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Nokia 2660 Flip: il telefono tradizionale per la Gen Z. I perché nell’intervista esclusiva a HMD Global

Sempre più Gen Z e Millennial guardano con curiosità e interesse ai ‘dumbphone’, un po’ per distinguersi in modo ‘cool’ dai coetanei, un po’ per la voglia di staccare con lo schermo e godersi appieno la vita reale. Attenta a questi trend, HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, ha reimmaginato l’iconico Nokia 2660 Flip, che arriva sul mercato italiano nei colori Pop Pink e Lush Green a 16 anni dal lancio dell’originale. I perché di questa scelta li abbiamo approfonditi con Lars Silberbauer, cmo di HMD Global nell’intervista in questa pagina.

HMD Global ha raddoppiato la propria quota di mercato nel comparto Flip phone anno su anno nel 2022 e prevede un’ulteriore crescita nel 2023, in quanto un numero sempre crescente di consumatori è in cerca di una pausa dallo schermo del proprio smartphone. Si prevede che questo trend, originato negli Stati Uniti e innescato dalla Gen Z e dai Millennial, farà crescere il mercato dei feature phone del 5% nel solo Nord America nei prossimi cinque anni. 

Il Nokia 2660 Flip originale è stato lanciato nel 2007, mentre il primo flip phone dell’azienda è apparso sul mercato nel 1998. Tuttavia, a 25 anni dal primo lancio, i consumatori hanno la necessità di limitare il tempo trascorso davanti allo schermo e di riconnettersi con gli altri, con sé stessi e con ciò che li circonda. Le nuove versioni Pop Pink e Lush Green di Nokia 2660 Flip presentano un design a conchiglia elegante e resistente con la piacevole sensazione che si prova nel chiuderlo sentendo il caratteristico schiocco. Con una fotocamera posteriore per foto in stile lo-fi Y2K, settimane di autonomia, SMS e chiamate, è l’ideale per staccare e, magari farsi una partita all’intramontabile Snake. Nokia 2660 Flip Pop Pink è già disponibile mentre la versione Lush Green lo sarà a breve.

Intervista a Lars Silberbauer di HMD Global: i perché del Nokia 2660 Flip

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare in esclusiva Lars Silberbauer, cmo di HMD Global, per approfondire le motivazioni che hanno portato Nokia a proporre un telefono flip con tasti grandi alla generazione Z. Sembra quasi un ossimoro eppure, come anche abbiamo scritto alcuni giorni fa, questa generazione inizia a essere fortemente attratta dai cosiddetti “dump phone” in alternativa e come pausa dagli smartphone. Spiega Lars Silberbauer: “Il telefono non smart è una specie di atto di disintossicazione, in modo particolare quando non si vuole essere rintracciati ma senza rinunciare a tutte le funzionalità dei telefoni cellulari: dalla connettività alle chat, solo quel che serve senza le distrazioni fastidiose dello smartphone”.

Il responsabile marketing di HMD Global ha un lungo passato a contatto con gli utenti più giovani. E ci tiene a precisarlo, raccontando dei sui precedenti da manager di alto profilo in Mtv, tanto per fare un esempio. “Abbiamo sempre studiato i più giovani, nella fascia d’età dalle scuole medie alla maggiore età, ma l’attuale Gen Z è molto diversa dal passato. I tratti generali vertono su una maggiore attenzione su quanto il digitale li stia influenzando e provochi potenziali problemi fisici e di salute mentale quando se ne esaspera il ruolo. Inoltre, questi ragazzi hanno sperimentato quanto sia dura disintossicarsi davvero dai device e questo crea un terreno fertile per il rinnovo dell’attenzione verso i telefoni tradizionali. Con il rilancio del formato flip phone vogliamo fondere il meglio dagli anni ’90 e delle più recenti generazioni di dispositivi, sommandoli in un prodotto colorato, semplice e bello. Per Nokia si tratta di aggiungere un telefono a conchiglia alla dotazione digitale, da usare nel fine settimana o in tutte le situazioni in cui si hanno necessità telefoniche di base. In quest’ottica, è davvero un modo per riprendere controllo della proprietà della vita digitale, dei comportamenti, dell’attenzione verso altro che non siano notifiche, social e così via”.

