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Dieci giorni con uno smartphone così ricco di novità come Find X3 Pro sono solo un antipasto delle potenzialità che Oppo ha profuso nel flagship di nuova generazione. Ci era piaciuto subito in occasione dei pre-briefing tenuti in streaming con l’azienda. Ci aveva colpito ed entusismato per tre caratteristiche uniche:

  • identico sensore fotografico principale e ultra-grandangolare, così da ottenere colori calibrati e identici quando si passa dall’una all’altra modalità;
  • la Full Patch Color Management che sostanzia il concetto di “Awaken Color”, perché le foto sono scattate, salavate a riprodotte a 10 bit sul pannello Oled è a 10 bit quando si sfrutta il formato Heif;
  • il design con la parte posteriore in vetro che in modo fluido e arrotondato ingloba la sezione fotografica evitando il fastidioso “scalino”.
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Poi abbiamo ricevuto in prova in anteprima da Oppo il Find X3 Pro e ci siamo resi conto che, a queste tre caratteristiche che ci avevano conquistato, se ne aggiungono altre scaturenti dalla prova empirica dello smartphone. Tant’è che dal primo giorno non ce ne siamo più separati e abbiamo sempre trovato modo di metterlo alla prova. In questo articolo vogliamo condividere con voi le prime impressioni d’utilizzo, partendo dalla sezione fotografica.

Find X3 Pro: senza periscopio ma con il microscopio

L’evoluzione da X2 Pro a X3 Pro è tutta concentrata nel settore fotografico. Abbiamo studiato a fondo l’impostazione quad camera ed eccola sintetizzata:

  • obiettivo principale wide angle (circa 83°) affidato al sensore Sony Imx 766 a 50 Mpixel, f/1.8, Ois (stabilizzatore ottico), lunghezza focale effettiva di 5,59 mm (equivalente pari a circa 24 mm);
  • obiettivo secondario ultra-winde angle a 110° affidato al medesimo sensore Sony Imx 766 a 50 Mpixel, f/2.2, lunghezza focale effettiva di 3,50 mm (equivalente a pari a circa 15 mm);
  • teleobiettivo a 13 Mpixel (angolo di campo di 77°), f/2.4, lunghezza effettiva di 6,24 mm (equivalente circa 52 mm), che permette di gestire lo zoom ibrido a 5x e digitale fino a 20x;
  • lente macro da 3 Mpixel, f/3.0, ingrandimento fino a 60x e ring light integrato, lunghezza effettiva di 1,24 mm (equivalente a circa 15 mm, quasi un fish-eye).

Dunque al posto dello zoom ottico con periscopio, sul Find X3 Pro si trova la lente per le macro che opera già a 4 cm di distanza dall’oggetto. Abbiamo chiesto all’azienda il motivo di questa scelta e la risposta è stata: “Ascoltiamo il feedback degl utenti e analizziamo il modo in cui usano la fotocamera dello smartphone; la macro oggi è una funzione con interesse crescente e garantiamo lo zoom con l’obiettivo dedicato”.

Giusto. Proprio la macro ci ha entusiasmato perché è precisa e perché il ring light integrato permette di attivare la funzione microscopio che trasforma il X3 Pro in un vero e proprio microscopio fotografico, così da scoprire un modo inesplorato. Qui alcuni esempi di dettagli scattati con questa funzione la cui grandezza è nell’ordine dei millimetri.

Altro comportamento che abbiamo rilevato sul Find X3 Pro è relativo all’utilizzo dello zoom. Entro il metro, circa, di distanza dall’oggetto l’ingrandimento sfrutta un effetto crop del sensore principale. Superando questa distanza, entra in funzione il teleobiettivo con risultati di buon livello. Il 2x e il 5x sono i livelli di ingrandimento proposti dall’app fotografica: garantiscono la migliore resa. Nonostante ciò di notte e con ingrandimento a 20x lo scatto che si ottiene è decisamente soddisfacente.

Ma la vera e grande novità è rappresentata dai due obiettivi principale e ultragrandagolare affidati al medesimo sensore di Sony. L’Imx766 è la più recente evoluzione degli Exmor per mobile. Rispetto allo stra-usato e stra-diffuso Imx586 (48 Mpixel) assicura un incremento della luminisità del 60%, ha una superficie maggiore (diagonale di 1/1,56″) e arriva 50 Mpixel. In realtà le foto sono a 12,5 Mpixel perché sfrutta il quad binning con schema 2×2 al fine di migliorare il dettaglio e la resa in tutte le condizioni di luce. Inoltre, l’autofocus avviene per rilevamento di fase (Pdaf) sul 100% della superficie del sensore (di solito si ferma a una piccola porzione centrale) e quindi è ancora più veloce e preciso.

L’innovazione di mettere lo stesso sensore in entrambe le ottiche porta vantaggi consistenti: i due obiettivi hanno la medesima calibrazione di colore e quindi scattano nello stesso modo. Non c’è aberrazione né modifica cromatica passando dall’uno all’altro, mantenendo alta al fedeltà e, ancora una volta, portando l’attenzione sul fatto che Oppo Find X3 Pro propone colori di altissima qualità e precisione. Per la cronaca, entrambi sfruttano il Full Patch Color Management a 10 bit in formato Heif.

