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iMeets Lenovo: “Come l’IA sta cambiando i pc”, Federico Carozzi e Simona Bocchetta

Per mostrare dal vivo come l’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il mondo dei personal computer, Lenovo ha organizzato presso lo Spazio Lenovo in centro a Milano un incontro con le novità presentate al Ces 2024. L’evento è stato impostato come una sorta di post-Ces per vedere dal vivo i nuovi modelli di pc per il mercato consumer e aziendale mostrati in anteprima esclusiva in Europa, partendo proprio dall’Italia. Ma è stata soprattutto l’occasione per incontrare Federico Carozzi, director product management di Lenovo Italia, e Simona Bocchetta, consumer product manager della sede italiana dell’azienda, così da approfondire come la IA sta trasformando silenziosamente ma profondamente il computing. Per scoprire len novità di prodotto di Lenovo, vi invitiamo a leggere il nostro approfondimento qui: https://www.igizmo.it/lenovo-nuovi-device-per-la-creativita-e-la-produttivita-con-intelligenza-artificiale/

Ai due manager abbiamo chiesto altrettante angolazioni diverse della generazione Pc AI, ossia dei notebook e desktop animati da chipset, processori e unità di elaborazione neurale (Npu) dedicate a svolgere l’intelligenza artificiale in locale per elevare non solo l’esperienza di utilizzo di Windows ma in particolare per ottimizzare le prestazioni, i consumi e l’efficienza complessiva in base al tipo di utilizzo e necessità (gaming, produttività, creatività, gestione dell’hardware e così via). Abbiamo più volte affrontato il modo in cui la IA sta rivoluzionando i device mobili. Se volete approfondire questo argomento prima di passare alle interviste di Lenovo, vi consigliamo di leggere i seguenti articoli:

Intel Core Ultra: https://www.igizmo.it/intel-core-ultra-meteor-lake-in-dettaglio-le-cpu-che-aprono-lera-degli-ai-pc-e-sfidano-apple-silicon/
Pc AI e smartphone GenAI: https://www.igizmo.it/pc-ai-e-genai-smartphone-volumi-decuplicati-nel-2024/
Windows 11 24H2 e IA: https://www.igizmo.it/la-prossima-release-di-windows-11-sara-windows-11-24h2-non-12/

Secondo Idc, i volumi di pc con intelligenza artificiale (IA) equipaggiati con specifiche funzionalità system-on-a-chip (SoC) passeranno da quasi 50 milioni di unità nel 2024 a oltre 167 milioni nel 2027. IDC prevede che i Pc AI rappresenteranno quasi il 60% di tutte le spedizioni di computer in tutto il mondo. IDC ha identificato tre tipi di Pc AI abilitati per Npu:

  • I PC IA abilitati per l’hardware: includono una Npu che offre prestazioni inferiori a 40 tera operazioni al secondo (TOPS) e in genere consente l’esecuzione locale di funzionalità IA specifiche all’interno delle app. Qualcomm, Apple, AMD e Intel hanno chip in questa categoria.
  • I PC AI di nuova generazione: integrano una Npu con prestazioni 40-60 TOPS e un sistema operativo (SO) basato sull’intelligenza artificiale che abilita funzionalità AI persistenti e pervasive nel sistema operativo e nelle app. Qualcomm, AMD e Intel hanno tutti annunciato futuri chip per questa categoria, con consegna prevista per il 2024. Si prevede che Microsoft rilascerà importanti aggiornamenti (e specifiche di sistema aggiornate) a Windows 11 per sfruttare queste Npu high-TOPS.
  • I PC con intelligenza artificiale avanzata: sono PC che offrono oltre 60 TOP di prestazioni Npu. Anche se nessun fornitore di silicio ha annunciato tali prodotti, IDC si aspetta che facciano la loro comparsa nei prossimi anni. Questa previsione IDC non include PC con intelligenza artificiale avanzata, ma verranno incorporati negli aggiornamenti futuri.

Con Federico Carozzi, director product management di Lenovo Italia, andiamo subito al punto: l’intelligenza artificiale è una vera rivoluzione, tale da cambiare in modo radicale il mondo dei pc per come l’abbiamo conosciuto negli ultimi 30 anni. Peraltro in modo trasparente, perché cambia il cuore ma non più di tanto il design: è questa apparente coerenza che rende la IA ancora più cruciale per potare i pc nella next generation? Carozzi annunisce e spiega: “La grande rivoluzione risiede proprio nell’architettura interna, totalmente nuova. In passato siamo stati abituati a parlare di Cpu, di Gpu e di specifiche tecniche che si sono via via evolute per assicurare prestazioni sempre migliori di Windows, del sistema operativo installato e delle applicazioni. Tutto questo è avvenuto con uno schema consolidato: si pongono istanze di varia natura alle quali il pc risponde attraversto il software per ottenere il risultato voluto. La presenza della Npu all’interno dei Pc AI stravolge completamente questa dinamica. Questo chip che si occupa di assicurare le funzioni di elaborazione neurale sfrutta tutte le potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa per ottenere risultati ancora più articolati e personalizzati in tempo reale in base al contesto. Risultati che si snodano su due principali filoni. Da una parte, la Npu migliora la produttività e le prestazioni a livello locale e dall’altra consente di lavorare in modo nuovo sui file in locale, elevando l’esperienza di utilizzo e i risultati finali”.

