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Partiamo dalle base, a costo di essere ridondanti, ma meglio essere precisi. Chromebook è una categoria di prodotti, che risponde a una serie di specifiche di Google e si basano sul sistema operativo Chrome OS: come nel caso di Asus Chromebook C432 e Lenovo Chromebook Flex 5, entrambi oggetto di questa recensione. Chrome OS si evince subito che è derivato dal browser Chrome (sempre di Big G) solo esteso per diventare una vera e propria piattaforma nella quale i servizi nativi di Google e quelli disponibili nel Chrome Web Store (identico tra browser e OS) “girano” in ambiti dedicati.

Per fare un esempio concreto: Gmail è proposto come se fosse un’app ma poi è aperto in una finestra di Chrome. Lo stesso vale per tutte le risorse online di Google, dalla suite di produttività personale a YouTube. In sostanza il computer nasce per essere sempre connesso, anche se si possono configurare le app e i documenti per continuare a funzionare anche offline salvando i dati in locale e poi sincronizzandoli nel cloud non appena si è online. E proprio in virtù di questo Dna “always on” è come se si stesse sempre all’interno di Chrome, in un browser “tuttofare” legato a doppia mandata con Gmail e i servizi di Google.

Questo è indice di flessibilità, perché con i Chromebook si passa da un ambito privato a uno lavorativo semplicemente inserendo la mail (privata o lavorativa, purché appoggiata alla piattaforma di Google) e configurando il profilo relativo. Tutto ciò che si salva come navigazione, Drive, Foto, documenti, mail e così via è costantemente sincronizzato tra il profilo del Chromebook e Chrome su Windows e MacOS. Vale a dire, che si accede sempre ai file personali più aggiornati (a patto di essere connessi per la sincronizzazione), che semplifica le operazioni quando si cambia computer, quando si passa da un pc a un Chromebook e viceversa, e, soprattutto, quando si inizializza un nuovo Chromebook. Sarà sufficiente inserire nome utente (email) e password per ritrovarsi tutto allineato.

In sostanza i vantaggi del Chromebook così concepito da Google sono diversi:

  • reattività e affidabilità, perché Chrome OS (essendo di fatto un browser appoggiato su una piattaforma Linux) è leggero, costantemente aggiornato e sincronizza tutti i dati in cloud;
  • le app sono contenute nello store, dunque il sistema operativo è sicuro ed esente da potenziali virus o software malevoli;
  • essenzialità: Chrome OS si attiva con le funzioni di base tipiche di Gmail, senza fronzoli o altro. Qualsiasi strumento e app aggiuntiva alla dotazione standard di Google va installata a mano dallo store;
  • ampia varietà di formati: i produttori di Chromebook hanno declinato i notebook classici in salsa Chrome OS, così l’offerta è variegata;
  • flessibilità di utilizzo: essendo Chrome OS un browser, si possono utilizzare tutte le web app tipiche che sono accessibili da Windows e Mac con Chrome. Queste comprendono giochi (in cloud o in streaming), streaming multimediali e così via;
  • prezzi contenuti: il costo medio di un Chromebook è più basso, a parità di configurazione;
  • integrazione con Android: è possibile configurare uno o più dispositivi mobili (smartphone, tablet e così via) affinché i dati memorizzati siano messi in condivisione con il portatile.

Infine, il vantaggio è che inserito in una qualsiasi piattaforma aziendale, scolastica o privata (partite Iva) basate su Google (Gmail gratuita o Workspace a pagamento), offre un accesso completo, ottimale e ottimizzato alle risorse di Big G. Alla resa dei conti per lavorare, studiare e svagarsi, in modalità sempre connessi ovunque ci si trovi, i Chromebook rappresentano una soluzione convincente.

Con un accorgimento: dovrete re-imparare a usare il sistema operativo, rinunciando ad alcune tipicità di Windows e macOS. Tra queste, il fatto che i file sono salvati principalmente in cloud e non in cartelle locali (abituatevi); non ci sono finestre ma sessioni di Chrome; c’è un menu che contiene le app e gli strumenti installati ma sono di fatto collegamenti a risorse online. Alla resa dei conti bisogna imparare a ragionare in termini di cloud e non di file locali. Fatto questo “switch” mentale, siete pronti per i Chromebook.

La piattaforma è cresciuta nel corso degli anni ed è maturata. Oggi può vantare un’interfaccia più raffinata ed elegante, con il suo aspetto minimal, e offrire un’esperienza davvero da notebook e meno “ingegneristica” come invece era l’impostazione anche solo a inizio 2021.

Chrome OS è maturo e pronto a essere utilizzato, certo con un periodo di adattamento come detto per il passaggio mentale dall’abitudine di operare sul disco fisso locale al cloud remoto. I Chromebook rispondono, infine, a esigenze ben specifiche, come descritto finora, quindi non ci si aspetti nulla di diverso. Ma poiché rappresentano il nuovo modo di pensare ai pc portatili, ossia fortemente integrati con il cloud, leggeri e always on, abbiamo deciso di recensire due modelli differenti per prezzo e destinazione

Stiamo parlando dell’Asus Chromebook C423 e del Lenovo Chromebook IdeaPad Flex 5 (82B8), che vantano posizionamenti e dotazioni differenti. L’Asus propone il C423 a 319 euro (scontato a 249 euro nel momento in cui si scrive); mentre per il Flex 5 di Lenovo sono necessari 499 euro. Il primo è perfetto per qualsiasi utente; il secondo è ideale per palati più fini e per i professionisti.

