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Huawei Pura 70 Ultra: prime impressioni d’uso

Lo stiamo usando da un paio di giorni e vogliamo prenderci qualche tempo in più per provarlo a fondo. Ma avendo passato le ultime 48 ore insieme con il Pura 70 Ultra, top di gamma di Huawei, vogliamo altresì iniziare a condividere, seppure in modo sintetico, le prime impressioni su questo smartphone che eleva al top l’esperienza fotografica. Ci ha subito conquistato per la sezione imaging: solo un altro smartphone ci ha convinto fin dal principio per la qualità delle foto, ossia l’Honor Magic 6 Pro (non a caso segue di una incollatura il Pura 70 Ultra nella classifica di Dxomark). In entrambi i casi è avvenuto quasi spontaneo iniziare a scattare, tanto diventa coinvolgente e divertente ottenere foto di altissima qualità senza sostanzialmente alcun sforzo. Huawei con il Pura 70 Ultra ribadisce tutto il know-how e la qualità in ambito fotografico, ma non solo. Lo smartphone, realizzato quasi completamente con componentistica sviluppata e prodotta in Cina, ci è piaciuto fin dal primo contatto.

Huawei non ha mai smesso di puntare sulla qualità e il Pura 70 Ultra è una vera e propria dichiarazione d’intenti: curato in ogni aspetto e dotato di prestazioni adeguate a tutte le esigenze. Sì, il Kirin 9010 è a 7 nm e ha 12 core che si fanno sentire in mano quando si sollecita lungamente nella fotografia, nel gaming e nelle app più impegnative. Scalda leggermente ma, complice la cover inclusa nella confezione e in tinta con il dorso dello smartphone, non risulta mai fastidioso. Nemmeno quando si scatta a ripetizione senza dare tregua al Pura 70 Ultra in una caldissima giornata parigina che sfiora i 30 gradi al sole. Le prestazioni secche dicono che il SoC può sostenere tutte le app più utilizzate senza alcun problema. L’esperienza d’uso racconta una storia diversa: la specializzazione vince sulla forza bruta.

Huawei ha lavorato d’ingegno, un po’ come la Red Bull conscia di avere un motore meno potente e quindi crea efficienza aerodinamica. Così la Emui 14.2 basata su Android 12, con interfaccia identica ad HarmonyOS 4.2, è ottimizzata per il Kirin 9010 e lo fa splendere. Lasciate perdere i benchmark e chi dice che è “più lento”: l’uso effettivo ed empirico è la dimostrazione che l’implementazione di Huawei di Android insieme con il SoC sviluppato internamente sono in grado di rivaleggiare con i migliori flagship. In qualsiasi contesto.

Che poi, vero che la Emui 14.2 è animata dalla piattaforma Hms e quindi non dispone dei servizi di Google. Ma ci sono due precisazioni da fare. Per prima cosa, l’AppGallery si è arricchito notevolmente e si trovano almeno il 60% delle app più diffuse in Italia. In seconda battuta, per avere i servizi Google è molto semplice. Basta cercare su Petal Search “WhatsApp” (o nell’AppGallery) e seguire il suggerimento di installare lo store Aurora. Magia: questo per funzionare chiede l’accesso con Gmail e installa il layer che gestisce tutti i servizi di Google. Quindi non solo si può corredare il Pura 70 Ultra con tutte le app di Google ma queste sono anche legate e sincronizzate tra loro grazie al classico account Gmail degli Android tradizionali. Aurora è una vera scoperta perché esalta le doti del Pura 70 Ultra e ne supera i limiti di chi teme di non poter utilizzare il classico corredo di servizi e di strumenti cloud. Ebbene, c’è tutto e funziona egregiamente. Anzi di più.

Aurora risolve l’annoso problema di portare i servizi di Google nell’ambiente di Huawei dopo il bando di Trump e l’impossibilità del brand di avere i Gms (Google mobile services), perché la Emui 14.2 si basa su Android 12 Aosp (la versione open source priva delle risorse di Google legate alla Gmail). Aurora è l’esemplificazione della maturazione (finalmente!) degli smartphone di fascia alta di Huawei. E mette il Pura 70 Ultra a livello degli altri device flagship, perché non si deve rinunciare più alla sincronizzazione con le risorse on-line e cloud che gravitano intorno a Gmail. Inoltre, Aurora è una replica perfetta di Google Play, quindi uno store da cui scaricare tutte le app (che gestisce anche gli update) e che estende enormemente AppGallery. Installando Aurora al Pura 70 Ultra si elimina qualsivoglia limitazione e non ci sono più scuse: ora le app che si affidano a Google funzionano e lo store permette di installare praticamente qualsiasi tipo di app sia necessaria. Ci sono anche le app per lo Spid, tanto per dire.

