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I dispositivi di Apple hanno una vita lunga: questo complica la strategia sulla IA?

Apple ha ottenuto gran parte del suo successo innovando regolarmente l’hardware e il design industriale dei suoi prodotti. L’azienda di Cupertino invoglia a ritmo costante i consumatori ad aggiornare i dispositivi dando loro un aspetto fresco, aggiungendo una fotocamera più potente o utilizzando nuovi materiali pregiati. Ma negli ultimi anni, il ritmo dell’innovazione hardware di Apple è rallentato per non dire che è stato un incremento marginale rispetto alla generazione precedente. Sebbene l’iPhone 15 Pro/Pro Max abbia una nuova scocca in titanio, il design complessivo non è molto diverso dall’iPhone 12 di quattro anni fa. L’Apple Watch Ultra di terza generazione di quest’anno avrà più o meno lo stesso aspetto dell’originale e gli altri modelli di orologi assomigliano ancora alla Serie 4 lanciata nel 2018. Lo slancio alle vendite potrebbe essere Apple Intelligence? Forse, ma la situazione non è così banale.

L’attuale MacBook Pro ha lo stesso fattore di forma del 2021 e non mi è saggio aspettarsi un nuovo design prima del 2025 o addirittura del 2026. Il MacBook Air è stato riprogettato nel 2022 e un cambiamento futuro è probabilmente lontano anni. L’iPad Pro ha appena ottenuto un nuovo design con il profilo ultrasottile, ma è un cambiamento che ha impiegato sei anni per arrivare. Il risultato finale: convincere il consumatore medio a passare regolarmente a un nuovo modello è più difficile di prima. Gli acquirenti devono anche far fronte all’inflazione e al peggioramento delle condizioni di permuta, o semplicemente mantengono vivi i contratti esistenti e non sostituiscono il device, a fronte di nuovi modelli con un appeal limitato o verticale, in una economia incerta.

Inoltre, Apple sta ora spingendo per rendere i suoi dispositivi il più durevoli possibile. Ha appena pubblicato un rapporto sulla longevità dei suoi prodotti, affermando che le nuove tecnologie di produzione, il supporto software e i servizi di riparazione stanno aiutando a prolungarne la vita. I dispositivi risalenti al 2017 possono ancora eseguire gli attuali sistemi operativi Apple, ha confermato l’azienda. Non è una brutta cosa, ovviamente. La promessa di longevità incoraggia le persone a investire nei dispositivi dell’azienda e contrasta i critici secondo cui Apple si impegna nell’obsolescenza programmata. Ma ampliando lo studio del trend ci si rende conto che Apple perde un meno potente motore di crescita dato dalla spinta a passare ai nuovi modelli, cosa che è evidente nelle sue finanze ultimamente. Le vendite sono diminuite in cinque degli ultimi sei trimestri ed è fondamentale che l’azienda trovi nuove fonti di entrate. Una conferma su quanto Apple conti sulla base installata è dato da Apple Intelligence, che si attiverà sui device con Apple Silicon della serie M e A17 Pro: non sarà necessario un nuovo hardware, ma proprio questo è anche un fattore critico nella strategia IA di Cupertino.

La buona notizia: sebbene l’hardware Apple faccia meno per ispirare aggiornamenti, ha sempre più opportunità di attrarre clienti con software e intelligenza artificiale. Dovrebbe essere evidente questo autunno. La prossima gamma di iPhone 16 non dovrebbe comportare un significativo upgrade hardware tuttavia per avere Apple Intelligence bisogna dover contare su un prodotto non più vecchio di un paio di anni. Nuovi miglioramenti del software potrebbero anche convincere gli utenti Mac e iPad ad aggiornare. Anche se i Mac di sette anni fa continueranno a eseguire la versione successiva del sistema operativo Mac – macOS Sequoia – funzionalità come iPhone Mirroring e Game Mode richiedono hardware più recente (M1, M2, M3 o M4 e A17 Pro almeno).

Le funzioni di Apple Intelligence, inclusa una versione aggiornata di Siri, saranno il test più importante per verificare se il software può guidare un’impennata delle vendite di hardware. È probabile che queste funzionalità diventino il fulcro del marketing di Apple per l’iPhone 16, proprio come le pubblicità per l’originale Siri hanno contribuito a incrementare le vendite dell’iPhone 4S nel 2011. Nel frattempo, gli utenti Mac dovranno avere un modello con Apple Silicon per sfruttare le nuove funzionalità IA, che inizialmente saranno disponibili solo negli Stati Uniti e in Europa arriveranno non prima del 2025 inoltrato e solo quando saranno compatibili con la piattaforma DMA. Il rinnovamento dei Mac dell’azienda attorno al chip M4 nei prossimi 12 mesi si concentrerà probabilmente su quanto bene i nuovi modelli gestiscono Apple Intelligence.

Il rallentamento del ritmo degli aggiornamenti hardware costringerà Apple a fare più affidamento sulle commissioni di servizio e sugli abbonamenti per alimentare le vendite. Se vi state chiedendo perché Apple sta lottando così duramente per tenere ogni centesimo possibile dall’App Store, nonostante il controllo degli enti regolatori, è perché questo è il semento più importante per i ricavi futuri.

Esiste l’opportunità di trasformare le funzionalità dell’intelligenza artificiale e altri software in servizi a pagamento, ma ci vorrà tempo. Anche se l’avvio di Apple Intelligence sarà gratuito, il piano a lungo termine è quello di trarre profitto dalle funzionalità. L’azienda potrebbe eventualmente lanciare qualcosa come “Apple Intelligence+”, con funzionalità extra per le quali gli utenti pagano tariffe mensili, proprio come iCloud. Oltre a ciò, Apple riceverà una riduzione delle entrate degli abbonamenti da ogni partner IA che coinvolgerà.

Se tutto andrà per il verso giusto, Apple potrebbe ritrovarsi in una posizione di forza nel giro di qualche anno nel complesso mondo dell’intelligenza artificiale. L’azienda di Cupertino dipenderà meno dalle modifiche hardware per guidare il suo business e guadagnerà davvero soldi dall’intelligenza artificiale, qualcosa che tutti nella Silicon Valley sperano di ottenere.

Ma ci sono alcuni fattori da considerare. Se OpenAI ha già accettato di integrare ChatGPT in Apple Intelligence e Google sta già operando per iniettare Gemini, Meta potrebbe non essere così favorevole. Il Wall Street Journal ha riferito che Apple era in trattative per offrire il chatbot Llama di Meta Platforms come opzione insieme a OpenAI. Il fatto è che alcune fonti non condividono questa visione dei fatti. Anzi: Bloomberg ha scritto che le due società hanno avuto una breve conversazione su richiesta di Meta a marzo ma Apple non ha alcun interesse a incorporare il servizio di Meta.

Quelle prime conversazioni non si sono evolute in discussioni formali e non c’è stata alcuna comunicazione sull’argomento per diversi mesi. Apple non sta nemmeno prendendo in considerazione l’aggiunta di Meta come opzione, in particolare perché ritiene che OpenAI, Google e Anthropic offrano servizi superiori (sempre secondo le fonti). Una mossa del genere andrebbe anche contro le critiche di Apple a Meta per le sue pratiche sulla privacy. Per quanto riguarda un accordo tra Apple e Google o Anthropic, è lecito attendersi che almeno il primo venga annunciato più o meno quando Apple Intelligence sarà lanciato il prossimo autunno negli Stati Uniti.

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