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Huawei Pura 70 è quasi tutto “made in China”, Ultra è il migliore cameraphone per Dxomark

La nuova serie di smartphone Huawei Pura 70 sta già facendo scalpore e, in combinato disposto con l’evento a Dubai (che abbiamo seguito in loco e il cui resoconto trovate in questo articolo completo), dimostra che il brand sta riconquistando accelerazione e determinazione, se mai le avesse perse, forte anche del consenso interno (in Cina) e dei risultati che sta ottenendo in Europa e non solo. Huawei sta mandando una pec al mercato e agli Stati Uniti, nonostante questi continuino a tentare di bloccarla con i ban: “Siamo qui, vogliamo giocare un ruolo da protagonista, come prima forse più di prima”. I dati mostrati all’evento di Dubai parlano chiaro: 5 milioni di wearable in tutto il mondo, una market share nel mercato locale che è stata saldamente tra le prime tre negli ultimi 12 mesi (facendo capolino anche al primo posto) e prodotti di alta qualità.

Huawei Pura 70 manda anche un’altra pec agli States: “Non solo facciamo sul serio, ma anche stiamo raggiungendo il 100% della produzione interna dei componenti”. Così ecco che Pura 70 ha già conquistato con il modello Ultra il sito specializzato Dxomark, non sempre scevro di critiche e scetticismi ma comunque il più oggettivo tra quelli che misurano le capacità imaging e ottiche dei device. Huawei Ultra 70 Pro si è posizionato al vertice della classifica “cameraphone” di Dxomark con 163, seguito da Honor Magic 6 Pro (158 punti). E poi il teardown del Pura 70 eseguito da iFixit per Reuters ha mostrato un dato clamoroso: Huawei si affida a più fornitori cinesi, che gli hanno permesso di usare un nuovo chip di memoria flash e un processore del chip migliorato. Tutto ciò certifica i progressi che la Cina sta facendo verso l’auto-produzione tecnologica.

Huawei Pura 70 Pro: lo smontaggio di iFixit

La società di riparazioni tecnologiche online iFixit e la società di consulenza TechSearch International hanno esaminato l’interno del Pura 70 Pro di Huawei Technologies per Reuters, trovando un chip di memoria NAND che secondo loro è stato probabilmente confezionato dall’unità chip interna HiSilicon (sempre afferente a Huawei e che ha prodotto storicamente i SoC Kirin). La rinascita di Huawei nel mercato degli smartphone di fascia alta dopo quattro anni di sanzioni statunitensi è ampiamente osservata sia dai rivali che dai politici statunitensi poiché è diventata un simbolo delle crescenti frizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e del tentativo della Cina di autosufficienza tecnologica. Le aziende hanno anche scoperto che i telefoni Pura 70 funzionano con un chipset di elaborazione avanzato prodotto da Huawei chiamato Kirin 9010 che è probabilmente solo una versione leggermente migliorata del chip avanzato di fabbricazione cinese utilizzato dalla serie Mate 60 di Huawei. Questo in barba al recente divieto imposto dal Presidente Biden a Intel e Qualcomm di vendere chip a Huawei. E la forza che sta conquistando il brand cinese è anche evidente nei wearable, dove vanta un know-how e una qualità tali da controllare con HarmonyOS oltre il 60% del mercato cinese.

“Anche se non possiamo fornire una percentuale esatta, possiamo dire che la densità dei componenti ‘made in Cina’ è elevata e decisamente superiore a quello del Mate 60” – spiega Shahram Mokhtari, capo tecnico dello smontaggio di iFixit – “Si tratta di autosufficienza. Tutto ciò che vedi quando apri uno smartphone e identifichi qualunque cosa sia prodotta dai produttori cinesi è una questione di autosufficienza”. Huawei ha rifiutato di commentare.

Huawei ha lanciato i quattro modelli di smartphone Pura 70 a fine aprile in Cina e negli scorsi giorni in Europa, Italia inclusa. Nel mercato locale, gli smartphone sono andati a ruba. Gli analisti sostengono che probabilmente prenderà quote di mercato erodendole ad Apple, con buona pace dei politici di Washington che mettono in dubbio l’efficacia delle restrizioni statunitensi sul colosso delle apparecchiature per le telecomunicazioni.

A look inside the Huawei's latest high-end phone Pura 70 Pro A look inside the Huawei's latest high-end phone Pura 70 Pro.

