SHADOW OF NINJIA
SHADOW OF NINJA

Guida rapida alla sicurezza in famiglia (con i consigli di Kaspersky)

Il moltiplicarsi dei device tecnologici che utilizziamo ogni giorno moltiplica anche le sfaccettature della sicurezza legata alla famiglia. Una tematica svetta sulle altre: la sicurezza dei bambini e dei ragazzi su internet. Ormai i giovani entrano in contatto con la tecnologia fin dai primi anni di vita: hanno in mano strumenti potentissimi, che li aiutano a esplorare il mondo con maggior facilità e forniscono risorse infinite per lo studio e l’apprendimento. Come sottolinea Kaspersky, sono strumenti che però richiedono attenzione e una gestione oculata, soprattutto da parte dei genitori.

Dialogo, prima ancora che suite e software, è la chiave di volta per aprire i giovani a un uso consapevole di internet. L’acquisizione di consapevolezza passa giocoforza dall’esplorazione, in famiglia, delle tematiche più delicate che riguardano l’uso di internet: dalla condivisione dei dati sensibili al cyberbullismo, dalle insidie che talvolta si celano dietro lo shopping online alla responsabilità personale di ciò che si pubblica, dai tentativi di phishing alle truffe di vario genere e natura.

Sono tematiche che potrebbero sembrare talvolta “precoci” per una platea di giovanissimi: occorre invece sensibilizzare i figli fin dalla più tenera età, proprio per creare “cittadini digitali” consapevoli, dotati di tutti gli strumenti più efficaci per vivere internet con la giusta accortezza.

Kaspersky offre una serie di consigli, strumenti e buone pratiche per portare la sicurezza su internet come argomento di discussione in famiglia, sia per tutelare i giovani ma anche per rassicurare i genitori: proteggere i propri figli su internet può sembrare un’impresa ardua. Ma con i giusti strumenti è una partita che si può giocare ad armi pari.

6 metodi per parlare di sicurezza Internet con i figli

  1. Stabilire le regole di base

Prima di consegnare un computer o un dispositivo mobile ai figli, sarebbe buona pratica parlare apertamente con loro circa cosa è opportuno fare o non fare, a seconda dell’età. Innanzitutto, occorre porre dei limiti al tempo da trascorrere online. Poi, sensibilizzare circa i dati sensibili: dunque consigliare ai figli di parlare ai genitori prima di condividere informazioni quali il nome o indirizzo, o prima di comunicare con qualcuno che incontrano online. Dovrebbero inoltre condividere immediatamente con i genitori se vedono qualcosa che li turba o li spaventa.

È poi fondamentale sottolineare l’importanza di trattare gli altri, online, come loro stessi vorrebbero essere trattati. L’organizzazione no profit statunitense denominata National Center for Missing and Exploited Children elenca una serie di “regole in materia di sicurezza Internet“, specifiche a seconda dell’età, che bambini e ragazzi dovrebbero impegnarsi a rispettare: un buon argomento di discussione tra genitori e figli.

  1. Parlare di come, e perché, sarà monitorato il loro utilizzo della rete

Quando i figli crescono e iniziano a frequentare i social network, secondo Kaspersky bisogna essere pronti a monitorare ciò che postano, spiegando il motivo del controllo. Anche gli adolescenti potrebbero non comprendere appieno l’impatto a lungo termine dei loro post o il fatto che Internet non dimentica mai nulla. Dovrebbero essere consapevoli che il genitore sta tentando di proteggerli, non di creare loro problemi.

Non è facile, per un genitore, cercare di proteggere i figli senza che essi in qualche modo percepiscano le sue azioni come una mancanza di fiducia. Porre dei limiti e prospettare le situazioni in cui si potrebbe richiedere necessario andare oltre questi confini. Se il modo di monitorare causa involontariamente qualche conflitto, occorre essere aperti a trovare nuovi metodi. Un buon punto di partenza è quello di ricordare ai figli che la loro sicurezza è la principale preoccupazione di un genitore.

Un efficace software di Parental Control, come Kaspersky Safe Kids, offre facili soluzioni e strumenti per monitorare e gestire l’attività online dei figli.

  1. Parlare di cosa sta avvenendo nella loro vita

L’apertura di canali di comunicazione costituisce indubbiamente un aspetto alquanto critico nell’ambito della genitorialità, in particolar modo per la sicurezza online. Questo perché il cyberbullismo equivale all’indesiderata controparte nel mondo reale. Qualcosa di cui, spesso, bambini e adolescenti non vogliono parlare, per paura di mettersi nei guai o di perdere il loro accesso a Internet. Occorre che il genitore mostri chiaramente il proprio interesse in tutti gli aspetti della vita dei figli e assicurarsi anche che loro sappiano di potersi rivolgere al proprio genitore per qualsiasi problema. L’ascolto è importante, soprattutto se arricchito da attenzione e partecipazione, per mostrare loro che si è disponibili in ogni momento, indipendentemente da quello che succede.

