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Intelligenza Artificiale: la proposta di legge Ue in mezzo al guado. E il tempo stringe

Sul tema dell’Intelligenza Artificiale, i legislatori dell’Ue non riescono a mettersi d’accordo sulle modalità per regolamentare sistemi come ChatGPT (con tutte le scottanti vicende legate al suo ceo Sam Altman), secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters. I tempi si stanno stringendo per la creazione di un’architettura di base nella cornice del paventato IA Act, dal momento che il Parlamento di Strasburgo nel prossimo giugno 2024 dovrà essere rinnovato, così come nel novembre che verrà anche la Commissione sarà rimodulata nella sua composizione alla luce del verdetto delle urne. Gli sherpa della negoziazione stanno lavorando in vista dei colloqui finali previsti per il 6 dicembre. Ma la strada appare tutta in salita, a causa di veti incrociati. I modelli di base come quello creato da OpenAI supportato da Microsoft sono sistemi di Intelligenza Artificiale addestrati su grandi set di dati, con la capacità di apprendere da nuovi dati per eseguire vari compiti. Dopo due anni di negoziati, il disegno di legge è stato approvato dal Parlamento europeo a giugno. Il progetto di norme sull’IA deve ora essere concordato attraverso incontri tra rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. L’incontro in agenda questa settimana ha come oggetto una discussione su modelli di fondazione, accesso ai codici sorgente, multe e altri argomenti, mentre anche i legislatori del Parlamento europeo si riuniranno per finalizzare la loro posizione.

Intelligenza Artificiale: la proposta di Francia, Italia e Germania ha spaccato il fronte

Mentre alcuni esperti e legislatori hanno proposto un approccio a più livelli per regolamentare i modelli di fondazione, definiti come quelli con più di 45 milioni di utenti, altri hanno affermato che i modelli più piccoli potrebbero essere altrettanto rischiosi. Sul tavolo c’è (e non pare pesare poco) la proposta di tre paesi quali Francia, Germania e Italia (che risale allo scorso 30 ottobre), che sono favorevoli a lasciare che i creatori di modelli di IA generativa si autoregolamentino invece di avere disposizioni rigide. Fino ad allora, i negoziati si erano svolti senza intoppi. Ma tale opzione – che ha registrato la contrarietà sia dei parlamentari europei, sia del commissario ai Servizi e Mercato Interno, Thierry Breton, nonché di svariati ricercatori – ha riportato il progetto di legge a una sorta di punto di partenza. Non meno delicata la sfaccettatura che attiene all’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale da parte delle forze dell’ordine per l’identificazione biometrica degli individui in spazi accessibili al pubblico. Insomma, la matassa a poche ore dalla chiusura del negoziato appare molto intricata Se un accordo non verrà raggiunto entro il mese di dicembre, la prossima presidenza di turno (spetterà al Belgio) avrà un paio di mesi prima che la legge sull’Intelligenza Artificiale, IA Act, finisca per essere accantonata in vista delle elezioni europee.

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