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Intelligenza Artificiale: il “monito” del Papa al G7

Intelligenza Artificiale al centro dell’attenzione alla seconda giornata del G7 inscena in Italia (in Puglia a Borgo Egnazia) con la sessione che ha visto (per la prima volta nella storia dell’assise) anche la presenza del Papa. Francesco ha condiviso con i cosiddetti Grandi della Terra una serie di riflessioni (qui il discorso integrale) proprio sull’impetuoso sviluppo della nuova tecnologia per poi trattenersi ad ascoltare analisi e valutazioni. Come anticipato nei giorni scorsi, Papa Francesco non ha usato giri di parole, mettendo in connessione il cambiamento della società, le conflittualità e le emergenze da affrontare (dalla guerra in Ucraina al conflitto israelo-palestinese), ma ancor più l’essere umano, chiamato a misurarsi tanto con nuove sfide nella vita quotidiana, quanto con l’evoluzione tecnologica Ed è qui che il santo Padre, parlando di IA ha innestato la sua riflessione, che suona come un monito: “La scienza e la tecnologia sono prodotti straordinari del potenziale creativo di noi esseri umani. L’Intelligenza Artificiale è uno strumento estremamente potente ormai utilizzato in tantissime aree dell’agire umano: medicina, lavoro, cultura, comunicazione, educazione, politica. È lecito ipotizzare che il suo uso influenzerà sempre di più il nostro modo di vivere, le nostre relazioni sociali e nel futuro persino la maniera in cui concepiamo la nostra identità di esseri umani. Ma bisogna avere cura e fare attenzione”.

Intelligenza Artificiale: le potenzialità e i rischi per l’uomo

Il Pontefice ha sottolineato che dinnanzi al progresso di tecnologia e macchine, che sembrano saper scegliere in maniera indipendente, dobbiamo aver ben chiaro che all’essere umano deve sempre rimanere la decisione.

Il Papa interviene al G7 in Puglia parlando di Intelligenza Artificiale. Foto: Vatican News

Quindi l’affondo più incisivo: “Condanneremmo l’umanità a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacità di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine”, ha rimarcato Papa Francesco. “Abbiamo bisogno di garantire e tutelare uno spazio di controllo significativo dell’essere umano sul processo di scelta dei programmi di Intelligenza Artificiale: ne va della stessa dignità umana”. Come a dire che l’uomo è al cospetto di una sorta di rivoluzione cognitivo-industriale. L’IA potrebbe permettere una democratizzazione dell’accesso al sapere, all’evoluzione della ricerca, alla sostituzione parziale di lavori usuranti: ma il rischio è che vada ad allargare il gap esistente tra paesi avanzati e quelli più poveri o in via di sviluppo”.

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