davide rossi
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L’assemblea pubblica della Federazione Optime (Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia) tipicamente segue l’appuntamento privato, nel quale si affrontano le questioni relative ai soci, ed è un momento di ragionamento per fare il punto della situazione partendo dal Rapporto Annuale. È un’occasione importante e interessante per approfondire le criticità e le opportunità dell’anno in corso e per affrontare le istanze dei prossimi mesi in termini di andamento del trade e rapporti con i consumatori.

Così nel corso della prima parte dell’assemblea, quella privata riservata ai soci, è stato confermato il presidente Davide Rossi e annunciato, in un Consiglio Direttivo interamente confermato, l’ingresso di Federico Bagnoli Rossi, segretario generale di Fapav. Nella sessione pubblica, alla quale può partecipare la stampa, è stato presentato il Rapporto Annuale 2021, che approfondisce alcune problematiche aperte, tra le quali evasione Iva e spread fiscale, evasione Siae, evasione Raee, nuove etichette energetiche, truffe e responsabilità delle piattaforme. Inoltre, sono stati affrontati nuovi fronti di intervento per il prossimo anno, come le maglie larghe in alcune dogane europee, le derive connesse al processo di switch-off televisivo e del refarming della banda 700 MHz, la vendita di software pirata e le aste promosse via social e il ruolo delle piattaforme di instant messaging.

Abbiamo intervistato Davide Rossi, presidente di Optime, per analizzare i principali temi affrontati nel Rapporto Annuale 2021.

A completamento, queste le parole affidate da Davide Rossi al comunicato stampa: “Ringrazio tutti gli associati per la rinnovata fiducia. Siamo profondamente convinti della validità dei nostri obiettivi e della strada intrapresa fino ad oggi per raggiungerli. Inoltre, con le importanti adesioni di questi ultimi giorni, soprattutto per quel che concerne Fapav, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, e Cncc, Consiglio Nazionale Centri Commerciali, guardiamo con ulteriore ottimismo al raggiungimento dei traguardi che ci siamo prefissi e non possiamo che constatare, tra tutti gli operatori che in qualche modo sono coinvolti in questo settore, una sempre maggior consapevolezza sul valore della missione che abbiamo deciso di perseguire dando vita alla Optime, ossia la tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, a beneficio di consumatori ed operatori. Non è certo un esercizio semplice sintetizzare in un breve capitolo conclusivo le molte, variegate, articolate, intricate minacce che sono state individuate dall’Osservatorio e che si è cercato di raccontare e spiegare in queste pagine. La alta missione che Optime si è incaricata di svolgere a tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, infatti, presuppone un approccio olistico alla legalità: nessuno può dirsi corretto se fa affari con operatori senza scrupoli perché dal punto di vista legale non è – ancora, speriamo per poco – tenuto a fare verifiche sulla identità o sugli omessi adempimenti del proprio compagno di viaggio commerciale. Ecco allora che solo combattendo con il massimo impegno di tutti gli operatori – compresi quelli che amano porsi come outsider e sventolano il proprio pedigree di innovatori – ogni forma di illegalità sarà possibile garantire un futuro solido per le imprese che sapranno così essere partner affidabili nel supporto e nella esecuzione di ogni iniziativa pubblica mirata alla Ripresa e alla Resilienza dell’Italia”.

Assemblea pubblica di Optime 2021: lo scenario di mercato secondo GfK

Il compito di delineare lo scenario di mercato spetta, come da tradizione, a GfK attraverso la presentazione di Enzo Frasio, Chairman Of The Board Of Directors della sede italiana dell’istituto di ricerche di mercato. Spiega Frasio che a distanza di un anno dal precedente Rapporto di Optime, quello del 2020, “il consumer sentiment index è tornato al livello dello stesso periodo del 2020 (luglio), equivale a dire che i consumatori pensano al futuro in modo positivo e quindi influsce sulla propensione all’acquisto delle persone. L’Italia, nel contesto europeo, ha la propensione più incisiva nel tornare a spendere, a comprare, a spendere in tutti i segmenti di mercato”.

Cosa è stato comprato in forze di questa propensione all’acquisto? “A livello mondo la crescita è significativa: +28,7% nel techincal consumer goods. Alcuni segmenti di mercato sono stati fondamentali nel 2020 e lo sono anche nel 2021 e lo saranno anche in futuro: IT, eldom, dispositivi mobili hanno tendenze estremamente positivi. In Italia confrontando i trend da gennaio a maggio del 2021 rispetto al 2021 si evidenziano tendenze molto positive sui comparti che sono diventati molto importanti nel 2020 o che già lo erano (IT, smartphone, audio/video, ged e ped). Solo la Spagna ci supera in alcuni (pochi) settori. L’Italia gennaio/maggio è cresciuta del 25%, superiore rispetto ai livelli del 2019 con un riposizionamento del mercato in territorio positivo”.