Quindi gli smartphone che ruolo hanno in questa duplice identità digitale degli utenti della Gen Z?

“Non fraintendermi, vogliamo anche proporre smartphone allo stato dell’arte. Abbiamo ottimi modelli ma con il 2660 Flip vogliamo intercettare persone con uno stile di vita diverso, che hanno una duplicità di interazione con il mondo digitale. Probabilmente stiamo tornando in una situazione più frammentata rispetto allo smartphone che ingloba tutte le funzioni. L’utente ha più dispositivi per esigenze specifiche e questo, dal mio punto di vista, è un modo più maturo di utilizzare i dispositivi mobili. La Gen Z ha un approccio più maturo all’utilizzo dei device, alle conversazioni, all’interazione interpersonale rispetto alle precedenti generazioni. Con il 2660 Flip vogliamo incoraggiare questo modo e riportare l’attenzione sulla vita reale. Tant’è vero che non entriamo nelle specifiche del modello ma solo delle funzioni che offre, come risposte a domande inespresse o latenti”.

C’è spazio di crescita?

“Si prevede che negli Stati Uniti il mercato dei feature phone aumenterà del 5% nei prossimi due anni. E penso che sia una categoria di telefoni che tutti pensavano fosse in declino. Invece no: la quota di mercato di Nokia nei flip phone è raddoppiata nell’ultimo periodo. Questo indica che c’è davvero una tendenza che sta prendendo piede. Lo dimostra persino TikTok, con molti influencer che stanno raccogliendo consensi quando usano telefoni non smart. Non illudiamoci: nessuno al giorno d’oggi può vivere senza uno smartphone. Ma penso che alcune pause ponderate utilizzando device meno sofisticati e più basilari sia un toccasana e un comportamento corretto, perché non bisogna sempre essere ovunque ma, in particolare la Gen Z, sceglie dove preferisce essere presente, come e quando. Con in più un’autonomia di nell’ordine dei giorni, non delle ore”.

Quanto incide la privacy in questo slittamento delle tendenze d’uso?

“È una delle leve fondamentali, perché con i telefoni tradizionali possiamo slegarci dal digitale ed essere comunque raggiungibili ma non tracciati. La Gen Z è molto attenta e circospetta nella condivisione sui social media, almeno non tutti sono propensi alla pubblicazione totale di ciò che accade. Con un modello come il Nokia 2660 Flip la privacy è tutelata by default”.

Questo è il primo passo di un’evoluzione di Nokia?

“Abbiamo alcune cose interessanti in cantiere, ma non aprirò le porte di questo spazio ancora privato. Penso che proporremo tante novità e tutte avranno un filo conduttore: saranno dispositivi che rispondono davvero a ciò di cui l’utente ha bisogno, senza sommergerlo di funzioni accessorie inutili. Siamo nelle condizioni di poter scegliere un percorso in cui concentrare la nostra crescita. Non abbiamo bisogno di rinnovare continuamente la gamma, abbiamo l’esigenza di soddisfare la domanda dei consumatori e di rispettare concetti quali sostenibilità, circolarità del mercato e longevità. Su queste basi svilupperemo i modelli e il business futuri”.

Pensi che altri competitor seguiranno la vostra strada?

“Stiamo a vedere. Penso che siamo di fronte a diversi modelli di business, compreso il nostro. Quindi i brand più grandi sono obbligati a profondere tanta innovazione nei modelli che rinnovano ogni anno. Noi crediamo in una società e in un pianeta dove non si possono vendere miliardi di telefoni ogni anno a tutti coloro che dovrebbero acquistare un nuovo telefono ogni anno. Vogliamo che le persone tengano i telefoni nelle loro mani più a lungo. L’anno scorso è stato stimato che oltre 5,4 miliardi di telefoni cellulari sarebbero finiti nelle discariche. Per questo vogliamo rispettare il pianeta e ci stiamo davvero concentrando sulla sostenibilità in tutto ciò che facciamo. Quindi abbiamo scelto un percorso diverso, ma vogliamo essere diversi da quelli più grandi e offrire qualcosa di differente”.

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