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Recensione Honor 200 Lite: “next generation”

Honor ha iniziato il rinnovamento della serie numerica cambiando magnitudo: dall’Honor 90 si è passati all’Honor 200 Lite. E la “next generation” segue i passi strategici della Magic, con una overture della gamma affidata al modello Lite seguito, nel prossimo futuro, dalla versione di fascia più alta. L’Honor 200 Lite è posizionato a 289,90 euro per il lancio (per averlo a questo prezzo basta attivare il coupon presente sul sito honor.com, con 1,90 euro si ha anche il carica batteria SuperCharge a 66 Watt) mentre il prezzo di listino è di 329,90 euro. Honor 200 Lite dimostra concretamente come il brand sta rinnovando la serie numerica, lasciando trasparire elementi stilistici e funzionali: le dimensioni compatte, il profilo ridotto, il design alla moda, l’attenzione alla parte fotografica e la presenza del sistema operativo MagicOS 8 basato su Android 14.

Honor 200 Lite sfoggia la più recente release dell’interfaccia con alcune delle funzioni IA ereditate dai modelli flagship (Magic 6 Pro e Magic V2). In particolare, il sistema operativo personalizzato da Honor mette a disposizione il Portale Magico (Magic Portal) che consente di copiare testo ed elementi direttamente all’interno di altre app, come chat, social network, e-mail, note e così via, semplicemente trascinando la selezione verso il bordo destro o sinistro e spostandola sull’app desiderata nell’elenco che compare quasi “fuori” lo schermo. Un modo semplice e intuitivo per condividere rapidamente contenuti di varia natura. L’altra funzione IA presente sul 200 Lite è relativa ai suggerimenti dinamici delle app: a seconda delle abitudini e dell’ora, nella cartella denominata “Suggerimenti AI” sulla schermata principale si popola delle applicazioni adatte al momento. E la cartella varia nel corso della giornata, diventando più precisa nei suggerimenti man mano che si usa lo smartphone.

Rimanendo sull’esperienza di utilizzo, Honor 200 Lite ha una buona ergonomia perché i bordi sono sottili e lo schermo piatto: una combinazione perfetta per impugnare comodamente lo smartphone. I bordi sottili dello smartphone hanno obbligato Honor a incorporare il modulo posteriore delle fotocamere in un rettangolo sporgente: ciò non pregiudica il buon bilanciamento del device. Dal canto suo, MagicOS 8 scorre veloce sul touchscreen reattivo. Il merito va anche a un hardware collaudato ma affidabile e capace di supportare tutte le app di messaggistica, social, produttività e multimediali più utilizzate. Bisogna fare qualche rinuncia nel livello grafico nei giochi un po’ più complessi, ma i passatempi 2D più tradizionali girano senza compromessi. In altre parole, tutte le app più scaricate nella classifica di Play Store sono supportate egregiamente. Nell’esperienza d’uso citiamo lo Spazio Parallelo, per avere un ambito dedicato e separato da quello principale così da salvare dati e file lontani da occhi indiscreti, e la Magic Capsule, ossia il meccanismo di notifiche che si imperniano nella capsula ogivale posta nella parte alta del display (contiene sensori di regolazione della luce e fotocamera selfie) e rimangono operative quando, per esempio, si ascolta la musica o si attiva il navigatore. Facendo tap con il dito sulle icone presenti in quest’area (una impostazione già vista sul Magic 6 Pro), compare la tendina contestuale con il contenuto multimediale in riproduzione o della notifica. Nell’uso effettivo risulta comodo perché valorizza questo elemento dello schermo migliorando l’interazione con le app e le notifiche.

Nello specifico, il display da 6,7″ (circa 94% della superficie frontale) è di tipo Amoled con gestione della luminosità Pwm Dimming a 3.240 Hz (il che significa modulare l’intensità fino a oltre 3.200 volte al secondo per non affaticare gli occhi), risoluzione di 2.412×1.080 pixel con refresh a 90 Hz e luminosità di picco a 2.000 nit. Questi numeri sintetizzano un buon comportamento del display in ogni contesto, perfino nella riproduzione di film e contenuti video grazie a una soddisfacente gestione dell’Hdr e delle scene d’azione (i 90 Hz sono più che sufficienti per ottenere la fluidità necessaria). Con Honor 200 Lite abbiamo visto per intero la serie “A Man in Full” su Netflix godendo di un’elevata qualità grafica e di un ottimo sonoro stereo dagli speaker integrati. Lo smartphone è leggero (166 grammi) e compatto così da non affaticare in mano durante la visione. La batteria da 4.500 mAh ha permesso di vedere tutta la serie (sei puntate da meno di 50 minuti ciascuna) senza ricaricare e arrivando alla fine con più di un terzo di autonomia residua. Il SoC non scalda mai e ha prestazioni coerenti con il posizionamento dello smartphone.