  1. Insegnare ai figli come intraprendere azioni in prima persona

Secondo Kaspersky, occorre mostrare ai figli come si può essere proattivi online: insegnare loro a utilizzare le funzioni di privacy, reporting e blocco sui siti che visitano. Net Aware fornisce informazioni riguardo a tali funzionalità per un’ampia gamma di social network e app. I bambini più grandi, tuttavia, possono già saperne più di del genitore riguardo il mondo online. È importante fare in modo che si sentano dei veri e propri esperti e siano loro a illustrare al genitore le funzionalità di sicurezza presenti nei siti web che frequentano.

  1. Coinvolgere i figli nei processi decisionali

Come in tutte le conversazioni tra genitori e figli, anche il parlare di sicurezza online dovrebbe costituire un’interessante esperienza di apprendimento, non una lezione unilaterale senza repliche. Kaspersky consiglia chiedere cosa pensano di ciò che vedono online e se ritengono che sia potenzialmente pericoloso. Se non sono d’accordo occorre esplorare insieme il perché ed essere pronti a rispondere a eventuali domande. Anche se non amano le regole, bambini e adolescenti saranno molto più propensi a rispettarle se sono convinti di aver avuto un ruolo importante nello stabilirle.

  1. Non dimenticare il lato positivo

È importante, al tempo stesso, non dipingere Internet come un luogo terribile, da evitare a ogni costo. Il genitore dovrebbe quindi aiutare a sviluppare un comportamento online responsabile, parlando del modo in cui Internet può rappresentare un prezioso strumento per lo studio e per coltivare altri interessi. Bambini e ragazzi seguono l’esempio dei loro genitori in molti modi, visibili e invisibili. Pertanto, la condivisione di esempi riguardo a come si utilizza Internet in modo responsabile può lanciare un messaggio ben più forte rispetto all’applicazione di regole e restrizioni.

Cyberbullismo: 10 modi per fermarlo

Le statistiche sul cyberbullismo parlano chiaro: si tratta di un problema grave e persistente. Muniti di prove e di soluzioni attuabili, però, i genitori e i giovani possono contribuire a cambiare le sorti della lotta ai comportamenti sbagliati in rete. Kaspersky offre dieci regole fondamentali per combatterlo.

  1. Dirlo a qualcuno

Secondo DoSomething.org, solo una vittima su 10 racconta a un adulto di fiducia di subire bullismo online (eppure il 68% degli adolescenti afferma che il cyberbullismo sia un problema grave). Spesso questa mancanza di comunicazione deriva dall’imbarazzo o dalla paura. I bambini hanno il timore che parlarne con un adulto possa peggiorare la persecuzione una volta che il bullo lo scopre o che gli insegnanti e i genitori non siano in grado fare nulla per fermare l’abuso. Secondo Kaspersky è fondamentale che siano i genitori ad aprire un dialogo se pensano che il figlio sia vittima di bullismo online. Si cerchino modi pratici per affrontare il problema, come coinvolgere i responsabili scolastici o contattare direttamente gli amministratori dei social network.

Salvare tutto

In alcuni casi il bullismo sfocia dal fastidio alle molestie e le minacce criminali. È ciò che è accaduto a Izzy Dix, che si è suicidata nel settembre del 2013 dopo continue molestie online. Nonostante la polizia abbia aperto un’indagine sull’accaduto, le autorità giudiziarie non hanno trovato una correlazione tra i cosiddetti “troll”, ossia le vessazioni online, e la morte di Izzy. Sua madre Gabbi ora ha raccolto del materiale che rappresenta un modello di bullismo sui social network e vuole che il caso venga riaperto. Se il proprio figlio è vittima di cyberbullismo, bisogna assicurarsi di salvare le schermate o di fare foto a tutti i post e i messaggi del bullo e di registrare sempre l’ora e la data.

Non farsi coinvolgere

Nobullying.com sostiene che il 55% degli adolescenti che usano i social media ha testimoniato a delle forme di bullismo e che il 95% ha ignorato completamente tali comportamenti. Per combattere questo fenomeno è necessario tanto riconoscerlo quanto saperlo ignorare. Chi è testimone degli attacchi, infatti, deve riferirlo agli amici, ai parenti o agli insegnanti, mentre chi subisce gli atti di bullismo è sempre meglio che li ignori piuttosto che risponda. L’obiettivo di qualunque bullo è quello di suscitare rabbia nella vittima, e lo raggiunge quando riesce a provocare affermazioni ridicole o cattive nel suo bersaglio. L’opzione migliore consigliata da Kaspersky è quella di bloccare completamente il bullo sui social network e nella posta elettronica.

  • Tenersi informati

Secondo InternetSafety101.org, solo il 7% dei genitori è preoccupato sul tema del cyberbullismo, nonostante il 33% degli adolescenti ne sia stato vittima.

Secondo Kaspersky è essenziale, come genitori, imparare tutto ciò che si può su quello che il proprio figlio fa su internet e con il suo smartphone. Effettivamente, un luogo comune è che gli aggressori siano sempre i ragazzi e le ragazze le probabili vittime. In realtà tanto i ragazzi quanto le ragazze hanno le stesse probabilità di essere sia bulli che vittime. Mentre i ragazzi tendenzialmente minacciano, le ragazze si concentrano sulla violenza emotiva per minare l’autostima delle proprie vittime, il che può essere più pericoloso.