Il tutto è compendiato da un hardware che, scevro del numero dei benchmark sintetici, non delude le aspettative, in particolare nella configurazione da 16 GB di Ram e 1 TB di storage. Una dotazione monstre che permette al Pura 70 Ultra di essere all’altezza di qualsiasi necessità, tanto quelle lavorative quanto quelle multimediali. Nelle quali spicca il display Ltpo Oled da 6,8″ con i bordi leggermente curvi ma non tali da impedire un’ottima digitazione ed ergonimia. Lo schermo ha una resa video e fotografica ottima, grazie anche al refresh a 120 Hz e al picco di luminosità da 2.500 nit per gestire l’Hdr. Abbiamo provato il Pura 70 Ultra con le impostazioni dello schermo al massimo (risoluzione massima, fisso a 120 Hz, calibrazione dei colori naturale): l’impatto sulla batteria da 5.200 mAh è stato minimo. Il SoC, per quanto a 7 nm, non entra mai in throttling e assicura un’autonomia superiore alla giornata lavorativa. L’autonomia è sufficiente anche per superare giornate intense di lavoro, social e foto. In una giornata di trasferta a Parigi abbiamo staccato il Pura 70 Ultra dal carica batteria da 100 Watt alle 4.30 di mattina. Per tutta la giornata abbiamo navigato, telefonato, scattato oltre 200 foto e usato i social. Siamo arrivati a sera a casa alle 22 con circa un terzo della batteria ancora disponibile.

In ogni caso, l’alimentatore a 100 Watt consente di ricaricare dal 30% al 100% in una poco più di una ventina di minuti. Una ricarica completa avviene in circa 40 minuti (da 0%). E questa è la più grande garanzia di non rimanere mai a secco. In dieci minuti si passa tranquillamente dal 30% a oltre il 50%.

Altre considerazioni che vogliamo condividere in questi primi “appunti” sul Huawei Pura 70 Ultra riguardano l’intelligenza artificiale e la sezione fotografica. La IA è presente e si concretizza nel pannello Huawei Assistant e nella piattaforma Huawei HiAI. Il primo comprende l’assistente vocale Celia che permette di gestire i comandi vocali e di eseguire alcune funzioni IA come la navigazione a gesti (senza toccare lo schermo) e il riconoscimento degli oggetti sfruttando la fotocamera. Huawei HiAI è uno layer della Emui 14.2 e serve per ottimizzare il funzionamento del sistema operativo e delle app.

Laddove la IA entra in modo concreto e eccellente è sul reparto fotografico. Ambito nel quale Huawei Pura 70 Pro allo stato attuale, secondo noi, ha un solo antagonista: il Magic 6 Pro. Altri modelli, rispetto al Pura 70 Ultra, possono avere funzioni specifiche e di livello da videomaker ma sono del tutto ininfluenti all’atto pratico. Ciò che interessa agli utenti è scattare foto e girare video di altissima qualità senza sforzi e senza tecnicismi da imparare (anche perché gli addetti ai lavori dell’imaging ottengono scatti o video di qualità con qualsiasi device, basta sapere fare le cose). Ebbene, la dotazione del Pura 70 Ultra permette un livello fotografico di altissimo profilo. Ricordiamo che lo schema ottico è il seguente:

  • sensore principale Sony Imx989 (1″) da 50 Mpixel, 23 mm, apertura variabile f/1.6-4.0, stabilizzatore ottico sul sensore, lente retraibile;
  • teleobiettivo periscopico Omnivision da 50 Mpixel, 90 mm (zoom ottico 3,5x), f/2.1 (il più luminoso della categoria), Ois;
  • obiettivo ultra grandangolare Omnivision OV40A da 40 Mpixel, f/2.2, 13 mm;
  • sensore selfie Omnivision da 13 Mpixel, f/2.4.

Questo ensamble di ottiche è chiamato da Huawei con l’appellativo Xmage, che sta anche a indicare l’engine (algoritmi e IA) che potenzia la computational photography a bordo del Pura 70 Ultra.

L’app di scatto è quella classica di Huawei e questa è una conferma sulle doti fotografiche del Pura, che ricordiamo essere un’evoluzione della serie P. Il Pura 70 Ultra scatta immagini semplicemente eccellenti, con una versatilità di inquadratura e contrasti derivante sia dall’ottima gestione della gamma dinamica, sia dall’otturatore ad apertura variabile. Inoltre, il sensore principale con lente che fuoriesce quando si scatta permette di gestire al meglio lo stabilizzatore (di fatto un Ibis) e l’illuminazione del generoso sensore da 1″. Il risultato è che il sensore principale restituisce foto eccellenti in ogni condizione di luce grazie al grande potere risolutore dell’ottica meccanizzata. E non è solo dettaglio e qualità, ma anche e soprattuto realismo e dinamica dei colori.

Ma a rinfrancare l’idea che, sul Pura 70 Ultra, Huawei abbia profuso ogni sforzo imaging sono soprattutto il teleobiettivo e l’ultra grandangolare. Che vantano una coerenza cromatica ottima con il sensore principale (il vero e indiscutibile punto di forza dello smartphone). Anche il teleobiettivo periscopico con valore f/2.1, sinonimo di foto precise in ogni condizione di luminosità. Lo zoom 3,5x è portentoso, fino a 5x si ottiene una foto ottima. A 10x si perde leggermente in dettaglio ma siamo certi che sarà migliorato con l’update software (quello installato è factory): lo attendiamo ed è il motivo per la recensione.

Infine, negli scatti si apprezza lo zero shutter lag: il sensore principale cattura l’attimo fuggente, oltre a realizzare ritratti con bokeh da manuale. La macro è la migliore finora provata. Ma maggiori dettagli li serbiamo per la recensione effettiva, intanto vi lasciamo con alcuni scatti fatti con il Pura 70 Ultra di Huawei che rappresentano le doti fotografiche di questo smartphone davvero sorprendente e che dimostra il livello di maturazione, nonostante tutto, raggiunto dal brand.

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