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INPHOMIR: il progetto finanziato dall’Ue che sviluppa sensori efficienti per la navigazione satellitare

Un consorzio finanziato dall’Ue sta sviluppando – con il progetto INPHOMIR che vede una significativa presenza italiana – sensori per aiutare i satelliti a navigare con precisione e consentire ai droni di volare più lontano e più a lungo. Più in particolare, prevede di creare due nuovi sensori a bassissimo consumo energetico, un giroscopio ottico e un sensore lidar specializzato, per rendere le missioni spaziali più efficienti e convenienti. Il progetto costa circa 5 milioni di euro ed è finanziato da Horizon Europe, un programma messo a punto dall’Ue per la ricerca e l’innovazione.

INPHOMIR e i nuovi sensori per droni e auto a guida autonoma

I sensori di navigazione satellitare possono avere difficoltà in condizioni difficili come scarsa visibilità, nebbia e polvere. Anche piccoli errori di misurazione possono causare gravi anomalie di traiettoria e posizionamento, potenzialmente costando agli operatori milioni di dollari.

Il progetto INPHOMIR sta sviluppando i suoi sensori sul fosfuro di indio, un materiale che ha dimostrato di migliorare l’efficienza e di ridurre peso e dimensioni dei circuiti fotonici integrati, microchip che utilizzano la luce per trasmettere ed elaborare informazioni. Secondo il consorzio, in futuro la tecnologia potrebbe anche contribuire ad alimentare i sensori utilizzati nei droni e nelle auto a guida autonoma. La crescente domanda di servizi di comunicazione satellitare, di navigazione e di raccolta di dati e immagini ha portato a un boom nel numero di satelliti operativi nello spazio, rendendo più difficile la navigazione. Anche detriti come gli stadi superiori dei razzi esauriti, satelliti danneggiati e altri oggetti rappresentano una minaccia per i satelliti che cercano di rimanere in orbita.

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