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Con l’intenso susseguirsi di lanci di nuovo smartphone (ma non solo), il brand realme continua a corre. Più che una promessa una strategia, quella che è stata disegnata e spiegata, proprio occasione della presentazione della serie GT 2 – con il focus particolare sul modello GT 2 Pro – è Madhav Shet, vice president e president International Business Group di realme. La parola d’ordine è dare forza ed evidenza al concetto di value for money. “Questo è il nostro obiettivo strategico e prioritario: che non significa assolutamente lavorare e puntare su prezzi b assi. Anzi. Per realme è decisivo, nel percorso di democratizzazione avviato, far comprendere pienamente la nostra proposta in termini innovativi, tecnologi e qualitativi, proprio per consolidare e rendere sempre più coinvolti sia i nostri clienti, sia i nostri partner”.

Il percorso di crescita esponenziale

La serie GT di realme utilizza un biopolimero per l’intero pannello posteriore, riducendo le emissioni di carbonio della sua produzione del 35,5%

Del resto i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’azienda si è insediata nella Top Five come brand di smartphone in 309 mercati tra cui 13 europei e ha spedito 100 milioni di device. Ha esibito la crescita più rilevante e soprattutto veloce in Europa nel corso del 2021 con una performance al rialzo del 518%, area nella quale punta a scalare la classifica andando a insediarsi al quarto posto per mettere Xiaomi nel mirino nel 2022. E sempre in quest’anno un target fissato è quello dio raggiungere con la serie GT 2 i 10 milioni di pezzi consegnati. “Il mercato in generale, e quello europeo in modo tangibile sta premiando la nostra proposta”, ha dichiarato Madhav Shet. “Siamo reduci da performance in costante crescita, protagonisti da autentici balzi in avanti che ci stimolano a fare meglio e di più. Anche per questa ragione vogliamo dare sempre più forza e visibilità al nostro brand. La community dei giovani è sicuramente fondamentale e costituisce un volano incredibile, pertanto intendiamo valorizzarla. Ma il nostro obiettivo strategico è porci con un player capace di innovare sia nel segno della sostenibilità, dell’esperienza d’uso dei nostri device e dell’ampliamento del nostro ecosistema”.

realme e la sostenibilità

E se a proposito di ecosistema, a Mwc 22 realme – oltre ai nuovi modelli di smartphone agli accessori correlati – ha acceso i riflettori anche sulla serie di Pc e delle Tv, per quel che concerne il tema della sostenibilità l’azienda intende assumersi un impegno preciso. Cioè quello di ridurre le emissioni di carbonio dei suoi smartphone della serie GT del 50% in cinque anni riducendo al minimo l’impronta di carbonio dell’intero ciclo di vita, attraverso un processo che va dalla selezione dei materiali alla progettazione, alla produzione, all’imballaggio, all’uso e infine al riciclo. Prendendo la serie GT 2 come esempio, realme ha lavorato per creare uno smartphone veramente rispettoso dell’ambiente essendo il device che utilizza un biopolimero per il suo intero pannello posteriore, riducendo le emissioni di carbonio della sua produzione del 35,5%. Rispetto ai materiali puramente a base di petrolio, questo biopolimero crea 2 kg in meno di emissioni di carbonio per ogni Kg prodotto. realme GT 2 Pro ha anche ricevuto la certificazione di sostenibilità TCO 9.0, che richiede un processo di produzione socialmente responsabile per realme e tutti i suoi fornitori, con oltre 40 indicatori di performance di sostenibilità controllati. Anche la percentuale di plastica utilizzata nella confezione del telefono è stata ridotta dal 21,7% allo 0,3%. Per ispirare la sostenibilità negli utenti, realme ha collaborato con Treedom per piantare nuovi alberi e supporterà ogni cliente che acquista un telefono della serie GT 2 dal sito ufficiale a piantare e far crescere un albero a suo nome. Ci vorranno solo meno di 24 mesi per compensare la quantità di CO₂ prodotta dalla produzione di quello smartphone. Infine, realme farà anche sforzi completi per raggiungere l’obiettivo “Double Zero” che consiste nel realizzare emissioni di carbonio nette zero nelle operazioni aziendali e zero rifiuti inviati in discarica entro il 2025.