Honor 200 Lite è animato dal chipset Mediatek Dimensity 6080 (6 nm) con architettura octa core: due core performance Cortex-A76 a 2,4 GHz; sei core power efficiency Cortex-A55 a 2 GHz. La Gpu è una Mali-G57 MC2. Il SoC è assistito da 8+256 GB: lo storage è Ufs 2.2 con prestazioni più che adeguate all’utilizzo dello smartphone, mentre la Ram di base è estesa con ulteriori 8 GB (riservati dallo storage) grazie alla tecnologia Honor Ram Turbo. Tanto basta per supportare le suddette app, senza incappare né in riscaldamenti fastidiosi della scocca, né in un uso eccessivo della batteria. In effetti l’autonomia è uno dei punti di forza dell’Honor 200 Lite perché utilizzandolo senza sosta per un weekend (oltre 180 scatti, social, chat, mail, musica e qualche contenuto in streaming) siamo partiti al sabato con il 100% siamo arrivati alla domenica pomeriggio a collegare lo smartphone all’alimentatore. Per la ricarica abbiamo usato un carica batteria certificato da 30 Watt che ha impiegato circa un’ora e mezza per ricaricare il 100% dallo 0%. Passare dal 30% al 100% richiede circa 50 minuti.

Inoltre, il vantaggio del chipset Mediatek Dimensity 6080 è di supportare il 5G, oltre a Wi-Fi6, Bluetooth 5.1 e Usb-C. Honor 200 Lite non gestisce la ricarica wireless, questo è uno dei motivi per il quale la scocca è così sottile (6,78 mm). Tuttavia, come abbiamo già saggiato per il Magic 6 Lite, la costruzione è stata studiata per resistere alle cadute. Da una parte gli angoli curvi del display aiutano a disperdere l’energia accumulata dalla caduta, preservando lo schermo. Dall’altra, il frame in alluminio ha la certificazione SGS a cinque stelle che certifica la resistenza a cadute fino a 1,65 metri. Lo abbiamo provato su tappeti e moquette, ma anche su parquet e superfici in marmo non riscontrando alcun danno se non leggere sfrisature della vernice del frame. Inoltre, lodi a Honor per avere integrato il sensore biometrico nel tasto di accensione e spegnimento: siamo ancora fan dei lettori d’impronta fisici per reattività e precisione.

Girando l’Honor 200 Lite si scopre il modulo delle fotocamere inglobato in parallelepipedo spesso un paio di millimetri. La sezione fotografica è quella su cui il brand punta in modo particolare, non solo per la parte posteriore ma anche per la fotocamera selfie. Partiamo dalle specifiche:

  • sensore principale da 108 Mpixel, f/1.75;
  • sensore ultra wideangle e di profondità da 5 Mpixel, f/2.2;
  • sensore macro da 2 Mpixel, f/2.4;
  • fotocamera frontale per i selfie da 50 Mpixel, f/2.1.

Partiamo dalla fotocamera frontale perché è inglobata nella capsula superiore del display, da cui appaiono le notifiche Magic Capsule, e che permette di scattare ritratti in modalità 1x e anche in grandangolo a 0,8x. I 50 Mpixel permettono di avere dettagli nitidi, mentre l’autofocus è piuttosto preciso. La modalità bokeh si attiva e disattiva con l’apposita icona in basso a sinistra. Interessante che nella capsula sia integrato anche un led bianco per illuminare il viso con un effetto simile a un ring light applicato in prossimità della fotocamera. Questa luce aggiuntiva, che non è il flash perché è fissa, si rivela perfetta per le videochiamate o le videcall anche tramite piattaforme di terze parti (Teams, Zoom e così via). Ma è anche utile per “giocare” con la luce, magari in situazioni di scarsa illuminazione o di controluce così da avere il volto sempre bene a fuoco e ben definito. Questo per dire che i ritratti con la fotocamera selfie, equipaggiata con tutti questi strumenti, sono un’incitazione alla creatività. Peraltro, Honor spiega che la fotocamera frontale è potenziata con algoritmi “Raw Domain” che hanno lo scopo di bilanciare al meglio il punto di bianco, di evitare sovraesposizioni e di ottimizzare i dettagli. In effetti, anche con il led acceso, la fotocamera selfie riesce sempre a mettere a fuoco in modo corretto senza sovraesporre, compensando correttamente ed evitando effetti aloni. Altro punto di forza dell’Honor 200 Lite: il sensore selfie.