Kaspersky Total Security è uno strumento di protezione avanzata multi-device per l’intera famiglia, con antivirus, anti-ransomware, protezione webcam, Password Manager, VPN e altre 87 tecnologie all’avanguardia: tutto questo con una singola licenza, che aiuta a difendere i figli grazie alle funzionalità avanzate di Parental Control.

  • Comprendere la portata

Molti adulti credono che i social network siano dei possibili palcoscenici per atti di bullismo, e hanno ragione. Però, con il 73% degli adolescenti che oggi usa lo smartphone, la portate dei potenziali danni è molto maggiore. Il bullismo può avere luogo su Facebook, Twitter, Instagram e Snapchat e attraverso le e-mail e gli SMS che arrivano direttamente dai bulli. E poiché gli adolescenti non si separano mai dal proprio cellulare, le molestie possono diventare quasi costanti. Con la tecnologia che cambia così velocemente, Kaspersky consiglia di monitorare sempre i cellulari dei figli e il loro comportamento su Internet per prevenire ogni potenziale minaccia.

  • Riconoscere i segnali

Un figlio che è vittima di cyberbullismo in apparenza è uguale a qualunque altro adolescente: spesso non vuole parlare della sua giornata o non racconta nulla di sé. Tuttavia, secondo il National Crime Prevention Council (NCPC) (Consiglio nazionale americano per la prevenzione del crimine), bisogna stare attenti ad altri segnali, come una perdita di interesse nelle attività preferite, lezioni saltate o cambiamenti nelle abitudini alimentari e del sonno. Se molti di questi segnali possono essere sintomatici di diverse preoccupazioni, si potrebbe anche notare un’improvvisa perdita di interesse nell’uso del computer o, nel caso di un figlio bullo, reazioni di rabbia estrema se lo si priva del computer o del cellulare.

  • Tenere i dati al sicuro

Nel caso di Izzy Dix, i suoi bulli furono in grado di creare un profilo Facebook falso usando una foto rubata per postare messaggi dannosi. Come sottolinea Kaspersky, è importante che tanto i genitori quanto i figli siano attenti nel pubblicare dati online. Una buona idea è senza dubbio quella di limitare la quantità di foto e informazioni personali che il proprio figlio pubblica online, oltre che assicurarsi che sappia di dover tenere sempre le password al sicuro e cambiarle regolarmente. Si è scoperto che i bulli si siano appropriati dei profili delle loro vittime per pubblicare commenti volgari e offensivi. Per questo motivo i ragazzi devono sempre impostare i loro profili social come “privati” e ignorare completamente i messaggi provenienti da persone che non conoscono.

  • Non confondere le priorità

Come riporta Nobullying.com, alcune vittime rispondono agli attacchi dei loro bulli con altri attacchi, comportandosi loro stessi da bulli. Se questo potrebbe sembrare un modo per risolvere il problema, ciò che spesso accade è “una sorta di avanti e indietro tra la vittima e l’aggressore, che non fa altro che alimentare questo comportamento”. Kaspersky ritiene necessario assicurarsi di educare i propri figli al rispetto dei sentimenti e della privacy degli altri. Inoltre bisogna parlare con i propri figli e spiegare loro che si comprende il loro istinto a vendicarsi ma che nel lungo termine è meglio non farsi coinvolgere in quel sistema.

  • Restare uniti

Secondo Kaspersky, è molto importante restare uniti e cercare soluzioni a lungo termine al cyberbullismo. In Canada, è stata introdotto un recente progetto di legge che rende illegale distribuire immagini di una persona senza il suo consenso e che permette alla polizia di ottenere un mandato di indagine sugli utenti di Internet basato su “ragionevoli motivi di sospettare” che sia stata compiuta una violazione. Il progetto di legge non è perfetto, ma potrebbe diventare un riferimento per la legislazione futura per tenere i giovani al sicuro su Internet. Allo stesso tempo negli Stati Uniti la legge cambia da stato in stato, perciò è importante conoscere i propri diritti e dare la giusta priorità alle cose riportandole alle autorità competenti se diventano ingestibili.

  • Mettere i bulli di fronte alle proprie responsabilità

Un gruppo di ricercatori della Clemson University sta sviluppando un’app che esegue la scansione di foto, video e dati dei social media per riconoscere i segnali di bullismo. Se vengono rilevate situazioni di bullismo, l’applicazione allerta le vittime, i genitori, i responsabili scolastici e persino chi commette quegli atti, dando così una visibilità totale alla situazione in modo da fermare il bullo nei suoi comportamenti. Anche senza un’app a portata di mano i genitori dovrebbero mettere i bulli di fronte alle proprie responsabilità informando i dirigenti scolastici e genitori. I bulli hanno bisogno di capire che le loro azioni hanno delle conseguenze e che tutti hanno il diritto di vivere senza paura.

Antivirus: come scegliere la protezione perfetta (per qualunque sistema)

Capita spesso, purtroppo, che le persone acquistino un software antivirus solo quando sospettano un attacco. Nonostante l’esecuzione sia lenta o si verifichino errori sospetti, spesso aspettiamo ad agire fino a quando il computer smette di funzionare correttamente. Invece, l’implementazione di un software antivirus efficace deve essere una priorità. Il programma giusto può trovare la minaccia e bloccarla senza avere il minimo impatto sul computer. Kaspersky spiega come scegliere il programma più adatto, in base alle specifiche esigenze.

  • Scegli un software con un impatto leggero sulle performance del sistema

Dato che il software antivirus opera costantemente in background sul computer, è importante che funzioni in modo efficiente. I prodotti efficaci sono in grado di eseguire la scansione mentre sono in corso altre attività, tra cui:

  • Copia dei file
  • Archiviazione ed estrazione
  • Installazione/disinstallazione delle applicazioni
  • Avvio delle applicazioni
  • Download di file
  • Navigazione in siti web

Come riporta Kaspersky, non tutti i software di sicurezza rispondono correttamente ai test. Tuttavia, alcuni programmi sono più efficienti di altri in determinati task, dunque è buona pratica scegliere un software con funzionalità che si adattano al tipo di attività informatica che si svolge normalmente. Inoltre, occorre valutare l’opzione di acquisire un pacchetto completo da personalizzare in base alle esigenze, qualora dovessero cambiare.

  • Scegli un programma antivirus facile da utilizzare

Un modo per esporsi ad attacchi e vulnerabilità è acquistare un software antivirus e disattivarlo perché troppo complicato da utilizzare. Peggio ancora, spesso le persone lasciano i programmi in esecuzione ma non li mantengono aggiornati con le ultime versioni del software.

Non si ha necessariamente bisogno di un programma per configurare i firewall o eseguire programmi secondari che occupano la metà delle normali risorse informatiche del computer. Dipende dal tipo di attività informatica che viene abitualmente svolta e dai dati sensibili che si conservano sul computer, come le cartelle dei pazienti o i documenti finanziari aziendali. Un’esigenza potrebbe essere quella di avere un software con funzionalità di base automatizzate, eseguite in modo costante senza l’intervento dell’utente, come il download degli aggiornamenti, l’installazione delle patch e la riconfigurazione. Un altro vantaggio riportato da Kaspersky è disporre di un programma con un’interfaccia utente accurata, in modo da determinare rapidamente se una minaccia è stata rilevata e neutralizzata.

Il supporto clienti è un fattore importante che aumenta la fruibilità di un programma. Le persone scelgono spesso un software gratuito e, quando riscontrano problemi, non possono rivolgersi all’assistenza e ricevere l’aiuto necessario per risolverli. Anche se non si ha molta esperienza con i programmi antivirus, ci si può rivolgere a un team competente di supporto clienti per ottenere il massimo dal software.

L’antivirus di Kaspersky assicura la massima protezione dai più recenti virus, ransomware, spyware, cryptolocker e altre pericolose minacce; impedisce inoltre al malware di mining delle criptovalute di danneggiare le performance del PC.

  • Verifica cosa funziona nella rilevazione e rimozione di malware

Le minacce informatiche sono in evoluzione costante, quindi è impossibile affidarsi a un software antivirus per proteggere il computer da malware, spyware o adware. Ma alcuni strumenti sono migliori di altri. Il rilevamento delle minacce e la modalità di remediation dei prodotti cambia anche a seconda dei sistemi operativi. Il miglior software antivirus Mac non è necessariamente il software con le migliori prestazioni su un PC. Una buona pratica è quella di leggere notizie aggiornate e analisi di test provenienti da blogger affidabili e da fonti di notizie attendibili per determinare quali sono i programmi più attuali e ad alte prestazioni per il proprio OS.

Inoltre, come sottolinea Kaspersky, è importante scegliere un programma ampiamente testato e verificato da diversi laboratori indipendenti. Organizzazioni come AV-TEST, NSS Labs e AV-Comparatives eseguono test e forniscono recensioni sugli strumenti e sui software antimalware per gli OS Windows, Mac e Android. Infine occorre prestare attenzione alle valutazioni dei falsi positivi di un software, che si verificano quando il programma scambia file innocui per malware.

  • Informati sulle funzionalità aggiuntive dei software ad alte prestazioni

Un prodotto antivirus può essere migliore di un altro per alcune funzionalità. Le nuove funzionalità sono sviluppate regolarmente sulla base delle tendenze emergenti per mantenere gli utenti protetti e molte aziende fanno di tutto per promuovere i benefici di tali funzionalità. Sebbene la rilevazione delle più recenti minacce informatiche sia resa difficile dai rapidi cambiamenti della cybersecurity, è possibile ottenere una maggiore protezione grazie alle nuove funzionalità, tra cui:

  • Livelli multipli di protezione da malware che possono valutare gli URL che visiti o visualizzi nei risultati di ricerca utilizzando un sistema di categorizzazione (verde: sicuro, giallo: sospetto, rosso: malevolo)
  • Funzionalità di rilevamento proattivo che identificano le minacce e le anomalie
  • Firewall e filtro spam
  • Browser sicuri per le transazioni finanziarie
  • Cancellazione sicura di file sensibili, cronologia di navigazione, protezione delle transazioni finanziarie e delle credenziali di accesso (password)
  • Servizi di backup cloud con crittografia

Tra le varie soluzioni, Kaspersky offre anche un antivirus gratuito: Kaspersky Security Cloud – Free, dotato delle pluripremiate tecnologie di sicurezza di Kaspersky, in grado di analizzare automaticamente e in tempo reale i dati sulle nuove minacce, per fornire la massima protezione su PC, tablet e dispositivi mobili.

Kaspersky
Kaspersky Internet Security

Kaspersky Internet Security è invece la suite per la sicurezza avanzata che protegge ogni attività online da malware, spionaggio tramite webcam, truffatori e molte altre minacce ancora: tutto questo con una singola licenza.

E-mail di phishing: come riconoscerle ed evitarle

Come consiglia Kaspersky, il modo migliore per gestire un’e-mail di phishing è quello di eliminarla immediatamente. Qualsiasi altra misura presa per limitare il rischio di esposizione a questi attacchi è un vantaggio in più. Kaspersky entra nel dettaglio delle best practice da seguire una volta che un’e-mail di phishing ha raggiunto la casella e-mail dell’utente.

Come sono fatte le e-mail di phishing?

Uno dei motivi per cui le e-mail di phishing sono così minacciose, e per cui purtroppo raggiungono i loro scopi, è che sono create per sembrare legittime. A volte è difficile distinguere un’e-mail vera da un tentativo di phishing. Generalmente, le e-mail di phishing hanno delle caratteristiche comuni che dovrebbero mettere in allerta:

  • Allegati o link
  • Errori di ortografia
  • Grammatica scadente
  • Grafica non professionale
  • Urgenza sospetta con cui viene chiesto di verificare immediatamente l’indirizzo e-mail o altre informazioni personali
  • Forme di saluto generiche come “Gentile cliente”

Suggerimenti per evitare le e-mail di phishing

La chiave è fare attenzione ai tratti distintivi delle e-mail di phishing. Se se ne rileva una nella propria casella di posta, queste strategie permettono di evitare di essere vittima di un attacco di phishing.

  • Eliminare l’e-mail senza aprirla
    La maggior parte dei virus si attiva quando si apre un allegato o si clicca su un link contenuto in un’e-mail. Ma alcuni client di posta elettronica consentono lo scripting, in qual caso il virus può attivarsi anche solo aprendo un’e-mail sospetta. Meglio evitare di aprirle tutte insieme.
  • Bloccare manualmente il mittente
    Se il client di posta elettronica lo consente, è meglio ricorrere al blocco manuale. Occorre prendere nota del dominio del mittente dell’e-mail e aggiungerlo all’elenco dei mittenti bloccati. Questa mossa è particolarmente utile e intelligente se si condivide la casella di posta elettronica con un altro membro della famiglia. Qualcun altro potrebbe ricevere un’e-mail apparentemente legittima che non si trova nella tua cartella spam e potrebbe fare qualcosa che non dovrebbe.
  • Riflettere sulla possibilità di acquistare una modalità di sicurezza aggiuntiva
    Non si può mai essere troppo sicuri, dunque occorre valutare la possibilità di acquistare un software antivirus per monitorare la propria casella e-mail.

5 suggerimenti da Kaspersky per uno shopping online sicuro

Sempre più consumatori effettuano acquisti su Internet. Le ricerche mostrano che circa la metà dei consumatori acquista di tutto online, dai generi alimentari ai regali. Parimenti al numero di acquirenti digitali, aumenta anche quello delle truffe relative allo shopping online. Per evitare le truffe, è necessario sapere a cosa fare attenzione. Kaspersky condivide 5 preziosi consigli per non incappare in brutte sorprese.

  • Non aprire e-mail da mittenti sconosciuti

Per vendere i loro prodotti, le aziende utilizzano da anni l’e-mail marketing, che rappresenta anche il metodo di comunicazione preferito dagli hacker. La loro strategia consiste nell’ingannare le vittime che cedono volontariamente informazioni sensibili, come i dati del conto bancario. Come regola generale, è buona pratica non aprire e-mail da parte di aziende sconosciute.

  • Diffidare dei siti che offrono coupon gratuiti o omaggi

I coupon gratuiti e gli omaggi sono il sogno di chiunque faccia acquisti, ma i truffatori usano l’attrattiva di un grande affare per raggirare chi è in cerca di offerte. Occorre diffidare da questi siti, in particolar modo se hanno un nome simile a quello di un superstore, come Target.Shopping.xyz. Bisogna anche fare attenzione ai siti che chiedono di creare un profilo con informazioni troppo personali.

  • Non fare acquisti da locali pubblici

Se si è in vena di fare acquisti, meglio evitare i luoghi pubblici con rete Wi-Fi gratuita. La scarsa sicurezza delle reti Wi-Fi pubbliche rende più facile agli hacker intercettare le informazioni, come il numero della carta di credito. Più accorto optare per gli acquisti da casa, dove la rete è più sicura e protetta da password.

  • Utilizzare una carta di credito prepagata

Quando si fa shopping online è buona pratica utilizzare una carta di credito prepagata. Le carte prepagate non sono collegate al conto in banca. Se gli hacker entrano in possesso del numero, potranno accedere solo ai fondi disponibili sulla carta, non ai risparmi.

  • Iscriversi agli avvisi anti-truffa

Gli hacker sono ogni giorno più abili e per gli acquirenti diventa quasi impossibile capire dove si nascondono le truffe. La Federal Trade Commission offre un programma gratuito che invia tramite e-mail gli elenchi delle truffe più recenti, in modo da mantenere gli utenti informati. È possibile registrarsi sul sito Web della Federal Trade Commission (FTC).

Oltre ad attenersi a queste “best practice”, bisognerebbe anche prendere in considerazione l’idea di acquistare un software antivirus che può aiutare a proteggere la propria identità durante lo shopping onlineUn software di sicurezza Internet efficace è in grado di proteggere password, informazioni bancarie e transazioni online.

Parental Control: i 4 suggerimenti di Kaspersky per proteggere i bambini online

La protezione dei bambini online è una tematica di grande attenzione, resa ancora più fondamentale dall’accesso che i bambini hanno alla tecnologia fin dalla più tenera età. Kaspersky offre consigli e strumenti di protezione che rendono questo compito più facile. Grazie al software di Parental Control è possibile monitorare il comportamento online in modo sicuro ed evitare che i bambini accedano a siti e contenuti inappropriati.

  • Filtro e blocco

Monitorare come i figli trascorrono il tempo online non è sufficiente. Con le funzionalità di filtro e blocco è possibile tenerli lontano dai siti per adulti. Dalle impostazioni del software si possono bloccare specifiche categorie di contenuto e determinati tipi di messaggistica istantanea, e-mail e download di programmi. Kaspersky Safe Kids consente di creare elenchi di siti autorizzati e bloccati.

  • Blocco dei contenuti in uscita

I bambini non usano sempre il buon senso quando inviano SMS e altri messaggi. Ci sono software che impediscono loro di inviare un certo tipo di contenuti e li tengono lontani dai guai. Monitorare i messaggi in entrata e in uscita è anche un modo per sapere cosa succede nella vita del proprio figlio.

  • Limite di tempo online

Secondo un rapporto del 2017 di Common Sense Media, in meda i bambini fino a otto anni trascorrono online due ore e 19 minuti al giorno. I bambini di età compresa tra otto e 12 anni trascorrono sui dispositivi circa quattro ore e 36 minuti al giorno. Il software di Parental Control di Kaspersky è un valido aiuto per monitorare quanto tempo i bambini trascorrono online: consente di creare un programma per ogni bambino e nvia notifiche quando hanno già trascorso un certo tempo online e anche quando il tempo sta per scadere.

  • Supervisione dei contenuti

Un recente studio ha rivelato che i bambini cercano online soprattutto contenuti video. Facendo tali ricerche, potrebbero imbattersi accidentalmente in contenuti inappropriati. Occorre scegliere un software con cui monitorare l’attività in rete e sui dispositivi. Un software efficace registra quante e quali pagine visitano i bambini, in modo da tenere sotto controllo le loro abitudini di navigazione.

Grazie a un software di Parental Control come Kaspersky Safe Kids o a un software di sicurezza Internet completo con funzionalità di Parental Control, è possibile proteggere i propri figli monitorando cosa cercano e con chi interagiscono online.

Hacker di Snapchat: 5 modi per proteggere la famiglia

Il funzionamento di Snapchat è semplice: scatta una foto, inviala a un amico e l’immagine scompare entro 10 secondi. Il problema risiede nel fatto che è possibile “fare lo screenshot” di un’immagine prima che scompaia o ripristinarla da un dispositivo Android anche dopo l’eliminazione. Inoltre, la stessa informativa sulla privacy di Snapchat afferma che non fornirà ai genitori l’accesso ai messaggi dei loro figli. Per trovare amici sull’app, Snapchat richiede agli utenti di inserire e confermare il proprio numero di telefono; oltre ai nomi utenti, ciò ha costituito la base per il recente attacco al famoso social. Kaspersky condivide metodi per proteggere il proprio ID online.

  • Passaggio 1. Nuovo numero di cellulare

Se il numero di qualcuno della famiglia è stato pubblicato nel recente database di hacker, occorre chiamare l’operatore di telefonia cellulare e richiedere un nuovo numero. Menzionare l’attacco a Snapchat probabilmente potrà generare comprensione e potrebbe permettere di ottenere il cambiamento di numero gratuitamente. Snapchat ha anche modificato le proprie regole, consentendo agli utenti di disattivare la funzione “Trova amici”, che richiede il loro numero di cellulare.

  • Passaggio 2. Modifica della password

Modificare la password periodicamente è sempre una buona idea, soprattutto in seguito all’attacco a Snapchat. La migliore scommessa per la sicurezza? Scegliere una serie di parole che puoi ricordare, ma che in genere non sono correlate, come una storia breve con diverse parole chiave. In alternativa, si possono scegliere un serie di lettere, sia minuscole sia maiuscole, numeri e simboli che non possono essere facilmente indovinati. Occorre assicurarsi anche di ricordare la password. Infine, prendere in considerazione un programma di gestione delle password, che consentirà di gestire tutte le password offrendo al tempo stesso il livello appropriato di crittografia.

