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Raee: in Italia nel 2023 calano la raccolta e i volumi gestiti dagli impianti di trattamento. Obiettivi europei ancora lontani

Il Report Gestione Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) diffuso dal Centro di Coordinamento e riferito all’anno 2023 evidenzia che sono state quasi 511mila le tonnellate di rifiuti elettrici domestici e professionali gestite dagli impianti preposti, il 4,6% in meno rispetto al 2022. Si riduce di conseguenza il tasso di raccolta che si ferma al 30,24%, distanziando così sempre più l’Italia dagli obiettivi europei che sono stati fissati.

Focus sul Critical Raw Materials Act

Lo scorso 23 maggio è entrato in vigore nei 27 Stati membri dell’Unione europea il Critical Raw Materials Act. Il regolamento europeo ha lo scopo di garantire l’approvvigionamento diversificato, sicuro e sostenibile delle materie prime critiche per l’industria dell’Ue, in particolare di alcuni settori strategici assicurando al tempo stesso una maggiore autonomia strategica dell’Unione da paesi terzi.

Va in questa direzione la decisione di soddisfare entro il 2030 il 25% del fabbisogno annuo di materie prime tramite il riciclaggio delle cosiddette “miniere urbane”: rifiuti solidi urbani e altri prodotti di scarto come i Raee, apparecchiature tecnologiche dismesse dal cui recupero si possono ottenere una varietà significativa di materie prime critiche. Si tratta di un target a dir poco sfidante per il nostro Paese, ancora distante dagli obiettivi di raccolta previsti a livello europeo, innanzitutto per la difficoltà a raccogliere questa particolare tipologia di rifiuti e a indirizzarla verso impianti di trattamento adeguato. La conseguenza è che il sistema impiantistico di Raee in Italia si trova nelle condizioni di non ricevere e lavorare ingenti quantitativi di queste apparecchiature dismesse rispetto alla sua reale capacità di trattamento, ma soprattutto rispetto all’attuale target europeo.

Raee 2023, raccolta in flessione: i dati e le motivazioni

Le ragioni del ritardo nella raccolta sono più di una: i comportamenti non corretti nel conferire i rifiuti tecnologici da parte dei cittadini, la dispersione dei Raee al di fuori dei canali ufficiali, oggi più che mai favorita dal valore intrinseco di questi rifiuti, che operatori fuorilegge favoriscono, e su tutto l’assenza di controlli adeguati a contrastare tali fenomeni.

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Purtroppo, la situazione non sembra destinata a cambiare nel breve periodo, al contrario questo divario lo scorso anno si è ulteriormente acuito. Lo evidenzia il Rapporto gestione dal quale emerge che lo scorso anno gli impianti di trattamento hanno avviato a recupero 510.708 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, il 4,6% in meno rispetto ai quantitativi dichiarati nel 2022. Quasi il 72% dei volumi trattati, valore che corrisponde a 366.909 tonnellate, sono di provenienza domestica, mentre il restante 28%, corrispondente a 143.798 tonnellate, si compone di Raee cosiddetti professionali. Rispetto al 2022, i risultati di entrambe le tipologie di rifiuto risultano in flessione: i primi registrano una flessione del 2,6%, mentre i secondi del 9,2%.

Il trend dei Raee domestici

Similarmente a quanto emerso nel 2022, anche nel 2023 le dichiarazioni degli impianti sui Raee di origine domestica attestano, migliorandolo solo in parte, il trend negativo di cui è oggetto la raccolta rendicontata dai Sistemi Collettivi al Centro di Coordinamento (Cdc) negli ultimi due anni e già presentata nel Rapporto Annuale 2023.  Si tratta di un dato che conferma che la quasi totalità dei quantitativi di rifiuti tecnologici gestiti, per la precisione il 95,2% del totale, è stata raccolta nell’ambito del sistema coordinato dal CdC. Con 127.056 tonnellate raccolte, il raggruppamento altri grandi bianchi (R2) si dimostra il raggruppamento con l’incidenza maggiore (34,6%). Segue apparecchiature per lo scambio di temperatura dei fluidi (R1) con 105.273 tonnellate, corrispondente al 28,7% dei volumi complessivi. Il terzo raggruppamento che impatta maggiormente sulla raccolta è quello di IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, ped e altro (R4) con un’incidenza del 22,3% per un totale di 81.748 tonnellate. Più contenuta, oltre che in calo rispetto agli anni precedenti, l’incidenza di Tv e monitor (R3) che raccoglie 49.174 tonnellate, pari al 13,4% del totale gestito. Molto modesto infine (1%) il peso delle sorgenti luminose (R5) per un totale di 3.659 tonnellate trattate.

Tasso di raccolta e obiettivi europei ancora lontani

Le dichiarazioni fornite ogni anno dagli impianti di trattamento al Centro di Coordinamento sono l’elemento che permette di monitorare l’andamento dell’Italia rispetto ai target di raccolta fissati dall’Unione Europea. Questo perché il tasso di raccolta dei rifiuti tecnologici è calcolato sul rapporto tra i rifiuti elettrici ed elettronici avviati a trattamento nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) immesse sul mercato nel triennio precedente. Nel triennio 2020-2022 l’immesso medio è stato di 1.688.742 tonnellate di Apparecchi Elettrici ed Elettronici, in crescita del 7,3% rispetto al pari periodo precedente. Al contrario i volumi di quelli raccolti e trattati sono calati del 4,6% rispetto al 2022, di conseguenza il tasso di raccolta si è ridotto, acuendo ulteriormente il trend di decrescita registrato dal 2019 e al momento distante quasi 35 punti percentuali dal target del 65% fissato dall’Unione Europea.

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