Rispetto al 2020 tutti i segmenti merceologici della consumer electronics tracciati da GfK stanno crescendo nel 2021. La notizia però è che sono in crescita anche rispetto al 2019, seppure descrivendo un contesto eterogeneo nel quale non tutti i mercati stanno espandendosi in modo “sano” rispetto a due anni fa. Per esempio, le prime dieci categorie di prodotti più venduti incidono per il 70% del mercato. In questa classifica figurano famiglie di prodotto che stanno sostenendo le crescite del 2021.

Se si approfondisce ulteriormente l’analisi, si evidenzia come il prezzo medio sta crescendo a partire dall’inizio del 2020 in corrispondenza della pandemia. Il contesto è stato di crescita fino a marzo 2021, da aprile il prezzo di vendita ha iniziato a oscillare. Spiega Frasio: “I motivi sono di impatto sui prezzi per via dello shortage, delle questioni di logistica e così via. Ora si inizia a vedere un trend di contrazione dei prezzi. Tuttavia da giugno 2020 a maggio 2021 il prezzo è cresciuto anche a due cifre per l’impatto delle materie prime e dei costi annessi alla logistica. Scandagliando l’andamento per settimana aiuta a capire cosa succederà nel futuro. Il trend medio è di crescita, tranne per alcune settimane se comparate al 2020 a causa di un andamento straordinario in alcuni periodi dello scorso anno”.

A giugno è iniziata la flessione di alcuni segmenti importanti per via anche dei fenomeni di shortage dei prodotti. Alcune categorie sono in crescita perché è ripartito l’out of home e quindi con il ritorno a vivere all’aperto molti segmenti stanno beneficiando della maggiore propensione all’acquisto. Ancora Frasio: “Si compra di più e si comprano prodotti di valore. In particolare online: a livello europeo un bene su due è venduto online. In Italia l’incidenza dell’e-commerce è del 25%, un quarto del mercato a valore. L’online è un canale che ha aiutato nel 2021 a continuare a vendere anche con i negozi chiusi. Dal 2019 al 2020 si è passati dal 17% al 25% di incidenza dell’online, confermata nel 2021. L’omnicanalità è una propensione all’acquisto ormai radicata, tanto ch ei consumatori hanno scoperto nuove modalità di fare shopping online”.

Continua il manager: “Nel 2021 è ancora forte il concetto del consumo ‘at home’, tanto che ha sostenuto grandemente le vendite online. Questo ha radicato comportamenti collaudati dai consumatori nel corso del 2020. In ultima analisi, sono questi i trend fondamentali per i prossimi mesi: disponibilità del prodotto e distribuzione attenta; prestazioni elevate per supportare le nuove necessità degli utenti (intrattenimento); semplificazione, intesa come impatto effettivo sulla qualità della vita senza sforzi di apprendimento; sostenibilità, è un concetto drammaticamente importante e riconosciuta dai consumatori. Tanto che questi ultimi cercano e acquistano solo ciò che è davvero sostenibile”.

In Italia si sta verificando un cambiamento nel modo di acquistare e i comportamenti di acquisto. Sono in crescita i profili di consumatori definiti “revenge spending”, ossia coloro i quali hanno una forte propensione all’acquisto. Mentre calando sia i “rethink” sia i “retire”. Nel primo caso l’insieme ospita il cliente finale che sceglie di spendere per ottenere vantaggi funzionali. Nel secondo caso comprende chi rimanda in attesa di tempi migliori.

Questo ampliamento del parco dei revenge spending, insieme con le dinamiche mostrate finora, permettono a Frasio di anticipare che “il 2021 avrà un trend positivo, con una seconda parte dell’anno da costruire in termini di equilibrio”.

Parla Davide Rossi di Optime: “Dove eravamo rimasti?”

“Dove eravamo rimasti?”, inizia così l’intervento di Davide Rossi, presidente di Optime, che centra il suo ragionamento sul concetto: “La legalità si sposa alla sostenibilità”. In sostanza, “la sostenibilità non deve essere intesa solo in senso ecologico ma in modo olistico per tutto ciò che riguarda un’azienda o un consumatore. Parlare di sostenibilità non significa promettere e attuare manovre estetiche ma pensare a una responsabilità a tutto tondo sui prodotti che si vendono. Allora sì che il mercato diventa sostenibile. Essere più verdi, più ecologici potrebbe portare a un incremento di prezzi e a una riduzione del margine, ma ha un impatto benefico sull’intero ecosistema. E sostenibilità significa anche ottemperare a tutte le burocrazie previste dalla legge e ottemperare agli oneri fiscali. Di conseguenza, le piattaforme e i marketplace devono essere ritenuti responsabili a livello fiscale”.

