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Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno, ha delineato un piano in tre fasi che certifica le ambizioni del Vecchio Continente nel metaverso e ha annunciato il lancio di una coalizione VR e AR per incoraggiare gli investimenti nel settore. Nel blog, Breton ha spiegato che il metaverso è una delle sfide più urgenti della Commissione Europea (CE) e il suo piano per promuovere il mondo virtuale si concentrerà su persone, tecnologie e infrastrutture.

Breton ha affermato che il nuovo ambiente deve “incorporare i valori europei sin dall’inizio”, con mondi virtuali privati ​​sviluppati sulla base di standard interoperabili e “nessun attore privato” che detenga effettivamente tutto il potere o stabilisca termini e condizioni. “Gli innovatori e le tecnologie dovrebbero poter prosperare senza ostacoli”, ha scritto, aggiungendo che la CE non tollererà nuovi monopoli privati.

Breton ritiene che plasmare il metaverso dipenda dalla sua capacità di padroneggiare e sviluppare tecnologie all’avanguardia in Europa e costruire un ecosistema sostenibile. Per aiutare la sua spinta, la CE ha lanciato ufficialmente la VR and AR Industrial Coalition, pubblicizzata per la prima volta nel 2020, riunendo le parti interessate “dalle tecnologie chiave del metaverso”.

La coalizione si concentrerà su una tabella di marcia specifica, approvata da oltre 40 aziende dell’UE che abbracciano grandi organizzazioni, PMI e università. Breton ha aggiunto che l’Europa sta investendo in una serie di tecnologie legate al metaverso, tra cui fotonica, semiconduttori e nuovi materiali, sostenendo che è necessario unire i finanziamenti dell’UE, nazionali e privati ​​per promuovere veramente la sua visione.

Infine, la CE si concentrerà sulla costruzione di infrastrutture di connettività resilienti. Breton ha affermato che la quantità di dati scambiati negli spazi virtuali sarà maggiore che mai, esercitando “un’intensa pressione” sull’infrastruttura di connettività.

Indicando la sfida del metaverso, ha colto l’occasione per spiegare anche che l’aumento dei volumi di dati è trasportato sull’infrastruttura, ma la diminuzione delle entrate dei gestori telefonici ha ridotto la propensione agli investimenti per rafforzare le reti. Questa dichiarazione fa rima con la volontà di Margrethe Vestager di obbligare le Big Tech a contribuire ai costi dell’infrastruttura mobile e fissa.