Dalle analisi effettuate da aziende di smontaggio come TechInsights del Mate 60, era emerso che il telefono utilizzava chip di memoria DRAM e NAND prodotti da SK Hynix (Corea del Sud). Quest’ultima ha affermato che all’epoca non faceva più affari con Huawei e gli analisti hanno spiegato che i chip probabilmente provenivano da scorte accumulate in precedenza. Il Pura 70 contiene ancora un chip DRAM prodotto da SK Hynix, hanno scoperto iFixit e TechSearch, ma il chip di memoria flash NAND questa volta è stato probabilmente confezionato dall’unità HiSilicon di Huawei ed è composto da una serie di die di tipo NAND ciascuno con una capacità di 1 terabit. Questo è paragonabile ai prodotti realizzati dai principali produttori di memorie flash come SK Hynix, Kioxia e Micron. Tuttavia, hanno aggiunto le due aziende che hanno smontato il Pura 70 Pro, non è stato possibile identificare con certezza il produttore effettivo del wafer da cui sono stati estratti i die, poiché i contrassegni su questi ultimi non erano conosciuti. Ma iFixit ha aggiunto di ritenere che HiSilicon possa aver prodotto anche il controller di memoria: “Durante il nostro smontaggio, il nostro esperto di identificazione del chip lo ha identificato come un particolare chip HiSilicon”, ha affermato Mokhtari. SK Hynix ha ribadito di “rispettare rigorosamente le politiche pertinenti da quando sono state annunciate le restrizioni contro Huawei e da allora ha anche sospeso qualsiasi transazione con la società”.

L’analisi di IFixit e TechSearch del processore utilizzato dal Pura 70 Pro suggerisce che Huawei potrebbe aver apportato solo miglioramenti incrementali nella sua capacità di produrre un chip avanzato con partner cinesi nei mesi successivi al lancio della serie Mate 60. Il processore è simile a quello utilizzato nella serie Mate 60 prodotta per Huawei da Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC) utilizzando il processo di produzione N+2 da 7 nanometri (nm) della fonderia cinese, hanno affermato le aziende che hanno smontato il device.

“Ciò è significativo perché la notizia del Kirin 9000S su un nodo da 7 nm ha causato un po’ di panico l’anno scorso quando i legislatori statunitensi si sono confrontati con la possibilità che le sanzioni imposte ai produttori di chip cinesi non avrebbero rallentato il loro progresso tecnologico, dopotutto” – ha detto iFixit – “Il fatto che il Kirin 9010 sia ancora un chip con processo produttivo a 7 nm, e che sia così vicino al 9000S, potrebbe suggerire che la produzione cinese di chip sia stata effettivamente rallentata”. Tutto ciò è ben lungi dal sottovalutare Huawei: SMIC ha tutta l’intenzione di fare evolvere il processo produttivo e un ulteriore salto all’architettura a 5 nm è attesa per la fine del 2024.

Huawei Pura 70 Ultra: 163 punti con Dxomark

In tutto questo contesto, il modello di punta della serie Huawei Pura 70, ossia l’Ultra, stabilisce un nuovo punto di riferimento nei cameraphone con 163 punti. L’eccellente Honor Magic 6 Pro è secondo a 158 punti; scorrendo la lista si trova l’Apple iPhone 15 Pro Max al sesto posto con 154 punti, Google Pixel 8 Pro all’ottavo posto con 153 punti. La classifica completa in questa pagina: https://www.dxomark.com/smartphones/

Questi i punti di forza identificati da Dxomark per Huawei Pura 70 Ultra:

  • Fotocamera molto versatile che offre l’esperienza fotografica mobile migliore della categoria fino ad oggi
  • Adatto a tutti i tipi di situazioni di scatto fotografico e condizioni di illuminazione sia all’aperto che al chiuso o in condizioni di scarsa illuminazione
  • Prestazioni di qualità dell’immagine costantemente eccellenti in aree fotografiche chiave come esposizione, colore, messa a fuoco automatica
  • La migliore esperienza di zoom fotografico della categoria, che offre risultati di immagine eccezionali in tutte le gamme di zoom
  • Messa a fuoco automatica rapida e precisa abbinata ad apertura variabile per scattare ritratti eccellenti, da una singola persona a un gruppo, catturando adeguatamente il momento
  • Effetto sfocato naturale e uniforme nei ritratti, con accurato isolamento del soggetto
  • Eccellenti prestazioni ravvicinate e macro, che garantiscono immagini nitide e dettagliate

Questi i “contro” sempre di Dxomark:

  • Esperienza utente non uniforme durante la ripresa di video, a causa di instabilità e perdita di dettagli dell’immagine, in particolare in condizioni di scarsa illuminazione
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