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La TIM del futuro secondo Pietro Labriola: servizi, innovazione e società

Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, si sta prodigando su due fronti. Da una parte concretizzare e finalizzare la cessione dell’infrastruttura di rete contenuta nel veicolo Netco a KKR e al consorzio voluto dal Mise, per ripianare almeno in parte i debiti accumulati dal gestore telefonico. Dall’altra, continuare a portare TIM nel futuro puntellando l’evoluzione su tre fattori: servizi, innovazione e valori sociali. Il suo programma politico chiaramente declinato in ottica 2024 è stato vergato nell’intervista concessa a La Repubblica. E le novità per TIM partono già dal prossimo gennaio.

Dice Labriola: “A gennaio lanceremo la nuova versione della nostra app, che ha già circa 10 milioni di utenti. Sarà più user friendly, sia nelle operazioni semplici come la ricarica del telefono e il cambio dei piani tariffari, ma anche nella gestione diretta dei problemi che un cliente può incontrare. Snelliremo i contratti, useremo un linguaggio più diretto con la clientela e semplificheremo le pratiche”. Parlando di applicazioni, l’amministratore delegato affronta il problema del momento dato dal gender gap e dalla parità, anche in coerenza con la campagna in atto da TIM. Spiega l’a.m.: “Abbiamo creato un’app, Women plus, che raccoglie posti di lavoro riservati alle donne, perché partendo dall’indipendenza economica si può iniziare a chiudere il gender gap. E da azienda leader, abbiamo coinvolto più di 200 partner nel progetto. Sulla violenza, invece, in collaborazione con l’associazione DonneXStrada, i nostri negozi si trasformeranno in Punti Viola, per offrire assistenza alle donne che si sentono in pericolo. Anche 2mila delle nostre nuove cabine telefoniche digitali su una rete di 16mila avranno tra i vari servizi un tasto per le chiamate di emergenza o per richiamare l’attenzione dei passanti attraverso un sistema di illuminazione”.

La campagna intitolata “La parità non può aspettare” è cruciale per Pietro Labriola perché “in Italia esiste un tema legato al gender gap ed esiste, purtroppo, la violenza sulle donne. Non pensiamo di risolvere la situazione, ma da azienda leader, è giusto prenderci le nostre responsabilità per favorire il cambiamento”. L’idea è tappezzare le città di testimonial trovati nella gente come per veicolare messaggi di parità e rispetto in cui tutti possono ritrovarsi. Lo stesso schema si ripeterà negli spot. L’operazione è importante ma non è solo marketing, come specifica Labriola in merito a come è gestito il lavoro all’interno del gestore telefonico: “Abbiamo cambiato la composizione dei consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo, portando a oltre il 40% la partecipazione delle donne. Tra gli obiettivi economico finanziari rientrano il ruolo manageriale delle donne e l’azzeramento del gender pay gap”.

Se il cloud sarà nel 2024 al centro delle operazioni per le aziende di grandi e piccole dimensioni, con annessa amplificazione ai segmenti IoT e cybersecurity, l’evento più prossimo è gestire la cessione di Netco. Pietro Labriola disegna uno schema di come questo avverrà: degli attuali 36mila dipendenti di TIM, circa 20mila seguiranno Netco e i rimanenti 16mila saranno coinvolti nella nuova era del gestore telefonico.

Nelle parole di Pietro Labriola si scopre che la cessione della rete è vitale per TIM: “Andavano prese delle decisioni che non sono mai state affrontate negli ultimi dieci anni. Il rischio di non riuscire a finanziare il debito oggi è davvero elevato e se le cose vanno male, è l’amministratore delegato a pagarne le conseguenze. Se al nostro Ebitda (margine operativo lordo), togliamo il capex (investimenti in conto capitale), ci restano solo i soldi per pagare gli interessi sul debito. In uno scenario di tassi in rialzo, si va incontro a una crisi finanziaria. Quindi o si vende qualcosa o si fa un aumento di capitale, che nessuno voleva fare. Separare la rete dai servizi, invece, ci consente di focalizzarci sui clienti e sull’innovazione. L’integrazione verticale tra la rete fissa e i servizi ci ha penalizzato sul piano regolamentare. I nostri prezzi di mercato sono regolati mentre quelli dei nostri concorrenti no”. Netco è un tassello nell’operazione di TIM di rifinanziare un debito di nove miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Così non rimane che attendere il prossimo marzo, quando Pietro Labriola presenterà il pian per la nuova TIM: “Sarà un piano che ridarà un respiro strategico e industriale al gruppo. Grazie alla vendita della rete, non sarà più un piano di sopravvivenza. Anzi possiamo riaccelerare e crescere anche attraverso acquisizioni. Non dico che annunceremo qualche operazione a marzo, ma comunicheremo una struttura finanziaria che ci permetterà di valutare diversi percorsi”. Non sono esclusi efficientamenti, come spiega l’amministratore delegato: “Dobbiamo razionalizzare, abbiamo più di 120 scatole societarie che non hanno più senso o partecipazioni che non sono strategiche”.

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