Asus Chromebook C423

Si potrebbe definire la quintessenza di un Chromebook, perché incarna la filosofia alla base del progetto di Google. La configurazione hardware è così strutturata:

Processore: Intel Celeron N3350 a 1,1 GHz
Grafica: Intel HD Graphics 500
Display: 14″, LCD, FHD (1.920×1.080 pixel) 16:9, Anti-Riflesso, Retroilluminazione a LED, 250nits
Ram: 4 GB
Storage: 64 GB eMMC
Porte: 2 x USB 3.2 Gen 1 Type-A; 2 x USB 3.2 Gen 1 Type-C supporto display/ricarica; 1 x Jack Audio da 3,5 mm; Lettore schede Micro SD
Webcam: 720p (senza otturatore privacy)
Audio: Speaker e microfono incorporati; supporto del riconoscimento vocale Google Assistant
Connettività: Wi-Fi 5(802.11ac) e Bluetooth 4.2 (Dual band)
Batteria: 38WHr
Alimentatore: Type-C da 45 Watt
Peso: 1,34 kg
Dimensioni: 32,20 x 22,80 x 1,61 cm

La scocca del C432 spicca per le forme generose, quindi ampio spazio è assicurato alla zona tastiera sfruttando al massimo l’occupazione del display da 14 pollici. Questa scelta si sostanzia in ampie zone per appoggiare i polsi, una tastiera con tasti ben distanziati e comodi e un touchpad di oltre 12 cm di diagonale.

Il comfort è uno dei punti di forza del portatile, che compensa dimensioni non compatte. Tuttavia il display vanta un trattamento antiriflesso che si apprezza e una visualizzazione soddisfacente dei colori, in virtù di un punto di bianco piuttosto preciso.

L’hardware al minimo sindacale è comunque valorizzato da Chrome OS che riesce sempre a districarsi senza rallentamenti. Nella nostra recensione abbiamo usato la release 97.

Il punto di forza è rappresentato dall’ampio display e da una costruzione solida, a prova di tutto, anche grazie ai rinforzi posti sulle cerniere del display e alla piastra integrata sotto la tastiera, che contribuisce a renderla comoda.

La batteria, nonostante l’hardware poco esoso, ha un’autonomia di “solo” otto ore. Considerando le dimensioni del portatile si poteva osare con una batteria maggiore. In compenso la connettività è da primi della classe, in virtù di un’ampia dotazione di porte.

L’Asus Chromebook C423 è vincente per il prezzo a cui è proposto: offre una soluzione completa, leggera e tuttofare in salsa Chrome OS. Quindi si tratta di un’ottima soluzione per la casa, sia per il lavoro, sia per lo studio.

Lenovo Flex 5

A prima vista lo abbiamo definito il Chromebook in “giacca e cravatta”. In effetti Lenovo ha declinato l’eleganza degli Ideapad in un Chromebook versatile e bello da vedere. La configurazione hardware è soddisfacente:

Processore: Intel Celeron 5205U a 1,9 GHz
Grafica: Intel UHD Graphics 10a generazione
Display: 13,3″, LCD, FHD (1.920×1.080 pixel) 16:9, Touchscreen
Ram: 4 GB
Storage: 64 GB eMMC
Porte: 2 x USB 3.1 Gen 1 Type-C supporto display/ricarica; 1x USB-C Gen 1; 1 x Jack Audio da 3,5 mm; Lettore schede Micro SD
Webcam: 720p (senza otturatore privacy)
Audio: Speaker e microfono incorporati; supporto del riconoscimento vocale Google Assistant
Connettività: Wi-Fi 5(802.11ac) e Bluetooth 5.0
Batteria: 51 WHr
Alimentatore: Type-C da 45 Watt
Peso: 1,35 kg
Dimensioni: 31,0 x 21,40 x 1,7 cm

Il touchscreen da 13,3″ (ha effetto glare ma senza risultare fastidioso) spicca perché permette un’interazione più completa con Chrome OS e con le app perché è possibile utilizzare il portatile come se fosse un tablet. La parola chiave è Flex: basta ruotare di circa 180 gradi il display rispetto alla scocca per ottenere un vero e proprio tablet basato su Chrome OS. Chiaramente sul dorso ci sarà la tastiera, ma che non “disturba” perché disattivata finché non si torna in posizione notebook. Inoltre, l’interfaccia del sistema operativo di Google ruota in verticale e orizzontale in accordo a come si tiene il Chromebook. Questa è una possibilità in più di sperimentare le doti della piattaforma, tutt’altro indifferente al touchscreen.

Sì, perché se il Lenovo a equipaggiato il Flex 5 con un’ottima tastiera e un preciso touchpad (diagonale di circa 12 cm), del tutto derivati dai classici notebook IdeaPad, la modalità tablet aggiunge un ulteriore criterio creativo e produttivo tanto per consultare testi, quanto per la riproduzione multimediale e la navigazione online.

Il Chromebook di Lenovo è compatto, molto resistente anche alle sollecitazioni di torsione sulla scocca, ben bilanciato e con un audio da notebook vero e proprio. I due speaker laterali da 2 watt restituiscono un audio ottimo. Non manca nemmeno l’otturatore fisico per la webcam. Le prestazioni sono sempre all’altezza della situazione, in virtù di un hardware ben bilanciato.

L’esercizio di stile di Lenovo porta il Chromebook a un livello di sintesi tra classico portatile e Chrome OS tale per cui, una volta appresi i meccanismi della piattaforma, difficilmente si rimpiangerà Windows. Anche per l’autonomia, che è stata di oltre 10 ore.

Certo il numero di porte è al minimo sindacale, ma tutto il resto rientra in una visione luxury della categoria Chromebook.