Il comparto fotografico posteriore punta tutto sulla fotocamera principale da 108 Mpixel capace di scatti di livello premium. Honor ha profuso tutta la sua esperienza fotografica in questo sensore che regala soddisfazioni in qualsiasi condizioni di luce, anche al buio con attivata la modalità Notte. Gli zoom 2x e 3x sono eseguiti con un crop sul sensore, dato che non c’è teleobiettivo. Ma considerando le capacità dell’ottica principale, Honor 200 Lite con la modalità IA attivata (che permette di sfruttare al meglio le doti di computational photography e migliora efficacemente la gamma dinamica) riesce a restituire scatti di qualità. Lo abbiamo provato in varie condizioni: al sole, con luce ambientale incerta, in controluce, al buio e siamo sempre stati soddisfatti sia del potere risolutivo del sensore principale, sia della rapidità di scatto.

Al buio consigliamo di utilizzare la modalità Notte: tende a sovraesporre leggermente, ma gli scatti sono più “puliti” e hanno meno rumore. Altro suggerimento per sfruttare al massimo il sensore è ricorrere alla modalità “Alta Risoluzione” quando si fanno foto di paesaggi, di città, di monumenti e di scenari di questo tipo, perché si catturano tantissimi dettagli. L’ingombro è di circa 10 volte tanto: a parità di scatto si passa da circa 4 MB a circa 40 MB.

La modalità Pro permette di agire, solo sul sensore principale, sui vari parametri di scatto e gestisce lo zoom 2x: se vi interessa cimentarvi con giochi di luce ed effetti particolari, è quella da usare. Ma, a proposito di effetti, l’Honor 200 Lite nella modalità fotografica permette di applicare filtri interessanti: quello bianco/nero merita di essere sperimentato.

Il sensore macro consente di scattare a circa 4 cm dall’oggetto e va bene per dettagli e per catturare elementi specifici di uno scenario. La risoluzione di solo 2 Mpixel rende gli scatti adatti per i social ma con un tocco qualitativo interessante. Ecco le foto in macro:

Invece l’ultra grandangolare ha il doppio ruolo di scattare foto a circa 120° e di gestire la profondità nella modalità Ritratto e Apertura. Ecco, prestate attenzione a quale usate: Ritratto è utile per avere l’effetto bokeh con le persone (cerca il volto o la forma del volto); Apertura esegue la stessa operazione ma con gli oggetti e consente di variare il valore di f nell’intervallo tra f/0,95 (molto sfocato) a f/16 (ben poco sfocato). La modalità Apertura vale la pena di essere usata nella fotografia urbana e per fare risaltare oggetti sullo sfondo ma non per le persone, con le quali è meglio usare Ritratto. In entrambi i casi Honor 200 Lite produce un effetto bokeh ben definito e piuttosto preciso. Ecco gli scatti con modalità Ritratto e Apertura:

Concludendo, l’utra grandangolare esegue delle buone foto panoramiche che però risente della risoluzione di 5 Mpixel che penalizza i dettagli sui bordi. Vanno bene per i social, ma la fotocamera principale da 108 Mpixel rimane la regina sull’Honor 200 Lite. Va reso merito al brand di avere lavorato molto sugli algoritmi per mantenere una certa coerenza cromatica tra le tre fotocamere, seppure con la macro i colori caldi tendono a risaltare.

In ogni caso, l’esperienza fotografica con Honor 200 Lite è perfettamente intonata al posizionamento del brand e, ribadiamo ancora, il sensore principale è foriero di non poche soddisfazioni, come potete vedere negli scatti qui di seguito. La registrazione dei video avviene alla definizione massima in Full HD a 30 fps, anche in questo caso adeguati per un uso social e di convidisione.

Galleria – Foto 0,6x - 1x - 2x - 3x
Galleria – Foto al buio: si noti come la modalità Notte restituisca scatti più chiari e definiti rispetto alla foto "standard"
Valutazione
Honor 200 Lite - 329,90 euro
Uno smartphone compatto, completo per la fascia di prezzo in cui si inserisce e dotato di diversi punti di forza: il display, il sensore principale da 108 Mpixel, il sensore selfie con led dedicato e il sistema operativo MagicOS 8 basato su Android 14. Veloce e reattivo, è adatto per qualsiasi esigenza: non ha problemi con tutte le app più diffuse per Android, nemmeno con i giochi. In più ha uno spessore ridotto, si usa con una buona ergonomia e il colore verde brillante (che ha contrassegnato l'esemplare in prova) è davvero bello.
4.5
PUNTEGGIO TOTALE
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