Peccato solo che l’effettivo angolo di campo delle due ottiche ultra grandangolari sia poco distante: il principale, infatti, è un wide angle a 83°; il secondario super-wide angle è da 110°. Spiega Oppo che su questo secondo obiettivo sono state eseguite ottimizzazioni per correggere la distorsione, mantenere la massima integrità dell’immagine e aumentare la stabilità. L’impressione è che il risultante angolo di 110° sia “ridotto” rispetto alle effettive potenzialità dell’ottica perché viene eseguito un crop sulla parte centrale del sensore, quindi dell’immagine, al fine di prendere la zona qualitativamente migliore e fedele cromaticamente. Dunque Oppo ha preferito non spingersi all’estremo dei 120°, ancora una volta, per privilegiare la resa cromatica, che effettivamente è eccellente, oltre che la stabilizzazione e la correzione della distorsione a botte sulle zone laterali periferiche dell’immagine.

Qui di seguito vi mostriamo le foto che abbiamo scattato. L’impressione è che Find X3 Pro sia in grado di garantire una fedeltà d’immagine che pochi altri smartphone raggiungono oggi. Le foto sono ottime in tutti i loro aspetti: dettaglio, texture, colori e contrasto. I risultati migliori, secondo noi, si ottengono disattivando la modalità AI (che aiuta invece chi vuole un approccio “punta e clicca” senza troppi pensieri) perché senza l’intervento equalizzante dell’intelligenza artificiale le foto appaiono con colori molto vicini e fedeli a quelli reali.

Foto senza AI (10 bit)Foto con Ai (10 bit)

Oppo: “True Billion Colour Display”

L’uso in questa settimana abbondante ci ha fatto apprezzare le doti estetiche del Find X3 Pro. Oppo ha fatto un enorme passo in avanti in termini di design, cura costruttiva e soluzioni tecniche. Il display con profondità di colore a 10 bit e certificazione A+ di DisplayMate reifica la volontà del brand di restituire una qualità di visione a dir poco cinematografica.

Il pannello Amoled Ltpo (ha un consumo ridotto rispetto agli Amoled e Oled tradizionali) è pura gioia per gli occhi e mantiene la promessa della fedeltà dei colori sia in fase di creazione sia di fruizione dei contenuti. Le sue caratteristiche costruttive sono presto dette: diagonale di 6,7″, risoluzione di 3.216×1.440 pixel, picco di luminosità (in Hdr) di 1.300 nit, rapporto screen-to-body pari a circa il 93%. Non manca la frequenza verticale di 120 Hz con modalità adattiva, ossia lasciando al software la gestione del refresh si oscilla tra 5 e 120 Hz in base ai contenuti visualizzati. Così gli estremi inferiori della frequenza verticale sono utili quando lo smartphone è in stand-by o visualizza contenuti che non necessitano di essere fluidi e ben riprodotti, casi nei quali si passa a 120 Hz. Questa soluzione dinamica riduce l’impatto sulla batteria, così come la gestione automatica della risoluzione aiuta a ottimizzare ulteriormente l’efficienza energetica.

La batteria da 4.500 mAh deve infatti tenere acceso il processore più potente del momento, ossia il Qualcomm Snapdragon 888, l’hardware e il display. Oppo ha attuato tutti gli interventi necessari atti a migliorare l’autonomia, tanto che completare le 24 ore non è un problema con il Find X3 Pro, arrivando anche con una discreta carica di riserva.

In ogni caso, la tecnologia di ricarica rapida SuperVooc 2.0 eroga 65 watt e si passa da 0% al 100% in meno di un’ora. In dieci minuti di ricarica si recupera il 40% di autonomia. Sul fronte ricarica, Oppo Find X3 Pro è un vero portento. Attenzione però: la ricarica veloce va attuata solo ed esclusivamente con il cavo originale (di dimensione e diametro corretti) e l’alimentatore forniti in dotazione, non con altri alimentatori ad alta potenza. Questo perché la SuperVooc distribuisce i sensori di controllo equamente tra alimentatore e smartphone al fine di massimizzare le prestazioni energetica. Usando un alimentatore non originale e non di Oppo si rischia di rovinare la batteria, e non solo, in quanto la circuiteria di controllo non è completa e non funziona come predisposto dal brand. Se usate alimentatori non originali, vi consigliamo di usare unità che non eroghino più di 10/15 watt.

Anche perché preservare l’hardware significa ottenere il massimo dalla configurazione preparata da Oppo. Il nuovo flagship può contare su Snapdragon 888 assistito da 12+256 GB di memoria che lo rende perfetto per qualsiasi esigenza di lavoro, personale, multimediale, fotografica e di gaming. Non manca infatti la modalità gioco che spegne qualsiasi distrazione e notifica e concentra tutta la potenza sui giochi.

Find X3 Pro è perfetto per il gioco ma altrettanto adeguato si rivela per la produttività, in virtù dell’interfaccia ColorOS 11.2 basata su Android 11.

L’ambiente di utilizzo è stato personalizzato in modo minimale così da mantenere la fedeltà con Android 11 stock. Questo è un vantaggio perché si hanno prestazioni elevate in ogni contesto e con qualsiasi app. Oppo però ha fatto delle aggiunte interessanti. Come per esempio l’Area Privata, che permette di definire uno spazio di memorizzazione accessibile solo attraverso password dove inserire contenuti e app, oppure la clonazione del telefono. Così il Find X3 Pro si “duplica” nel suo gemello ma con spazio di lavoro e di memorizzazione diversa, così da separare in due scenari separati da password dedicata ma paralleli contenuti e app.

ColorOS 11.2 è reattivo e stabile, in più si può personalizzare in modo approfondito e supporta le funzioni hardware di Oppo legate al colore e ai 10 bit con impostazioni dedicate nella gestione del pannello. Dulcis in fundo, non manca il Dolby Atmos che restituisce un’esperienza musicale in Bluetooth (non c’è il jack da 3,5 mm) davvero elegante e vellutata.