claudio lamperti igizmo meets panasonic europe
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Dal 1° aprile 2022, Panasonic Global Corporation ha iniziato un’opera di cambiamento epocale nella gestione delle sedi in Europa. Per prima cosa è stata messa in opera la trasformazione in una holding company, fatto che ha cambiato il ruolo di Claudio Lamperti: da managing director della filiale italiana a chief sales office della divisione consumer per l’europa. “Ho sempre spinto per una maggiore integrazione tra i vari branch europei affinché si trovassero sinergie e intonazioni tali da migliorare il business nelle specifiche country”, spiega Lamperti nella nostra video intervista. Panasonic l’ha ascoltato e la prima fase di questa maggiore coesione europea, laddove prima c’era un’impostazione lasciata molto al management locale, è stata proprio la nuova nomina di Lamperti. Gli facciamo notare il vecchio adagio secondo cui “chi ha voluto la bicicletta, poi pedala”: ammicca, sorride ma poi dice “È vero, ed è altrettanto vero che si tratta di un cambiamento di assetto radicale e forte per il brand”.

Il nuovo ruolo di Claudio Lamperti ha lo scopo di consentire: una maggiore autonomia a ciascuna azienda Panasonic; una migliore specializzazione in ogni settore operativo; un’ulteriore attenzione al cliente; un processo decisionale più rapido, con l’obiettivo di aumentare drasticamente la propria competitività.

Nella nostra video intervista, Claudio Lamperti racconta come siano diversi i business dei vari Paesi. Proprio da questa diversità si può estrarre il valore generato dal mettere a fattore comune le esperienze locali per guadagnare in velocità, coerenza e attenzione sui singoli mercati.

Spiega Lamperti in merito al nuovo ruolo: “La sfida europea mi riempie di soddisfazione in quanto è l’evoluzione di una storia bellissima che abbiamo saputo creare con Panasonic in Italia e che è stata riconosciuta ottimale dal nostro Headquarter europeo. Il mio entusiasmo per poter gestire le Vendite di tutta Europa mi aiuterà ad applicare un metodo di successo in molte realtà diverse, ma certamente non più difficili dell’acceso panorama competitivo italiano con cui mi sono confrontato nei miei lunghi anni di esperienza”.