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La pandemia dice bene al mercato videogiochi. Che, sulle ali del lockdown, ha spiccato il volo nel corso di questo anno 2020. Lo dicono i dati dell’indagine condotta dalla società International Data Corporation. La crescita del fatturato su scala complessiva è stata superiore al 20% rispetto al 2019. Facendo così cubare un giro d’affari superiore a quello di sport e cinema messi insieme

Il crollo dell’entertainment dal “vivo”

In termini di business stiamo parlando di 197,7 miliardi di dollari in termini di ricavi complessivi. Vale a dire 20 miliardi di dollari in più considerando rispetto ai 175 miliardi di dollari registrati un anno fa dal cumulato di dei mercati di cinema e sport. Del resto, la chiusura di stadi e cinema, l’annullamento dei grandi eventi (gli Europei di Calcio e le Olimpiadi slittate alla prossima estate 2021), il criollo dei lanci e di produzione di nuovi film hanno determinato una crisi senza precedenti. A vincere inevitabilmente è stato l’intrattenimento domestico. La crescita nell’ambito filmico e video di piattaforme come Netflix, Disney + e Amazon Prime Video è tangibile. Ma a conquistare spazio in maniera altrettanto poderosa è stato il mondo del gaming.

Tra “old” e new gen

Intendiamoci: La costrizione tra le mura domestiche ha costituito un indubbio volano per il business dei videogiochi. Ma sarebbe riduttivo e ingiusto delineare in questo perimetro la lettura dell’exploit. Il 2020 – prima ancora che l’anno delle nuove console – è da consacrare a quella che ormai viene chiamata la “old gen”. Il boom di vendite di Switch (Nintendo) e Ps4, ma anche le ottime performance registrate in termini di servizi software e cloud da Microsoft per Xbox One, hanno a dir poco sorpreso. Il sell-out di console ha fatto logicamente da traino per le vendite di prodotto software. Dalla scorsa primavera, ad esempio, il successo di Animal Crossing: New Horizons non si ferma. E in queste settimane, le nuove Ip lanciate e dedicate proprio per Ps5 e Xbox SeriesX|S stanno macinando numeri importanti. 

Videogiochi, fruizione sempre più mobile

Un propulsore della crescita videoludica è poi legato al mondo digitale. La fruizione (e prima ancora l’acquisto) dei vari titoli mediante le diverse piattaforme online – con servizi annessi – ha aggiunto un pezzo rilevante al business. Ma è indubbio che il cosiddetto “carico da undici” sul mercato dei videogiochi è stato calato dal mobile gaming. Nel 2020 la crescita incasellata è stata del 25%, per 87,7 miliardi di dollari. Le aree asiatiche e del Pacifico hanno generato un volume di oltre 56 miliardi di dollari. I titoli “giocati” su smartphone aumentano in quantità e soprattutto in capacità di coinvolgimento del grande pubblico. I titoli gratuiti diventano così una leva tattica – ma anche strategica – per ampliare la community. In modo da creare una base sempre più vasta e attratta dal prodotto videogioco. Un panel di utenti pronto a diventare anche acquirente.