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Google: maggiori impegni di trasparenza per i consumatori nell’Unione Europea

Google si è impegnata a introdurre modifiche in diversi dei suoi prodotti e servizi fine di allineare le sue pratiche al diritto dell’Unione Europea , in particolare per quanto riguarda la mancanza di trasparenza e di informazioni chiare ai consumatori. La “decisione” è maturata in seguito di un dialogo avviato nel 2021 da parte del motore di ricerca con la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC), coordinata dalla Commissione Europea e guidata dall’Autorità olandese per i consumatori ei mercati e dalla direzione generale belga per l’ispezione economica, Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “A quasi tre anni dall’inizio della pandemia di Covid-19 e dei periodi di confinamento che ne sono seguiti, il numero di consumatori che utilizzano Internet per prenotare le vacanze, effettuare acquisti o consultare una recensione è in aumento. I consumatori dell’Unione Europea hanno diritto a informazioni chiare e complete per poter compiere scelte informate. Gli impegni assunti rappresentano un passo in avanti in questa direzione. Invitiamo Google a rispettare pienamente il regolamento sui blocchi geografici, per garantire che i consumatori, dovunque si trovino nell’Unione, possano godere degli stessi diritti e avere accesso agli stessi contenuti”.

Google, ecco gli impegni assunti

La società che fa capo da Alphabet si è impegnata a limitare la propria capacità di apportare modifiche unilaterali agli ordini per quanto riguarda prezzi o cancellazioni ea creare un indirizzo di posta elettronica riservato alle autorità per la tutela dei consumatori, in modo che quest’ultime possano segnalare e richiedere la rapida rimozione di contenuti illegali. Il colosso di Mountain View ha inoltre accettato di introdurre una serie di modifiche alle sue pratiche:

·      Google Voli e Google Hotel

Chiarire ai consumatori se stipulano un contratto direttamente con Google o se la società agisce semplicemente come intermediario;

indicare chiaramente il prezzo utilizzato come riferimento quando la piattaforma pubblicizza offerte promozionali, come pure il fatto che le recensioni su Google Hotels non sono verificate;

 accettare gli stessi impegni in materia di trasparenza assunti da altre grandi piattaforme ricettive, per quanto riguarda le modalità con cui presentano le informazioni ai consumatori, ad esempio in materia di prezzi o disponibilità.

·      Google Play Store e Google Store

Fornire informazioni precontrattuali chiare sui costi di consegna, sul diritto di recesso e sulla disponibilità di opzioni di riparazione o sostituzione. Google faciliterà inoltre l’acquisizione di informazioni sulla società (ad esempio la ragione sociale e l’indirizzo), indicando punti di contatto diretti ed efficaci (ad esempio, la possibilità di parlare con un operatore telefonico);

chiarire le modalità di consultazione delle diverse versioni nazionali di Google Play Store e informare gli sviluppatori dell’obbligo di rendere le loro disponibili in tutta l’Unione Europea (ai sensi del regolamento sui blocchi geografici) e consentire ai consumatori di utilizzare mezzi di pagamento di tutti i paesi.

Le prossime tappe

La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori effettuerà un attivo monitoraggio dell’attuazione di tali impegni e le autorità nazionali eserciteranno un controllo sugli stessi, intervenendo per garantirne l’osservanza, qualora permangano elementi di preoccupazione. In particolare, vi è una pratica di Google che non è pienamente conforme al regolamento sui regolamenti geografici, in quanto la società applica limitazioni tecniche all’uso di che normalmente sarebbero disponibili nel paese in cui l’utente si trova in via temporanea. Google si è giustificata dicendo che gli utenti possono cambiare il proprio paese di residenza una volta all’anno per avere accesso alle e ai giochi locali in un altro Stato membro. 

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