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YouTube lancia una pagina dedicata ai podcast e così lancia la sfida Apple e Spotify. Per ora è possibile accedere solo dagli Stati Uniti attraverso la sezione Esplora e la pagina (che ha debuttato alla fine dello scorso mese di luglio) è ancora in fase di integrazione e completamento.

YouTube e la potenza dei podcast

La pagina di YouTube presenta programmi e canali che vantano milioni di abbonati, (ad esempio come per The H3 Podcast o il podcast di dell’ex pugile Logan Paul) e conferma la volontà della piattaforma di valorizzare un’area di business che continua a crescere a lievitare in termini di consensi, audience e apprezzamento.   Il fenomeno del podcast si sta espandendo in maniera rapida e convincente. Relativamente all’Italia, la ricerca perfezionata da OBE realizzata con BVA Doxa presentata lo scorso maggio ha rilevato sono 13 milioni gli ascoltatori di podcast. Di questi, il 53% rappresenta un’audience di fruizione regolare, per un ascolto passa dagli schermi degli smartphone nel 73% dei casi con prevalenza, pertanto, in mobilità: un intervistato su tre che ascolta podcast in auto. Per il 16% dei giovani la fruizione è in compagnia, mentre il 23% di genitori li ascolta con i figli. Altro dato interessante: la scelta di ascoltare o abbandonare un podcast è veloce e quasi un terzo (28%) abbandona con un’elevata frequenza. E ancora: i contenuti sono prevalentemente di entertainment (80%), ma crescono i temi formativi. Infine, da annotare che il podcast fa registrare un’attenzione elevata anche relativamente alle inserzioni pubblicitarie: prendendo in esame 50 proposte delle aziende, il 74% del campione intervistato ha dichiarato di averne ascoltata almeno una.

Le esperienze di Apple e Spotify

La decisione di YouTube di accendere i riflettori sul versante del podcast non è un aspetto di poco conto. Stiamo parlando di un’industria (rilevazione dell’Interactive Advertising Bureau) che nel 2021 ha superato il valore di un miliardo di dollari.  Era stata Apple, nell’ormai lontano 2005 a scommettere sui podcast. Quindi, la piattaforma di streaming musicale Spotify, a partire dal 2019,  ha concentrato la propria azione con grande decisione, mettendo a segno ripetute acquisizioni, sia per quel che riguarda il versante tecnologico, sia con il coinvolgimento si star.