Carozzi spiega che tutto ciò che l’IA generativa finora utilizzata via cloud sul web sarà a portata di mouse “in locale e direttamente sul computer, anche senza connettività a Internet e con una gestione delocalizzata (non centralizzata come le piattaforme IA) al servizio delle specifiche esigenze dell’utente. Questo significa avere un comportamento adattato alle necessità e alle abitudini delle persone, migliorando le performnace e aumentando l’efficienza, oltre a potere operare non già su IA genericamente addestrate ma sulle informazioni specifiche per ogni utente. Che, per completezza, sono assolutamente protette in termini di privacy in quanto tutto rimane e riside sul pc. Quest’ultimo, nella visione di Lenovo, sarà sempre più un gemello digitale perché imparerà dalle nostre abitudini e reagirà in accordo: dalla gestione delle foto all’accesso ai servizi e alle app. Per esempio, per creare una presentazione di lavoro non sarà più necessario impostarla a mano ma basterà chiedere alla IA di configurarla descrivendo il contenuto e lasciando all’intelligenza artificiale il compito di impostare le slide sulla base dei gusti e degli stilemi utilizzati e preferiti dall’utente. Questo ridurrà i tempi di lavorazione, perché ci si dovrà solo concentrare sull’affinamento, e permetterà alla IA di evolvere nel tempo comprendendo sempre meglio le dinamiche di utilizzo del possessore del computer. Che finora è stato uno strumento per fare cose e sta diventando una piattaforma per ottenere soluzioni. Ci piace dire che il pc sarà sempre più adattivo”.

Ascoltando Carozzi viene spontaneo pensare che Lenovo sta trasformando la sua proposizione di prodotto, che non è più solo legata all’hardware ma, ancor più di oggi, sarà legata al software installato. Di più, il manager spiega: “Lenovo è un produttore di soluzioni. Cioè mentre in passato siamo stati un produttore di pc, il grande cambiamento che abbiamo impostato negli ultimi anni è rappresentato dalla proposizione di piattaforme complete per il consumer, le aziende e anche per l’infrastruttura (server, edge e così via). Il pc rimarrà uguale nel design ma non nel funzionamento, perché sarà un concentrato sinergico di hardware e software che si configurano e operano in base alle specificità dell’utente. I creator potranno contare sulla Creator Zone, che fornisce gli strumenti e il supporto necessario per concentrarsi sul risultato finale e non su come ottenerlo così che le persone possano esprimersi al massimo. In ambito aziendale, la IA servirà per migliorare la configurazione e l’assistenza del computer, perché permetterà non solo di proteggere il sistema da attacchi e virus (per esempio, apprendendo le Wi-Fi utilizzate e attivando livelli differenti di sicurezza a seconda della rete) ma anche di prevedere in anticipo guasti e situazioni critiche. La piattaforma ThinkShield sarà sempre più completa e proattiva. Ecco perché il concetto di ‘soluzione’ è quello che meglio descrive la nostra vision di brand e la proposizione sul mercato dei nostri prodotti, siano essi pc, server o smartphone”.

Il vantaggio di questa rivoluzione copernicana nei pc è che sarà trasparente agli occhi del consumatore, quindi non richiede di alle persone di adattarsi e di imparare qualcosa di nuovo ma, anzi, di farsi in qualche modo servire dalle opportunità della IA per aumentare il potenziale del pc. Federico Carozzi concorda sul fatto che il pc “sarà ancora più semplice e intuitivo da usare, perché la IA ha come primo scopo di facilitare l’accesso a un maggior numero di funzioni che finora, per vari motivi, sono rimaste latenti o sotto utilizzate. E questo avverrà senza dovere apprendere qualcosa di nuovo: basterà usare il pc affinché questo si adatti e si configuri sempre meglio nel tempo. Così gli utenti scopriranno mano a mano nell’utilizzo e nell’evoluzione di queste tecnologie quali sono i vantaggi e le opportunità. Nel frattempo la tecnologia continuerà a innovarsi e questo porterà alla nascita di nuovi concetti di dispositivi, a nuovi form factor avveniristici che porteranno a nuove forme di input, come per esempio alle interazioni vocali o a nuove interfacce sempre più a misura d’uomo. Sono evoluzioni di medio e lungo periodo che però si basano su utilizzi sempre più profondi della IA”.