  • Passaggio 3. Niente più inganni

È possibile ricevere una telefonata o un’e-mail da qualcuno che afferma di lavorare per Snapchat; probabilmente si tratta di una truffa. Tanto per cominciare, nessun sito di social media contatta i suoi utenti tramite telefono e nonostante alcune aziende possono in rare occasioni contattare chiedendo un feedback sul web, non chiederanno mai informazioni personali di alcun tipo. Qualsiasi e-mail in cui viene indicato che il proprio account è stato violato e in cui vengono richieste informazioni personali per “riattivarlo” è una truffa.

  • Passaggio 4. Scelta del nome utente giusto

I nomi utente sono stati parte dei dati pubblicati dagli hacker di Snapchat. Se insieme ai numeri di telefono, questo mette in pericolo chiunque abbia usato il proprio nome reale o parte del proprio nome reale. Idealmente, i bambini dovrebbero scegliere nomi utente che non abbiano nulla a che fare con il loro nome reale, la loro età o il loro indirizzo. In questo modo, anche in caso di una violazione della sicurezza totale, sarà impossibile risalire alle persone reali partendo dai nomi utente.

  • Passaggio 5. Invio di foto intelligenti

Come accennato in precedenza, le foto su Snapchat dovrebbero scomparire per sempre ma non sempre svaniscono. Nonostante sia improbabile che un attacco su larga scala simile a quello dei numeri di telefono e dei nomi utente ripeschi ogni foto scattata con l’app, tutto ciò che serve è una schermata acquisita e inviata sul web affinché diventi di dominio pubblico. Per affrontare questo problema, i genitori devono stabilire linee guida rigorose per scattare e pubblicare foto: nulla di identificabile, come nomi di scuole o indirizzi, e nessuna foto inviata ad amici non conosciuti nella vita reale. L’anonimato protegge le famiglie e nel contempo agisce da distrazione contro chi intende causare danni.

5 suggerimenti di protezione online per i genitori

Internet costituisce una sorta di grande quartiere esteso a cui i ragazzi hanno libero accesso. I ragazzi crescono davanti al computer di casa e sempre più di loro hanno accesso a smartphone o tablet. Tutta questa connettività costituisce una grossa preoccupazione per i genitori. Kaspersky ci guida in un viaggio alla scoperta di strumenti che possono aiutare i ragazzi a navigare su Internet e a riconoscere i potenziali pericoli. Anche in questo caso, è possibile usare software e strumenti di controllo genitori per monitorare le attività online.

  • Evitare malware e adware

Molti siti di social media e app gratuite sopravvivono grazie all’adware, ma questo significa esporre i ragazzi a una quantità veramente eccessiva di pubblicità. Se a questo si aggiunge la facilità di effettuare acquisti in-app, i genitori hanno ottime ragioni per monitorare il comportamento dei figli online e impostare regole che limitino le app consentite. I genitori devono illustrare ai ragazzi come funzionano le cosiddette app gratuite, spiegando che potrebbero accidentalmente spendere denaro vero senza nemmeno accorgersene.

  • Proteggersi dai predatori online

Così come si insegna ai ragazzi a non parlare con gli estranei, occorre fare lo stesso anche con i contatti online. I genitori devono sottolineare il fatto che non tutte le persone online sono chi dicono di essere. In breve, genitori e figli devono sempre sapere con certezza con chi avviene l’interazione online. Occorre conoscere le informazioni di contatto, i nomi visualizzati e gli indirizzi e-mail degli amici, oltre a tutti i siti di social media che frequentano. Il controllo genitori costituisce un ottimo strumento per bloccare determinati contatti, oltre che per monitorare la messaggistica online e le altre comunicazioni.

  • Segnalare gli atti di bullismo

Il problema della sicurezza online per i ragazzi riguarda sempre più il bullismo. I genitori devono spiegare ai figli in cosa consiste il bullismo online e che possono segnalare gli autori di tali comportamenti senza temere di non poter più utilizzare il computer o essere puniti. I genitori devono inoltre insegnare ai figli a prestare attenzione, quando aprono messaggi e-mail, leggono post o tweet di persone che non conoscono o partecipano a una disputa verbale digitale. Questo vale soprattutto per i ragazzi che usano un cellulare. A volte, messaggi e immagini vengono inviati d’impulso o senza pensare alle possibili conseguenze.

  • Riconoscere i social network

A quanto pare anche i giovanissimi frequentano i social media, spesso spinti dal fatto che i propri amici possiedono un account. Nessun ragazzo desidera sentirsi escluso, ma i genitori devono fare il proprio dovere verificando se un determinato sito è appropriato per l’età del figlio. Alcuni siti, per esempio, non filtrano i contenuti per adulti, permettendo di accedervi anche ai minori. Un altro problema è costituito dalla quantità e dal tipo di informazioni che un ragazzo può pubblicare nel proprio profilo online. I genitori devono spiegare quali informazioni non devono essere assolutamente rese pubbliche. Perché anche un’informazione apparentemente innocua, come il nome di un animale domestico, può diventare un problema, soprattutto se tale nome costituisce la risposta alla domanda per il recupero di una password.

