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Pessimo, indegno, vergognoso. Non ci sono altre parole per descrivere il servizio di consegna di Poste Italiane in merito a un pacco ordinato su Amazon e per il quale abbiamo pagato 3,49 euro in più per la consegna programmata tra le 14 e le 16. Il pacco è stato consegnato sì nel giorno previsto ma a pochi minuti allo scoccare delle 18. Per di più, il postino ha consegnato a mano il pacco a un condomino di dove si trova la nostra casa editrice e affidandolo senza nemmeno citofonare o avvertire o aggiornare (avevamo chiesto la conferma di consegna via Sms) lo stato della spedizione. Una figuraccia senza appello che impatta su Amazon. Per fortuna abbiamo sufficiente esperienza per distinguere di chi sono le colpe e chi è vittima.

Poste Italiane è sempre deludente. Anzi, per la precisione non delude mai nei disservizi. E ogni volta si scopre che la consegna è affidata a questo ente, le gambe tremano perché di sicuro qualcosa andrà storto. Quasi un fatto deterministico. Il colpevole dunque.

Amazon è la vittima, perché chi vi scrive ha acquistato sulla piattaforma e ha come interlocutore la stessa. Ha chiesto, pagando un sovrapprezzo pari al 10% del valore della merce, che venisse rispettato l’orario di consegna tra le 14 e le 16.

Il sito di Amazon ha mantenuto il tracciamento fino alle 16, poi la pagina è cambiata con una mera informazione di servizio secondo cui il pacco era in consegna ma era nostro dovere informarci sul sito delle Poste Italiane essendo il vettore incaricato.

Ebbene. Abbiamo dapprima provato a telefonare al numero verde, il solito dedalo costruito con voci automatiche che chiede codici e cifre ma non porta a scardinare alcun scrigno. Le telefonate si sono tutte risolte con un’informazione: “pacco in consegna”.

La medesima dicitura che reca il servizio di tracking sul sito Poste Italiane. Alle 18.16, più di venti minuti dopo la consegna, il pacco risultava ancora “in consegna”. Ovviamente, consegnato con due o quattro ore di ritardo, se si considera che è stato abbandonato nelle mani del condomine alle 18 e la richiesta di chi vi scrive è stata programmata tra le 14 e le 16.

Ironia della sorte, sul pacco c’è una scritta ben evidente: “Consegna programmata – 11 feb ven – dalle ore 14.00 alle 16.00”. Quando proprio il disservizio, la sciatteria, l’incuranza del cliente e il rispetto per il partner (Amazon) e la persona ricevente è nullo. Più che nullo: inesistente. Lo sfregio, che però è costato 3,49 in più. Si vergogni il postino di quanto fatto. Si vergognino le PosteItaliane per una siffatta gestione delle consegne.

All’ironia si aggiunge la farsa. È stato sufficiente leggere il percorso seguito dal pacco per scoprire che risulta in consegna dalla mattina alle 9:48 del giorno previsto per l’arrivo. Ordine perfezionato il 9 febbraio, previsto per l’11 febbraio tra le 14 e le 16, con il pacco preso in carico alle 9:48 dell’11 febbraio è stato impossibile averlo entro la fascia oraria richiesta. Una figuraccia senza limiti.

Il tutto condito da servizi automatizzati di Amazon e di Poste Italiane che non permettono in alcun modo di essere rassicurati, di capire, di approfondire: si rimane basiti e impotenti di fronte alla scritta “in consegna”. Sperando nella buona sorte. Senza armi. Senza appigli. Aggrappati a un qualcuno che se ne sbatte altamente del fatto che ha in mano un pacco con scritto grande come una casa quando, come e dove consegnare.

Il tutto senza una parola, una scusa, un contatto (il pacco lasciato furbescamente a uno che entra nel palazzo per non incrociare il cliente imbestialito), una spiegazione: NULLA. Il silenzio degli indecenti. Per la cronaca, alle 19:19 sul sito di Poste Italiane nella pagina del tracking il pacco risulta ancora “in consegna”.

Nel 2022 con la logistica al centro di tutto il commercio, tocca vivere in un e-commerce a due velocità. Quella avveniristica di Amazon, che vive di reputazione sul consumatore e incassa subito e in largo anticipo i soldi rispetto alla differita consegna della merce. E la velocità ottocentesca di Poste Italiane, cristallizzata in un servizio ridicolo, fatiscente, lontano dalla modernità richiesta per essere partner di Amazon. Ma citando Totò: “Quello che vuoi per me, il doppio lo auguro a te”.

P.S.: La commedia si chiude con il più disarmante dei messaggi, questo: