tim cvc
Samsung pc

L’informazione più importante che circola in merito a Tim riguarda l’imminente accordo con Open Fiber ma in un contesto separato dal progetto di rete unica che vorrebbe il Governo e sarebbe gradito al Mise.

Dunque in questa prima fase si tratterebbe di un accordo meramente commerciale e che potrebbe portare a firmare i documenti già nei prossimi giorni.

In questo scenario si inseriscono altre informazioni al fondo Kkr che avrebbe bloccato l’ingresso in Tim per una “divergenza di oltre 100 milioni” sul controvalore, secondo quanto ha scritto il quotidiano Il Messaggero.

Di più, piove sul bagnato. Se da un lato il connubio tra Tim e Open Fiber, ricordiamo a livello commerciale, sta procedendo, dall’altro Kkr vorrebbe avere voce in capitolo. Perché l’ingresso del fondo statunitense nel gestore italiano sarebbe funzionale, di nuovo, allo sviluppo del progetto rete unica.

Allo stato attuale, con le carte firmate nei prossimi giorni da Fibercop (cioè la società di Tim che controlla l’infrastruttura e nella quale Kkr ha una quota del 37,5%) e da Open Fiber permetteranno l’interscambio funzionale tra le reti. Che poi non passa inosservato come questo accordo sia parallelo all’uscita di Enel da Open Fiber (controllata da Cdp al 60% e dal fondo Macquire al 40%).

La mancanza di Enel renderà meno agevole ed efficiente, a livello finanziario s’intende, l’accesso alle infrastrutture energetiche che avrebbe semplificato l’appoggio della fibra ottica nelle zone non raggiunte dalla banda larga.

Tutte questioni che, alla resa dei conti, finiranno sul tavolo congiunto Fibercop/Open Fiber e che daranno vita a una serie di strategie e soluzioni che impatteranno principalmente su Tim. Torna dunque in auge Kkr che non ha collegamenti diretti con la logica della rete unica ma vorrebbe che questa sia realizzata in termini competitivi, governativi e di gestione finanziaria.

Per il momento, in attesa di ulteriori sviluppi, la posizione di Tim è sintetizzata dalla dichiarazione di Pietro Labriola, ceo del gestore telefonico:

“Tim, su richiesta della Consob, precisa di aver firmato un accordo di riservatezza con Cdp Equity al fine di avviare interlocuzioni preliminari riguardanti l’eventuale integrazione della rete di Tim con la rete di Open Fiber, di cui Cdp Equity detiene il 60% del capitale sociale. L’accordo è funzionale ad avviare negoziazioni con l’obiettivo di addivenire alla stipulazione indicativamente entro il 30 aprile di un protocollo di intesa (memorandum of understanding) volto a definire gli obiettivi, il perimetro, la struttura e i principali criteri e parametri di valutazione relativi al progetto di integrazione”.