arm nvidia ftc
Nintendo

Alcune delle più grandi società tecnologiche del mondo si stanno lamentando con le autorità di regolamentazione antitrust statunitensi per l’acquisizione di Arm da parte di Nvidia perché l’accordo danneggerà la concorrenza in un’area del settore che è vitale per le loro attività. Nella fattispecie, Google (Alphabet), Microsoft e Qualcomm sono tra le aziende preoccupate per l’accordo da 40 miliardi di dollari e stanno sollecitando i funzionari dell’antitrust a intervenire. Secondo fonti vicini alle vicende, almeno una di queste aziende ha chiesto che l’affare venga bloccato e, come risultato, venerdì scorso le quotazioni delle azioni di Nvidia sono diminuite del 3,1%.

L’acquisizione, se approvata e operativa, permetterebbe a Nvidia di entrare da protagonista in un segmento critico del mercato perché le architetture di Arm sono alla base dei chip per dispositivi mobili di aziende del calibro di Apple, Intel, Samsung, Amazon, Xiaomi e Huawei. Per la cronaca Arm è un’azienda del Regno Unito e concede in licenza i design per realizzare i chip, con il relativo codice macchina per la realizzazione del software. Queste architetture sono usate per realizzare i Soc, tra cui Apple M1 e A14 Bionic, Samsung Exynos 2100, Huawei Kirin 9000, Microsoft Q1 e Q2 e tutta la serie Snapdragon di Qualcomm. La preoccupazione è che se Nvidia dovesse arrivare a controllare Arm, potrebbe limitare l’accesso alla tecnologia da parte dei competitor oppure aumentare i costi di accesso.

Nvidia ha spiegato che il prezzo fissato per l’acquisto di Arm da solo testimonia che non c’è interesse a modificare l’attuale situazione di mercato, mantenendo dunque l’attuale neutralità dell’azienda ma le aziende citate qui sopra non sono del tutto convinte.

Nvidia: ricavi in ascesa grazie ad Arm

“Mentre procediamo nel processo di revisione dell’acquisizione, siamo fiduciosi che sia le autorità di regolamentazione sia i partner vedranno i vantaggi del nostro piano per continuare il modello di licenze aperte di Arm e garantire un rapporto trasparente e collaborativo con i licenziatari”, ha affermato un portavoce di Nvidia in una dichiarazione. “La nostra visione per Arm aiuterà tutti i licenziatari dell’architettura a far crescere le loro attività e ad espandersi in nuovi mercati”. Google, Microsoft, Qualcomm e Arm hanno rifiutato di commentare. La Cnbc ha già segnalato le obiezioni di Qualcomm.

Prima che l’accordo possa concludersi, Nvidia deve superare un lungo processo di revisione da parte dei funzionari antitrust negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Unione Europea e in Cina. Le agenzie governative di tutto il mondo sono in procinto di contattare coloro che ritengono possano essere interessati dalla transazione.

Un’ondata di opposizione da parte delle grandi aziende tecnologiche potrebbe rendere difficile ottenere l’approvazione, con il risultato di ritardare il processo o imporre situazioni che cambiano il valore di Arm per Nvidia. Questo è anche un rischio per SoftBank Group Corp, l’attuale proprietario di Arm. Il conglomerato giapponese ha cercato di vendere alcune attività per ripagare i debiti e riacquistare azioni.

Negli Stati Uniti, l’accordo è all’esame della Federal Trade Commission, che ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione e ha inviato richieste di informazioni a terzi. Questo almeno secondo fonti vicine alla questione. La FTC ha rifiutato di commentare. Tuttavia il cambiamento ai vertici dell’ente statunitense potrebbe rendere più difficile ottenere l’approvazione per Nvidia. La commissione è generalmente divisa in parti equali tra repubblicani e democratici. L’attuale presidente democratico Rebecca Kelly Slaughter è destinata a lasciare il posto ai repubblicani, in seguito all’insediamento del Presidente Joe Biden. Il quale sceglierà due candidati per occupare i seggi vacanti.

Gli accordi come l’acquisizione di Arm da parte di Nvidia, note come fusioni verticali, sono generalmente visti come meno preoccupanti agli occhi delle autorità antitrust perché le società non competono testa a testa. Ma questo punto di vista è stato criticato dalle citate aziende che hanno chiaramente espresso la loro posizione in una richiesta di verifica antitrust più aggressiva, in quanto Nvidia avrebbe “minimizzato il danno competitivo derivante” dalla fusione.

Alla resa dei conti sotto inchiesta è la portata reale e concrete di queste “fusioni verticali”, perché si tende a esasperare la descrizione dei vantaggi ma tacendo sull’indotto negativo che possono portare. Su questo fronte, le persone attualmente incaricate sia al FTC sia all’organo antitrust statunitense hanno richiamato l’Amministrazione verso una maggiore attenzione e una supervisione che risulti meno lassista e più indagatoria, applicando le leggi, per estensione, con più vigore in occasione di fusioni verticali.