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Huawei presenta P20 e P20 Pro: tutto sugli smartphone che segnano i record di Dxomark

  • Schema ottico studiato per ottimizzare la resa fotografica in ogni condizione di luminosità al fine di garantire un superiore livello di dettaglio e di qualità delle immagini. Merito dell’inedita fotocamera Leica a tre obiettivi del P20 Pro con risoluzione di 40 Mpixel.
  • Le modalità fotografiche sono state estese con l’intelligenza artificiale per assicurare un’esperienza professionale affidandosi all’intelligenza artificiale, a cui è demandato anche di gestire lo stabilizzatore.
  • Design con cornici ridotte al minimo e caratterizzato da colori inediti, tra cui la scocca con finitura a gradiente disponibile su P20 e P20 Pro.
  • Prestazioni elevate in virtù della Npu Kirin 970 e dell’interfaccia Emui 8.1 basata su Android 8.1.
  • Record con Dxomark: 102 punti per il P20; 109 punti per P20 Pro.

Huawei non ha dubbi: i nuovi P20 rappresentano una “rivoluzione” nel mondo della fotografia su smartphone. Di più, Huawei P20 e P20 Pro propongono “il futuro dell’imaging basato sull’intelligenza artificiale”.

In un esclusivo evento a Parigi nella prestigiosa sede del Grand Palais gremita di giornalisti, addetti ai lavori e manager dell’azienda cinese, il Consumer Business Group di Huawei ha svelato la gamma di fascia alta. La nuova generazione della serie P conferma la presenza della tripla ottica posteriore firmata ancora da Leica (leggi qui come è nata la partnership tra Leica e Huawei) e porta a un nuovo livello di perfezionamento l’utilizzo della AI integrata nella Npu Kirin 970 applicata alla fotografia.

Per rivedere il video della giornata di presentazione dei nuovi Huawei P20 e P20 Pro fai click qui.

Sul palco sale ancora una volta Richard Yu, Ceo di Huawei Consumer Business Group, che gonfia il petto e dice: “La Serie P dà ispirazione per liberare la creatività e accendere la passione della fotografia. Con l’innovativa fotocamera a tre obiettivi, il P20 Pro, a cui si sommano l’intelligenza artificiale e i nuovi colori della scocca, è destinato a diventare lo smartphone più ambito dai consumatori”.

Perché P20? Perché, spiega Richard Yu, è stato necessario segnare in modo chiaro e concreto l’evoluzione tecnologica che sta dietro allo sviluppo di questi due nuovi flaghsip. “Vogliamo offrire una qualità fotografica professionale nelle dimensioni compatte dello smartphone”, quindi un netto salto in avanti rispetto alle precedenti generazioni.

Oltre ai nuovi P20, Huawei ha anche presentato il Porsche Design Mate Rs: fai click qui per scoprirne le caratteristiche.

La fotografia ai tempi dell’AI

La serie Huawei P20 porta l’intelligenza artificiale a un nuovo livello di perfezionamento e potenziamento, anche in virtù delle nuove tecnologie introdotte basate sulla AI. Iniziamo dal P20 Pro, il flagship del brand cinese, che propone un inedito schema ottico a tre sensori con la più alta densità di pixel oggi disponibile in commercio. Nella fattispecie, i tre obiettivi sono così strutturati: sensore a colori (Rgb) a 40 Mpixel (che somma le informazioni di quattro pixel in un solo dato per generare foto con dettaglio superiore alla media); sensore monocromatico (bianco/nero) a 20 Mpixel; sensore telefoto per lo zoom a 8 Megapixel.

Dunque, al classico schema Rgb+bianco/nero si somma un’ottica esclusivamente dedicata all’ingrandimento ottico 3x e che arriva a uno zoom ibrido 5x e fino a 10x in digitale. Il sensore d’immagine vanta inoltre una grandezza superiore agli altri (1/1,7″ pari a una superficie di 7,76×5,82 mm) proprio al fine di garantire una resa perfetta anche in condizioni di scarsa luminosità con un valore massimo Iso di 102400. Rispettivamente, l’apertura dei tre obiettivi è f/1.8, f/1.6 e f/2.4 e la gestione dello scatto è affidata a un Isp dedicato di nuova generazione. Lo schema siffatto è denominato Leica Vario Summilux.

Dal canto suo, Huawei P20 rinnova le doti e i concetti del suo predecessore P10. Dunque l’impostazione dual camera è sempre targata Leica e ospita sensore Rgb da 12 Mpixel (con una generosa dimensione dei pixel di 1,55 1.55 μm) a cui si somma quello in bianco/nero da 20 Mpixel, destinato a garantire un’eccellente resa in condizioni di poca luce ambientale.
Entrambi i due P20 ospitano, nella parte frontale, una fotocamera per i selfie da 24 Mpixel anche in questo caso capace di sfruttare al massimo l’AI proposta dal Kirin 970.

Per rinnovare l’autoscatto, Huawei ha introdotto la modalità ritratto con supporto 3D per la luce, al fine di garantire selfie con un’elevata precisione della tonalità della pelle, dei dettagli e del viso. Infine, lo stabilizzatore è di tipo ibrido e prevede una componente ottica a sei assi e in una software affidata al motore AI del Kirin 970. Anche grazie a questo impianto i P20 promettono video di qualità in super slow motion a 960 fps.

