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Phishing e truffa: attenzione alla falsa mail della Polizia Giudiziaria firmata Mauro Falesiedi

Se avete ricevuto una mail con mittente Poliziadistato-it e oggetto “Convocazione della polizia.” siete al cospetto di una truffa, di un tentativo di phishing. È un tentativo di ingannarvi, con un allegato minaccioso e verosimile da parte della Polizia Giudiziaria “Brigata di protezione minori”, e spaventarvi con accuse di pornografia infantile, pedofilia, esibizionismo e pornografia informatica. Tutto finto. E basta osservare la mail con più attenzione per rendersi conto che è una truffa, un tentativo di rubarvi credenziali, informazioni e quant’altro, arrivando a una vera e propria minaccia.

polizia di stato mail truffa igizmo

Il contenuto della falsa mail della Polizia Giudiziaria

Il primo passo per capire se una mail è legittima o si tratta di uno scam, di un falso o di un tentativo di estorsione o phishing è osservare la mail del mittente. Non l’informazione che compare nell’app di posta elettronica ma proprio visualizzando la mail di origine. In questo caso il mittente sotto mentite spoglie Poliziadistato-it è in realtà “Michael.Hoehnerhaus@t-online.de” (o equivalente/alternativo), evidentemente una incoerenza che già rende impossibile tutta la missiva.

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Se poi si osserva a chi bisogna rispondere, compare questo indirizzo: “poliziadistato-it@italymail.com”. Ancora una volta, una mail non istituzionale. Già questi due elementi sono sufficienti per rendersi conto di essere al cospetto di un messaggio non proveniente dalla Polizia.

Tanto per dire italymail.com è registrato da World Media Group negli Stati Uniti, come evidenziamo qui di seguito:

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Leggendo il contenuto della mail si ha una ulteriore conferma. Si legge quanto segue:

il file allegato è la lettera di convocazione della polizia. Rispondere al ricevimento di questa e-mail per ulteriori domande

Dott. Mauro FALESIEDI
(DIREZIONE CENTRALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA)

Chiaramente una vera convocazione non sarebbe arrivata su una mail tradizionale ma su una Pec. Anche se fosse stata impiegata una casella di mail standard, non avrebbe avuto un messaggio di questo tipo. C’è poi un ulteriore elemento, che passa inosservato perché obnubilati dalla scenografia abilmente creata con la mail, che è l’indicazione dell’Articolo 600, comma 1 del Codice Penale come supporto al decreto di convocazione in tribunale redatto nel pdf allegato alla mail.

Ebbene, ecco l’articolo in questione:

“Art. 600. (Riduzione o mantenimento in schiavitu’ o in servitu’).

Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprieta’ ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque ((al compimento di attivita’ illecite)) che ne comportino lo sfruttamento ((ovvero a sottoporsi al prelievo di organi)), e’ punito con la reclusione da otto a venti anni.

La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta e’ attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorita’ o approfittamento di una situazione ((di vulnerabilita’,)) di inferiorita’ fisica o psichica o di una situazione di necessita’, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorita’ sulla persona.

COMMA ABROGATO DALLA L. 2 LUGLIO 2010, N. 108″.

L’Articolo 600 non esiste più, perché: “Il Parlamento ha approvato la legge 2 luglio 2010, n. 108, con la quale ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani del 2005 (c.d. Convenzione di Varsavia), conseguentemente adeguando l’ordinamento interno”. I reati effettivi contestati nel falso documento di Polizia Giudiziaria dovrebbero essere i seguenti.

Pedopornografia e pornografia minorile:

“L’articolo 20 della 23 dicembre 2021, n. 238 (legge europea 2019-2020, pubblicata nella GU del 17 gennaio 2022, n. 12 – in vigore dal 1 febbraio 2022) ha introdotto modifiche al codice penale volte ad adeguare la normativa italiana alla direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (di seguito Direttiva), in considerazione della procedura avviata dalla Commissione europea in sede di verifica di conformità del quadro normativo nazionale con la Direttiva: la procedura di infrazione avviata il 25 gennaio 2019 nei confronti dell’Italia, con la contestazione del mancato corretto adeguamento alla Direttiva trasposta nella legislazione nazionale con D.L.vo 4 marzo 2014, n. 39 (proc. Infrazione n. 2018/2335), nonché la richiesta a specifici chiarimenti sullo stato di attuazione della stessa Direttiva (EU Pilot. 9373/18/Home)”.

Pornografia on-line e informatica:

“Art. 600 quater Codice Penale

Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 600ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a euro 1.549.

La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità.

Fuori dei casi di cui al primo comma, chiunque, mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione, accede intenzionalmente e senza giustificato motivo a materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa non inferiore a euro 1.000″.

Su questa base, sono previste delle aggravanti a seconda del ruoto attivo o passivo della persona e di circostanze specifiche.

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Questa lunga dissertazione per arrivare a dire che:

1) nel Pdf allegato con la convocazione in tribunale non è indicato il nome specifico della persona e la Polizia Giudiziaria non scriverebbe mai “Attenzione!” come prima parola ma semmai i riferimenti specifici della persona soggetta al provvedimento;

2) Il Dott. Mauro Falesiedi (effettivamente descritto nel suo ruolo) non firmerebbe mai un documento nel quale si scrive usando il “tu”;

3) Per quanto spiegato poc’anzi relativamente alle fattispecie di legge, è errata la frase: “Se non rispondete, saremo obbligati a ottenere un mandato d’arresto e a perseguirvi secondo la legge dell’articolo 600, comma 1del Codice Penale che vieta la distribuzione, la detenzione e l’uso di materiale pedopornografico su Internet. Tale reato è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da 78.000 a 250.000 euro”.

La costruzione complessiva del Pdf dovrebbe farvi capire che ci sono incongruenze di forma e di sostanza tali per cui è difficile dare seguito a una intimazione così marcatamente ridicola. È sufficiente guardare i loghi superiori per accertarsi che qualcosa non torna.

Conclusioni sulla mail truffa della Polizia

Tutto questo per arrivare a consigliarvi di mantenere il sangue freddo di fronte a queste e altre mail dello stesso tipo o tenore. È bene osservare tutti gli elementi, analizzare le singole parti della mail (per esempio, gli articoli di codice penale citati) e di non rispondere mai sull’impulso della frenesia e della paura. Ragionate sempre, altrimenti vi trovate invischiati in un vortice che è difficile da prospettare perché le truffe potrebbero essere tali da diventare molto pericolose, anche per il portafoglio.

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