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Mentre Twitter è alle prese con la mega offerta di Elon Musk per acquisire il 100% della società (pagando 54,2 dollari per azione) il social network Mastodon sbarca anche su Android. Dopo il primo lancio avvenuto su sistema iOS, Mastodon vanta 4,4 milioni di utenti. 

Mastodon, niente algoritmi e pubblicità

Stiamo parlando – queste almeno le intenzioni espresse nella home page del sito – di un grande social network libero, open-source e decentralizzato di proprietà della comunità, privo di algoritmi e pubblicità, il cui obiettivo è rimettere il social nelle mani degli utenti. Chiunque può decidere di farne parte. E viene presentato come una sorta di “alternativa sicura” a Twitter (più che a Facebook) dal momento che, invece di essere ospitato su server di proprietà dello sviluppatore, gira su server unici, anche privati. Fondato da Eugen Rochko, Mastodon ha conosciuto una crescita rilevante in ragione del fatto che il tema della privacy sui social media ha acquisito rilevanza. Il social network – che non ospita pubblicità e totalmente pilotato dalla sua community, che controlla e segnala i post che violano le regole di utilizzo – permette di scrivere post con un limite è di 500 caratteri. Si presenta con una bacheca che mostra i contenuti solo in ordine cronologico, come a dire che nessun algoritmo propone contenuti legati agli iscritti. Non soltanto: rispetto a Twitter in Mastodon non si rileva un unico flusso di notizie. Semmai, i post sono organizzati all’interno dei nodi che rappresentano altrettanti hub. È possibile ricercare singoli utenti e stanze, il tutto in un modo più simile a un gruppo di negozi locali a gestione famigliare.

I livelli della piattaforma

Come riportato nelle pagine del proprio sito, dal punto di vista architettonico, la piattaforma Mastodon è organizzata in due livelli che implementano il protocollo di ActivityPub. Questo permette sia di gestire le comunicazioni tra i server – istanze – che compongono la federazione, sia di offrire un’interfaccia client-to-server che permette l’interazione tra gli utenti che hanno il loro account sulle istanze. Nel livello server-server le istanze sono connesse come nodi di una rete, e ciascuna di esse amministra con le proprie regole, i propri privilegi di account e la possibilità di condividere o meno i messaggi provenienti da e verso altre istanze. A differenza di un social media centralizzato, chiunque può gestire un server di Mastodon. Ogni server ospita i singoli account utente, i contenuti che producono e i contenuti che sottoscrivono. Di conseguenza, un utente si unisce ad una specifica istanza di Mastodon ed è identificato univocamente da un nome univoco (ad esempio @Utente1@Mastodon.uno), dal nome utente locale (@Utente1) e dal dominio dell’istanza in cui si trova (@Mastodon.uno).