IA Intelligenza artificiale
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Privacy e sicurezza. Una questione delicata che, riguardando tutti, merita di essere trattata a dovere, ancor più dal momento che coinvolge applicazioni digitali. Mentre l’Unione Europea è al lavoro per definire il regolamento sul capitolo legato all’Intelligenza Artificiale(IA), nel dibattito irrompe un altro elemento. Si tratta del tema legato al riconoscimento facciale.  

Sblocco degli smartphone e sicurezza nei luoghi pubblici

La tecnologia del riconoscimento facciale viene utilizzata in numerosi contesti: ad esempio per lo sblocco degli smartphone, per arrivare fino al controllo delle frontiere all’interno degli aeroporti.  Ovviamente, lo strumento è molto potente ma richiede un impiego appropriato per evitare abusi o manipolazioni, specialmente nelle aree pubbliche. Per questa ragione, i difensori della privacy personale stanno sollecitando una legislazione adeguata contro le eventuali discriminazioni nel suo utilizzo che potrebbero avere pesanti impatti di tipo sociale.

Riconoscimento facciale: la cautela europea nell’applicazione

Entro le prime settimane del mese di febbraio, sui tavoli dell’Unione Europea dovrebbe arrivare una prima bozza ad ampio spettro. Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la Concorrenza, ha chiarito che il punto di partenza della regolamentazione sarà improntato al principio della cautela nell’utilizzo dello strumento. Il rischio, diversamente, è quello di far saltare il banco, ossia gli attuali paradigmi in materia di privacy che sono ben radicati in Europa. Si lavora di fino e sul filo del rasoio.

IA: una tecnologia da regolare

Un dato importante, comunque, è emerso al recente World Economic Forum di Davos. Qui, entrando in un aspetto più legato al business, numerosi operatori si sono dimostrati (almeno a parole) disponibili agli interventi regolatori sull’Intelligenza Artificiale a a tutto quanto risulta collegato. Incluso il tema del riconoscimento facciale, a fronte dei suoi svariati campi applicativi. In proposito, bisogna ricordare che a giocare un ruolo predominante sono i player statunitensi e cinesi. Tra questi ultimi, ad esempio, due aziende dominano un terzo del mercato della videosorveglianza: Hangzhou Hikvision Digital Technology Co e Zhejiang Dahua Technology Co. E di questi tempi, visto le tensioni tra le due sponde del mondo (Usa e Cina), meglio andare coi piedi di piombo.