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La denuncia della Serie A contro Cloudflare: cosa sta succedendo

L’analisi completa della denuncia presentata dalla Serie A verso Cloudflare è firmata da TorrentFreak. Sito che non ha dubbi: “Presentato come il sistema antipirateria più avanzato mai realizzato, il Piracy Shield italiano non aveva alcuna possibilità di essere all’altezza delle aspettative. Sembra che appena otto settimane dopo il suo lancio all’inizio di febbraio, la massima serie calcistica Serie A abbia presentato una denuncia presso un tribunale italiano accusando Cloudflare di fornire “servizi ai pirati” che minano Piracy Shield. Parallelamente, il sistema sta già superando i limiti di blocco concordati con gli ISP. Ora la legge deve essere modificata, quindi i domini e gli IP possono essere sbloccati per liberare capacità”.

Eppure ad aprile 2024, l’amministratore delegato della massima serie italiana di calcio Serie A era pieno di fiducia. Luigi De Siervo ha affermato che Piracy Shield sta avendo un effetto tale che “nessun pirata può dormire sonni tranquilli”. Eppure sui canali Telegram gli elenchi dei link per seguire le partite non sono diminuiti, anzi: il fervore è solo aumentato. Senza dimenticare il clamore suscitato quando l’Agcom ha finalmente ammesso che settimane prima Cloudflare era stato effettivamente bloccato per errore. Per non parlare del codice sorgente di Piracy Shield trapelato online, fatto che ha contribuito a fare aumentare la soglia di attenzione, sopratutto dopo che TorrentFreak ha pubblicato i dati di blocco degli IP effettivamente banditi. Dati che le autorità avrebbero dovuto pubblicare, ma non lo hanno fatto. Non è escluso che questi dati, relativi alla prima settimana di aprile, abbiano giocato la loro parte: 10.000 siti bloccati in 60 giorni erano un’affermazione forte, con l’avvertenza che per ragioni tecniche non era del tutto vera.

Se i pirati entusiasti avessero saputo all’epoca che la Serie A aveva presentato una denuncia legale contro Cloudflare pochi giorni prima che tutte queste informazioni fossero rilasciate, forse avrebbero adottato ulteriori cautele. Fatto sta che la confusione regna sovrana e ora Cloudlfare è stata portata in tribunale manco fosse un partner di pirati. Una sintesi della denuncia, depositata al Tribunale di Milano il 3 aprile 2024, arriva per gentile concessione di La Repubblica (paywall). Numerose le accuse mosse contro la società americana, che possono essere riassunte in una frase: l’elusione delle misure di blocco di Piracy Shield tramite i servizi di Cloudflare da parte sia dei consumatori di streaming sia dei pirati.

Secondo quanto dichiarato dalla Serie A, online si gioca una partita adottando una strategia pirata. Da una parte si eludono gli sforzi di Piracy Shield, dall’altra pirati di ogni tipo stanno diffondendo istruzioni online per addestrare gli utenti a evitare il blocco. Queste istruzioni includono informazioni su come rimanere anonimi, una capacità importante per coloro che desiderano evitare le sanzioni per pirateria recentemente elevate dell’Agcom. Tutto questo è reso possibile grazie a Cloudflare, ha fatto sapere la Serie A al Tribunale italiano.

Nelle parole affidate a La Repubblica, i legali della Serie A accusano Cloudflare di “fornire agli spacciatori di partite pirata” la “sala di negoziazione e le vie di uscita” per sfuggire alla cattura. Nello specifico, Cloudflare è sotto accusa per aver fornito la sua Vpn gratuita, altrimenti nota come Warp, che secondo la Lega “sposta la connessione tra i pirati e i loro clienti da una rete pubblica a una privata, in un circolo segreto dove è possibile operare fuori dal controllo delle autorità”. Lo scorso ottobre, il capo dell’Agcom ha descritto la diffusione delle Vpn tra i pirati come una “notizia positiva” poiché l’adozione di questi strumenti avrebbe ridotto le difese attuabili da parte dei pirati stessi. Però nella denuncia presentata al Tribunale di Milano, la Serie A ha lamentato l’apparente resistenza di Cloudflare nel consegnare i log del traffico degli abbonati.

Tutto questo senza dimenticare il servizio Cdn di Cloudflare, che presumibilmente convoglia gli streaming il più vicino possibile agli appassionati di calcio per una visione chiara e ininterrotta. La Serie A insiste sul fatto che Cloudflare potrebbe facilmente rifiutare i servizi pirata come clienti, ma a quanto pare non lo fa. Anche il Dns di Cloudflare viene menzionato; a differenza dei servizi Dns gestiti principalmente da Isp in Italia, quello di Cloudflare non presenta nessuno degli svantaggi di blocco dei siti di coloro che sono costretti a collaborare con Agcom.

La Serie A si è lamentata anche di un’ondata di e-mail presumibilmente inviate all’Agcom da clienti Cloudflare per protestare contro il blocco degli indirizzi IP della società a febbraio. Gli avvocati della Serie A affermano che poiché questa campagna è stata orchestrata da Cloudflare, la società ha perso la sua neutralità come fornitore di servizi. Solo uno dei tanti gravi difetti evidenziati dagli esperti, anche prima che Piracy Shield avesse un nome, era il pericolo di inserire domini e indirizzi IP in una black list senza alcun meccanismo in atto per rimuoverli. Sono state addirittura espresse preoccupazioni per il fatto che in Italia si potesse semplicemente rimanere a corto di indirizzi IP accessibili.

Spiega TorrentFreak: “Naturalmente, coloro che avevano l’opinione più entusiasta in merito al tema del blocco di Internet mostravano poca preoccupazione riguardo allo sblocco di queste risorse Internet, ma sembrano pentirsene ora. Wired.it riferisce che agli ISP è stato assicurato che il numero di nomi di dominio pienamente qualificati (FQDN) bloccati non supererà i 18.000, con un limite di indirizzi IP a 15.000. Con la stagione calcistica quasi finita in Italia, secondo quanto riferito, i titolari dei diritti hanno presentato 1.332 ticket al sistema Piracy Shield il 24 maggio, per un totale di 3.626 indirizzi IP e 15.791 FQDN aggiunti alle liste nere degli ISP. Poiché la legge approvata l’anno scorso non prevede la rimozione di domini o indirizzi IP dall’elenco, l’Agcom preparerà ora un rapporto per il governo chiedendo il potere di farlo. L’ironia di un sistema di blocco che aspira gli scarsi indirizzi IP che, almeno in parte, è una carenza che il sistema di Cloudflare esiste per mitigare, difficilmente passa inosservata all’azienda”.

Il Tribunale di Milano dovrà decidere se indagare sulle pretese della Serie A contro Cloudflare. Sembra altamente improbabile che venga richiesto di indagare anche sul monopolio delle trasmissioni calcistiche in Italia o sul casuale aumento dei prezzi degli abbonamenti imposto dal lancio di Piracy Shield. Aumento dei prezzi che non ci sarebbe dovuto essere in quanto il meccanismo anti-pirata avrebbe dovuto calmierare gli abbonamenti.

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