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Piracy Shield 2.0 sarà attivo entro il 2024 e costerà 2 milioni di euro all’anno

Nonostante Agcom difenda (in parte giustamente) la piattaforma Piracy Shield, entro la fine di quest’anno arriverà la seconda generazione. Piracy Shield 2.0 opererà non su un sottoinsieme di provider Internet (sarebbero circa 70) ma su tutti quelli attivi in Italia, grandi e piccoli, nazionali e locali, per un totale di 300 Isp. Il nuovo scudo anti pirateria di Agcom sarà più esteso e strutturato, rinnovato e rinforzato ma a un prezzo: 2 milioni di euro l’anno. Sarà governato dall’Agcom e dovrebbe bloccare il “pezzotto”, lo streaming illegale. Sarà anche foriero di una riduzione dei canoni di accesso alla calcio?

La risposta rimane pendente. Intanto su La Repubblica ha pubblicato alcuni dettagli provenienti da fonti governative sul Piracy Shield 2.0, dopo che il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ne aveva anticipato l’arrivo a inizio giugno. Ciò che lascia a bocca aperta è l’investimento richiesto di 2 milioni di euro l’anno per farlo funzionare, per migliorare e potenziare la piattaforma e per supportare gli accordi con Amazon, Microsoft, Tim, WindTre e così via affinché lo scudo operi come si deve.

Piracy Shield 2.0 operarà in parallelo con tutti gli internet provider italiani e sarà attivato su chiamata da Dazn e Sky, a cui spetta il compito di segnalare i siti pirata. Anche la Lega Serie A ha il compito di indicare gli streaming illegali. Ricevuta questa indicazione, Agcom attraverso Piracy Shield 2.0 bloccherà il flusso televisivo intervenendo sugli IP nel giro di pochi minuti, ossia fermando il “pezzotto” affinché non risulti accessibile in Italia.

Sembra tutto già scritto ma non è così. Perché manca ancora il via libera dal Governo al Piracy Shield 2.0, che potrebbe arrivare come emendamento al disegno di legge Butti sull’intelligenza artificiale. Questo emendamento dovrebbe stabilire anche che i fondi necessari saranno elargiti dallo Stato italiano (a copertura totale o fino a due terzi). Tanto per cambiare. Ma a beneficiarne saranno le emittenti televisive che, si spera, regoleranno il canone di conseguenza all’assenza di pirateria.

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