  • Combattere il furto di identità

Ormai molte scuole o centri giovanili raccolgono informazioni sui ragazzi. Anche se possono esistere motivi legittimi per farlo, un genitore ha sempre il diritto di sapere quali tipi di informazioni personali sono effettivamente necessari e come verranno archiviate le informazioni relative ai propri figli. Occorre insegnare da subito ai ragazzi a non rivelare il proprio nome utente e la propria password a nessuno, a parte i genitori, e di non condividere online informazioni che possano identificarli, come data di nascita, città di residenza, nome della scuola e così via.

Come proteggere bambini e ragazzi sui social media

In base a un recente report di Pew Research Center Internet, l’81% degli adolescenti tra i 12 e i 17 anni intervistati utilizza i social media e, anche se molti ragazzi dispongono di profili su siti noti come Facebook, non sempre li utilizzano attivamente, per una serie di ragioni: alcuni ragazzi si sentono oppressi dalle eccessive richieste di condivisione, dagli atteggiamenti di bullismo percepiti o reali oppure perché non si sentono liberi di esprimersi. Possono quindi orientarsi verso nuovi social media, di cui i genitori non sono a conoscenza. I genitori devono sapere dove si trovano i ragazzi online, con chi interagiscono e, non meno importante, perché preferiscono determinati social media ad altri.

Profili dei social media e impostazioni di privacy

L’accesso a ogni social media inizia con la creazione di un profilo. I ragazzi stanno diventando più attenti alle informazioni che inseriscono in un profilo, ma i genitori hanno comunque il dovere di esaminarlo, perché costituisce un elemento chiave per la sicurezza online dei ragazzi. Nessun contatto online ha bisogno di sapere dove un ragazzo va a scuola, chi sono i suoi amici, i nomi degli animali domestici attuali o precedenti, l’indirizzo di casa o di posta elettronica, i numeri di telefono o qualsiasi altra informazione che consenta di identificarli.

I genitori devono spiegare ai ragazzi come i malintenzionati possono utilizzare tali informazioni per accedere ad account personali, inviare spam, usare la loro identità o comunque provocare danni. Occorre aiutarli a configurare le impostazioni di privacy in modo da limitare rigorosamente l’accesso alle loro attività nei social media e alla visualizzazione del loro profilo. Gli amici degli amici, ad esempio, non devono vedere i loro post e le loro foto. Occorre controllare periodicamente le impostazioni di privacy, per assicurarsi che non siano state modificate.

I rischi di una condivisione eccessiva

Lo stesso vale anche per la condivisione eccessiva. Un post in cui il ragazzo racconta di essere a casa da solo può sembrare innocuo, ma in realtà potrebbe metterlo in pericolo. Anche parlare delle vacanze agli amici online costituisce un rischio, perché in questo il modo il mondo intero può sapere quando la casa rimarrà vuota. I genitori possono aiutare i ragazzi discutendo con loro i vari scenari, affinché capiscano quali informazioni non devono condividere tramite i social media.

Quello che succede online, rimane online

Spesso i ragazzi si trovano coinvolti in veri e propri drammi, con liti e commenti spiacevoli sui social media. Possono essere vittime di atti di bullismo, che li fanno sentire soli e indifesi. I ragazzi possono pubblicare in pochi istanti un video online senza pensare alle possibili conseguenze. I genitori possono fare molto, spiegando che ciò che succede online, rimane online per sempre. Occorre insegnare ai ragazzi a riflettere prima di pubblicare qualcosa Facebook o Twitter in un impeto di rabbia. I genitori devono spiegare molto chiaramente che commenti, azioni e comportamenti online devono seguire le stesse regole di cortesia e rispetto che si applicano agli incontri di persona.

Sicurezza mobile e social media

La sicurezza dei ragazzi online riguarda anche i dispositivi mobili. Oggi più che mai i ragazzi possono accedere a Internet da telefoni, tablet e palmari. L’accesso mobile implica inoltre che i ragazzi possono passare molto rapidamente a nuovi social media senza che i genitori se ne accorgano, controllando il computer di casa. È essenziale imporre regole ferree sulla partecipazione a nuovi siti, così come mantenere sempre vivo il dialogo. Occorre chiedere ai propri figli perché sentono il bisogno di cambiare social media. Potrebbero cercare di sottrarsi a un atto di bullismo o semplicemente sentire il bisogno di fare parte di una nuova community online, più educata e gentile.

Compiti principali dei genitori

Garantire la sicurezza dei ragazzi online sembra impossibile, a causa dell’ubiquità dei social media, ma è certamente necessario e importante. Occorre offrire ai ragazzi un modello di comportamento online e insistere affinché concedano l’amicizia ai genitori e a loro consentano di seguirli sui propri social media. In questo senso, è importante configurare il controllo genitori e mantenersi sempre aggiornati sui nuovi social media, per stabilire se sono appropriati per i figli. Poiché l’accesso mobile aumenta l’esposizione complessiva dei ragazzi ai social media, può essere utile investire in un software di sicurezza mobile, con strumenti di controllo genitori che permettano di monitorare le attività mobili dei figli.

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