I risultati concreti sono fotografati da Dxomark, che ha già potuto testare il P20 assegnando un punteggio complessivo di 102, con parziali di 107 punti nelle foto e 94 nei video. Ma il Pro risulta il migliore in assoluto per Dxomark: 109 punti overall con parziali di 114 nel comparto fotografico e di 98 in quello video. Allo stato attuale, i due nuovi Huawei sono gli smartphone da superare nell’imaging.

In questo speciale abbiamo spiegato in che modo l’intelligenza artificiale del Kirin 970 può contribuire a elevare la qualità fotografica sullo smartphone.

Al centro del Kirin 970

Come il Mate 10 Pro, anche i nuovi Huawei P20 e P20 Pro sono animati dalla Npu (Neural Processing Unit) Kirin 970. Questo ha permesso a Huawei di introdurre nuove funzioni fotografiche basate sull’intelligenza artificiale. Nella fattispecie, l’app di gestione si affida al processore per riconosce in automatico, con un elevato livello di precisione e velocità, la migliore configurazione fotografica della scena.

ùCosì è possibile riconoscere addirittura il tipo di oggetto o soggetto inquadrato e impostare uno dei 19 scenari predefiniti. Una nuova modalità di focus permette di prevedere il movimento all’interno della scena, così da velocizzare la messa a fuoco. Si può inoltre attivare la modalità di composizione automatica di foto di gruppo e di panorami. Infine, la AI interviene per assistere l’utente che sceglie la modalità manuale, per ottenere scatti di qualità professionale senza sforzi eccessivi.

Animato da Android 8.1

Al Kirin 970 si sommano 6 GB di Ram e fino a 128 GB di storage per assicurare la migliore reattività con Android 8.1 personalizzato dalla Emui 8.1. Tanti gli ambiti di personalizzazione dell’interfaccia: questa è la strada scelta da Huawei per permette all’utente di rendere ancora più personale lo smartphone. L’app Huawei Share 2.0, invece, si pone come obiettivo di offrire un sistema semplice e immediato per condividere file tra lo smartphone e il computer, sia esso con Windows o Mac OS.

La Emui 8.1 è una versione migliorata e perfezionata della Emui finora disponibile sui dispositivi di Huawei al fine di trarre ulteriore vantaggio dalle doti della Npu. Per esempio, è disponibile una versione proprietaria dell’app Prisma che assicura un’efficienza di elaborazione fino a quattro volte superiore all’edizione standard proprio perché si affida alle doti del Kirin. Anche il supporto alla realtà virtuale tramite Google ARcore è affidato alla Npu; la collaborazione con Big G è sempre più stretta e si declina nel supporto a tutte le tecnologie afferenti ad Android. Mentre altri accordi per sviluppare app ottimizzate per la AI del Kirin sono stati stipulati con Amazon e Microsoft.

Estetica rinnovata

I nuovi Huawei P20 si fanno subito riconoscere per il design rinnovato, soprattutto per le colorazioni della scocca posteriore a gradiente. Un effetto che attira subito l’occhio e fa riconoscere subito i nuovi modelli. Per ottenere queste sfumature, Huawei a dato vita a un processo produttivo che applica numerosi livelli di materiale ottico alla scocca così che la luce venga rifratta e crei l’effetto gradiente nelle varie sfumature.

Il desing, oltre a essere simmetrico, è stato ideato per enfatizzare la fotografia. L’impugnatura in senso orizzontale mette i sensori nella configurazione ottimale per realizzare il migliore scatto possibile. Il P20 Pro è certificato IP67 mentre il P20 è IP53.

Nella parte frontale, i nuovi smartphone ospitano pannelli FullView da 5,8″ (P20) e 6,1″ (P20 Pro) con bordi laterali ridotti al massimo affinché la superficie anteriore sia totalmente dedicata al touchscreen con bordi arrotondati. Confermato invece il (piccolo) notch nella parte superiore per ospitare la fotocamera per i selfie, mentre nella parte inferiore si trova il sensore d’impronte che consente anche di interagire con l’Emui 8.1 simulando i tasti virtuali tipici di Android. La scocca unibody integra una batteria da 4.000 mAh nel caso del P20 Pro e di 3.400 mAh per il P20. Entrambe sfruttano la ricarica SuperCharge di Huawei: in 30 minuti ricarica la batteria per circa il 58%.

Sezione audio di qualità

Altro aspetto sul quale il brand si è concentrato riguarda la qualità audio. Finalmente il tema della resa sonora torna al centro dell’attenzione (questo è un tema che prenderà sempre più spazio nel 2018). L’interpretazione proposta dai P20 prevede il supporto Bluetooth con banda fino a 990 Kbps per gestire la qualità audio in alta definizione.

Rimanendo in tema, tra gli accessori proposti da Huawei per i nuovi P20 figurano i FreeBuds (auricolari wireless studiati per l’audio Hi-res), l’Active Noise Canceling Earphone 3 (auricolari Usb-C con sistema di riduzione dei rumori e supporti Hi-res) e Dac Headphone Amplifier (cuffie per audiofili che integrano Dac a 384 kHz e 32 bit).

Prezzi

I nuovi Huawei sono posizionati nella fascia alta del mercato. Più di preciso il P20 Pro è proposto a 899 euro, mentre il P20 a 679 euro. Si aggiunge il P20 Lite a 369 euro.

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