Spiega Rossi: “Le truffe totali ci sono ma stanno cambiando forma. Per esempio, sono in auge le aste a perdere che promettono di ‘vincere’ il prodotto facendo offerte al ribasso: peccato che alla fine, la piattaforma si tenga i soldi anche di chi ha perso e questi spariscono nelle casse chissà dove. Incredibile poi che i meccanismi di frode siano però sempre simili a quelli ‘antichi’, solo riproposti in modo nuovo e attraverso le possibilità dell’online”.

Il contrasto alla contraffazione è un altro tema importante per Optime, non tanto per i prodotti dell’elettronica quanto per gli accessori e i consumabili. E poi c’è la grande aspettativa dello switch-off. Dice Rossi: “Speriamo che tutto funzioni a dovere. Il bonus rottamazione renderà importante lavorare con attenzione sul passaggio al Dvb-T2 per controllare ed evitare che arrivino sul mercato prodotti non conformi che vanno a danneggiare i consumatori, soprattutto quelli meno preparati e attenti. La tutela dei consumatori sarà uno dei temi fondamentali in queste fasi di transizione tecnologica e il bollino che è stato proposto per identificare i prodotti di qualità è efficace per raggiungere lo scopo di aiutare gli utenti ad acquistare i modelli giusti e validi”.

La responsabilità in materia fiscale e legale delle piattaforme di e-commerce è il tema prioritario per Davide Rossi, sia a livello italiano sia europeo. “In Europa si sta lavorando su un progetto di normativa che permetterà di sorpassare l’attuale contesto legale che assimila i servizi di e-commerce a quelli Tcl. Il progetto di legge che sarà in discussione in Europa a dicembre ha diversi punti di forza:

  • le piattaforme non sono telco ma sono e-commerce e quindi hanno una serie di responsabilità nei confronti dell’acquirente e del venditore in quanto sono parte attiva della vendita;
  • è fondamentale che le piattaforme capiscano e approfondiscano con chi stanno facendo affari, quindi chi sono i vendor che operano via e-commerce. È assurdo che molti trasferimento di denaro derivanti dalle vendite non siano ancora tracciabili perché si possono riscuotere per mezzo di carte di credito ricaricabili. La nuova normativa prevede che le piattaforme indichino i riferimenti dei partner a cui versano il denaro delle vendite;
  • in Italia sarebbe facile applicare nella consumer electronics un metodo per tracciare l’Iban delle transazioni e procedere alla riscossione dell’Iva perché si opera in un contesto di reverse charge. Basterebbe che la piattaforma versasse allo Stato italiano quanto dovuto in base alle vendite; a questo punto la piattaforma verserà al vendor solo il dovuto al netto dell’iva. Si tratterebbe di semplificare la gestione e si eviterebbe l’evasione fiscale. Questa norma è già stata votata e basterebbe inserirla nel primo veicolo normativo disponibile”.

Rossi chiude il suo intervento spiegando che una delle delibere dell’assemblea privata di Optime è stata di incaricare una società investigativa per analizzare i furti di identità a danno delle imprese effettuati online, via chat e sui social network. Anche questo è un tema cruciale, perché crea confusione agli occhi dei consumatori che poi sono tratti in inganno.

Andrea Scozzoli, Aires: “Ben venga l’e-commerce ma con regole uguali per tutti”

Andrea Scozzoli, presidente di Aries, punta dritto sullo swtich-off: “Ci sono grandi aspettative per via dei numeri significativi: milioni di Tv che saranno venduti a partire da settembre fino a fine anno e, forse, oltre. Bisognerà vedere se ci sarà la corsa dal primo giorno del passaggio al Dvb-T2 e come si comporteranno i consumatori. I retailer sono pronti per l’evento, anche perché la data di inizio è fissata da ormai tre anni. I magazzini sono forniti di prodotto ma perché la programmazione è iniziata mesi fa e nei primi giorni le insegne saranno in grado di sostenere l’elevata domanda; il tema dello shortage si porrà eventualmente nelle settimane successive”.

Sull’online ribadisce un messaggio importante: “Sì, siamo preoccupati dai comportamenti anti-competitivi che troppo spesso si verificano con l’e-commerce ma non vogliamo passare come aziende retrograde che hanno paura dell’online. Tutt’altro, perché i retailer italiani sono ormai tutti con impostazione omnicanale. Quello che disturba è che le istituzioni non hanno saputo adeguare la normativa alla velocità con cui si è evoluto il commercio elettronico. Mancano di fatto le norme che consentono di competere in un mercato digitale in modo paritetico ai pure player che non rispettano gli obblighi imposti alle insegne con punti vendita fisici”.

