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Honor 200 Pro: test fotografico, oltre 150 scatti tra Parigi e Disneyland

In occasione della presentazione europea della serie Honor 200 a Parigi, abbiamo avuto modo di testare ulteriormente la sezione fotografica dell’Honor 200 Pro che abbiamo spiegato in modo approfondito nella recensione (che potete leggere qui). Nella capitale francese e a Disneyland abbiamo avuto modo di provare il “punta e scatta” di Honor 200 Pro confermando le doti che abbiamo già saggiato per la review: una IA perfettamente addestrata per i ritratti, con qualità professionale (firmata dallo Studio Harcourt) ma semplicità totale; una versatilità imaging eccellente, con qualità, colori e dettaglio notevoli.

Honor 200 Pro scatta ritratti al top per morbidezza dell’incarnato, per colori che possono essere virati tra più realistici e più “patinati” e un bianco/nero talmente bello e “poroso” da diventare una vera mania che porta a continuare a usarlo. Il resoconto fotografico ve lo proponiamo qui di seguito, ma intanto vogliamo dirvi che non abbiamo finora mai usato uno smartphone così specializzato nella ritrattistica da produrre scatti di livello altissimo. D’altro canto, uno studio prestigioso e rinomato come Hartcourt non avrebbe messo la firma e il sigillo di qualità su un prodotto che non fosse meno che perfetto nella ritrattistica.

Lo Studio Harcourt ha avuto una parte importante nello specializzare la IA attraverso l’addestramento con migliaia di scene di scatto in situazioni differenti in termini di esposizione, luci e ombre e tono dell’incarnato. Così Honor ha potuto costruire il modello e gli algoritmi partendo proprio dal flusso di lavoro dello Studio Harcourt (che quest’anno compie 90 anni e ha fotografato i vip di tutto il mondo, certificandone l’importanza).

Il lavoro di Honor si è concentrato su IA per i ritratti cosiddetta “overfitted”: in statistica e in informatica, si parla di overfitting quando un modello statistico molto complesso si adatta ai dati osservati perché ha un numero eccessivo di parametri rispetto al numero di osservazioni. Quindi l’intelligenza artificiale quando si attiva la modalità Ritratto, che reca in alto la sigla Harcourt con i tre effetti disponibili (vivace, a colori e classico bianco/nero), si affida alla parte di fotografia computazionale che opera in locale, sfruttando le doti dell’ottimo SoC Qualcomm Snapdragon 8s Gen 3. Vale a dire che si scattano ritratti di livello professionale senza necessità della connessione a Internet.

Dunque la IA “Harcourt” ha operato per ottenere un superiore realismo fotografico (obiettivo raggiunto egregiamente) sviluppando algoritmi che operassero su gestione della luce, brillantezza, naturalezza della pelle e fisionomia. In particolare, Honor ha operato molto per massimizzare la resa nei contrasti cromatici e di luce, che sono poi il vero sale del ritratto fotografico. Honor ha anche osservato e digitalizzato il flusso di lavoro dello Studio Harcourt, che parte del makeup del soggetto e arriva al post editing per migliorare lo scatto, mai cambiarlo, al fine di renderlo il più possibile coerente e naturale. Questo processo avviene tramite l’app, sfruttando (se si vuole) l’effetto bellezza e lasciando il compito al SoC e agli algoritmi di eseguire il resto dei compiti. Honor 200 Pro è un portento: mai provato uno smartphone così in termini di ritratto. Con tutta la semplicità del puntare, cliccare e ottenere risultati da fotografo. Sì, ci si sente fotografi senza dovere disporre del bagaglio di conoscenze necessarie ma solo concentrandosi su ciò che si vuole immortalare.

Per ottenere il risultato, Honor opera con il processore principale (trovate le specifiche nella nostra recensione) nelle modalità di scatto a 1x (27 mm) e 2x (54 mm) e con il teleobiettivo in quella a 2,5x (68 mm). Per ottenere l’effetto bokeh (lo sfondo sfocato) sfrutta in entrambi i casi una combinazione dei dati provenienti dal sensore ultra grandangolare (usato per la profondità) e dalla fotografia computazionale. Lo scatto composito viene trattato dalla IA per migliorare dettaglio, colori, contorno del profilo (bokeh), esposizione e luce. Alla fine si ottiene lo scatto finale, morbido e ricco tipico dei ritratti ottenuti con ottiche di alto livello.

I risultati, considerando che si ottengono semplicemente puntando lo smartphone mentre si cammina, sono entusiasmanti: eccellenti, da studio professionale. L’unico inghippo in cui si può incappare è che il soggetto si muove oppure si sbaglia a puntare l’Honor 200 Pro. Lo smartphone, peraltro, è un vero stacanovista perché scollegandolo alle 7 di mattino dal carica batteria abbiamo passato l’intera giornata a Disneyland (scattando oltre 300 foto, usandolo per social, e-mail, lavoro e telefonate) e siamo arrivati a metterlo in modalità aereo alle 21.30 di sera con oltre il 50% di batteria residua. In più è resistente all’acqua (IP67), è compatto e leggero e si tiene in tasca facilmente e, dunque, si fa portare in giro anche quando si è in un contesto così sui generis come Disneyland. Che poi, come vedrete nelle gallerie qui di seguito, non è solo questione di ritratti perché Honor 200 Pro scatta foto in tutte le situazioni con risultati eccellenti, di fascia nettamente superiore. Il mix offerto da Honor è talmente riuscito bene che si continua a usarlo in ogni situazione perché si impara subito ad apprezzare le doti fotografiche del device.

A questo punto, avendovi fornito la bussola per capire le qualità fotografiche dell’Honor 200 Pro, vi mostriamo le nostre immagini per trarre le vostre conclusioni (altre numerose immagini con ritratti fatti in studio con lo smartphone sono nella nostra recensione).

Galleria – Modalità Ritratto Harcourt e foto in bianco/nero
Galleria – Foto in varie condizioni di luce e zoom
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