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PALADONE

I risultati del progetto Misura Internet Mobile, voluto dall’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), mostrano i dati “reali” di navigazione in 45 città italiane frutto della campagna 2020 di “drive test” per la misurazione della velocità delle reti mobili, svolta tra luglio e ottobre, sia in download sia in upload. E il resoconto prodotto dall’Authority non è privo di sorprese. Iniziamo dai dati a livello territoriale.

Le migliori prestazioni nelle misure statiche nell’accesso a Internet in mobilità si registrano, in particolare, a Bologna (105 Mbps in download e 30 Mbps in upload), Bari (89 Mbps in download e 32 Mbps in upload), Firenze (83 Mbps in download e 31 Mbps in upload) e a Verona (74 Mbps in download e 31 Mbps in upload). I dati complessivi di tutte le città saranno pubblicati entro la fine di febbraio 2021. Nel frattempo sul sito Misura Internet Mobile potete visualizzare la mappa interattiva dell’Italia, con le velocità regione per regione e nelle città coinvolte nella misurazione.

Nel frattempo, però, si possono analizzare le elaborazioni complessive sulle reti dei tre operatori Tim, Vodafone e Wind Tre evidenziano, per le misure statiche di mobile Internet, un valore medio della velocità in download di oltre 68 Mbps, con una velocità in upload che supera i 28 Mbps. Considerando le misure dinamiche urbane, il valore medio della velocità risulta di oltre 60 Mbps in download, e di oltre 26 Mbps in upload.

È interessante rilevare il grado di utilizzo delle varie tecnologie di rete, dal 2G al 5G. Spiega il documento dell’Agcom che le misurazioni sono state effettuate “sulla base delle informazioni fornite dagli stessi Operatori“, ossia i seguenti dati:

  1. percentuale del traffico dati generato sulla rete 2G/3G, rispetto al totale del traffico
    del servizio Mobile Broadband (2G+3G+4G+4.5G);
  2. percentuale del traffico dati generato sulla rete 4G/4.5G, rispetto al totale del
    traffico del servizio Mobile Broadband (2G+3G+4G+4.5G)

Queste sono le risultanze di tali informazioni:

Alcuni operatori, come mostrato in tabella, utilizzano, nell’ambito delle procedure operative di gestione delle proprie reti, meccanismi di priorità, tra gli utenti che attivano sessioni di trasferimento dati, nell’accesso alle risorse condivise, quali le risorse radio e quelle di rete.

Le conclusioni dell’Agcom sono dunque le seguenti: “Si presume che gli effetti benefici della prioritizzazione del traffico si registrino significativamente, piuttosto che in condizioni di traffico regolare, soprattutto in situazioni di alto traffico (quando il carico delle risorse radio e degli elementi di rete è particolarmente elevato ed è possibile che si verifichino casi di congestione della rete). È principalmente in tali condizioni di congestione che i servizi richiesti dagli utenti, caratterizzati con profili a priorità più alta, sono privilegiati nell’accesso alle risorse condivise. In ragione della poca significatività di tale attributo, rispetto, per esempio, all’importanza che può avere la velocità massima nominale sulle prestazioni del servizio, i dati della best technology, presentati in precedenza, prescindono dalla configurazione di priorità di cui sono dotate le varie offerte, che con le medesime caratteristiche tecniche concorrono alla definizione della best technology stessa”.