto contenuto. In più di una occasione in condizioni di ottima luce ambientale abbiamo raggiunto il lag zero nello scatto, catturando proprio il momento che ci interessava.

Le foto dell’Honor 200 Pro piacciono per i dettagli, i colori e la qualità complessiva. Belle le foto, anche al buio, che sono piuttosto fedeli nei colori rispetto alla scena effettivi e mostrano una nitidezza e una cura della texture elevate. Certo, il “punta e clicca” migliore si ottiene con attivate AI e Hdr, tuttavia con la AI disattivata si ha una foto leggermente più coerente e con lo shutter lag azzerato. C’è anche l’acquisizione automatica dei movimenti delle persone, già vista sulle generazioni flagship di Honor. Quando si inquadra il soggetto, l’IA provvede a scattare in automatico nel momento in cui esegue un’azione di qualsiasi tipo. Così si prende il momento preciso. La precisione è migliorata ulteriormente rispetto al passato, con un livello da Pro. Questa funzione è utile qualora ci siano situazioni specifiche, per esempio nello sport, perché è addestrata per scattare in occasione di movimenti particolarmente enfatizzati.

Sul fronte video, si arriva registrare in 4K a 30 fps con la IA attivata (che aiuta molto a compensare movimenti e qualità). Disattivando la IA e affidandosi solo alle proprie capacità, si può impostare la registrazione a 60 fps ma a mano libera. Inoltre sono supportate le modalità bokeh e usando le tre ottiche: ultra grandangolare (0,7x), principale (1x) e teleobiettivo (3x). La Solo Cut è una modalità di registrazione video semi professionale utile per focalizzare l’attenzione su un preciso soggetto.

Questo per dire che la dotazione foto e video dell’Honor 200 Pro è di alto livello e garantisce rese soddisfacenti in ogni situazione. Personalmente abbiamo preferito, anche al buio, non usare la modalità notte ma sempre quella Foto (con IA e Hdr attivate) per non perdere la gamma dinamica estesa garantita dall’app. Mentre la modalità Apertura è perfetta per le foto “urban” perché applica lo sfocato agli oggetti e non alle persone.

Galleria – Foto a 0,6x / 1x / 3x /2,5x / 5x / 10x e macro
Valutazione
Honor 200 Pro - 799,00 euro
Lo specialista dei ritratti: Honor 200 Pro propone concetti nuovi ed esaspera una delle modalità fotografiche più diffuse e apprezzate. La collaborazione con lo Studio Harcourt ha portato la ritrattistica su livelli di altissima qualità, grazie anche alle doti dello smartphone di fascia alta. Honor 200 Pro è uno step evolutivo sostanziale per la serie numerica del brand, che ora vanta un modello capace di presentare uno standard di qualità superiore nella fascia di prezzo in cui si inserisce e ambisce.
4.5
PUNTEGGIO TOTALE
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GAMEPEOPLE
DIFUZED
FIZZ
PALADONE
OTL
CROCKPOT
LEXAR
SUBSONIC