facebook
DIFUZED

Il bollettino informativo del Garante per la protezione dei dati personali è chiaro: “Si allarga l’intervento a tutela dei minori sui social network dopo il caso della bambina di Palermo e il blocco imposto a Tik Tok. L’Autorità ha aperto un fascicolo su Facebook e Instagram”.

Il fascicolo in questione è operativo dal 27 gennaio scorso e si è reso necessario in quanto “nei giorni scorsi alcuni articoli di stampa hanno riportato la notizia che la minore avrebbe diversi profili aperti sui due social network”.

Diventa sempre più cruciale tanto il tema della tutela dei figli sui social da parte dei genitori, quanto il ruolo sociale e di responsabilità che le aziende che gestiscono le piattaforme. Nel nostro approfondimento abbiamo osservato la questione da vari punti di vista, sia da quello legale, sia da quello etico e personale. E se le società che controllano questi network hanno degli obblighi, non sono da meno i genitori che sono chiamati a comprendere per primi loro stessi gli antri e gli anfratti di queste piattaforme.

Il tema deve essere di ordine sociale, legale, comunitario e regolamentare. Il controllo sui minori in primis deve essere attuato dall’adulto responsabile: ma questo deve a sua volta comprendere i potenziali rischi e le evitabili conseguenze delle azioni online. Poi è doveroso che le autorità intervengano per richiamare le aziende al loro ruolo di tutela e garanzia degli utenti (ricordiamo che i social network sono privati, ossia appartenenti a società private che approvano modalità di utilizzo che si accettano all’atto dell’iscrizione).

Persino Tim Cook, ceo di Apple, ha richiamato fortemente l’attenzione sul tema dicendo che i social provocano “polarizzazione e violenza”: https://igizmo.it/tim-cook-la-privacy-deve-essere-centrale-sui-social-polarizzazione-e-violenze/

Dunque: “L’Autorità ha chiesto a Facebook, che controlla anche Instagram, di fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme. Ma ha chiesto soprattutto di fornire precise indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione”.

Il Garante ha concesso 15 giorni a Facebook per dare riscontro. Mentre la verifica dell’Autorità sarà estesa anche agli altri social, in particolare riguardo alle modalità di accesso alle piattaforme da parte dei minori.