L’innovazione è innata in Lenovo e non è un caso: “Credo che Lenovo sia l’unica azienda che è rimasta fedele al suo Dna centrato nella ricerca e sviluppo senza paura di correre il rischio di sbagliare”, spiega Carozzi. Che continua: “Luca Rossi (presidente Idg di Lenovo) ci incita sempre a fare, sbagliare e sperimentare: questo è il nostro mantra. Abbiamo sempre nuovi progetti in corso, per studiare il mercato e la reazione degli utenti, per cercare di cogliere tutte le occasioni di innovazione offerte dal mercato. Che poi decreterà quali di questi device avranno successo e su quali design e tecnologie investire perché ritenute importanti dal consumatore. Il nostro compito è proporre soluzioni che siano date dall’integrazione tra hardware e software con la IA nel fulcro. Questo è l’impegno che profondiamo in tutti i device e una superficie così ampia di azione (pc, server e smartphone) ci consente di acquisire un know-how privilegiato per continuare a crescere innovando. Siamo agnostici sulla tecnologia da usare, siamo impegnati solo a portare benefici agli utenti”.

Per entrare più in dettaglio sulle questioni tecnologiche, ci affidiamo alla competenza e alla professionalità della sempre solare Simona Bocchetta, consumer product manager di Lenovo Italia. Che entra subito nel dettaglio: “La IA dei pc di Lenovo è affidata a un chip proprietario, l’AI Core, che opera da vera e propria Npu. Ed è presente su tutti nuovi device al fine di gestire in modo innovativo il sistema nel suo complesso. Quindi in automatico assicura un boost di prestazioni quando serve oppure si occupa di aumentare l’autonomia della batteria o, ancora, in ambito gaming privilegia la fluidità ottimizzando gli fps in accordo con le caratteristiche del display. Tutto ciò avviene perché il software di Lenovo installato sui pc opera in modo sinergico con il chip: la IA analizza costantemente il funzionamento dell’hardware e, anche in base alle abitudini dell’utente, opera per adeguare l’efficienza del computer. Efficienza che significa aumentare le performance, la durata della batteria, il raffreddamento, l’utilizzo delle risorse, la connettività e così via. L’utente non si accorge di nulla: ottiene solo il beneficio nel momento in cui ne ha bisogno”.

Lo dichiamo chiaramente. Il vantaggio rispetto all’attuale approccio “software centric”, che a volte richiede l’intervento dell’utente per adattare le prestazioni di Windows, è che l’AI Core opera in modalità silenziosa e impara nel tempo a efficientare il pc quando e come serve. Come conferma Simona Bocchetta: “Il processore dedicato all’intelligenza artificiale è in grado di elaborare il dato che in tempo reale il dispositivo sta generando, quindi insieme alla suite software permette di adeguare la reattività del pc in modo diverso ogni volta in sintonia con le specificità dell’applicazione, dell’uso e delle esigenze. Elaborando i dati sul chip fisico dedicato, la piattaforma comprende se è necessario ridurre il consumo o aumentare le prestazioni, con il giusto impegno del sistema di dissipazione del calore. Mentre nel gaming, sulla gamma Legion e Loq, il chip rileva gli scenari di gioco per adattare il comportamento del pc a seconda del gameplay e delle esigenze grafiche. Sono tutte ottimizzazioni in real time che l’utente solo con il software non sarebbe in grado di fare in modo così preciso e reattivo in virtù del cambiamento di contesto d’utilizzo del computer”.

Ancora una volta, il vero vantaggio è che tutto ciò avviene in modo trasparente e automatico. “L’utente continua a usare il pc come ha sempre fatto, la tecnologia che proponiamo è utile perché automatizza tutto e con la IA è il computer che impara dalle abitudini dell’utente. Per la prima volta in decenni è il sistema che si adatta alla persona e non viceversa. Questo è vera innovazione di Lenovo”, spiega sempre Simona Bocchetta. Che continua: “Tutti i computer, dai Legion fino agli Yoga, vantano questo approccio basato sul Core AI che opera in simbiosi con il software, il sistema operativo e la persona. E offre già vantaggi concreti, che lasciano solo immaginare le potenzialità future”.

La domanda finale per Simona Bocchetta nasce proprio da queste ultime considerazioni: chi saranno i primi utenti a trarre i benefici maggiori da queste tecnologie di intelligenza artificiale? La risposta è interessante: “Ci sono numerosi casi d’uso in cui la IA fa la differenza e si apprezzano fin dal primo click. Per esempio i creator ma anche i gamer, che possono così trarre il massimo beneficio dalle doti hardware del pc. Ma anche chi mette al centro la produttività, personale o aziendale, perché la IA permette di estendere la durata della sessione di lavoro e di assistere efficacemente durante la produzione, elaborando i dati dell’utente per generare nuovi contenuti su richiesta. E ci tengo a precisare che non siamo nello scenario in cui il computer prende il sopravvento: tutt’altro. L’utente ha il massimo controllo, riceve solo numerosi benefici in termini di semplificazione e ottimizzazione delle attività. Per esempio, invece di investire troppo tempo nella ricerca delle informazioni che servono tra quelle personali, la IA esegue questo compito in modo veloce e liberando l’utente che può dedicarsi a svolgere altri lavori nel frattempo. Il valore aggiunto non è del pc ma della persona che può sfruttare le innovazioni proposte da Lenovo”.

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