Massimiliano Dona, Unione nazionale consumatori: “Il problema è culturale”

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (raggiungibile dal sito Consumatori.it) ha spiegato che “il problema che contribuisce ad alimentare le truffe o gli acquisti effettuati su canali non ufficiali è rappresentato dalla scarsa dimestichezza con social, chat e piattaforme, che nel corso del 2020 sono diventate di uso diffuso, per una serie di consumatori in fasce d’età non alfabetizzate in modo sufficiente a livello tecnologico”. E torna sul concetto di sostenibilità: “La sfida è riempire di contenuti questa parola. Il che vuol dire attuare azioni e comportamenti che partano dal rispetto delle regole e non ci si limiti all’uso di materiali più gentili con l’ambiente”.

Dario Bossi, Ancra: “Il negozio è l’e-commerce fisico”

Ancra è l’associazione in Confcommercio che rappresenta gli imprenditori del commercio nel campo dell’elettronica. È stata fondata 76 anni fa, è socia fondatrice di Confcommercio, e il suo presidente è Dario Bossi, che spiega come “nel 1980 contavamo 16mila associati; nel 2000 erano 8mila; nel 2010 erano 4.500; nel 2020 sono stati 2.400. E forse entro la fine del 2021 saremo ancora in contrazione”.

Però l’orizzonte è roseo: “Durante la pandemia gli associati hanno scoperto che il negozio di prossimità è di fatto un ‘e-commerce fisico’, perché la nostra forza non è solo di proporre innovazione ma soprattutto di vantare punti vendita anche in Paesi piccoli che supportano fattivamente la comunità locale e ad assistere i cittadini nelle questioni legate alla consumer electronics”.

Per Ancra la digital transformation è un’occasione importante: “Ci stiamo digitalizzando. Il 65% dei clienti che entrano nei negozi sono già informati e acculturati; il vantaggio del punto vendita è creare la relazione per essere pronti e presenti quando nasce la necessità dei consumatori. E questo avviene anche attraverso il web: tutti i nostri associati hanno ormai una vetrina online”.

Pierluigi Bernasconi, Univideo: “I legislatori devono viaggiare alla velocità dell’e-commerce”

Da inizio maggio le redini di Univideo sono passate a Pierluigi Bernasconi, presente alla giornata di lavori organizzata da Optime. Un manager di lunga esperienza, che fa un’analisi precisa: “Il nostro mercato è cambiato, non è entrato in crisi. Ma sta affrontando una mutazione che riguarda tutti gli ambiti di vita delle persone: la digitalizzazione sta modificando le abitudini in qualsiasi contesto. Eppure non è un fenomeno nuovo, sta solo impattando maggiormente perché i tempi della digital transformation sono molto più veloci e dinamici rispetto a quelli del mondo fisico. La questione è che la normativa non è adeguata al cambiamento di approccio dei consumatori, all’impatto globale che Internet ha avuto e quindi è un fenomeno che va affrontato con risposte globali. Univideo ha a cuore la regolamentazione derivante dai nuovi scenari digitali, che prevede l’obbligo da parte delle piattaforme di saper individuare, anche dal punto di vista anagrafico, i soggetti che rappresentano e di cui fanno intermediari”.

I dati della pirateria video in Italia sono allarmanti: nel 2019 sono stati compiuti 57 milioni di atti di pirateria domestica; nel 2020 sono stati 253 milioni. Il 2021 dovrebbe avere numeri in contrazione. Per Bernasconi le “azioni di contrasto sono molto difficili perché si parla di soggetti evanescenti, che causano danni economici al Paese e danni sociali a livello territoriale. il fenomeno è di scala globale e di dimensioni ancora non del tutto individuate. Più in generale, la contraffazione ha una scala così estesa, in virtù del web e dell’approccio digitale ai pagamenti e alla logistica, che va affrontata in modo diverso e congiunto tra i vari Paesi. Il contributo del legislatore deve essere determinante e determinato a regolamentare in modo diverso e più veloce questi fenomeni: oggi questa azione rapida e incisiva non c’è e non viene affrontata la complessità del sistema che si è creato e stratificato nel tempo. La questione va affrontata alla velocità con cui si muove la criminalità”.

La chiusura di Optime: parola a Davide Rossi

Davide Rossi, presidente di Optime, chiosa: “Nessuno vuole fermare l’innovazione, ma solo rafforzare la legge che protegga la libertà del mercato in modo che rimanga sana la concorrenza nel mondo dell’elettronica e si mantenga il settore in piena salute. Le leggi devono essere aggiornate con la velocità con cui si sta diffondendo il digitale per essere attualizzate alla situazione effettiva attuale. Optime si arroga la parte di acceleratore della conoscenza per gli enti, gli associati e i consumatori”.