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Lo abbiamo indossato, finora, per circa una settimana a iniziare da un evento a porte chiuse di Garmin nel quale ci sono stati proposti una serie di esercizi per testarne le doti fitness. Sì, perché le parole chiave del nuovo Venu SQ 2 (dove SQ sta per “square”, quadrato perché è la forma che contraddistingue la sua cassa leggera e confortevole) sono due: autonomia e benessere. Per l’azienda statunitense questo smartwatch rappresenta uno strumento, uno stimolo semplice ed essenziale, ma con un design curato e un insieme di funzioni complete in perfetto stile Garming. Il benessere di cui si diceva passa dal fatto che sul display Amoled più grande da 1,41″ (protetto da lastra Corning Gorilla Glass 3) si trovano le opzioni e gli strumenti tipici dei modelli di fascia superiore, solo semplificati e resi più adatta a un uso meno “pro”. Ma con la stessa autonomia super (fino a 11 giorni) dei modelli davvero destinati al fitness, ossia quelli che non vanno ricaricati ogni giorno.

Ma non per questo meno precisi. Anzi. Nell’ambito dell’accattivante interfaccia, colorata e allegra si possono trovare e configurare ben 25 modalità di funzionamento “sportivo”. Che comprendono training, allenamenti e attività outdoor e indoor, come nel nostro caso specifico: HIIT, Cardio, Pilates, Corsa indoor (tapis roulant) e Bici indoor (abbiamo usato le Tacx di Garmin). Ma nell’elenco personalizzabile figurano anche yoga, pesi, ellittica, corsa “tradizionale”, bici, camminate, vogatore ma non mancano padel, golf e sport invernali. La cosa interessante è che questa base di lavoro è completamente configurabile e personalizzabile, tale da permettere al Venu SQ 2 di scaricare fino a oltre 1.600 esercizi, tra cui training dedicate a specifici obiettivi.

Garmin ha impostato il suo sistema operativo proprietario, compatibile con iOS e Android attraverso l’app Connect (mentre con la ConnectIQ si possono scaricare contenuti accessori quali app e watch face), in modo che l’interazione sia più semplice rispetto ai modelli “pro” più costosi così da adattarsi all’utente più interessato a concentrasi sul proprio fitness che allo studio e all’apprendimento dell’interfaccia. Così i tasti, rispetto ai classici cinque dei Garmin specializzati, sono passati a due sulla parte destra della cassa.

Con quello superiore si accede al menu principale configurabile a piacere con l’elenco delle attività sportive preferite, così da averle sempre a portata di touchscreen. Quello inferiore serve per tornare indietro di un passo, oppure tenendolo premuto si apre il menu di configurazione del Venu SQ 2 anche al fine di personalizzare la connettività con lo smartphone. Questo permette di ricevere notifiche dal device, di ascoltare la musica e di sincronizzare i dati relatività all’attività sportiva. Il modello che stiamo testando è denominato Music (299,99 euro), ovvero permette di memorizzare fino a 500 brani da Spotify Premium, Amazon Music e Deezer e di abbinare le cuffie Bluetooth, in modo da eseguire il workout accompagnati dalla musica preferita ma senza dover tenere lo smartphone con sé.

Per iniziare il workout, non c’è nulla di più semplice di questa procedura: premere il tasto superiore, scegliere dal touchscreen l’attività, attendere la schermata e usare il tasto superiore per partire, dopo eventualmente avere configurato i parametri. Quando si termina, con il tasto in basso si ferma il monitoraggio e si salvano i dati, che saranno poi consultabili sia dal display dello smartwatch sia da Connect.

La firma tecnologica di Garmin è assicurata dalla misurazione dello stress, che tiene conto di diversi parametri, e dal Body Battery, attraverso una scala (da verde a rosso) questo valore indica la quantità di energia ancora disponibile all’interno del proprio corpo. Questa di fatto rappresenta la predisposizione all’allenamento si misura con la training readiness. Va da sé che il sensore integrato nella parte inferiore della cassa misura anche i classici parametri quali battito cardiaco, ossigenazione del sangue (su richiesta), qualità del sonno, passi, calorie bruciate e idratazione, che prevede l’input dall’utente dei liquidi bevuti.

Nel nostro workout sperimentale abbiamo provato HIIT, pilates e bici indoor presso la ben attrezzata palestra dei Canottieri Milano. I risultati li trovate nelle schermate che seguono e indicano con dovizia di particolari calorie, sforzo e risultati. In più l’orologio può essere connesso ad alcune macchine, in particolare la Tacx di Garmin, per sincronizzare i dati e avere una misurazione ancora più precisa.

Nel complesso il Garmin SQ 2 è perfetto per chi cerca un’elevata qualità di monitoraggio e rappresentazione delle informazioni sul workout, grazie soprattutto all’app Connect (la stessa per i modelli di fasce superiori), senza rinunciare a un lato fashion e all’autonomia. In questa prima settimana di utilizzo intenso siamo partiti lunedì 12 settembre con il 100% di autonomia e siamo arrivati sette giorni dopo con il 31%. Gli 11 giorni promessi da Garmin sono tutt’altro che una chimera: praticamente una certezza, per un utilizzo sportivo del Venu SQ 2 equivalente a sessioni di fitness, corsa o in palestra per due, tre o quattro volte la settimana. Se volete spremere fino in fondo le doti dello smartwatch con allenamenti quotidiani, una settimana di autonomia è garantita. Tantissimo, se si pensa agli smartwatch più blasonati.