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La storia delle scommesse sportive: dagli esordi al digitale

Nel cuore degli italiani è sicuramente il calcio a dominare la scena: lo sport, tra i più amati al mondo, prevede un ricco calendario di eventi per quest’estate ma sono tantissimi gli hobby legati a questa disciplina.

La storia delle scommesse sportive: dagli esordi al digitale

Dai videogame a tema al merchandising, alle scommesse sportive che ti permettono di metterti gioco e sfidare la sorte, provando pronosticare correttamente i favoriti di un girone o chi vincerà lo scudetto.

Oggi le scommesse sportive fanno parte del quotidiano di molti: non mancano app e piattaforme dedicate disponibili in gran numero su smartphone, né i nuovi bonus dei bookmakers offerti in diverse modalità per attrarre nuovi giocatori o premiare chi è già iscritto al portale.

Ma se nel 2024 bastano pochi clic sul proprio cellulare per fare una puntata, il settore si è evoluto drasticamente nel corso della storia. Sapevi che i primi episodi risalgono ai tempi dei greci?

Gli esordi: le scommesse sui gladiatori

Come accennato, le scommesse erano già un passatempo molto comune ai tempi del dominio greco e romano. Chi voleva sfidare la fortuna quindi lo faceva scommettendo sui gladiatori, lottatori costretti o ingaggiati a misurarsi con le armi in combattimenti spesso mortali per il divertimento pubblico.

Nonostante le modalità di scommessa fossero molto lontane da quelle odierne, si trattava di un hobby che permeava la vita di tutti i giorni ai tempi del Circo Massimo e ai giochi olimpici. Alcune ricerche e studi da parte di archeologi hanno mostrato che la passione per questa attività risale sì all’epoca ellenica, ma che è continuata ininterrotta persino dopo le invasioni barbariche nell’Impero Romano, seppur con modalità differenti.

Il periodo buio del Medioevo

Chi ha studiato la storia dell’Europa, conosce bene come viene chiamato anche il Medioevo: secondo molti si tratterebbe del periodo più buio della nostra storia, durante il quale si sono fatti passi indietro a livello scientifico, storico, innovativo e persino di intrattenimento.

Gli interessi principali dell’epoca, oltre a quelli politici, erano religiosi. Per questo motivo le scommesse molto in voga negli sport e nelle corse dei cavalli finirono per essere bandite. Hanno però continuato a diffondersi in modo illegale, nelle locande o in circoli privati, lontani da occhi indiscreti.

Il passaggio alle scommesse moderne

Facciamo un salto in avanti di diversi anni fino al 1942: un anno importante per il settore delle scommesse in Italia. Proprio a quest’anno risale la legalizzazione delle scommesse, una manovra per contrastare la propagazione delle bische e ristabilire l’ordine.

Nasce così un pilastro importante: Unire, un’organizzazione strettamente legata al mondo dei cavalli ma pronta ad aprire nuove opportunità nel settore.

Per parlare di gioco e scommesse sullo sport sul territorio del Belpaese bisogna però attendere il 1946: siamo nel dopoguerra, la nazione è distrutta fisicamente e psicologicamente ma ha tanta voglia di riscatto.

In questo contesto nasce il Totocalcio: come dice il nome, il concorso aveva l’obiettivo di indovinare l’esito di 12 partite di una giornata del campionato italiano, sotto il controllo dell’AAMS che oggi conosciamo con l’acronimo di ADM.

Le regole erano molto semplici: con 1 si indicava la vittoria della squadra che giocava in casa, il 2 di quella ospite mentre la X corrispondeva al pareggio. Per qualche anno si è basato tutto su 12 partite fino al 1950 quando è stata introdotta una partita in più, tanto da portare molti connazionali al sogno di “fare 13” per poter cambiare vita. Il Totocalcio esiste ancora oggi ma in questo momento sono 14 i match su cui si scommette.

Alla fine degli anni ’90 un importante appuntamento attendeva gli appassionati di calcio: i Mondiali di Francia ’98 erano attesissimi. Il settore del betting introdusse parecchie novità proprio in concomitanza con questa competizione: per la prima volta si poteva giocare su questo tipo di eventi sportivi anche se bisognava comunque recarsi fisicamente presso le agenzie abilitate.

La svolta digitale

Possiamo dire con certezza che il Decreto Ministeriale 174 ha segnato un passo in avanti nel campo delle scommesse, spianando la strada per la rivoluzione digitale del betting online negli anni 2000.

L’avvento e la diffusione di internet ha favorito infatti un aumento delle scommesse nel settore calcistico, aprendo le porte a tantissime tipologie di puntata non solo su chi vince o chi perde ma anche tantissimi nuovi mercati di scommessa, altamente personalizzabili. Dalle app ai portali, dai bonus per premiare i giocatori alla possibilità di giocare da casa e dal proprio smartphone: sono tanti i motivi che hanno favorito il fenomeno.

Non possiamo certamente dire che i cambiamenti siano conclusi: proprio in questi ultimi anni abbiamo visto a esempio la possibilità di fare scommesse live e siamo certi che tecnologie come quella dell’intelligenza artificiale potranno portare ulteriori novità.

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