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Il social (o blog) di Trump è già offline, non si sente la mancanza

Il blog o social network “libero e indipendente” fondato dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è già offline. È durato meno di un mese: ci siamo pure iscritti ricevendo anche una scarsa manciata di mail sugli sviluppi, più ipotetici che realistici, del sito. Bannato dalle altre piattaforme social, Trump si era rifugiato in questo scialbo tentativo che è finito permanentemente nell’oblio. Di più, giubilato dallo stesso fondatore. E, in tutta sincerità, così come nel mese di messa online non ha fatto scalpore, altrettanto nessuno si è reso conto della sua assenza.

Tranne coloro, come chi vi scrive, aveva sottoscritto la newsletter per curiosità e vi sta dando la notizia della prematura ma salutare scomparsa del blog/social trumpiano. Sito che già dal nome era stucchevole e pleonastico: “From the Desk of Donald J. Trump”, in italiano “Dalla scrivania di Donald J. Trump”. Scrivania di un ex presidente buggerato al rinnovo e che per quattro anni ha assillato con discorsi e posizioni discutibili. La scrivania a fine mandato doveva essere davvero poco popolata di documenti e idee se la diretta social è durata poche decine di post e poco meno di un mese di regime “intenso”.

C’è però una speranza nelle parole di Jason Miller, aiutante di Trump: “Non tornerà”. Il sorriso si allarga e il cuore si rasserena. Persino il “desk” stesso di Trump ora può starsene tranquillamente nullafacente e sgombro di inutili carteggi autoreferenziali.

Tuttavia Miller vuole farci dormire ma con un occhio aperto: “È stato solo un ausilio agli impegni più ampi che abbiamo e su cui stiamo lavorando”. Ma il portavoce di Trump ha rifiutato di dettagliare ultetiormente dove si stanno concentrando i prodigiosi sforzi e quale scopo stiano perseguendo. “Speriamo di avere presto maggiori informazioni su questi impegni ma non ho una precisa indicazione sul tempo”, ha tranquillizzato tutti Miller. Non c’è fretta. Anzi non importa, lasciamo che questi impegni rimangano privati per Trump.

Il fatto è che tutto sembrava rose e fiori finché Miller si è peritato di rispondere alla domanda online se la scelta di oscurare il social/blog fosse per Trump una sorta di anticipazione del ritorno su un’altra piattaforma social. Il portavoce ha prontamente replicato: “Sì, in effetti è così. Rimanete collegati”. Oh no! Altro che dormire con un occhio aperto… Secondo The Wall Street Journal le piattaforme designate sarebbero CloutHub e FreeSpace.

Facebook e Twitter avevano bannato i profili di Donald Trump e impedito di pubblicare post dopo che l’ex presidente aveva sostenuto a mezzo social gli invasori del Campidoglio lo scorso 6 gennaio. E, successivamente, a causa delle posizioni tenute per togliere autorevolezza all’elezione di Joe Biden quale attuale presidente degli Stati Uniti.

From the Desk doveva dunque essere l’atto di rivalsa di Trump, un blog (seppure spacciato per social) piuttosto banale e naif nell’interfaccia con contenuti stilati sostanzialmente dallo stesso Trump. E in più proposto come raccolta del pensiero trumpiano. Rileggendo queste frasi, dette poco più di un mese fa per presentare il progetto online di Donald Trump, appaiono evidenti le falle che hanno portato al crollo del progetto. Progetto che in un mese ha avuto un engagement di poco superiore a 212mila interazioni.

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