PANTHEK
BEKO

McDonald’s si fa Big Tech: quando la tecnologia “blocca” hamburger e patatine

McDonald’s, la nota catena fast food a stelle e strisce, punta sempre più sulla tecnologia. Rispetto agli esordi degli anni ‘40 – con i commessi allocati esclusivamente ai banconi, consumatori in coda che sfogliavano prima il menù cartaceo e poi quello alle pareti alla scoperta di varianti di hamburger e patatine fritte – McDonald’s ha da tempo fatto il salto verso la tecnologia

McDonald’s, la strada della digitalizzazione

Dall’applicazione mobile ai chioschi, fino ad arrivare ai totem in punto vendita con tanto di menù digitalizzati, la casa del Big Mac sempre più una sorta di Big Tech, come qualcuno la ha ribattezzata.  Se a questo ci aggiungiamo la sua applicazione di Intelligenza Artificiale, ecco che il modello di business è radicalmente cambiato. Del resto, il colosso delle vendite fuori casa vanta ben 40.000 sedi in circa 100 paesi. Tuttavia, anche la tecnologia ha i suoi limiti o i suoi contraccolpi. E, come è accaduto recentemente, può giocare brutti scherzi. Proprio ieri, a seguito delle interruzioni del sistema gestionale e software (dal Giappone, all’Australia, senza trascurare il Regno Unito) ecco che di colpo si è dovuto tornare alle origini. Ossia, tutto fatto a mano, tutto e solo con pagamenti per contanti. Disagi, disguidi, in alcuni casi anche la decisione di chiudere (seppur momentaneamente) il punto vendita. Un blocco che ha contratto eccome la vendita di hamburger e patatine con tutte le loro variazioni sul tema.

Gli intoppi e i rischi

Per McDonald’s l’interruzione è stata causata da un fornitore di terze parti senza nome durante un “modifica della configurazione”.  Il gigante degli hamburger ha segnalato che qualcosa del genere potrebbe accadere in altre circostanze, come segnalato in un documento alla Sec di Wall Street in cui si legge: “Facciamo sempre più affidamento sui sistemi tecnologici. Qualsiasi guasto o interruzione di questi sistemi potrebbe avere un impatto significativo sulle nostre operazioni o su quelle dei nostri affiliati, o sulle esperienze e percezioni”. E ancora: “Gli strumenti di intelligenza artificiale che stiamo incorporando in alcuni aspetti delle operazioni dei nostri ristoranti potrebbero non generare l’efficienza desiderata e potrebbero avere un impatto sui nostri risultati aziendali”.

La partnership con Google per l’IA

Tali avvertimenti non significano tuttavia che la casa di Big Mac (al pari di altre note catene come Starbucks o Wendy’s) abbia intenzione di recedere dalla sua strategia. Digital firts resta il dogma: come prima e più di prima: del resto, già nel 2022 le vendite mediante app e chioschi erano arrivate a cubare un terzo del totale nei principali mercati. Nello scorso mese di dicembre, inoltre, McDonald’s ha annunciato una partnership con Google per spostare i sistemi informatici dei ristoranti nel cloud, dove la scala globale dei dati consentirà al sistema di Intelligenza Artificiale generativa della catena di “comprendere meglio la più ampia gamma di modelli e sfumature”, risultando in ciò che McDonald’s aveva affermato all’epoca. Ma quanto tutto si impalla, hambuger e patatine tornano (forse anche piacevolmente) alle origini.

BEKO
AIR TWISTER
DIFUZED
FIZZ
PALADONE
OTL
CROCKPOT
PANTHEK
ARCADE1UP